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	<title>Fondazione Gaetano Salvemini</title>
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		<title>(Italiano) Il ruolo dell’Italia fra Europa e Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:07:15 +0000</pubDate>
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Si è tenuto lo scorso 9 maggio presso la Fondazione Gaetano Salvemini, a Roma, un incontro fra diversi esponenti del mondo politico, culturale e scientifico per analizzare il drammatico scenario economico del contesto europeo ed indicare le possibili vie d’uscita.
«Quanto sta accadendo &#8211; ha spiegato presidente della Fondazione Salvemini e segretario nazionale PSDI, Renato d’Andria – mostra ormai senza alcun dubbio che le soluzioni proposte dall’Europa sono inaffidabili.  Bisogna quindi esplorare altre realtà geopolitiche ed economiche». Per d’Andria, «il futuro politico è unicamente la Socialdemocrazia, in quanto modello che garantisce [...]]]></description>
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<p>Si è tenuto lo scorso 9 maggio presso la <em>Fondazione Gaetano Salvemini</em>, a Roma, un incontro fra diversi esponenti del mondo politico, culturale e scientifico per analizzare il drammatico scenario economico del contesto europeo ed indicare le possibili vie d’uscita.</p>
<p>«Quanto sta accadendo &#8211; ha spiegato presidente della <em>Fondazione Salvemini</em> e segretario nazionale PSDI, Renato d’Andria – mostra ormai senza alcun dubbio che le soluzioni proposte dall’Europa sono inaffidabili.  Bisogna quindi esplorare altre realtà geopolitiche ed economiche». Per d’Andria, «il futuro politico è unicamente la Socialdemocrazia, in quanto modello che garantisce equilibrio ed armonia tra le forze economiche e sociali nei Paesi come il nostro, da sempre oggetto di guerre per bande fra le lobby, a discapito delle classi sociali più deboli». «Il PSDI, che rappresenta tale ideale e formula politica &#8211; aggiunge il segretario &#8211; si candida a gestire la leadership del cambiamento per guidare il Paese fuori dall’Europa e ad assumere un ruolo preminente di leader nel Mediterraneo, sostenendo anche l’ipotesi politica di una Unione dei Paesi bagnati dal Mare Nostrum».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una nuova entità politica, dunque, «della quale il PSDI si farà promotore in tutte le sedi nazionali ed internazionali». «Nascerà con la grande prospettiva di essere un Polo politico-culturale che si rifà alla storia antica, in una chiave di sviluppo moderno della popolazione, una forza destinata a pacificare anche i contrasti di religioni, economie e civiltà fra gli abitanti di quei Paesi», viene spiegato a margine dell’incontro, cui hanno preso parte anche personalità provenienti dal Nordafrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renato d’Andria annuncia poi che promuoverà entro il mese di luglio una Conferenza Mediterranea tra le forze politiche che si richiamano ai principi della Socialdemocrazia nei Paesi del Mediterraneo, «per varare un documento costituente della nuova alleanza ed indicare la strada del nuovo equilibrio geopolitico, assumendo la leadership di un movimento che avrà un respiro più ampio dell’Italia». A tal proposito è stato ricordato che, nel corso di numerosi incontri tenuti a livello locale, molti rappresentanti delle nazioni mediterranee del Nordafrica hanno manifestato la propria adesione alla costituzione del nuovo movimento ed hanno invitato lo stesso d’Andria ad accelerare il processo di alleanza politica che vedrà anche il PSDI come elemento in grado di coagulare queste istanze.</p>
<p>E’ emersa perciò dai lavori della Fondazione la necessità che d’Andria sia candidato a guidare una forza politica che, unita a quella del PSDI, possa portarlo al governo del Paese e a realizzare il sogno mediterraneo, interrotto da oltre 1500 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(a cura dell&#8217;Ufficio stampa)</p>
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		<title>(Italiano) Italia: consigli per la crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:12:48 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) Quei disastrosi accordi sull&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:32:21 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) Beppe Grillo: un salutare dèja vu</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:54:13 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini
Italia &#8211; La pace possibile raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.
Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini<br />
Italia &#8211; La pace possibile raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.<br />
Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco Buttiglione (presidente Udc), Renato d’Andria (presidente Fondazione Gaetano Salvemini), Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino), Filippo Facci (giornalista, Libero), Giuseppe Fortunato (Autorità Garante per la Privacy), Roberto Giovannini (giornalista, La Stampa), Elio Lannutti (senatore Italia dei Valori), Elio Veltri (scrittore).<br />
Il libro, curato da Rita Pennarola,  riporta in presa diretta i loro interventi.</p>
<p>Qui un estratto dalla prefazione di Renato d&#8217;Andria.</p>
<p>Un intero Sistema va “sfrattato” al più presto dal nostro Paese. Fuori  le oligarchie del potere politico, le élites finanziarie con al seguito il codazzo dei loro sotto-poteri deviati. Sono loro i primi che devono lasciare l’Italia, o almeno uscire definitivamente dalla scena della politica e del potere. Fuori gli oligarchi dai partiti politici, dalle università, dalle banche, dai colossi di Stato, dalla magistratura. Dobbiamo porre fine, e subito, al gigantesco “inciucio” istituzionale che ha segnato gli anni recenti della nostra storia, con lo scopo ultimo, per i suoi artefici, di riprodursi indefinitamente e consolidare assetti di tipo feudale, generazione dopo generazione, accumulando beni e patrimoni personali tali da garantirsi potere ed opulenza per i prossimi cinquant’anni e passa. Le sorti delle imprese italiane, le prospettive di rilancio dell’economia, gli spiragli della ripresa possibile: tutti fattori frenati dalle incrostazioni diffuse del potere marcio, dal blocco cristallizzato di un sistema egemone “bipartisan” che, proprio in quanto tale, mostra di non avere alcuna opposizione vera, né accettabili alternative.<br />
Il nuovo esecutivo di governo guidato da Mario Monti ha mostrato fin da subito al nostro Paese il volto torvo dei potentati finanziari internazionali e le misure economiche varate hanno avuto l’effetto di accentuare il processo, già in atto, di pauroso scollamento fra gli italiani, il ceto politico  di governo e la rappresentanza parlamentare. E mentre qui si discute sul risanamento dei conti pubblici a spese di lavoratori e pensionati, Germania, Francia e Gran Bretagna non solo gettano le basi reali per la ripresa, ma accolgono e valorizzano sempre nuovi talenti italiani. Energie manageriali ed imprenditoriali, anche non più giovanissime, che definiscono ormai l’Italia «un Paese senza speranza» e ricostruiscono altrove il proprio futuro.<br />
Di fronte a tutto questo, rilanciamo con più forza l’idea di una pacificazione nazionale di ampio respiro che, a partire dalla giustizia “ordinaria”, si estenda alla giustizia sociale, tema più volte sottolineato negli interventi di questo libro.<br />
L’emergenza giustizia ci richiama tutti, ciascuno con le proprie responsabilità. Un richiamo alto, che è venuto, in tempi recenti, dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e da Benedetto XVI.<br />
Dopo decenni di barbarie, la Pax Augustea e, in tempi più vicini a noi, la Pax Togliattiana, seppero ricostruire non solo gli assetti produttivi, ma anche la coscienza morale del Paese e la fiducia delle popolazioni. Da più parti oggi raccogliamo la richiesta di confronti per impostare percorsi legislativi in grado di condurre l’Italia ad un analogo approdo. Istanze che provengono da vasti segmenti non rassegnati, circoli culturali ed ambiti imprenditoriali sani, che non hanno smarrito la speranza e sono pronti ad impegnarsi per ricostruire il loro Paese. La Fondazione Gaetano Salvemini ha avviato su questi temi il fertile dibattito che i lettori troveranno in queste pagine. E’ un buon inizio, è la scintilla che apre a noi la strada per future iniziative. Percorreremo questo cammino nel nome di Gaetano Salvemini, maestro di libertà e giustizia, e nel ricordo di Giuseppe Saragat, artefice di quella scissione di Palazzo Barberini che, giusto 65 anni fa, riuscì ad impedire che il nostro Paese cadesse nella morsa del totalitarismo filo-sovietico, garantendo all’Italia un futuro di democrazia vera e pace duratura.</p>
<p>Renato d’Andria</p>
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		<title>(Italiano) ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>(Italiano) Italia &#8211; La Pace Possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>(Italiano) Italia &#8211; La Pace Possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>EDITED VOLUME ON SALVEMINI&#8217;S APPROACH TO THE SOUTH&#8217;S PROBLEMS</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara_massaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[On 8th December the Corriere della Sera published an edited volume, titled &#8216;The Left and the Southern problem&#8217;. The book, prefaced by Giovanni Russo, underlines Gaetano Salvemini&#8217;s efforts to help the south of Italy redeem itself.
On the same day, the Milan daily published an article, by Gaetano Pecora, on Salvemini, who liked to refer to himself as an &#8216;old fashioned social-democrat&#8217;. The article points out that Salvemini belonged to the reformist wing of the socialist movement, which fought for universal franchise, even for the uneducated southern peasants, thus laying the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>On 8<sup>th</sup> December the <em>Corriere della Sera</em> published an edited volume, titled &#8216;The Left and the Southern problem&#8217;. The book, prefaced by Giovanni Russo, underlines Gaetano Salvemini&#8217;s efforts to help the south of Italy redeem itself.</p>
<p>On the same day, the Milan daily published an article, by Gaetano Pecora, on Salvemini, who liked to refer to himself as an &#8216;old fashioned social-democrat&#8217;. The article points out that Salvemini belonged to the reformist wing of the socialist movement, which fought for universal franchise, even for the uneducated southern peasants, thus laying the foundations for the party&#8217;s split.</p>
<p>Salvemini, during the re-birth of socialism in Italy in the 1950s, urged his fellow party members to seek not revolution, but a simple application of the socialist ideals. Later in his life, he wrote that he had &#8216;heard revolutionary talk for sixty years, yet had not seen one revolution, but rather a slow evolution&#8217;.</p>
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		<title>Fairness for Italy in Europe</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/l%e2%80%99equita-negli-annunci-e-il-divario-nei-fatti?lang=en</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In the past few weeks, Prime Minister Monti&#8217;s primary objective was to turn around the Italian economy, and to do so with fairness. We shall see whether the objectives have been reached, while striking a balance between social and fiscal justice, let alone financial one.
We shall also see whether those measures have kept into account not only the inequalities within the country, but also those, which exist between Italy and Europe, and which are, in the current economic climate, the forgotten reasons of the malaise the affects Italy and its [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In the past few weeks, Prime Minister Monti&#8217;s primary objective was to turn around the Italian economy, and to do so with fairness. We shall see whether the objectives have been reached, while striking a balance between social and fiscal justice, let alone financial one.</p>
<p>We shall also see whether those measures have kept into account not only the inequalities within the country, but also those, which exist between Italy and Europe, and which are, in the current economic climate, the forgotten reasons of the malaise the affects Italy and its European partners.</p>
<p>Europe as we know it was the embodiment of an Italian dream that came true with national re-unification in the 19<sup>th</sup> century. But the EU was, most of all, born out of the rejection of conflict as a means to resolve differences, a promise that such horrors would &#8216;never agin&#8217; ravage it peoples.</p>
<p>The founding fathers&#8217; ideals of peace and justice, have, in time, been forgotten in the corridors of Brussels. Europe was supposed to be a centre of inclusion, open barriers and friendship. It has become, instead, a vast bureaucracy, which manages handouts and fails to create economic development.</p>
<p>Italy has become, also through faults of its own, increasingly marginalised in Europe, to the point that its sovereignty is threatened by external impositions. We believe that Italy would be better off outside the EU. In fact, it should have left the Union before the onset of the current economic crisis. Leaving the EU would mean freeing ourselves from its strict, detrimental rules. Take interest rates for example: how can a business pay 5% interests in Germany and up to 15% in Italy? Who benefits in this scenario?</p>
<p>While European leaders attempt to reforms those rules, ten years too late, we believe we should leave the euro altogether and re-gain out monetary independence, to foster long term, stable economic development. A few moths ago we were alone in saying this; nowadays there are many, from all political backgrounds, who agree with us.We should be once more an independent country, regain our financial autonomy, like the UK, so that we can look at Mediterranean markets as the natural outlet for our economy.</p>
<p>A return to the Lira is all but impossible, notwithstanding the alarms raised by the media. It would be the best possible solution, because if we cannot control our own economy, we will be crushed within the grip of the single currency, and we will give up our sovereignty.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>KING GIORGIO, HEAD OF THE REPUBLIC</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorgio Napolitano, the Italian President, has managed to hold the reins of Italy, strictly within the constitutional limits of his office, during one of the most crucial times in the country’s recent history. It is because of such merits that The New York Times has dedicated to “King Giorgio” its Saturday Profile on 3 December.
It is a long, passionate portrayal of the former &#8216;communist&#8217;, who ensured a rapid transition from Berlusconi&#8217;s government to the technocratic one of Monti, taking the former professor away from his duties at Bocconi University and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Napolitano, the Italian President, has managed to hold the reins of Italy, strictly within the constitutional limits of his office, during one of the most crucial times in the country’s recent history. It is because of such merits that The New York Times has dedicated to “King Giorgio” its Saturday Profile on 3 December.</p>
<p>It is a long, passionate portrayal of the former &#8216;communist&#8217;, who ensured a rapid transition from Berlusconi&#8217;s government to the technocratic one of Monti, taking the former professor away from his duties at Bocconi University and granting granting him the post of senator for life. According the daily, the transition was accurately prepared through high profile, strategic political steps, taken by the president during months of talks with national and European leaders, and also with American officials and the Bank of Italy, in order &#8216;to shepherd the creation of a viable alternative government for the “post-Berlusconi” moment&#8217;.1<br />
The article uncovers new scenarios in Italy, where the press, in the months prior to Berlusconi&#8217;s resignation on 8 November, had not reported the diplomatic talks held by the President for the formation of the new executive. The piece goes further. According to constitutional law professor Andrea Simoncini at the University of Florence, Napolitano “didn’t only say, ‘You have to do it soon’; he basically chose Monti and created the conditions so that people couldn’t not say yes to Monti.”2<br />
The President&#8217;s choices were dictated by the need to act quickly in the country&#8217;s interest, ensuring stability for the economic measures to be taken to get Italy out of the Euro&#8217;s structural crisis and out of domestic power struggles between De Benedetti and Berlusconi.<br />
Such actions have been consistent with Italy&#8217;s atlanticist approach and were welcomed by European partners and, as the article shows, by the American public opinion.<br />
For quite some time now I have pointed out that Italy is being targeted by foreign pressure groups, often directed by Italian lobbies, who aim to undermine its stability. As I have already noted before, the data show that the economic situation in Italy is not as dire as described, but it is more solid that those economies, based on busted housing bubbles.<br />
The NYT&#8217;s endorsement of Giorgio Napolitano sounds like an approval of Monti&#8217;s austerity policies to come. We need to follow closely the current developments, and I am sure that Napolitano will be the first one to do so. The urgent need to balance the country&#8217;s books can never translate in loss of sovereignty and independence of choice for popular democracy.</p>
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		<title>Supreme Court approves voting system referendum signatures</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:58:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Italian Supreme Court has green-lighted the two referenda on the voting system, approving the half million signatures, well above the number required by law, collected to abolish the current system, nicknamed &#8216;porcellum&#8217; (dirty trick). The Court now has till 20th January 2012 to decide whether the referenda are constitutional.
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			<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">The Italian Supreme Court has green-lighted the two referenda on the voting system, approving the half million signatures, well above the number required by law, collected to abolish the current system, nicknamed &#8216;porcellum&#8217; (dirty trick). The Court now has till 20</span><sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;">th</span></sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"> January 2012 to decide whether the referenda are constitutional.</span></p>
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		<title>(Italiano) CENSIS, 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 15:30:13 +0000</pubDate>
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		<title>GAETANO SALVEMINI FOUNDATION</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 12:59:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Gaetano Salvemini Foundation was started by Renato D&#8217;Andria in December 2010 to foster and support the development and progress of the peoples who live in the Mediterranean region.
Later on, the Foundation broadened the scope of its action to promote a dynamic vision of national identity, sustainable development, social and environmental rights.
The Salvemini Foundation is a laboratory for projects and ideas, which, through scientific research, aims to improve and strengthen a strategic vision of Italian society, employing the wealth of experience of University and Research Institutes&#8217; staff, as well as [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Gaetano Salvemini Foundation was started by Renato D&#8217;Andria in December 2010 to foster and support the development and progress of the peoples who live in the Mediterranean region.</p>
<p>Later on, the Foundation broadened the scope of its action to promote a dynamic vision of national identity, sustainable development, social and environmental rights.</p>
<p>The Salvemini Foundation is a laboratory for projects and ideas, which, through scientific research, aims to improve and strengthen a strategic vision of Italian society, employing the wealth of experience of University and Research Institutes&#8217; staff, as well as the expertise of those who work for international institutes and foundations, and in business, finance and professional sectors.</p>
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		<title>(Italiano) LE PASSIONI DELLA POLITICA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:19:31 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) CONVEGNO MEMORIA E STORIE DELLE DONNE NELLA RICOSTRUZIONE DELL&#8217;ITALIA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:44:22 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) GIORNATA DI STUDIO ANCORA AGRA. IL LAVORO CULTURALE DAI QUARTARI AL QUINTO STATO</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:16:33 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) CONVEGNO IL CONTRIBUTO DEI PARTITI POLITICI ALLA FORMAZIONE DELL’IDENTITÀ NAZIONALE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:35:46 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) CONVEGNO PUÒ L&#8217;ITALIA USCIRE DALL&#8217;EURO?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:30:51 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) I COSTI DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 10:22:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Italiano) Sono molteplici gli effetti del malcostume della classe politica odierna che influiscono sulla qualità della vita dei cittadini, dai privilegi della casta alla negazione della scelta del proprio rappresentante in Parlamento. Una legge elettorale nuova, ma anche una rinnovata etica politica, sembrano essere temi assenti nel dibattito italiano. Gaetano Salvemini ha sempre affrontato temi di grande avanguardia riformista nel corso della sua esperienza politica e professionale. Strenuo difensore dei diritti delle persone comuni, dell'etica e del buoncostume politico, è stato il primo sostenitore del suffraggio universale. Tema direttamente legato alla questione della rappresentanza politica. Una rappresentanza che, secondo l'ufficio studi della Confommercio, dal titolo "I costi della rappresentanza politica in Italia" costa alle famiglie italiane 350 euro l'anno.]]></description>
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		<title>Gaetano Salvemini&#8217;s bibliography</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:23:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
   •  Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio


   •  Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra


   •  Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte


   •  Carte e documenti personali


   •  Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8217;

   •  Prospetto generale della bibliografia
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<li><strong>   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all’esilio" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-1">Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dall’esilio al secondo dopoguerra" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-2">Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-3">Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>   •  <a title="Carte e documenti personali" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-4">Carte e documenti personali</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>   •  <a title="Carte di Gaetano Salvemini conservate presso ‘Harvard University”" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-5">Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8217;</a></strong></li>
</ul>
<p><strong>   •  <a title="Bibliografia di Gaetano Salvemini" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini">Prospetto generale della bibliografia</a></strong></p>
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		<title>(Italiano) Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:14:43 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra</title>
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		<title>(Italiano) Carte e documenti personali</title>
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		<title>(Italiano) Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8221;</title>
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		<title>(Italiano) Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 22:45:15 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:27:24 +0000</pubDate>
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		<title>SOCIALISM</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 10:44:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Political freedom is the prerequisite for any other reform (Gaetano Salvemini)
Social life and values are closely connected to the &#8216;southern problem&#8217; in Salvemini&#8217;s thought.
Salvemini&#8217;s conceptionsss of politics and socialism were soaked with political and social reformism, aimed at the formation of a class consciousness for the proletariat. Such ideas were complemented by the conviction that politics is a tool for socialism to achieve reforms, which are utilitarian, unquestionably necessary, and immediate: that is, &#8216;proper reformism&#8217;.
&#8216;The Socialist Party – Salvemini writes – must be the party of the entire working class, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="RIGHT"><em>Political freedom is the prerequisite for any other reform (Gaetano Salvemini)</em></p>
<p>Social life and values are closely connected to the &#8216;southern problem&#8217; in Salvemini&#8217;s thought.</p>
<p>Salvemini&#8217;s conceptionsss of politics and socialism were soaked with political and social reformism, aimed at the formation of a class consciousness for the proletariat. Such ideas were complemented by the conviction that politics is a tool for socialism to achieve reforms, which are utilitarian, unquestionably necessary, and immediate: that is, &#8216;proper reformism&#8217;.</p>
<p>&#8216;The Socialist Party – Salvemini writes – must be the party of the entire working class, must steer away form localisms, selfishness and corporatist tendencies of the avant-garde groups. It must also have the conviction oppose the luckiest among the people and refuse them further privileges, while others are struggling to catch up, to get something for themselves&#8217;</p>
<p>The Socialistt Party, and the reformists in particular, must foster development and political reforms, &#8216;an original and revolutionary way of thinking, compared to the social and political habits of socialists in Salvemini&#8217;s time; but also a philosophy which is extremely actual, which must be revived and presented to the young&#8217; (Renato D&#8217;Andria)</p>
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		<title>THE SOUTHERN PROBLEM</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 00:52:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The towns in southern Italy can be divided in two groups:
town of large land ownerships, and towns of small land ownership (Gaetano Salvemini))
&#160;
Gaetano Salvemini took an original stance with regard to the &#8216;southern problem&#8217;, also considered a socio-economic problem. According to Salvemini, the difference between the North and the South is due to centuries of exploitation. He believed that &#8216;southern Italy has not developed as much as the north for two reasons: firstly, the south started from a more backward position; secondly, progress in the south has had to struggle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="RIGHT"><em>The towns in southern Italy can be divided in two groups:</em></p>
<p align="RIGHT"><em>town of large land ownerships, and towns of small land ownership (Gaetano Salvemini))</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gaetano Salvemini took an original stance with regard to the &#8216;southern problem&#8217;, also considered a socio-economic problem. According to Salvemini, the difference between the North and the South is due to centuries of exploitation. He believed that &#8216;southern Italy has not developed as much as the north for two reasons: firstly, the south started from a more backward position; secondly, progress in the south has had to struggle against local conservatism, and against the disastrous financial administrative and financial centralisation carried out during the monarchic period&#8217; (Lucchese, Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini<em>).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>According to Salvemini, the backwardness of the south was due to a centralising and destructive state; the economic oppression of the north; and the semi-feudal structure of southern society. He pointed to the landowners, helped by grain taxes, and to urban bourgeoisie as the culprits for the south&#8217;s under-development, and formulated that a class alliance between southern peasants and northern factory workers might be a solution to such differences.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>He also coined the term &#8216;centrifugal federalism&#8217; in which the autonomy of local governments did not just mean administrative devolution, but a gradual unification based on participatory democracy. Thus universal suffrage and institutional decentralisation were indispensable tools for the civic and democratic education of the classes. Socialists had the duty to facilitate the people&#8217;s emancipation, ensuring citizens&#8217; oversight over government and bureaucracy, so that politics would no longer be perceived, in the south, as the source of all evils, but linked to participatory democracy and the understanding of socialism, equality and common welfare as values necessary for the south&#8217;s rebirth.</p>
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		<title>(Italiano) SEMINARIO REGIONALISMO E GLOBAL GOVERNANCE</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:14:38 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) 150 ANNI D&#8217;ITALIA: TRE COLORI PER UNA PATRIA</title>
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		<title>(Italiano) &#8220;CAPITALI DEI MARI&#8221; AL SAN CARLO</title>
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		<description><![CDATA[[ 30 November -0001; 12:00 am; ] (Italiano) La Fondazione Gaetano Salvemini organizza, sabato 26 novembre 2011,  alle ore 18.30 la manifestazione "Capitali dei mari", al San Carlo di Napoli.
La manifestazione, voluta fortemente dal presidente Renato D'Andria, celebra i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.]]></description>
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		<title>(Italiano) DATA JOURNALISM E LIBERAZIONE DEI DATI</title>
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		<title>(Italiano) CONFERENZA GARR 2011 &#8211; DA 20 ANNI NEL FUTURO</title>
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		<title>(Italiano) MARIA PROTASSOVA</title>
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		<title>(Italiano) GIUSEPPE SABBATINI</title>
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		<title>(Italiano)  VASILIY GERELLO</title>
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		<title>(Italiano) DINARA ALIEVA</title>
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		<title>(Italiano) EVGENIYA SHIRINYANZ</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) Soprano]]></description>
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		<title>(Italiano) SERGEY SKOROHODOV</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) Tenore]]></description>
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		<title>(Italiano) L&#8217;ORCHESTRA SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 14:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<title>(Italiano) TEATRO SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 14:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<title>(Italiano) &#8220;CAPITALI DEI MARI&#8221; AL SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 18:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Locandina]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) La Fondazione Gaetano Salvemini organizza, sabato 26 novembre 2011,  alle ore 18.30 la manifestazione "Capitali dei mari", al San Carlo di Napoli. La manifestazione, voluta fortemente dal presidente Renato D'Andria, celebra i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.]]></description>
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		<title>(Italiano) LA FONDAZIONE COSTANTINE</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<title>DIAMO VOCE ALL&#8217;ITALIA IN EUROPA</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/diamo-voce-allitalia-in-europa?lang=en</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 17 October 2011; 9:00 am a 1:00 pm. ] L'Europa è prima di tutto una grande opportunità per i cittadini e le imprese. In occasione del lancio della versione italiana EurActiv promuove, in collaborazione con lo IAI Istituto Affari Internazionali, un convegno a Roma sulle strategie per accrescere il ruolo del nostro paese nel governo dell'Unione. Le strategie per contare di più nell'Unione avra' luogo presso la Sala delle Conferenze in Piazza Monte Citorio 123/a, il 17 ottobre 2011 alle ore 9.00.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa è prima di tutto una grande opportunità per i cittadini e le imprese. In occasione del lancio della versione italiana <strong><a href="http://www.euractiv.it/it/news.html" target="_blank">EurActiv</a></strong> promuove, in collaborazione con lo <strong>IAI Istituto Affari Internazionali</strong>, un convegno a Roma sulle strategie per accrescere il ruolo del nostro paese nel governo dell&#8217;Unione.</p>
<p>Le strategie per contare di più nell&#8217;Unione avra&#8217; luogo presso la Sala delle Conferenze in Piazza Monte Citorio 123/a, il 17 ottobre 2011 alle ore 9.00.</p>
<div>
<h2 style="text-align: center;">Programma<span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"> </span></h2>
<h4 style="text-align: center;">08.30 &#8211; Accreditamento</h4>
<h4 style="text-align: center;">09.00 - Presentazione EurActiv Network</h4>
<p style="text-align: center;">Christophe Leclercq, Fondatore Euractiv<br />
Andrea Gallo, Editore Euractiv Italia</p>
<p style="text-align: center;"> <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">09.15 – Il deficit italiano di informazione europea</span></p>
<p style="text-align: center;">Stefano Silvestri, Presidente Istituto Affari Internazionali<br />
Roberto Adam, Capo Dip.to Politiche Europee &#8211; Presidenza Consiglio dei Ministri<br />
Clara Albani, Direttrice Ufficio Informazione per l&#8217;Italia del Parlamento Europeo<br />
Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza UE in Italia<br />
Anna Maria Darmanin, Vicepresidente Comitato Economico Sociale Europeo</p>
<p style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">09.45 &#8211; L&#8217;UE, l&#8217;Italia e la crescita.</span></p>
<h4 style="text-align: center;">Strategie industriali a servizio dell&#8217;innovazione, delle imprese e del lavoro.</h4>
<p style="text-align: center;">Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Interventi di:</strong></p>
<p style="text-align: center;">Gianni Chianetta, Presidente Assosolare<br />
Gianluca Comin, Direttore Relazioni Esterne Enel<br />
Jan Haizmann, Direttore European Federation Energy Traders (DE)<br />
Pier Luigi Dal Pino, Direttore Relazioni Istituzionali e Industriali Microsoft Italia<br />
Nunzio Mirtillo, Presidente e General Manager Ericsson, Regione Mediterranea<br />
Massimo Schintu, Direttore generale Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori &#8211; AISCAT</p>
<h4 style="text-align: center;">10.45 - Una federazione leggera per l&#8217;Europa</h4>
<p style="text-align: center;">Emma Bonino, Vicepresidente del Senato</p>
<p style="text-align: center;"><strong>11.15 &#8211; Coffe break</strong></p>
<p style="text-align: center;">Video messaggio di Gianni Pittella, Vicepresidente Parlamento Europeo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presentazione EurActiv Italia</strong></p>
<h4 style="text-align: center;">11.30 &#8211; L&#8217;UE, l&#8217;Italia e la crisi dell&#8217;Euro.<br />
Le vie di uscita verso l&#8217;Unione economica e una governance rinforzata</h4>
<p style="text-align: center;">Mario Monti, Presidente Università Bocconi</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interventi di: </strong></p>
<p style="text-align: center;">Rocco Cangelosi, Consigliere di Stato, Vicepresidente Movimento Europeo<br />
Sandro Gozi, Parlamento Italiano, Responsabile politiche UE del PD<br />
Debora Serracchiani, Europarlamentare</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Moderatori: </strong></p>
<p style="text-align: center;">Giampiero Gramaglia, giornalista<br />
Gianni Bonvicini, Vicepresidente IAI<br />
Daniela Vincenti, Managing Editor EurActiv.com</p>
<h4 style="text-align: center;">13.00 – Light Lunch</h4>
<p>Per <a href="http://www.euractiv.it/it/links/convegni.html" target="_blank">registrarsi</a> e avere ulteriori informazioni visitare il sito di <a href="http://www.euractiv.it/it/news/istituzioni/4369-il-futuro-del-nostro-paese-nellunione-europea.html">EuroActive</a></p>
</div>
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		<item>
		<title>(Italiano) LIBRO MINISTRO SACCONI &#8211; AI LIBERI AI FORTI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Ai liberi ai forti]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Rita]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Sacconi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 20 October 2011; 6:00 pm; ] (Italiano) Il 20 ottobre, alle 18.00, presso il Tempio di Adriano, avrà luogo la presentazione del libro di Maurizio Sacconi, dal titolo AI LIBERI E FORTI. Interverranno, oltre all'autore anche Angelino Alfano, Giuseppe De Rita, Roberto Maroni, Bruno Vespa.
Oltre 90 anni fa il fondatore del partito popolare Don Sturzo lanciò un celebre appello "ai liberi e forti": un caldo invito ai cattolici, a cui fino ad allora era impedita qualsiasi attività politica, a "cooperare ai fini superiori della Patria senza pregiudizi nè preconcetti"; un manifesto che segnò una tappa fondamentale nella Storia del nostro Paese e nello formazione di una società liberale, democratica e cristiana.]]></description>
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		</item>
		<item>
		<title>INTERNATIONAL COMMUNICATION SUMMIT 2011: RIVOLUZIONI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 20 October 2011; 9:00 am; ] In che modo i new media e i nuovi linguaggi stanno cambiando la società contemporanea? A questa domanda si cercherà di dare una risposta durante la seconda edizione dell'International Communication Summit, che si svolgerà a Roma, presso la sede di Confindustria il prossimo 20 ottobre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="content">
<div id="cont">
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<div style="text-align: justify;">La Comunicazione cambia, e ti cambia! A ottobre torna l&#8217;evento dedicato al mondo e alle dinamiche della comunicazione. Il tema di quest&#8217;anno è &#8220;<strong>Rivoluzione&#8221;</strong> in tutte le sue sfaccettature. Non a caso lo speaker d&#8217;eccezione é Zygmunt Bauman</div>
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<div style="text-align: justify;">
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<p>In che modo i new media e i nuovi linguaggi stanno cambiando la società contemporanea? A questa domanda si cercherà di dare una risposta durante la seconda edizione dell&#8217;<strong><a href="http://www.internationalcommunicationsummit.com/it/" target="_blank">International Communication Summit</a></strong>, che si svolgerà a Roma, presso la sede di <strong>Confindustria</strong> il prossimo 20 ottobre.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno nulla è stato più evidente di come le &#8220;rivoluzioni&#8221; culturali, politiche, sociali ed economiche siano sempre più possibili anche grazie all&#8217;utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione e dei nuovi linguaggi che essi richiedono. Internet, smart phone, tablet sono solo alcune delle periferiche fisiche e virtuali che sconfiggono le regole sociali precostituite, a sud del Mediterraneo come a oriente d&#8217;Europa e non solo. Reportage imprevedibili, tam tam planetari connettono mondi e culture, nuovi fondamenti religiosi espongono chiese millenarie a innovazioni culturali significative, come testimonia la presenza del Vaticano su Facebook decisa negli ultimi mesi. Tutto è rivoluzione, tutto è in rivoluzione. E passa per nuovi linguaggi e sistemi di comunicazione in fase di accelerata decodifica.</p>
<p>Anche in questa edizione il summit offrirà un&#8217;esperienza unica a contatto con i guru internazionali della comunicazione, per acquisire competenze indispensabili per comunicare efficacemente nella società contemporanea. Un&#8217;esperienza che sarà resa ancora più indimenticabile grazie alla presenza come main speaker di Zygmunt Bauman, teorico della società liquida, considerato oggi uno dei più noti e ascoltati sociologi dell&#8217;era attuale.</p>
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<div id="contbox" style="text-align: justify;">Interverranno esponenti nazionali ed internazionali del mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico: studiosi, come Mario Morcellini, Direttore dipartimento comunicazione e ricerca sociale della Sapienza di Roma; inprenditori come Vincenzo Boccia, Vice Presidente di Confindustria; esperti di comunicazione pubblica, come Pierre Zémor, Presidente della Federazione Europea delle Associazioni di comunicazione pubblica e Alessandro Rovinetti, Segretario Generale dell&#8217;Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale. E ancora: Fabrizio Romano, capo dell&#8217;Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri, Naceur Mestiri, Ambasciatore di Tunisia in Italia, Gianmaria Vian, direttore de l&#8217;Osservatore Romano, Dundar Kessapli Presidente dell&#8217;Associazione dei giornalisti del Mediterraneo e Antonio Nizzoli dell&#8217;Osservatorio di Pavia.</div>
<div id="partners" style="text-align: justify;"></div>
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		<title>FAREITALIA, FAREIMPRESA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 29 October 2011; 5:00 pm; ] La Fondazione FareItalia organizza ad Udine, sabato 29 ottobre alle ore 17.00, un meeting con le imprese "FareItalia, FareImpresa"  con la partecipazione di Collino, Saia e Urso.

Per maggiori informazioni visita il sito della Fondazione Fare Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione FareItalia organizza ad Udine, sabato 29 ottobre alle ore 17.00, un meeting con le imprese &#8220;FareItalia, FareImpresa&#8221;  con la partecipazione di Collino, Saia e Urso.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il sito della <a href="http://www.fareitalia.com" target="_blank">Fondazione Fare Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FARE ITALIA FARE SUD</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 27 October 2011; 3:00 pm; ] Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 11, a Bari, presso la sala consiliare del Palazzo della provincia Lungomare Nazario Sauro, si tiene il meeting Fareitalia Faresud.
Con Francesco Paolo Bello, Michele Cozzi, Francesco Divella, Raffaele Fitto, Adriana Poli Bortone, Gaetano Quagliariello, Angelo Sanza, Francesco Schittulli, Adolfo Urso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 11, a Bari, presso la sala consiliare del Palazzo della provincia Lungomare Nazario Sauro, si tiene il meeting<strong> Fareitalia Faresud</strong>.<br />
Con Francesco Paolo Bello, Michele Cozzi, Francesco Divella, Raffaele Fitto, Adriana Poli Bortone, Gaetano Quagliariello, Angelo Sanza, Francesco Schittulli, Adolfo Urso.</p>
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		<title>FAREFUTURO CONVEGNO BIOMASSE</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:16:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 27 October 2011; 3:00 pm; ] Giovedì 27 ottobre 2011 alle ore 15, presso la Fondazione Farefuturo si terrà il convegno sulle biomasse. Con gli onorevoli Andrea Ronchi e Adolfo Urso e il sottosegretario Stefano Saglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 27 ottobre 2011 alle ore 15, presso la Fondazione Farefuturo si terrà il convegno sulle biomasse.<br />
Con gli onorevoli Andrea Ronchi e Adolfo Urso e il sottosegretario Stefano Saglia.</p>
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		<title>PRESENTAZIONE FASCICOLO CHARTA MINUTA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Urso]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[Avanti popolari]]></category>
		<category><![CDATA[Charta minuta]]></category>
		<category><![CDATA[farefuturo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fioroni]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Buttiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Salvemini]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 13 October 2011; 6:00 pm; ] (Italiano) Giovedì 13 ottobre 2011 alle ore 18, presso la fondazione Farefuturo viene presentato l'ultimo numero della rivista bimestrale Charta minuta, dal titolo Avanti popolari.
Parteciperanno Rocco Buttiglione, Giuseppe Fioroni, Antonio Tajani, Adolfo Urso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/feed">Italiano</a>.</p>
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		<title>2011 SVIMEZ REPORT: A DIRE SITUATION FOR THE SOUTH</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 23:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Economy and Finance]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sullo stato del mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[svimez]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fondazionesalvemini.it/?p=878</guid>
		<description><![CDATA[The 2011 SVIMEZ report paints a dim picture for Italy&#8217;s south, where economic growth (2009 GDP +0.2%) is slower than in the north (+1.7%), one third of young adults are out of work, overall unemployment is 25%, and the population average age is increasing.
Business
More than half of small business closures between 2008 and 2010 was in the south; while the region employs 30% of the Italian workforce, 60% of layoffs where in the south. According to the report, business should be encouraged in the south, especially through fiscal incentives.
Unemployment
Of the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">The 2011 SVIMEZ report paints a dim picture for Italy&#8217;s south, where economic growth (2009 GDP +0.2%) is slower than in the north (+1.7%), one third of young adults are out of work, overall unemployment is 25%, and the population average age is increasing.</span></p>
<p lang="en-GB"><strong><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Business</span></strong></p>
<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">More than half of small business closures between 2008 and 2010 was in the south; while the region employs 30% of the Italian workforce, 60% of layoffs where in the south. According to the report, business should be encouraged in the south, especially through fiscal incentives.</span></p>
<p lang="en-GB"><strong><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Unemployment</span></strong></p>
<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Of the 153000 jobs lost in 2010, 86600 were in the south; the employment rate for 15-34 year olds is 31.7%, a meagre 23.5% for women. The north-south divide is underlined by the overall unemployment figures: 6.4% in the north, 13.4% in the south. While agricultural jobs in the south have been increasing, occupation in the industry has been falling in all regions. The reports estimates that heavy infrastructure investment may significantly contribute to the south&#8217;s economic recovery.</span></p>
<p lang="en-GB">
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		<title>CASINI APRE A MARONI, IL PDL SULLE PREFERENZE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle recenti parole del Ministro Maroni, sulla necessità di andare avanti con il referendum, fa eco il leader dell'UDC, Pierferdinando Casini che incalza: " Con questa maggioranza impossibile fare riforma elettorale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alle recenti parole del <strong>Ministro Maroni,</strong> sulla necessità di <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/maroni-avanti-con-il-referendum/" target="_blank">andare avanti con il referendum</a>, fa eco il leader dell&#8217;UDC,<strong> Pierferdinando Casini</strong> che incalza: &#8221; <em>Con questa maggioranza impossibile fare riforma elettorale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ancora Casini che spinge per &#8220;<em>dare la parola ai cittadini&#8221;</em>, mentre <strong>Pier Luigi Bersani</strong> si mostra fiducioso sullo stadio terminale dell&#8217;esecutivo &#8220;<em>anche perchè, ogni qualvolta Berlusconi e i suoi dicono che rimarranno fino al 2013 lo spread va su&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il leader dell&#8217;Italia dei Valori,  <strong>Antonio Di Pietro, </strong>si aggiunge al coro dei sì &#8220;<em>Una volta tanto  sono d&#8217;accordo sia con Casini sia con Maroni: i tempi sono maturi per andare ad elezioni. D&#8217;altronde, non ci sono alternative se non si riesce a cambiare la legge elettorale in questa legislatura. Quindi le strade sono due: o elezioni subito o referendum. L&#8217;Italia dei Valori è disponibile ad entrambe le soluzioni</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ne pensa, invece, il padre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli#cite_note-0" target="_blank">Porcellum</a> ? Il <strong>Ministro Calederoli</strong> rivela come la Lega fu costretta ad accettare la<a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/firmo-voto-scelgo/" target="_blank"> legge</a> sotto ricatto. Ai microfoni del Tg1, il leghista ha dichiarato che all&#8217;epoca della nascita dell&#8217;attuale legge elettorale &#8220;<em>la Lega ed il sottoscritto erano a favore del Mattarellum</em>&#8220;, ma &#8220;<em>fummo ricattati da Casini e dall&#8217;Udc, per introdurre un sistema proporzionale</em>&#8221; e &#8220;<em>da Fini che voleva le liste bloccate e Berlusconi che voleva il premio di maggioranza</em>&#8220;, a cui si aggiunse un silenzio assordante da sinistra. Sulla ipotesi di elezioni anticipate, l&#8217;esponente del Carroccio frena, preferendo &#8221;<em>trasformare l&#8217;attuale legislatura in una legislatura costituente</em>&#8221; .</p>
<p style="text-align: justify;">Nel PDL la  linea ufficiale è quella attendista: &#8220;<em>Vogliamo portare avanti le riforme costituzionali e votarle almeno in prima lettura. Poi penseremo alla legge elettorale</em>&#8221; dichiarava Fabrizio Cicchitto, mentre oggi alcuni esponenti del partito, primo fra tutti il capogruppo del Pdl al Senato, <strong>Maurizio Gasparri,</strong> secondo cui  &#8221;l<em>a legge elettorale, quale che sia, deve consentire in primo luogo all&#8217;elettore di scegliere il premier, la coalizione, il programma. Il resto è materia di confronto</em>&#8220;,  invocano un confronto sul presidenzialismo, con l&#8217;introduzione delle preferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>NAPOLITANO: A DIVIDED ITALY WILL NOT GROW</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The President of the Republic has once again called for Italy to be united. After criticising the leader of the Northern League, Umberto Bossi, who keeps calling for secession from the south, Napolitano said, during a visit in Naples, that &#8216;either Italy grows united, or it does not grow at all&#8217; replying to those who asked whether the economic growth of Italy depends on that of the south.
&#8216;Italy is one, Padania does not exist&#8217;. The President appealed to political parties, as well as to civic and economic societies, to be [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">The President of the Republic has once again called for Italy to be united. After criticising the leader of the Northern League, Umberto Bossi, who keeps calling for secession from the south, Napolitano said, during a visit in Naples, that &#8216;either Italy grows united, or it does not grow at all&#8217; replying to those who asked whether the economic growth of Italy depends on that of the south.</span></p>
<p lang="en-GB"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">&#8216;Italy is one, Padania does not exist&#8217;. The President appealed to political parties, as well as to civic and economic societies, to be united and moderate. He added that people despise politics and politicians, but we all are &#8216;politics&#8217;.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SONDAGGI: CENTROSINISTRA A PIU&#8217; 10</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicati i risultati delle rilevazioni effettuate dall' Osservatorio ISPO, di Renato Mannheimer che vedono il centrosinistra in vantaggio di 10 punti: Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo.  Tra gli intervistati, inoltre, il 44%  auspica elezioni anticipate, e non sono solo elettori di centrosinistra a volerle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblicati i risultati delle rilevazioni effettuate dall&#8217; Osservatorio<strong> ISPO</strong>, di <strong>Renato Mannheimer</strong>, che vedono il<strong> centrosinistra in vantaggio</strong> di 10 punti: Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo.  Tra gli intervistati, inoltre, il 44%  auspica elezioni anticipate, e non sono solo elettori di centrosinistra a volerle.</p>
<p style="text-align: justify;">Al voto al voto. La società italiana sembra gridare da ogni compagine la sua voglia di cambiamento. A chiederlo è quasi la maggioranza degli italiani, e tra questi è compresa una quota, seppure contenuta, di elettori del centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i partiti, nonostante non brilli, si mantiene saldo sui consensi il PD con un seguito pari al 27-28%, mentre il PDL continua a perdere consensi, attestandosi poco sopra il 26%. Sono 10 punti in meno rispetto al risultato delle Politiche e delle Europee. Mentre la Lega si mantiene stabile tra il 9 e il 10%.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze di centrosinistra, inoltre, sono di gran lunga più forti di quelle dei partiti di governo le quali solo con un&#8217;alleanza con il terzo polo (che superano il 10%), potrebbero competere con il centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi Udc, Fli e Api si coalizzassero, sarebbero ancora più decisivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cantare vittoria o versare lacrime, però, è ancora presto. <strong>Mannheimer</strong>, infatti, avverte che la percentuale di indecisi rimane assai elevata e, al contempo, la sfiducia crescente non è solo verso il governo, maverso la politica in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, per vincere c&#8217;è bisogno di un leader forte. Basta trovarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta, secondo Mannheimer, a rendere il quadro più teorico che realistico incide anche l&#8217;incertezza sul <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/maroni-avanti-con-il-referendum/" target="_blank">sistema elettorale </a>che sarà in vigore in caso di elezioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MARONI: AVANTI CON IL REFERENDUM</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ne servivano 500.000 perché la proposta di cambiamento della attuale legge elettorale potesse essere accolta dalla Corte di Cassazione. Ne volevano 700.000, i promotori, per essere sicuri che, tra schede nulle, invalidate e altri ostacoli, la proposta restasse valida. Sono state 1.210.000 le firme di cittadini che, tra punti di raccolta nelle piazze, comitati territoriali sempre aperti, e code negli uffici comunali, hanno dato la loro benedizione a questa iniziativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ne servivano 500.000 perché la proposta di c<a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/firmo-voto-scelgo/" target="_blank">ambiamento della attuale legge elettorale</a> potesse essere accolta dalla <strong>Corte di Cassazione.</strong> Ne volevano 700.000, i promotori, per essere sicuri che, tra schede nulle, invalidate e altri ostacoli, la proposta restasse valida. Sono state <strong>1.210.000 le firme</strong> di cittadini , tra punti di raccolta nelle piazze, comitati territoriali sempre aperti, e code negli uffici comunali, per dire sì, vogliamo riprenderci il diritto di scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante firme per cotanta svolta richiesta; tanto che il <strong>Ministro dell&#8217;Interno</strong>, Roberto Maroni, si è dichiarato meravigliato dal numero di firme, e impressionato per il fatto che esse siano state raccolte in soli due mesi. Un <strong>segnale forte dal popolo italiano</strong>, un modo come tanti per dire basta alla casta. Per far tornare la politica una <em>res publica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La classe politica, adesso, deve ascoltare. Anche Maroni la pensa così &#8220;<em>Sono dell&#8217;opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum. Non so se il Parlamento si metterà a riformare la legge elettorale, ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vada avanti, dunque. Si sbilancia anche il segretario del Pdl, <strong>Angelino Alfano</strong>, ribadendo che è &#8220;<em>giusto consentire di esprimere una preferenza</em>&#8220;, ma solo se ci sarà  la possibilità di indicare il presidente del Consiglio. Una linea con cui concorda il <strong>Cavaliere</strong>, convinto che il PDL vincerà con qualsiasi sistema elettorale, anche se, sul nodo delle preferenze, le posizioni del partito non sembrano essere univoche.</p>
<p style="text-align: justify;">Una voce tra le tante è quella di <strong>Fabrizio Cicchitto</strong>, secondo cui &#8220;<em>Esistono sistemi che consentono di avvicinare i cittadini elettori senza ritornare alle preferenze che fu una delle cause della crisi della prima Repubblica perchè costringono i candidati a ricercare risorse molto rilevanti&#8221;</em> . E secondo il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, la legge elettorale potrebbe essere cambiata nella primavera del 2012,  dopo la prima lettura in Parlamento della riforma costituzionale federalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un risultato che lascia il segno. La scossa del comitato dei referendari, infatti, ha colpito anche l&#8217;opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arturo Parisi,</strong> coordinatore del comitato, si toglie qualche sassolino dalla scarpa chiedendosi  &#8221;<em>Bersani ha messo la sua firma? Prodi lo ha fatto</em>&#8220;, in merito alla richiesta da parte del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, di un cenno di ringraziamento per il contributo dato alla raccolta delle firme.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>Terzo Polo</strong>, invece, <strong>Gianfranco Fini</strong> lancia l&#8217;appello a &#8220;<em>fare una nuova legge elettorale in Parlamento che sia la più condivisa possibile e con una maggioranza ampia</em>&#8220;.</p>
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		<title>CHANGE, OBAMA PREOCCUPATO</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 19:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[presidenziali 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un Obama preoccupato e pessimista, il presidente ed il politico che incontra ad una cena elettorale i propri sostenitori, per chiamarli a raccolta, per chiedere loro impegno e sostegno in vista delle Presidenziali del 2012.
Dalla fiducia nel Cambiamento, che gli ha fatto vincere le elezioni e ha fatto esultare ogni compagine riformista nel mondo, alla disillusione del suo popolo, che non crede quasi più nel metodo Obama, di cambiamenti non ne hga ancora visti, ma non smette di desiderarli.
Non sono pochi i grattacapi che il presidente degli Stati Uniti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; un <strong>Obama</strong> preoccupato e pessimista, il presidente ed il politico che incontra ad una cena elettorale i propri sostenitori, per chiamarli a raccolta, per chiedere loro impegno e sostegno in vista delle Presidenziali del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla fiducia nel <strong>Cambiamento</strong>, che gli ha fatto vincere le elezioni e ha fatto esultare ogni compagine riformista nel mondo, alla disillusione del suo popolo, che non crede quasi più nel metodo Obama, di cambiamenti non ne hga ancora visti, ma non smette di desiderarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono pochi i grattacapi che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha avuto in questi anni di mandato. Oltre alla crisi economica si sono avvicendate emergenze ambientali e di sicurezza, misure di austerità e crisi non solo economiche. Non perde il suo ottimismo, la sua tenacia e, pur nella consapevolezza di una &#8220;<em>rielezione difficile per colpa della crisi economica&#8221;</em>, a causa della quale <em>&#8220;la gente ha perso la fiducia&#8221;, </em>invita i suoi sostenitori a lavorare duro per vincere le elezioni del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L&#8217;unico modo per essere rieletto</em> -sostiene il presidente americano &#8211; <em>è fare in modo che tutti voi vi impegnate a questo scopo. Spero che siate pronti a un anno di duro lavoro&#8221;,</em> a sostegno della sua linea politica e contro i repubblicani che, secondo Obama, vogliono  <em>&#8220;abrogare leggi a difesa dell&#8217;ambiente, ridurre al minimo l&#8217;operato del governo e soprattutto permettere alle forze più potenti del nostro Paese di scriversi da sole le loro regole&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Presidente, che in Parlamento si trova ormai una maggioranza repubblicana che ostacola i suoi emendamenti, il bilancio dei risultati raggiunti non è affatto scuro, perché le riforme sono state tante, da quella sanitaria a quella scolastica, all&#8217;uguaglianza salariale, ma quello che ancora non è riuscito a fare è <em>&#8220;è cambiare Washington, la gente così ha perso, fiducia, confidenza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>FAREFUTURO E MAGNA CARTA, CICLO DI INCONTRI: I CONTI A DESTRA SI FANNO CON LE IDEE</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 16:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 12 October 2011; 6:00 pm; 23 November 2011; 6:00 pm; 15 December 2011; 6:00 pm; ] Riprende il ciclo di incontri organizzati da Farefuturo e Magna Carta "I conti a destra si fanno con le idee".
Per superare i particolarismi e le divisioni la Fondazione Fare Futuro e la Fondazione Magna Carta hanno deciso di avviare un confronto sui grandi temi del dibattito politico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprende il <a href="http://www.farefuturofondazione.it/documenti/pdf/incontriFFMC.jpg" target="_blank">ciclo di incontri </a>organizzati da Farefuturo e Magna Carta &#8220;I conti a destra si fanno con le idee&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare i particolarismi e le divisioni la Fondazione <strong>Fare Futuro</strong> e la Fondazione<strong> Magna Carta</strong> hanno deciso di avviare un confronto sui grandi temi del dibattito politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le prossime date:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12 OTTOBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bipolarismo, bipartitismo e riforme istituzionali<br />
Fondazione Magna Carta &#8211; via dei Lucchesi, 26<br />
con Luigi Di Gregorio e Giovanni Orsina<br />
modera Raffaele Perna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>23 NOVEMBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>La riforma della Giustizia<br />
Fondazione Farefuturo &#8211; via del Seminario, 113<br />
con Stelio Mangiameli e Giorgio Spangher<br />
modera Gianluca Brancadoro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>15 DICEMBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Coesione nazionale a 150 anni dall’Unità d’Italia<br />
Fondazione Magna Carta &#8211; via dei Lucchesi, 26<br />
con Alessandro Campi e Piero Craveri<br />
modera Federico Eichberg</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni rivolgersi contattare lo 0640044130 oppure 064880102.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CONVEGNO FARE ITALIA POPOLARE, 5 OTTOBRE CON ALFANO, COLLINO, RONCHI, SCALIA, URSO, FRATTINI</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/convegno-fare-italia-popolare-5-ottobre-con-alfano-collino-ronchi-scalia-urso-frattini?lang=en</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 16:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 5 October 2011; 5:00 pm; ] La Fondazione FareFuturo organizza, per mercoledì 5 ottobre p.v. un convegno dal titolo "Fareitalia popolare", alle ore 17, presso il Tempio di Adriano di Roma.  
Interverranno gli onorevoli Angelino Alfano, Giovanni Collino, Andrea Ronchi, Pippo Scalia, Adolfo Urso e il ministro Franco Frattini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fondazione <strong>FareFuturo</strong> organizza, per mercoledì 5 ottobre p.v. un <a href="http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&amp;Art=1136&amp;Cat=1&amp;IdTipo=0&amp;TB=InAgenda&amp;CCA=9" target="_blank">convegno</a> dal titolo &#8220;<strong>Fareitalia popolare</strong>&#8220;, alle ore 17, presso il Tempio di Adriano di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Interverranno gli onorevoli<strong> Angelino Alfano, Giovanni Collino, Andrea Ronchi, Pippo Scalia, Adolfo Urso e il ministro Franco Frattini</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immagini dal convegno</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 10:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini evento]]></category>

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		<description><![CDATA[
































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			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=630' title='ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/AINIS-E-RELATORI1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=632' title='RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/behaDANDRIASECHI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI" title="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=633' title='OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/BEHAVELTRI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA" title="OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=634' title='ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/BUTTI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROCCO BUTTIGLIONE" title="ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=635' title='ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/buttiglione1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROCCO BUTTIGLIONE" title="ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=636' title='RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/buttiglione2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE" title="RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=637' title='ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DANDRIA_BUTT-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=638' title='RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DANDRIA_DELIA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA" title="RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=639' title='RENATO D&#039;ANDRIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DANDRIA-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA" title="RENATO D&#039;ANDRIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=640' title='RENATO D&#039;ANDRIA, GIUSEPPE FORTUNATO'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/dandria-e-fortunato-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, GIUSEPPE FORTUNATO" title="RENATO D&#039;ANDRIA, GIUSEPPE FORTUNATO" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=648' title='SERGIO D&#039;ELIA, OLIVIERO BEHA, FILIPPO FACCI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DELIAFACCIBEHA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SERGIO D&#039;ELIA, OLIVIERO BEHA, FILIPPO FACCI" title="SERGIO D&#039;ELIA, OLIVIERO BEHA, FILIPPO FACCI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=649' title='FILIPPO FACCI, OLIVIERO BEHA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Facci_Beha-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="FILIPPO FACCI, OLIVIERO BEHA" title="FILIPPO FACCI, OLIVIERO BEHA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=650' title='FILIPPO FACCI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/FACCI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="FILIPPO FACCI" title="FILIPPO FACCI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=652' title='GIUSEPPE FOTUNATO'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Fortunato1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GIUSEPPE FOTUNATO" title="GIUSEPPE FOTUNATO" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=653' title='GIUSEPPE FORTUNATO'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Fortunato2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GIUSEPPE FORTUNATO" title="GIUSEPPE FORTUNATO" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=655' title='RENATO D&#039;ANDRIA, ELIO LANNUTTI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/LANNUTTI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, ELIO LANNUTTI" title="RENATO D&#039;ANDRIA, ELIO LANNUTTI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=656' title='VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Palladino-dandria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA" title="VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=657' title='DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Pannello-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA" title="DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=658' title='ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PecoraroScanio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI" title="ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=659' title='ALFONSO PECORARO SCANIO, ELIO LANNUTTI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PECOSCLANNUTI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ALFONSO PECORARO SCANIO, ELIO LANNUTTI" title="ALFONSO PECORARO SCANIO, ELIO LANNUTTI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=661' title='ELIO LANNUTTI, GIUSEPPE FOTUNATO'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Platea-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO LANNUTTI, GIUSEPPE FOTUNATO" title="ELIO LANNUTTI, GIUSEPPE FOTUNATO" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=666' title='PUBBLICO IN SALA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PLATEA2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PUBBLICO IN SALA" title="PUBBLICO IN SALA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=670' title='RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PRIMOPIANO-BEHA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA" title="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=671' title='ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/relatori-e-delia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA, MARIO SECHI" /></a>
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<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=675' title='ELIO VELTRI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/VELTRI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI" title="ELIO VELTRI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=1045' title='ROBERTO GIOVANNINI, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/ROBERTO-GIOVANNINI-MARIO-SECHI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROBERTO GIOVANNINI, MARIO SECHI" title="ROBERTO GIOVANNINI, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=1049' title='ELIO VELTRI, RENATO D’ANDRIA, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Veltri-Dandria_sechi-con-pannello-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D’ANDRIA, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D’ANDRIA, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=1053' title='MICHELE AINIS'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Ainis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="MICHELE AINIS" title="MICHELE AINIS" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/?attachment_id=1064' title='ROBERTO GIOVANNINI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/GiovanniniOK-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROBERTO GIOVANNINI" title="ROBERTO GIOVANNINI" /></a>

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		<title>ROMANO RESTA MINISTRO</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[associazione mafiosa]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla Camera il no alla sfiducia del Ministro Romano, 315 no, 294 sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Indagato per <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, il titolare delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali,  incassa una prima vittoria. Ieri è stata respinta dalla camera la<strong> mozione di sfiducia</strong> presentata dal Pd, nei confronti di <strong>Saverio Romano</strong>,  con 315 no e 294 sì. 19 gli assenti, di cui 6 del Pdl, 1 dell&#8217;Udc , 2 di Fli, 7 del Pd, 1 Mpa e 2 del gruppo Misto.<br />
Con un premier che si dice &#8220;<em>molto soddisfatto, anche perché ci sono stati 315 voti con le assenze giustificate e questo significa che la maggioranza è a 325 e si possono fare le riforme</em>” per Romano il voto non è solo un respiro di sollievo, ma una garanzia in più per il Governo, che si mostra compatto e puo’ proseguire nelle riforme.<br />
Dai comportamenti in aula, però, la solidarietà non sembra di casa. Durante il discorso , prima delle dichiarazioni di voto, in cui Romano invita, invece di guardare il dito, a “g<em>uardare alla luna: io sono da tempo oggetto di una campagna di aggressione senza precedenti che non auguro a nessuno. Quello che un tempo era l&#8217;ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte</em>” attorno a lui c’è un banco del governo vuoto che , solo alla fine, vede i i ministri Raffaele Fitto e Mara Carfagna a tre sedie di distanza. L’unico, al suo arrivo, a sedersi vicino al Ministro Romano, è Umberto Bossi, seguito da Tremonti.</p>
<p>Il dibattito e il voto sono stati caratterizzati da tensioni e dimostrazioni, dentro l’aula e sul web. Intervento durissimo, quello di <strong>Di Pietro</strong> : “<em>Faccia valere le sue ragioni davanti al giudice ma non coinvolga le istituzioni, io nel 1996 mi sono dimesso 12 minuti dopo aver saputo che si indagava su di me a Brescia, lei è un mammasantissima che ha preteso di diventare ministro&#8221;. &#8220;Lei chiede a questo parlamento un voto di scambio, chiede al parlamento di comportarsi come in un&#8217;associazione criminale”</em>.</p>
<p>Molte le <strong>manifestazioni dei deputati</strong>, dall’<strong>Italia dei Valori</strong> che ha sfoggiato un volantino, che sarà affisso al Nord dall&#8217;Idv, contro “<strong>Lega Poltrona</strong>”, che “<em>assolve i corrotti i piduisti e i mafiosi che siedono in Parlamento</em>”, mentre “c<em>ondanna gli artigiani, le piccole imprese, i lavoratori</em>” a <strong>Futuro e Libertà</strong> che ha esposto sui banchi delle vignette dedicate al &#8220;<em>Pornostato</em>&#8221; e, appena terminato l&#8217;intervento del leghista Sebastiano Fogliato, esposto un cartello, rivolti verso i colleghi leghisti: &#8220;alla faccia della Lega-lita&#8221;.</p>
<p>Assordante l’<strong>assenza da parte dei 6 deputati radicali</strong> che non hanno partecipato al voto, sconfessando la linea della loro coalizione e invocando a gran voce l’amnistia.<br />
Epilogo commovente, conclusosi con un abbraccio tra il premier e il ministro, al «No, il bacio no!», di deputato del Pd, mentre gli altri fanno buuu e i pidiellini applaudono.<br />
Nel frattempo al nord, in radio e su internet imperversa la protesta dei Giovani padani che perdono fiducia nel loro leader, mentre Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, ha lanciato una campagna ‘Obama-style’ per invitare la gente del Nord a scrivere ai parlamentari leghisti per protestare contro la decisione di “salvare il Romano imputato per mafia”.</p>
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		<title>BCE: IL CORSERA PUBBLICA IL DOCUMENTO CONFIDENZIALE</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[banca d'italia]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra 5 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui viene sviscerato il documento segreto della Bce del 5 agosto scorso. Paragonato ad un vero e proprio programma di governo, il documento è tanto peciso quanto esplicito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei giorni in cui il dibattito politico imperversa sulla nomina del<strong> nuovo vertice di Bankitalia</strong>, il Corriere della Sera pubblica un articolo a firma di Mario Sensini dove si esamina, punto per punto, la famosissima<strong> lettera “confidenziale”</strong> che la <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha inviato all’Italia l’agosto scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">I leader dell’opposizione, quella originaria, Bersani e Casini, firmano un comunicato congiunto dove di dicono “<em>Preoccupati per Bankitalia</em>&#8220;, per l’incertezza sulla successione a Mario Draghi, Antonio di Pietro accusa il governo di “mercanteggiamenti per cariche di garanzia”, mentre Bossi spinge per l’accelerazione della nomina. Un quadro di agitazione “sommersa” dalle parole del capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto che nega uno scontro in corso, poiché la questione è &#8221; così delicata che va affrontata con una grande ponderazione” e riflessione. Ma che spinge Berlusconi verso la moderazione invitando a mettere &#8221; d<em>a parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l&#8217;economia e per portare l&#8217;Italia fuori da questa crisi</em>&#8220;. Sono tante le preoccupazioni sul braccio di ferro tra Berlusconi che vuole Saccomanni e Tremonti che punta su Grilli, con l&#8217;importante sponda di Umberto Bossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo il Consiglio superiore di via Nazionale ha ricevuto l&#8217;attesa lettera da Palazzo Chigi con l&#8217;indicazione del futuro governatore, la riunione di ieri delle 11.30 è terminata, però, come una seduta ordinaria. Nel pomeriggio si sono susseguiti diversi incontri a Palazzo Chigi, tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il governatore uscente Mario Draghi, tra Berlusconi e Tremonti mentre Draghi era al Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vociferano nuovi nomi come Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce e Ignazio Visco, vicedirettore di via Nazionale. Mentre da Bankitalia Paolo Blasi fa sapere che &#8220;<em>L&#8217;autonomia della banca è un bene prezioso, non si faccia l&#8217;errore di considerare il parere del Consiglio superiore come una sinecura</em>&#8220;, stamane il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui viene sviscerato il documento segreto della Bce del 5 agosto scorso. Paragonato ad un vero e proprio programma di governo, il documento è tanto peciso quanto esplicito.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La drammatica situazione dei mercati di quei primi giorni d&#8217;agosto, l&#8217;ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, forse, imponevano di andare dritto al dunque</em>” scrive Sensini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i punti: il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013, raggiungere un deficit pubblico pari all&#8217;1% del prodotto interno lordo già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno, ridurre gli stipendi pubblici, rendere più severi i criteri per ottenere le pensioni di anzianità e di allungare l&#8217;età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio già nel 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml" target="_blank">Leggere per credere. </a></p>
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		<item>
		<title>ITALIA – LA VIA D’USCITA POSSIBILE DALLA MORSA DELLA CRISI</title>
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		<title>Intervento Mario Sechi</title>
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		<title>Intervento Renato d&#8217;Andria</title>
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		<title>Intervento Elio Veltri</title>
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		<title>Intervento Mario Sechi</title>
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		<title>Intervento Michele Ainis</title>
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		<title>Intervento Oliviero Beha</title>
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		<title>Intervento Filippo Facci</title>
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		<title>Intervento Elio Lannutti</title>
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		<title>Intervento Sergio D&#8217;Elia</title>
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		<title>Intervento Roberto Giovannini</title>
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		<title>Domande e risposte</title>
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		<title>Intervento Giuseppe Fortunato</title>
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		<title>Intervento Alfonso Pecoraro Scanio</title>
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		<title>Intervento Rocco Buttiglione</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:17:20 +0000</pubDate>
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		<title>Chiusura</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 09:23:43 +0000</pubDate>
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		<title>ROUNDTABLE FOR A NATIONAL PACIFICATION PROCESS</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:32:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Conference: 'From Togliatti to Berlusconi', organised by the Gaetano Salvemini Foundation, Rome, 21st September 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conference: &#8216;From Togliatti to Berlusconi&#8217;, organised by the Gaetano Salvemini Foundation, Rome, 21<sup>st</sup> September 2011</p>
<p>The keynote speaker and Foundation&#8217;s chairman, Renato d&#8217;Andria, introduced the conference participants, moderated by the chief editor of <em>Il Tempo</em> daily newspaper, Mario Sechi.</p>
<p>The aim of the conference was to bring together parliamentarians, journalists and lawyers to discuss the situation in Italy, especially in the south.</p>
<p>&#8216;In Italy – said d&#8217;Andria – there are lobbies that compete for power, to the detriment of the Italian economy and of its citizens. We need to pacify e re-unite the country for its own good&#8217;, an idea shared by Prof Michele Ainis, a constitutionalist at the University of Rome III, who described Italy as a country were a silent civil war is ongoing.</p>
<p>According to journalist Oliviero Beha, in Italy there it exists an &#8216;uncivilised peace&#8217;, a situation which can be remedied if politicians go back to actually serving the people (Sen. Elio Lannutti, Idv).</p>
<p>The deputy speaker of the Lower House of Parliament, Rocco Buttiglione (Udc) outlined, in his closing remarks, that the problem with Italian democracy is that its parties are undemocratic, a situation that could be easily changed, because the constitution allows it; what Italians politicians lack, is the will to do so.</p>
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		<title>(Italiano) FEDERALISMO FISCALE SOTTO LA LENTE DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 21:09:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Italiano) Le proposte di Gaetano Salvemini, secondo il pensiero del presidente Renato D’Andria, rappresentavano una risposta di avanguardia alla crisi dello Stato liberale. Quello di Salvemini era un progetto capace di dare una soluzione innovativa volta a garantire il controllo, da parte dei cittadini, dell’operato di politici e amministratori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/feed">Italiano</a>.</p>
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		<title>CONVEGNO “DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA”</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:38:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 21 September 2011; ] (Italiano) La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese. Il convegno nazionale  “Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana” avrà luogo il del 21 settembre 2011, dalle ore 10 alle ore 14, presso la Sala Capranichetta, Hotel Nazionale, Piazza Monte Citorio, Roma. ]]></description>
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		<title>FIRMO, VOTO, SCELGO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:35:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Italiano) Liberi di scegliere i propri rappresentanti. Come? Attraverso il referendum.
L’attuale legge elettorale, il Porcellum, genera attraverso un sistema di liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier, il perpetuarsi di una casta con ruoli ben definiti. ]]></description>
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		<title>DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In-depth]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Resoconto]]></category>
		<category><![CDATA[convegno 21 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax togliattiana alla Pax berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese.
“Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana” Roma, Sala Capranichetta, 21 settembre ore 10.00]]></description>
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		<title>UN CONFRONTO A PIÙ VOCI</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 13:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[In-depth]]></category>
		<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[convegno 21 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax togliattiana alla Pax berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione salvemini]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina uno fra gli eventi più attesi di questo inizio della stagione politica autunnale. Mercoledì prossimo, 21 settembre, piazza di Monte Citorio a Roma ospita il confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti destinato a porre sul tappeto ed esaminare, dai tre diversi punti di vista, le reali possibilità esistenti e le strade da percorrere per giungere ad un processo di pacificazione nazionale dai contorni epocali.
“Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana”: questo il titolo scelto per il convegno, aperto al pubblico ed organizzato dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che opera per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina uno fra gli eventi più attesi di questo inizio della stagione politica autunnale. Mercoledì prossimo, <strong>21 settembre</strong>, piazza di Monte Citorio a Roma ospita il confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti destinato a porre sul tappeto ed esaminare, dai tre diversi punti di vista, le reali possibilità esistenti e le strade da percorrere per giungere ad un processo di pacificazione nazionale dai contorni epocali.<br />
“<strong>Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana</strong>”: questo il titolo scelto per il convegno, aperto al pubblico ed organizzato dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che opera per promuovere i processi di libertà, pace e sviluppo fra i popoli nell’area vasta del Mediterraneo.<br />
Pensato ai primi del luglio scorso, con una situazione politica nazionale già surriscaldata dalle cronache politiche e giudiziarie di inizio estate, il tema dell’appuntamento del 21 settembre si è andato facendo via via sempre più urgente ed attuale, fino ad essere quasi divenuto un imprescindibile momento di riflessione comune, nel clima arroventato delle ultime ore.<br />
Moderati dal <strong>direttore del Tempo,</strong> Mario Sechi, ed introdotti dal presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d’Andria, si confronteranno su questo tema, in tre tempi successivi:</p>
<p><strong>I GIURISTI</strong> Michele Ainis (Università Roma 3), Giuseppe Fortunato (Autorità Garante per la Privacy), Alessandro Sammarco (penalista)<br />
<strong>I POLITICI</strong> Rocco Buttiglione (Udc), Nicola Latorre (Pd), Elio Lannutti (Idv), Gianni De Michelis (Ipalmo), Maurizio Paniz (Pdl)<br />
<strong>I GIORNALISTI</strong> Oliviero Beha (Rai), Filippo Facci (Libero), Roberto Giovannini (La Stampa).<br />
Il convegno sarà aperto da una relazione di Elio Veltri sulla stringente attualità del messaggio di Gaetano Salvemini.<br />
L’ipotesi di coniugare la possibile “Pax Berlusconiana” con la proposta di amnistia avanzata dai Radicali sarà illustrata da Sergio D’Elia, fondatore di Nessuno Tocchi Caino.</p>
<p>Il convegno Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana intende rappresentare un confronto a più voci fra parlamentari delle diverse aree politiche, studiosi e giornalisti delle principali testate italiane, per discutere sulle possibilità reali di rilanciare l’economia del Paese in uno fra i momenti più critici della sua storia e di quella, più in generale, del mondo occidentale.<br />
Punto di partenza per il rilancio è ricostruire il tessuto produttivo e, con esso, la fiducia degli italiani e dei mercati, attraverso un processo di “pacificazione nazionale” che ponga fine a quella autentica guerra fra gruppi di potere contrapposti che ha minato le sorti economiche e sociali del Paese negli ultimi vent’anni e passa.<br />
Non a “salvacondotti” o “exit strategy” si porrà l’attenzione, ma piuttosto a modelli storici epocali, come la Pax Augustea e la Pax Togliattiana: due scelte politiche coraggiose che, in tempi diversi, seppero restituire all’Italia lunghi periodi di pacificazione sociale ed uno straordinario slancio all’economia del Paese. Sono maturi i tempi per comprendere che una vera e propria guerra civile &#8211; combattuta anche attraverso una certa parte della magistratura e della stampa &#8211; infuria da tempo e, complice la crisi mondiale, rischia ora di compromettere seriamente le sorti degli italiani? E, se questo giudizio risulta ormai largamente condiviso, quali sono le strade da percorrere sul piano politico e normativo, per giungere alla Pax Berlusconiana?<br />
Il convegno del 21 settembre si propone di offrire alcune concrete risposte a questi interrogativi.</p>
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		<title>L&#8217;INTERVENTO DI OLIVIERO BEHA</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax togliattiana alla Pax berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Beha]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Intervento di Oliviero Beha, giornalista e scrittore, in preparazione al Convegno del 21 settembre.
&#160;
«Affondando nella crisi più profonda dal secondo dopo-guerra, l&#8217;Italia ha bisogno di cambiare pagina come se si uscisse da una guerra civile. Con tutte le differenze ovvie del caso, oggi è indispensabile, nel passaggio epocale del nostro guado nazionale e internazionale, evadere da questa &#8220;pace incivile&#8221; che ha avvolto l&#8217;ultimo ventennio.
Nella contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani ci siamo giocati il Paese, e lo sfascio è sotto gli occhi fin troppi presbiti di tutti. Come allora, all&#8217;epoca della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Intervento di Oliviero Beha, giornalista e scrittore, in preparazione al Convegno del 21 settembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<em>Affondando nella crisi più profonda dal secondo dopo-guerra, l&#8217;Italia ha bisogno di cambiare pagina come se si uscisse da una guerra civile. Con tutte le differenze ovvie del caso, oggi è indispensabile, nel passaggio epocale del nostro guado nazionale e internazionale, evadere da questa &#8220;pace incivile&#8221; che ha avvolto l&#8217;ultimo ventennio.</em><br />
<em>Nella contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani ci siamo giocati il Paese, e lo sfascio è sotto gli occhi fin troppi presbiti di tutti. Come allora, all&#8217;epoca della Costituente, va ripensato un presente e un futuro in un mondo che cambia assai velocemente insieme a noi.</em><br />
<em>Memoria, identità, senso sono le tre voci diacroniche che dovrebbero rimettere in piedi il corpo di una Nazione che da troppo tempo striscia come un gasteropodo.</em><br />
<em>La realtà quotidiana ricatta una classe dirigente che ha accumulato scheletri senza soluzione di continuità ammonticchiando Prime e Seconde Repubbliche: per rovesciare la clessidra è dunque necessaria una credibilità che il potere ha smarrito da un pezz</em>o».<br />
OLIVIERO BEHA</p>
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		<title>(Italiano) MANOVRA: DALLA EVASIONE FISCALE ALLA “COLLABORAZIONE FISCALE”</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Editorials]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[manovra economica]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) Scritto da Renato d'Andria
Nella tribolata manovra finanziaria, da metà agosto al centro di un aspro dibattito, uno fra i punti più spinosi riguarda il contrasto all’evasione fiscale. Le misure a riguardo possono essere così sintetizzate: la palla passa ai Comuni, che incasseranno il 100% delle somme recuperate. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/feed">Italiano</a>.</p>
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		<title>APPELLO MOVIMENTO NONVIOLENTO MARCIA PERUGIA-ASSISI</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pubblichiamo il Testo dell&#8217;appello lanciato dal Movimento Nonviolento in occasione della  Marcia Perugia-Assisi Per La Pace E La Fratellanza Dei Popoli, che avrà luogo il prossimo 25 Settembre 2011
Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla &#8220;Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli&#8221; che il 25 settembre vedra&#8217; sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.
E&#8217; il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell&#8217;esercito dall&#8217;Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblichiamo il Testo dell&#8217;appello lanciato dal Movimento Nonviolento in occasione della  Marcia Perugia-Assisi Per La Pace E La Fratellanza Dei Popoli, che avrà luogo il prossimo 25 Settembre 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla &#8220;Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli&#8221; che il 25 settembre vedra&#8217; sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.<br />
E&#8217; il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell&#8217;esercito dall&#8217;Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e il taglio drastico delle spese militari. Cio&#8217; potra&#8217; cominciare solo se ciascun marciator e di pace assumera&#8217; questa esigenza come impegno personale.<br />
Il Movimento Nonviolento ha convocato questa Marcia nel cinquantesimo anniversario della prima, voluta ed organizzata da Aldo Capitini nel 1961, come risposta popolare alla folle corsa agli armamenti in un&#8217;Europa divisa fra Est ed Ovest. Nei cinquant&#8217;anni che ci separano da quella Marcia, pur con la conclusione della &#8220;guerra fredda&#8221;, le spese per gli armamenti sono incredibilmente lievitate a livelli astronomici, portando gli investimenti militari a diventare, di gran lunga, il primo spreco pubblico nel bilancio di uno Stato che, invece, sottrae continuamente risorse alle &#8220;spese di pace&#8221; (sanita&#8217;, scuola, cultura, servizi sociali, ricerca, servizio civile, ecc.).<br />
I governanti, da vent&#8217;anni, impegnano costantemente il nostro Paese in &#8220;guerre calde&#8221; in giro per il mondo, che uccidono in nome del popolo italiano. La nostra Costituzione repubblicana che &#8220;ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta&#8217; degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali&#8221; e&#8217; ripetutamente, a sua volta, ripudiata!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono, oggi, ancora piu&#8217; ragioni di cinquant&#8217;anni fa per marciare in maniera consapevole e determinata affinche&#8217;, percorrendo i 24 chilometri che da Perugia portano ad Assisi, il popolo della pace torni ad essere un soggetto autonomo ed indipendente per aiutare il Paese ad uscire dalla grave crisi sociale, politica, economica, morale nella quale e&#8217; precipitato.<br />
La Marcia della pace non e&#8217; un rito, e&#8217; un impegno. Non e&#8217; una passeggiata, e&#8217; un&#8217;azione politica. E&#8217; un&#8217;azione nonviolenta. Questo era chiaro ad Aldo Capitini quando nel 1961 dalla Rocca di Assisi disse: &#8220;la pace e&#8217; troppo importante perche&#8217; possa essere lasciata nelle mani dei soli governanti&#8221;.<br />
Dunque, mettiamoci in marcia per ripudiare le guerre di domani avviando da oggi la politica del disarmo.<br />
L&#8217;appuntamento e&#8217; ai Giardini del Frontone di Perugia, alle ore 9, o lungo il percorso fino alla Rocca di Assisi, dietro al grande striscione &#8220;Nonviolenza&#8221;.<br />
Il Movimento Nonviolento</p>
<p style="text-align: justify;">Verona, 19 settembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;">Il Movimento Nonviolento ha sede a Verona in via Spagna 8. Tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mce_host/an@nonviolenti.org">an@nonviolenti.org</a></span>, sito: www.nonviolenti.org.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello, presente anche sul sito www.perlapace.it, viene rilanciato in questi giorni anche attraverso la newsletter del Centro di Ricerche per la Pace di Viterbo, diretto da Peppe Sini.</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SALVEMINI, Further reading</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/%e2%80%9cgaetano-salvemini-ancora-un-riferimento%e2%80%9d?lang=en</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 11:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Selected bibliography on Salvemini&#8217;s work and thought:
Pescosolido, G. ed., (2010) Gaetano Salvemini (1873-1957). Ancora un riferimento, Lacaita: Manduria
Affinito, M.ed, (2007), Gaetano Salvemini &#8211; Walter Toscanini, Carteggio 1943-1948, Lacaita: Manduria
www.lacaita.com
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Selected bibliography on Salvemini&#8217;s work and thought:</p>
<p>Pescosolido, G. ed., (2010) <em>Gaetano Salvemini (1873-1957). Ancora un riferimento</em>, Lacaita: Manduria</p>
<p>Affinito, M.ed, (2007), <em>Gaetano Salvemini &#8211; Walter Toscanini, Carteggio 1943-1948</em>, Lacaita: Manduria</p>
<p align="JUSTIFY">www.lacaita.com</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ITALY OUT OF THE EU TO LEAD A NEW MEDITERRANEAN UNION</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/litalia-esca-dallunione-europea-per-essere-fulcro-dellunione-di-stati-nel-mediterraeno?lang=en</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 08:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editorials]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>
		<category><![CDATA[Stati del Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Italy needs to leave the EU and become a leading country in the Mediterranean region. At the same time we would leave the single currency, which has brought the Italian economy to its knees.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima beffa – la più recente – è arrivata col blocco a Ventimiglia dei treni provenienti dall’Italia e che avevano a bordo gli immigrati diretti in Francia. Tanto che il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha dovuto elevare l’ennesima, vibrata protesta all’indirizzo del governo d’Oltralpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta l’Italia si trova a dover imporre quelle regole di sostegno reciproco ed alleanza che dovrebbero essere alla base dei trattati fondanti dell’Europa unita.<br />
Ma non si tratta solo dell’ultima “figuraccia” in ordine di tempo sul proscenio internazionale. Tutt’altro. Ciò che sta emergendo, con la crisi libica e con gli attacchi unilaterali decisi da inglesi e francesi, rende ancor più chiaro lo scenario che da tempo abbiamo sotto gli occhi: il nostro Paese deve uscire dall’Unione Europea e diventare il perno degli Stati Uniti del Mediterraneo.<br />
Con un contemporaneo abbandono anche dell’euro, la moneta che ha messo in ginocchio la nostra economia, ormai da oltre dieci anni, attraverso le sciagurate politiche dei cambi originari, finalizzati a favorire economie già più forti della nostra.<br />
Il momento, per effettuare questa epocale transizione verso nuove alleanze statuali, è oggi dei più favorevoli, con le sollevazioni popolari lungo la costa nordafricana ed intere generazioni proiettate verso il Mare Nostrum alla ricerca di un riscatto da condizioni di vita non più tollerabili. E sarebbe certamente uno smacco senza precedenti per quei Paesi come Francia, Germania ed Inghilterra, abituati a trattare l’Italia come un servo. Né si sono smentiti in occasione dei recenti fatti libici.<br />
Sia chiaro: non è il nostro Paese ad aver bisogno di loro. L’Italia vanta orgogliosamente una lunghissima storia di indipendenza. E’ stata più volte occupata, ma mai dipendente.<br />
La nostra collocazione geografica ci pone, anzi, in una posizione di assoluto vantaggio. E i motivi, mai come stavolta, risultano lampanti: non appena i rapporti fra noi e la Libia stavano diventando maggiormente stretti e proficui, le forze anglo-francesi, con la complicità degli americani, hanno lanciato i loro raid per andare a depredare le terre di Gheddafi, col cui governo noi avevamo stretto partnership foriere di enormi vantaggi economici e produttivi per entrambi i Paesi.<br />
L’Europa stia in guardia: o viene riconosciuto all’Italia il suo ruolo di centro strategico per gli scambi nel Mediterraneo, o noi possiamo chiamarci fuori dall’Unione senza subirne alcun danno. Al contrario: le opportunità non si farebbero attendere. Dando vita ad una Comunità economica del Mediterraneo – alleanza preliminare alla nascita dell’unione non solo economica, ma anche politica degli Stati – l’Italia potrebbe operare da leader dentro un ampio mercato dei consumi in cui esportare tecnologie, progresso, valori sociali, un’area che richiede con forza progresso e sviluppo, e possiede tutti i requisiti potenziali per diventare una nuova eccellenza mondiale, al pari di ciò che sta accadendo ad India e Brasile. Per rendersene conto basta allungare lo sguardo su terre come Tunisia, Libia, Marocco, ricchissime di energia e di risorse naturali tutte da sviluppare, dall’agricoltura alla pesca, che attendono solo la modernizzazione delle tecnologie prodotte da Paesi confinanti come il nostro.<br />
La tradizionale povertà economica e sociale del Maghreb può e deve diventare un’immensa risorsa per tutti i popoli abitanti lungo le sponde del Mediterraneo. Ma per arrivare in breve tempo alla nuova configurazione di Stati, con il ruolo guida che spetta all’Italia, occorre rompere gli indugi e cogliere la congiuntura storica in atto, sottraendo alle potenze nordeuropee la tracotante leadership &#8211; che si sono attribuite in maniera assolutamente unilaterale e tutt’altro che condivisa a livello di UE – nel decidere con la violenza i destini di un Paese che con l’Italia è confinante e tradizionalmente alleato.<br />
Una delle obiezioni che viene mossa a tale impostazione riguarda la sanguinosa e “biblica” conflittualità lungo il confine israelo-palestinese. A questo proposito giova ricordare che – come ho più volte affermato anche nei miei interventi sulla rivista multilingue Genesi – l’Unione di Stati del Mediterraneo potrà rivestire in se stessa un ruolo pacificatore e sanare gli storici contrasti fra i due popoli. Per fare un solo esempio, smorzerebbe un detonatore di cui poco si parla, ma che rappresenta una fra le principali micce accese: lo squilibrio nel tasso di natalità, particolarmente elevato fra i palestinesi, al contrario di ciò che si registra tra i figli d’Israele. Se i due Paesi facessero parte di una confederazione di Stati con fini condivisi, o nel momento in cui operassero in un contesto analogo a quello degli Stati Uniti d’America, anche tali forme di rivalità non avrebbero più senso, o in ogni caso perderebbero il loro potenziale di deflagrazione.<br />
Per l’Italia è insomma arrivato il momento di porre le basi concrete per un’alternativa vera rispetto alla permanenza dentro la gabbia di una Unione Europea che agisce nei nostri confronti con atteggiamenti intollerabili, usurpando il ruolo strategico e geografico che spetta da sempre al nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
<p>When a train full of immigrants was stopped at the border by French authorities, Franco Frattini, the Foreign Secretary, lodged, once again, a protest with the government in Paris. Italy is thus in the position of having to remind its European partners the rules of reciprocity and support, which are the base of the European project.</p>
<p>That, however, was only the latest blunder in the international arena: the crisis in Lybia and the unilateral attacks by France and the UK make it clear that Italy needs to leave the EU and become a leading country in the Mediterranean region. At the same time we would leave the single currency, which has brought the Italian economy to its knees in less than ten years, helping those who were already stronger than us.</p>
<p>The timing is favourable: there are popular uprises in northern Africa, as an entire generation seeks to cross the sea, chasing the dream of a better life in Europe. If Italy, thanks also to its geographical position, succeeded in becoming a leading Mediterranean country, it would be a blow for countries like France and Germany, who have always looked down on us.</p>
<p>It must be clear that we do not need them. Italy takes prides in its history of independence: it has often been occupied, but never subjugated. Europe should beware: either our strategic position in the Mediterranean is acknowledged, or we can leave the Union without notice, to lead the creation of a mediterranean economic area, where Italy would export technology and goods; it would also export values to a region which has the economic and social potential of countries like Brazil and India. Take a look at Tunisia, Lybia and Morocco: they rich countries which await technological development to unleash their natural and social potential.</p>
<p>In order to reach a new international setup, we must hesitate no more, and exploit the favourable situation in the Maghreb. To those who object that the Israeli-Palestinian conflict would make this vision unachievable, I have often replied that a Mediterranean Union would be a natural mediator, the appropriate arena where to peacefully resolve long standing issues, like the EU was for European countries.</p>
<p>Is is this time for Italy to free itself from the European cage and from a Union, which deprives it of its strategic role within the Mediterranean.</p>
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		<title>LE RAGIONI E I MODI DI UNA PAX PER L’ITALIA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiducia, Cambiamento, Riforme. Per far ripartire il Paese e per ricostruire. Dalle parole del Presidente D’Andria, la proposta di una Pax sul modello togliattiano che dica no ad ipotesi di exit strategy o salvacondotti ed apra una stagione di grande pacificazione nazionale per ricostruire l'economia del Paese sulle macerie del "dopoguerra" fra gruppi di potere contrapposti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>fattore chiave</strong> della <strong>crisi strutturale</strong> che blocca l’Italia in questi mesi è la<strong> mancanza di fiducia nel cambiamento</strong>, nessuno crede sia possibile vivere una <strong>nuova stagione di riforme</strong> che consentano al paese di rimettersi in moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni, indipendentemente da chi ci governa, siamo ostaggi di un blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l’immobilità, la difesa di piccoli e grandi privilegi acquisiti negli anni. Ne fanno parte ceti professionali organizzati nei propri ordini, gli statali sindacalizzati, i grandi burocrati, i commercianti evasori, i baby pensionati, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i nostalgici della contrattazione nazionale, e di privilegio in privilegio l’elenco potrebbe essere ancora più lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo granitico blocco sociale, approfittando della <strong>debolezza politica, sia a destra che a sinistra,</strong> sa di poter contare sui suoi deputati o senatori di riferimento, i quali intervengono a difendere i propri tutelati contro le iniziative politiche della destra o della sinistra, in realtà contro gli interessi generali del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è lo<strong> scenario da guerra civile</strong> a cui facciamo riferimento: privilegiati contro altri privilegiati che difendono strenuamente i propri privilegi, disponendo di un potere d’interdizione che si esprime di volta in volta con una campagna di stampa, con un’iniziativa giudiziaria promossa da magistrati superficiali o da<strong> interventi nelle commissioni parlamentari</strong> per arenare le iniziative considerate ostili.<br />
Una guerra civile che si finanza con il <strong>debito pubblico</strong>, che conta feriti, vittime ed eroi su tutti i fronti, che mina la fiducia in un cambiamento e in una nuova stagione di riforme sociali ed economiche, che immobilizza le forze sane del nostro paese spingendole verso una crisi strutturale irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>stagione di grande pacificazione nazionale</strong> che la <strong>Fondazione Gaetano Salvemini</strong> propone attraverso il <strong>convegno nazionale del 21 settembre</strong> dovrà partire da qui, dalla presa di coscienza che una vera e propria guerra fra gruppi privilegiati contrapposti ha seriamente minato le basi tradizionali della nostra economia e che è venuto il momento di cominciare a ricostruire.<br />
Punto di partenza e riferimento storico è quel <strong>decreto del 22 giugno 1946</strong> scritto di suo pugno dall’allora <strong>ministro della Giustizia Palmiro Togliatti</strong>, nonché la successiva circolare del 2 luglio che invitava ad accelerare i procedimenti giudiziari in corso e ad evitare il sovraffollamento delle carceri. Avvertendo i segnali di una involuzione politica, tanto in Italia quanto nelle relazioni internazionali, Togliatti impedì l’acuirsi dei contrasti interni e pose fine ai danni della lunga guerra civile che tanto aveva devastato il Paese, la sua unità, la fiducia dei cittadini, l’economia.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dell’amnistia, che è un provvedimento di tipo giudiziario ed amministrativo, la<strong> Pax che chiediamo per l’Italia, sul modello togliattiano, assume una portata ben più ampia e di lunga gittata, con un riflesso di positive ricadute anche sulle prossime generazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>definizione degli aspetti giuridici e normativi</strong> per avviarne l<strong>’iter</strong> sarà compito di un’<strong>apposita commissione di studio composta da alte personalità</strong> – molte delle quali saranno presenti all’incontro del 21 settembre – che la Fondazione Gaetano Salvemini intende promuovere e sostenere durante tutto il corso dei suoi lavori. Per grandi linee qui si può immaginare che dal processo di generale pacificazione saranno esclusi i procedimenti pendenti per reati connessi a fatti di sangue e, più in generale, a tutte quelle attività – in primis il crimine organizzato – che attentano alla sicurezza e alla libertà dello Stato democratico.<br />
Occorre, certo, un <strong>atto di coraggio e responsabilità</strong> da parte di tutti. L’auspicio è che il governo guidato da Silvio Berlusconi possa comprendere e recepire questo invito, che giunge non solo dalla nostra Fondazione, ma da vaste compagini produttive e sociali del Paese ed oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, si intende qui ribadire che nulla ha a che vedere la nostra proposta con affrettate formulazioni, apparse in questi giorni sulla stampa, relative a possibili “exit strategy” o “salvacondotti” per il premier. Tali proposizioni, che possono trovare accoglimento quando si tratta del destino di uomini come l’ex presidente libico Muhammar Gheddafi, sono assolutamente improponibili nel caso di Berlusconi, che per lunghi anni ha operato e tuttora opera al servizio del Paese.<br />
Contestiamo perciò qualsiasi ipotesi di “salvacondotto”. Ma proponiamo con altrettanta fermezza che sia lo stesso premier ad aprire quella stagione di Pax che potrà restituire la fiducia nell’Italia. E potrà restituirla, in primo luogo, agli italiani.<br />
Si ponga fine a quel lungo periodo di ricatti che ha avvelenato il Paese, un tiro incrociato nel quale un ruolo non secondario lo hanno svolto una parte della magistratura ed anche della grande stampa.<br />
Il 21 settembre ci saranno in prima fila alcuni fra i più noti ed autorevoli giornalisti italiani. Perché è anche sull’informazione che l’Italia sta giocando le mosse decisive della sua partita: trovare la strada giusta per risalire la china, alimentando la fiducia nel cambiamento, o restare nel guado delle manovre asfittiche di mantenimento dei propri privilegi tese a pregiudicare definitivamente il futuro del paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Renato d’Andria</strong></p>
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		<title>PRESENTAZIONE LIBRO: &#8220;L&#8217;ESISTENZA DELLO STATO D&#8217;ISRAELE, IL MEDIO ORIENTE E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE &#8211; CONSIDERAZIONI SUL CONFLITTO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 21:41:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) Cos’è il conflitto israelo-palestinese?
Perché, dal mondo intero, gli ebrei sono tornati in Israele?
Il Sionismo prevede l’impossibilità della convivenza con gli arabi palestinesi?
Quali sono le ragioni ultime del conflitto tra lo Stato d’Israele e alcuni Stati arabo-musulmani?
Cosa pensare e come operare per realizzare la pace in Medio-Oriente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/feed">Italiano</a>.</p>
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		<title>Nicola Latorre</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:46:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Senatore PD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/latorre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-229" title="Nicola Latorre" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/latorre.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Nel 2008 è eletto in Puglia nella lista del PD, nominato componente della</p>
<p>Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi e</p>
<p>Vice-presidente del gruppo dei Senatori del Partito Democratico.</p>
<p>Nel medesimo anno è cofondatore di Riformisti e Democratici (ReD).</p>
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		<title>Maurizio Paniz</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Deputato PdL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre></pre>
<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/paniz-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-476" title="Maurizio Paniz" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/paniz-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato penalista con studi a Belluno e a Roma. Relatore del disegno</p>
<p>di legge sul processo breve varato dal Parlamento il 14 aprile scorso.</p>
<p>Componente della Commissione Giustizia alla Camera e membro</p>
<p>della Giunta per le autorizzazioni a procedere.</p>
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		<title>Alessandro Sammarco</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avvocato Penalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sammarco-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-478" title="Alessandro Sammarco" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sammarco-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato penalista fra i più noti della capitale, si è reso celebre</p>
<p>anche per la difesa di Cesare Previti e Marcello Dell’Utri.</p>
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		<title>Mario Sechi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:34:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sechi-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-479" title="Mario Sechi" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sechi-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Nato ad Oristano nel 1968, è stato direttore dell’Unione Sarda,</p>
<p>vicedirettore de Il Giornale, quindi vicedirettore di Panorama</p>
<p>e, in seguito, di Libero.Da febbraio 2010 è direttore de Il Tempo.</p>
<p>Nel 2010 gli è stato assegnato il “Premio Personalità Europea”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elio Veltri</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Democrazia e Legalità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/veltri-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-480" title="Elio Veltri" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/veltri-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Medico, giornalista, a lungo sindaco PSI di Pavia, è stato deputato</p>
<p>col PDS (in Commissione Parlamentare Antimafia), poi ha fondato</p>
<p>con Di Pietro Italia dei Valori, da cui è uscito in polemica col leader.</p>
<p>E’ presidente della battagliera associazione “Democrazia e Legalità”,</p>
<p>con la quale sta elaborando l’iter normativo di tre proposte di legge</p>
<p>per cambiare l’Italia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gianni De Michelis</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Istituto Ipalmo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/gianni_michelis_180x180.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-472" title="Gianni De Michelis" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/gianni_michelis_180x180.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Una vita nel PSI, più volte ministro, poi parlamentare europeo,</p>
<p style="text-align: justify;">dal 2009 è consulente del Ministro per l’innovazione Renato Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fondato e presiede IPALMO, Istituto per le relazioni tra l’Italia e</p>
<p style="text-align: justify;">i Paesi dell’Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente, che</p>
<p style="text-align: justify;">ha sede a Roma in via Ennio Quirino Visconti 8.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippo Facci</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:26:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/filippo-facci-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-470" title="Filippo Facci" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/filippo-facci-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Polemista, volto noto del giornalismo televisivo, attualmente è</p>
<p>firma di punta a Libero. Ha collaborato con il Foglio, il Riformista</p>
<p>e Grazia. È autore del libro “Di Pietro, La storia vera”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giuseppe Fortunato</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Autorità Garante Privacy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/fortunato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-278" title="Giuseppe Fortunato" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/fortunato.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato civilista, in passato difensore civico della Regione Campania,</p>
<p>da cinque anni è uno fra i membri dell’Autorità Garante per la Privacy.</p>
<p>Ha fondato l’associazione Civicrazia, che ha il consenso a sua volta</p>
<p>di circa 3.000 altre sigle associative fra cui, ad esempio, il WWF.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto Giovannini</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/giovannini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-377" title="Roberto Giovannini" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/giovannini.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Giornalista  esperto di economia e di lavoro.</p>
<p>Dopo una lunga esperienza a &#8220;l&#8217;Unità&#8221;, dal 2000 è</p>
<p>redattore del quotidiano &#8220;la Stampa&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elio Lannutti</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senatore IdV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/iannutti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-272" title="Elio Iannutti" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/iannutti.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Storico e battagliero presidente dell’Adusbef, Associazione di utenti</p>
<p>delle banche e dei servizi finanziari, è da sempre la spina nel fianco</p>
<p>dei poteri deviati. Nel 2008 è stato eletto con l’IDV al Senato, dove</p>
<p>detiene il record di interrogazioni ed atti ispettivi di sindacato, oltre</p>
<p>che delle proposte di legge. E’ giornalista professionista ed è stato il</p>
<p>fondatore del settimanale “Avvenimenti”.</p>
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		<title>Michele Ainis</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
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		<description><![CDATA[Costituzionalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/ainis-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-466" title="Michele Ainis" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/ainis-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a></span></span></p>
<p>Docente di Diritto Costituzionale all’Università Roma 3,</p>
<p>è anche uno fra i più apprezzati opinionisti televisivi sulle delicate</p>
<p>questioni degli assetti istituzionali. Insegna anche alla Scuola di</p>
<p>Formazione Forense Giorgio Ambrosoli. Il suo libro più recente</p>
<p>s’intitola “la Cura” (Chiarelettere), «un decalogo per ricominciare</p>
<p>da zero e rovesciare uno Stato ingessato, in cui l’obbedienza è</p>
<p>diventata un vizio e alla cultura del conflitto, che è il sale dei sistemi</p>
<p>liberali, si è sostituito il culto del potere, delle gerarchie, dell’ordine».</p>
<p>Dieci regole, quelle proposte dall’autore, «contro il potere degli inetti</p>
<p>per una Repubblica degli eguali».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oliviero Beha</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/beha.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-240" title="Oliviero Beha" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/beha.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Volto notissimo della Rai, opinionista de Il Fatto Quotidiano,</p>
<p>è autore di best seller d’inchiesta fra cui il famoso “Italiopoli”,</p>
<p>scritto nel 2007.  Fra i più recenti, “I nuovi mostri”</p>
<p>(Chiarelettere) e “Calciopoli”, appena uscito in libreria.</p>
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		<title>Rocco Buttiglione</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presidente UdC]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/buttiglione-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-468" title="Rocco Buttiglione" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/buttiglione-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Vicepresidente Camera dei Deputati e Presidente UDC. Il 12 settembre</p>
<p>ha rilanciato l&#8217;idea di un salvacondotto giudiziario per il premier, in</p>
<p>cambio di sue dimissioni: «E&#8217; lecito il dubbio che in questo momento il</p>
<p>Capo del Governo si ostini nella sua posizione anche per la paura riguardo</p>
<p>al futuro. Noi dobbiamo togliergli la paura: non ci saranno vendette, non</p>
<p>andrà al governo una maggioranza che vuole la morte di Berlusconi.</p>
<p>Lui è un ostacolo che ci impedisce di affrontare la difficoltà».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Renato d&#8217;Andria</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Fondazione Salvemini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/renato.gif"><img class="alignright size-full wp-image-380" title="Renato d'Andria" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/renato.gif" alt="" width="180" height="180" /></a>Editore, giornalista pubblicista, imprenditore.</p>
<p>Ha fondato e presiede la Fondazione Gaetano Salvemini, luogo</p>
<p>di confronto costruttivo per favorire e sostenere concretamente</p>
<p>i processi di pace e di sviluppo fra i popoli nel bacino del Mediterraneo.</p>
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		<title>Sergio D&#8217;Elia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nessuno Tocchi Caino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/delia-180x1801.png"><img class="alignright size-full wp-image-469" title="Sergio D'Elia" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/delia-180x1801.png" alt="" width="180" height="180" /></a>Ex esponente di Prima Linea, militante di punta del Partito Radicale,</p>
<p>ha fondato l&#8217;associazione Nessuno tocchi Caino per l&#8217;abolizione della</p>
<p>pena di morte nel mondo, di cui è l&#8217;attuale segretario. Per tale attività</p>
<p>ha ricevuto nel 1998 il Premio Nazionale Cultura della Pace.</p>
<p>Negli ultimi mesi è sempre al fianco di Marco Pannella per promuovere</p>
<p>nelle diverse regioni italiane la richiesta di un’amnistia generalizzata.</p>
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		<title>SIRIA: L&#8217;OCCIDENTE DEPONGA LE ARMI</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 08:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[“Vogliamo il cambiamento, ma non al prezzo del sangue e di una guerra civile”. È quanto dichiara ad AsiaNews una fonte cristiana a Damasco, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Il popolo invoca “riforme e lotta contro la corruzione”, ma vi è anche il timore che la situazione possa degenerare. Per la fonte, a Damasco emerge “la sensazione che i mezzi di comunicazione gonfino le notizie, la realtà, perché vogliono cambiare il regime”.
Dal fronte interno si intravede “la volontà di ricomporre un nuovo Medio oriente” che viene rimodellato “su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Vogliamo il cambiamento, ma non al prezzo del sangue e di una guerra civile”. È quanto dichiara ad AsiaNews una fonte cristiana a Damasco, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Il popolo invoca “riforme e lotta contro la corruzione”, ma vi è anche il timore che la situazione possa degenerare. Per la fonte, a Damasco emerge “la sensazione che i mezzi di comunicazione gonfino le notizie, la realtà, perché vogliono cambiare il regime”.<br />
Dal fronte interno si intravede “la volo<img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="presidente siriano" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/siria.jpg" alt="presidente siriano" width="269" height="200" border="0" />ntà di ricomporre un nuovo Medio oriente” che viene rimodellato “su una base di natura religiosa”, come è avvenuto in Iraq dove “i cristiani sono fuggiti per la paura” e sono fra gli obiettivi di attacchi. La fonte di AsiaNews lancia infine un appello ai mezzi di comunicazione e all’Occidente perché “riflettano di più prima di intervenire”.<br />
“Tutti vogliamo riforme e lotta contro la corruzione – chiarisce – vogliamo il cambiamento, ma non attraverso il sangue e la guerra civile”. Perché se è vero che vi sono scontri, manifestazioni e morti, conclude, è altrettanto vero che questi episodi sembrano “fomentati” dall’esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo il vescovo caldeo di Aleppo, monsignor Antoine Audo, la comunità internazionale esagera la crisi in atto in Siria. Il gesuita, alla guida della diocesi dal 1992, nei giorni scorsi ha espresso a Terrasanta.net le sue preoccupazioni in merito alle proteste, ma ha voluto sottolineare che la Siria non è l’Iraq e che il presidente Bashar al-Assad resta popolare, anche tra i cristiani.Stando alle stime dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle prime sei settimane di dimostrazioni sono stati uccisi oltre 450 civili.</p>
<p><strong>Eccellenza, qual è la situazione ad Aleppo, e quali sono le sue riflessioni su quanto sta accadendo in Siria?</strong><br />
Al momento la situazione ad Aleppo è calma e del tutto normale. In città la popolazione ha dimostrato grande saggezza. Non vuole la distruzione del Paese. Crediamo che le riforme siano possibili e che il presidente e il governo stiano lavorando in tal senso. Ci sorprende scoprire come i media internazionali esagerino la situazione. Questa non è informazione obiettiva, bensì manipolazione dell’informazione. In generale il popolo siriano è molto calmo. Comprende ciò che sta accadendo ed è in grado analizzare la situazione. Non vuole lo sconquasso del Paese, come è accaduto in Iraq o altrove.</p>
<p><strong>Dunque secondo lei non possiamo paragonare quella siriana alla rivolta in Egitto?</strong><br />
No. La Siria è un Paese molto diverso. Le differenze sono parecchie. Qui c’è cultura, la gente è ben informata, anche se, certo, non mancano i problemi. Tutto finirà nel giro di pochi giorni, o almeno così speriamo.</p>
<p><strong>Pensa che il presidente Assad resterà in sella?</strong><br />
Credo di sì. È un uomo molto amato, giovane e istruito, che lavora nell’interesse della Siria. Il nostro non è un Paese perfetto e come tutti gli altri siamo stati messi in difficoltà dalla situazione economica internazionale. Ma penso che lui stia facendo molto bene e difenda il nostro Paese con grande dignità.</p>
<p><strong>Alcuni paragonano la Siria alla Libia e ritengono che potrebbe essere il prossimo teatro di un intervento militare internazionale. Le sembra plausibile?</strong><br />
Non penso proprio. Il paragone è difficile in termini di istruzione e apertura (mentale). Non conoscono bene la Siria. Come ho già detto, qui c’è una grande diversità etnica e religiosa. E poi è spiccato il senso di patriottismo. I siriani amano il proprio Paese. Noi non siamo una società basata sui clan tribali, come la Libia. Là, per esempio, non c’è praticamente una presenza cristiana (numericamente significativa). Qui i cristiani sono il 10 per cento della popolazione e stanno tutti dalla parte del presidente Assad. Quelli che manifestano vengono da fuori. Sono prezzolati e asserviti a interessi stranieri.</p>
<p><strong>Le istanze islamiste rappresentano un rischio per il Paese?</strong><br />
Forse sì. È molto facile che altri gruppi manipolino i movimenti estremisti. Ma, come dicevo, il 90 per cento della popolazione ama il nostro presidente e sta con il governo, come ha sempre fatto negli ultimi 20-40 anni. In definitiva il giudizio sulla Siria può essere positivo: abbiamo università e un buon sistema di istruzione. Certo, il gran numero di giovani laureati in cerca di un’occupazione è un problema reale, ma di ordine economico. Credo che nei prossimi mesi ci lasceremo questo momento di crisi alle spalle.</p>
<p><strong>Come la mettiamo con le notizie sulla repressione dei manifestanti da parte degli apparati di sicurezza?</strong><br />
Credo che sia una questione di autodifesa. Fino ad oggi non avevano attaccato nessuno, ma dopo aver sopportato per un mese l’assassinio di poliziotti e soldati e l’aggressione a istituzioni ufficiali, credo che la polizia avesse il diritto di entrare in azione e unicamente come autodifesa, non mossa dall’intento di attaccare o uccidere persone. Possiamo affermarlo con obiettività.</p>
<p><strong>In ogni caso non sarebbe meglio rendere la Siria un Paese compiutamente democratico invece di reprimere con violenza le proteste?</strong><br />
Certo, ma questo richiede tempo. Ogni Paese ha la propria strada verso la democrazia. Dagli Stati Uniti abbiamo ascoltato molte parole su democrazia e libertà in Iraq, ma poi abbiamo visto bene gli esiti della democrazia e delle libertà americane in un Paese distrutto. E i primi a perderci sono stati i cristiani iracheni. Diciamolo chiaramente: non vogliamo che si ripeta anche in Siria quello che gli americani hanno combinato in Iraq.</p>
<p>Notizie e commento di Claudio Prandini</p>
<p>http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/indice.htm</p>
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		<title>L&#8217;Istituto italiano di cultura a San Pietroburgo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, diretto da Giorgio Mattioli, è stato istituito il 1 gennaio 1999 come sezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. La sede è stata successivamente attivata nel corso del 2003 in occasione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario della creazione di San Pietroburgo.
E&#8217; un organismo ufficiale dello Stato italiano ed ha l&#8217;obiettivo obiettivo di promuovere e di diffondere la lingua e la cultura italiana attraverso l&#8217;organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze.
L’Istituto Italiano di Cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217; Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, diretto da Giorgio Mattioli, è stato istituito il 1 gennaio 1999 come sezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. La sede è stata successivamente attivata nel corso del 2003 in occasione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario della creazione di San Pietroburgo.</strong></p>
<p>E&#8217; un organismo ufficiale dello Stato italian<strong><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="San Pietroburgo (Renato d'Andria)" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/istituto%20san%20pietroburgo.jpg" alt="San Pietroburgo (Renato d'Andria)" width="115" height="95" border="0" /></strong>o ed ha l&#8217;obiettivo obiettivo di promuovere e di diffondere la lingua e la cultura italiana attraverso l&#8217;organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze.</p>
<p>L’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo si trova nella Piazza del Teatro (Teatralnaja ploschad&#8217;, 10), nei pressi del Teatro Mariinskij (rinominato in epoca sovietica Teatro Kirov) e di fronte al Conservatorio della città.  L’intera storia dell’edificazione e dello sviluppo di Teatralnaja ploschad è legata alla costruzione e alla ristrutturazione del teatro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1776 sulla piazza venne eretto un anfiteatro di legno destinato al circo equestre. A partire dal 1783, anno in cui venne inaugurato il teatro, la piazza assunse il nome di Teatralnaja. I primi documenti dell’Archivio Storico Statale riguardanti l’edificio situato al numero 10 della piazza risalgono al 1844. Il palazzo apparteneva, all’epoca, alla moglie di un sottotenente, Vera Batjuchkova. Si trattava di un edificio di tre piani a cui vennero aggiunte delle sezioni attigue di pari altezza ad incorniciare il cortile. La facciata del palazzo venne decorata con modanature rettangolari e triangolari, mentre per il primo piano, l’architetto Andreev utilizzò un rivestimento a stucco bugnato. L’aspetto della facciata si allontanava dai canoni del classicismo e ne rifiutava le rigide simmetrie. Nel 1863 il palazzo passò al Generale Maggiore A.D. Stolypin, poi nel 1874 il colonnello della guardia A.A. Zajtsev ne divenne il nuovo proprietario. Su ordine di quest’ultimo, l’architetto N.F. Bekker riprogettò interamente l’edificio. Un ulteriore piano venne aggiunto ai tre precedenti e venne modificato anche l’aspetto della facciata che fu ripensata in stile eclettico con abbondanza di decori. L’ultimo proprietario del palazzo è stato il giurista R.R. King.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente l’edificio di Teatralnaja ploschad&#8217;, 10 ospita il Consolato Generale d’Italia, la Residenza del Console Generale, la Sezione dell’Istituto di Cultura, l’Ufficio di San Pietroburgo dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE).   L’Istituto di Cultura dispone di una <a href="http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/Istituto/La_sede/Dotazioni_tecniche/">Sala Cinema</a> che può essere riadattata a Sala mostre, di una <a href="http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/La_Biblioteca/">Biblioteca</a> e di varie aule.</p>
<p>http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/Istituto/La_sede/</p>
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		<item>
		<title>(Italiano) LA LIBIA E I SILENZI IPOCRITI SULLA GUERRA DIMENTICATA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:45:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Galleria]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italiano) di <a href="http://www.ilgiornale.it/autore/giancarlo_perna/id=2843">Giancarlo Perna</a>]]></description>
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		<title>(Italiano) ITALIA: CONSIGLI PER LA CRESCITA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 12:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>

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		<title>(Italiano) IL PESO DEL DISSESTO DELLA GIUSTIZIA SULLA CRISI ECONOMICA</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:27:46 +0000</pubDate>
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		<title>LA CIVILTÀ DEL PETROLIO</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 23:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<title>BERLUSCONI RIPRENDA IN MANO CON CORAGGIO LE SORTI DELL’ECONOMIA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 23:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bufera abbattutasi su Giulio Tremonti non arriva certo a sorpresa. Da tempo circolavano voci circa le sue amicizie a rischio, in particolare lo stretto collegamento con Marco Milanese. Si nota piuttosto il “tempismo” con cui il caso Tremonti esplode oggi, quando scatta il regolamento di conti interno disposto dal sistema d’intelligence italiano. Una bomba a orologeria in piena regola: erano ampiamente noti e documentati i fatti che ora vengono alla luce. Eppure, la gran parte dei media grida allo scandalo, inseguendo le Procure con falsi scoop su fatti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La bufera abbattutasi su Giulio Tremonti non arriva certo a sorpresa. Da tempo circolavano voci circa le sue amicizie a rischio, in particolare lo stretto collegamento con Marco Milanese. Si nota piuttosto il “tempismo” con cui il caso Tremonti esplode oggi, quando scatta il regolamento di conti interno disposto dal sistema d’intelligence italiano. Una bomba a orologeria in piena regola: erano ampiamente noti e documentati i fatti che ora vengono alla luce. Eppure, la gran parte dei media grida allo scandalo, inseguendo le Procure con falsi scoop su fatti e personaggi tutt’altro che inediti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LO SCENARIO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma intanto sale di ora in ora l’allarme per le sorti economiche del nostro Paese.  «Fra noi e la speculazione &#8211; ha dichiarato qualche ora fa alle agenzie Giacomo Vaciago, docente di politica economica e monetaria alla Cattolica di Milano &#8211;  non rimane più nessuno. Fino a poco tempo fa c&#8217;erano anche la Spagna e il Portogallo. Ma la mossa di Zapatero rimuove l&#8217;incertezza, sfilando Madrid dalla fila. Nessuno spara più su uno che sta uscendo. Il Portogallo poi è in corsia di soccorso, quindi ci si concentra sull&#8217;Italia: c&#8217;è il pericolo che nel mese di agosto sparino su di noi perché siamo diventati i primi della fila».   Il problema, per il professor Vaciago, è che « noi parliamo soltanto ma non abbiamo risolto niente, anzi abbiamo rinviato gran parte della manovra al 2013-2014 e i mercati non ci credono. Per giunta,  abbiamo anche indebolito il ministro dell&#8217;Economia».</p>
<p style="text-align: justify;">Diventa insomma sempre più urgente individuare e rimuovere il fattore primario della crisi italiana: fra le tante concause esogene ed endogene, esso va ricercato nella profonda divergenza tra il premier Berlusconi ed il suo ministro dell’Economia Tremonti sulle misure da avviare ed attuare per salvare e rilanciare l’apparato produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Berlusconi, da imprenditore di lungo corso, ha sempre dettato la linea dello sviluppo, impostando azioni che a breve e medio termine potessero favorire la ripresa produttiva. Lo dimostra, prima ancora della sua storia politica, la sua vicenda d’imprenditore: ben diversamente dalla maggior parte dei suoi colleghi che si sono succeduti ai vertici di Confindustria, l’uomo di Arcore ha saputo guidare il suo impero industriale con coraggio, rischiando capitali in proprio, senza fidare in maniera parassitaria esclusivamente sugli aiuti di Stato o comunque sulla finanza pubblica. Questo merito gli va riconosciuto, al di là delle sue debolezze di uomo e di politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non così la linea di Giulio Tremonti, che ha immaginato di poter calare le sue linee d’azione paralizzanti, alla Quintino Sella, dentro l’architettura politica di un governo di chiara ed esplicita ispirazione neo-liberista. Per giunta, non è riuscito nemmeno a portare a compimento questo suo disegno di errata prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE RIGIDITA’ CHE AMMAZZANO L’ECONOMIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alle critiche il ministro risponde ricordando i ferrei vincoli imposti dal sistema monetario unico, ma questo suo atteggiamento accentua la netta impressione che egli intenda trincerarsi dietro lo scudo dell’euro per nascondere la sua assoluta mancanza di coraggio nell’assumere posizioni concrete in difesa dell’economia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che durante la crisi del 1992, il fenomeno speculativo che nell’estate di quell’anno coinvolse la lira italiana e la sterlina britannica, l’allora primo ministro Giuliano Amato scelse la strada della svalutazione, ma il 16 settembre il governo britannico assunse una posizione ancor più decisa, stabilendo l’uscita della sterlina dallo Sme. Come è noto, il Sistema Monetario Europeo ebbe le sue origini dopo il crollo del sistema di Bretton Woods e prevedeva limiti predeterminati alla fluttuazione delle diverse monete. La mossa audace decisa dal governo permise alla Gran Bretagna di sganciarsi da un sistema che stava pregiudicando le sue sorti attuali e il suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regole non possono ammazzare un Paese: è il Paese che può e deve ammazzare le regole, se queste diventano artefici della sua rovina.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il sistema dell’euro, l’Italia è stretta dentro la morsa di regole fra le più rigide, dove a fare la parte del leone sono le economie forti, di stampo continentale, e a soccombere uno dopo l’altro, dopo la Grecia, potrebbero essere i Paesi mediterranei, diversi per storia, tradizioni, economia dai lander blindati della Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Tremonti lo sa bene. E avrebbe dovuto avere il coraggio di sospendere il nostro Paese dal regime dell’euro, prima che fosse troppo tardi e che il naufragio fosse già interamente compiuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BERLUSCONI: INTERIM ALL’ECONOMIA ED AMNISTIA GENERALIZZATA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una via d’uscita esiste ancora. E il mio auspicio è che Silvio Berlusconi sappia scuotersi dalla attuale fase personale di depressione causatagli da anni di pesanti attacchi mediatico-giudiziari e riprendere nelle sue mani le leve della politica economica in Italia. Quello che il Paese chiede in questo momento a Berlusconi è un atto di coraggio: sostituisca il ministro Tremonti, senza lasciarsi condizionare dal sistema politico da basso impero che lo circonda e che in parte compone la sua maggioranza di governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il mio primo invito. Al quale aggiungo – visto che cominciano a circolare i nomi dei possibili successori di Tremonti a Via XX Settembre – che dovrebbe essere lo stesso premier ad assumere l’interim dell’Economia, perché attualmente è l’unico che possiede lungimiranza, forza e capacità per avviare una politica seria di sviluppo: la sola che potrà traghettarci fuori dalla palude attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si assuma, Berlusconi, tutta la responsabilità di imprimere alla nostra economia la “scossa” positiva e rivitalizzante che da anni attendiamo. Ha tutte le capacità per farlo. Gli economisti di “carta”, i teorici come Tremonti, hanno quasi sempre causato danni al Paese. Aumentare il tasso e deprimere l’economia: ecco la ricetta adottata in questi anni. Questo sanno farlo tutti, anche senza essere professori. Quello che un imprenditore come Silvio Berlusconi ha, in questo momento, la marcia in più che potrà arrestare il crollo del Paese e riportarlo verso la crescita, è il colaggio dell’intrapresa, è la genialità e l’intuito di un capitano d’imprese che di mari perigliosi ne ha affrontati e superati tanti. Questa è la vera economia politica, non quella teorica del tempo in cui il mondo passava dall’economia feudale a quella industriale. Non è più tempo di ricette dei “professori” come Visco, Prodi o Tremonti, che si ammantano di socialismo fittizio per emanare regole forti con i deboli e deboli con i forti. Anche nella manovra economica attuale, restrizioni  come quelle sulla tracciabilità delle operazioni non fanno altro che legare le mani alla piccola impresa e al cittadino comune, lasciando campo libero agli oligarchi e ai detentori dei grossi capitali illegali, i cui movimenti non solo non vengono minimamente “tracciati”, ma nemmeno sfiorati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo invito che rivolgo a Berlusconi è quello di un provvedimento drastico per frenare l’autentica guerra dichiarata al Paese, agli italiani ed alle imprese dalla parte più consistente della magistratura italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Accogliendo anche gli inviti alla pacificazione rivolti dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, Berlusconi ci mostri un atto di ulteriore coraggio. Non più polemiche sulle leggi ad personam, ma piuttosto l’iniziativa risoluta di promuovere una amnistia generalizzata, capace di difendere le libertà democratiche dell’Italia, oggi in balia di una guerra civile fra le più torbide ed intestine di quelle che il nostro Paese ha subito nella sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" align="center">Renato d’Andria</p>
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		<title>D’ANDRIA: “L’ITALIA INVERTA LA ROTTA DELL’INTERVENTISMO IN LIBIA E SI FACCIA PROMOTRICE DI ACCORDI TESI ALLA PACIFICAZIONE”</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 23:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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Sulle recenti evoluzioni della crisi libica e le gravi conseguenze per l&#8217;Italia interviene in questa intervista il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini Renato d&#8217;Andria. Che qui indica la strada maestra per l&#8217;uscita del nostro Paese da una politica di aggressione &#8220;suicida&#8221;.
«Con l’Eni è finita per davvero. Abbiamo chiuso ogni cooperazione». Ha gelato l’Italia l’annuncio dato nei giorni scorsi alla stampa dal primo ministro libico Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi. La decisione è stata presa dal rais Muammar Gheddafi, che accusa apertamente il governo italiano di aver violato l’accordo di non aggressione siglato [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em>Sulle recenti evoluzioni della crisi libica e le gravi conseguenze per l&#8217;Italia interviene in questa intervista il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini Renato d&#8217;Andria. Che qui indica la strada maestra per l&#8217;uscita del nostro Paese da una politica di aggressione &#8220;suicida&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">«Con l’Eni è finita per davvero. Abbiamo chiuso ogni cooperazione». Ha gelato l’Italia l’annuncio dato nei giorni scorsi alla stampa dal primo ministro libico Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi. La decisione è stata presa dal rais Muammar Gheddafi, che accusa apertamente il governo italiano di aver violato l’accordo di non aggressione siglato tre anni fa con la Libia, partecipando ai raid della Nato contro il regime del colonnello. «Noi non avremo più un partenariato con l’Eni e l’Italia non otterrà, per il futuro, nessuna partecipazione nei contratti petroliferi in Libia», ha aggiunto il premier libico, che ha inteso porre l’accento sui 30 miliardi di dollari – a tanto ammontano investimenti dell’Eni nel settore petrolifero in territorio libico – che sarebbero da qui in poi irrimediabilmente compromessi. Uno scenario che già ai tempi delle prime incursioni aeree della Nato su Bengasi era stato prefigurato dal presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d’Andria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidente d’Andria, lei ha sostenuto fin dall’inizio che l’Italia doveva assumere una posizione non interventista. Ma sarebbe stato realisticamente possibile, con le sollevazioni popolari che infiammavano tutta la Libia e le richieste di libertà in arrivo dai “ribelli”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ormai chiaro che le rivolte popolari molto spesso vengono suscitate da reparti mercenari infiltrati su iniziativa di gruppi – o, come in questo caso, potenze straniere – che hanno tutto l’interesse a destabilizzare gli assetti governativi locali. Questo è esattamente ciò che è avvenuto in Libia, ma non solo, anche in Siria e in altri Stati “caldi” del bacino del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro governo ha motivato l’intervento in Libia anche con la posizione geografica del nostro Paese, al centro del Mediterraneo, ma alleato della Nato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La posizione geografica dell’Italia non è quella di una piattaforma missilistica o aerea al servizio della Nato, ma deve piuttosto suggerire un ruolo centrale, di cardine dei processi di pace e degli scambi socio-economici non solo con la Libia, ma all’interno di tutta l&#8217;area.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Però con la partecipazione all’intervento armato in Libia è accaduto esattamente il contrario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì e questo lo si deve a scelte di politica decisamente poco lungimiranti e in ogni caso del tutto subalterne. In sostanza, la nostra partecipazione ha avuto, come da mesi ho scritto e dichiarato, un effetto doppiamente negativo per il nostro Paese: da un lato, abbiamo infranto trattati di amicizia e cooperazione che avevamo costruito attraverso alleanze tradizionali con la Libia; dall’altro abbiamo addirittura favorito un processo di “ricambio”, nel senso che alle imprese italiane potrebbero subentrare nei contratti e nelle partnership quelle francesi o britanniche, vale a dire afferenti a quei Paesi che avevano tutto l’interesse a scalzare le alleanze fra Roma e Tripoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti, lo stesso premier Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi ha annunciato nei loro confronti una politica meno drastica di quella che si prefigura ora con l’Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo scenario era ampiamente prevedibile. Una politica suicida, per giunta in un periodo che è già di pesante recessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è qualcosa che, a suo giudizio, il nostro Paese potrebbe fare ora, alla luce di quanto sta accadendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, l’Italia deve farsi promotrice di un tavolo internazionale di concertazione che spinga per il ritiro della Nato dalla Libia. Al tempo stesso, però, bisogna trattare con il leader libico per ottenere che, in cambio dei nuovi trattati, apra ad una vera riforma del Paese in senso costituzionale, secondo regole attentamente monitorate da organismi indipendenti di vigilanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gheddafi, insomma, dovrebbe promulgare una nuova Costituzione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, ed aprire a libere elezioni con una autentica partecipazione dei cittadini, per costituire un Parlamento realmente democratico. Sarebbe l’unica salvezza: anche per il regime del rais, ma soprattutto per le sorti delle popolazioni e per il loro futuro. Non ultimo, questa soluzione consentirebbe all’Italia di riassumere e svolgere il suo ruolo centrale, e non al servizio delle potenze straniere e dei loro interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Furio Lo Bello</p>
</div>
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		<title>MANOVRA FINANZIARIA: ALLARGARE GLI ORIZZONTI PER USCIRE DALLA DECRESCITA</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 23:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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Pur in un estenuante stop and go (Tremonti che annuncia la manovra, il Colle che dichiara di non aver ricevuto ancora il testo), il documento economico-finanziario che promette al Paese un lungo periodo di nuove ristrettezze si avvia in dirittura d’arrivo. Sappiamo che alcuni correttivi sono ancora possibili, ma occorre acquisire la consapevolez za che non si tratta di opzioni: o si adottano certi strumenti per la crescita, oppure l’Italia non potrà mai uscire dalla fase di recessione globale, come stanno già da tempo facendo altri partner dell’Unione Europea. Mantenere i [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Pur in un estenuante stop and go (Tremonti che annuncia la manovra, il Colle che dichiara di non aver ricevuto ancora il testo), il documento economico-finanziario che promette al Paese un lungo periodo di nuove ristrettezze si avvia in dirittura d’arrivo. Sappiamo che alcuni correttivi sono ancora possibili, ma occorre acquisire la consapevolez za che non si tratta di opzioni: o si adottano certi strumenti per la crescita, oppure l’Italia non potrà mai uscire dalla fase di recessione globale, come stanno già da tempo facendo altri partner dell’Unione Europea. Mantenere i conti in ordine, o in equilibrio, come ama dire il ministro Tremonti, non basta. E il primo ad esserne convinto è proprio il titolare del dicastero di Via XX Settembre. Restare fermi “fino al prossimo giro” (vale a dire la successiva legislatura) equivale di fatto ad accettare di restare indietro e sancire la crescita zero come destino prossimo futuro delle sorti produttive del Paese .</p>
<p style="text-align: justify;">Il leit motiv del Governo è sempre lo stesso: i conti pubblici che non tornano, c’è un enorme disavanzo pregresso, un debito alle stelle da ripianare. E bisogna dar ragione a Mario Monti quando scrive, sul Corriere di oggi, che «nella politica economica del governo sono sempre più evidenti i danni arrecati dal fatto che la grande, risoluta e indispensabile determinazione contabile non è stata e non è oggi ancorata ad alcuna strategia concreta e credibile di politica economica. Se questa manca, non basta rivendicare di avere previsto &#8211; prima, molto prima di tutti gli altri &#8211; l&#8217;evoluzione del cosmo economico-sociale o di avere lanciato nuovi standard etico-legali per governare la globalizzazione. Più modesto, ma più pressante è il compito di avere una visione su come l&#8217;Italia possa conquistare più competitività, più crescita, più equità; di coinvolgere in un tale progetto le forze economiche, sociali, culturali e politiche; di attenersi ad esso nell&#8217;azione di governo».</p>
<p style="text-align: justify;">Più competitività. Più crescita, più equità. Occorre insomma uno sforzo anche progettuale e di ampio respiro che fin qui non si è stati in grado di fare. Eppure esistono iniziative che, a costo zero o quasi, potrebbero imprimere slancio all’economia italiana fin da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui indichiamo quella che a nostro avviso potrebbe essere la prima: la più immediata e decisiva sotto il profilo dei risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UNA FORNITURA DI COMPETENZE A LIVELLO INTERNAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La proposta è quella di avviare in tempi brevi un’intesa istituzionale col nostro Ministero degli Esteri per impostare una fornitura di livello internazionale di “formatori” italiani nei Paesi esteri ad economie emergenti. Il riferimento è in particolare agli Stati nordafricani, dove la fase di riassetto complessivo degli equilibri sociali e produttivi non sembra richiedere altro se non l’apporto di competenze e creatività da parte di esperti dei Paesi a più antico e riconosciuto tasso d’industrializzazione e ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, invece di frenare la “fuga dei cervelli” italiani all’estero, facciamoli partire noi, ma all’interno di un programma strategico, largamente condiviso, e nell’ottica di una missione che possa offrire consistenti ritorni economici al nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non di soli “cervelli”, si tratta. O, meglio, non nella comune accezione del termine. I Paesi in via di sviluppo per portare avanti la loro fragile economia hanno bisogno in primo luogo dei livelli professionali medio-bassi: elettricisti, idraulici, falegnami, sarti. E’ stata questa la forza dell’Italia nel dopoguerra e potrà ess ere questa la nostra forza nel sostenere le economie emergenti del pianeta. In luoghi del mondo come Ruanda, Ghana o Burkina Faso, artigiani come quelli italiani rappresentano oro. Per fare un esempio concreto, in quei Paesi, se pur i governi riescono, grazie agli aiuti internazionali, ad acquistare macchinari moderni in campo agricolo, non esistono poi le professionalità specifiche per poterli riparare quando si guastano. Un problema altrove risolvibile in poco tempo, genera crisi e priva interi villaggi delle possibilità di sostentamento, oltre a determinare un freno sull’economia dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è ricchissima, oggi più che mai, di professionalità inutilizzate. E’ elevatissimo il numero dei pensionati (ex capi officine, operai, artigiani) in età relativamente giovane, che potrebbero trasferire le proprie competenze sull’estero, allevando intere generazioni e dando vita a quella manodopera specializzata che in tante parti del mondo oggi manca completamente. Tutto questo potrebbe avere un ulteriore, positivo riflesso per il nostro Paese, con il conseguente sgravio del carico pensionistico derivante da tante energie disperse. L’immenso patrimonio del nostro know how potrà dunque essere messo con profitto a servizio dello sviluppo, nei tanti Paesi che lo richiederanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finanziamento di tali forniture di know how sull’estero sarà in parte a carico delle strutture per la cooperazione internazionale – che già tanto investono nei Paesi in via di sviluppo, spesso senza concrete prospettive – e, per l’altra quota parte, a carico dei Paesi destinatari della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro indiscutibile pregio di una simile iniziativa sarebbe poi quello di creare nel tempo una fidelizzazione, nei Paesi ad economia emergente, rispetto al made in Italy. Se i nostri professionisti formano tornitori in Marocco, per fare un esempio, è evidente che poi il tornio italiano sarà una scelta privilegiata per l’industria metalmeccanica di quel Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe obiettare che si tratta in genere di Stati che non possiedono risorse economiche sufficienti a sostenere tali costi. Anche qui esiste una risposta. Si tratta quasi sempre di Paesi nei quali esistono risorse naturali di tale rilevanza da poter essere un argomento validissimo per ripagare il costo delle “forniture formative”, sempre – beninteso &#8211; sulla base di accordi rigorosi impostati sulla base delle reciproche convenienze e stipulati dai rispettivi governi con la mediazione di partner sovranazionali.  Si potrebbero in questo modo fruttuosamente impiegare sul fronte delle missioni estere alcune migliaia di artigiani, operai, ma anche professionisti e ricercatori, che alle nostre latitudini languono per la mancanza di fondi necessari a sostenere le loro brillanti competenze, o perché messi anzitempo in naftalina. Sarebbe fra l’altro un modo per rinvigorire le loro intelligenze e “svecchiare” il nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il ritorno, per l’Italia, sarebbe soprattutto quello di veder riaperti i confini di un’economia che, come la nostra, ha molte energie da mettere sul piatto della crescita, nazionale ed internazionale, se solo si sposti l’ottica miope dello sguardo circoscritto al proprio interno.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, tra export di formatori ed avvio di nuove attività sull’estero, all’interno dei Paesi più bisognosi di guida per reggere sui mercati globalizzati, si potrebbe dar lavoro a qualcosa come un milione di italiani. E non è poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TORNA A CASA, IMPRESA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre gli esperti fanno le valigie per esportare il nostro sapere, sostenuti dalle comunità internazionali, molte imprese italiane dovrebbero invece ricevere incentivi tali da essere indotte a compiere il percorso inverso. L’Europa dell’Est, la Romania e non solo, ma anche Cina o India, sono da tempo le mete in cui il meglio della produttività italiana &#8211; dal tessile al metalmeccanico fino alla chimica, etc &#8211; ha piantato le tende. Questo naturalmente arricchisce i Paesi destinatari, ma non arreca alcun vantaggio all’Italia, che si trova invece depauperata tanto sotto il profilo della crescita, quanto sotto quello del gettito fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far tornare queste eccellenze italiane a dar lavoro e redditività n el loro territorio di origine occorre evidentemente offrire loro un forte appeal. Ma pare che nessuno intenda – finora – mettere mano a concrete iniziative in tal senso. Una redemption strategy va invece pensata e messa in campo, a cominciare da provvedimenti sul costo della manodopera – che, come sappiamo, è la principale ragione delle fughe imprenditoriali all’estero – fino ai tagli sul gravoso costo delle tasse, le più alte del mondo occidentale. Niente defiscalizzazione è uguale a niente rientro delle imprese in Italia, niente nuova occupazione, niente crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro una riduzione del carico fiscale, pena la decrescita, dovrebbe essere applicata anche alle imprese che restano in Italia. L’allarme di Confindustria è più che giustificato. Noi però aggiungiamo che le riduzioni non dovrebbero essere generalizzate, ma proporzionate ai livelli di produttività ed occupazione raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FUORI DALL&#8217;EURO? E&#8217; POSSIBILE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il caso della Polonia, che si accinge a guidare il semestre europeo, ma si tiene ben stretta la sua vecchia moneta, in fondo ci dice qualcosa di importante. Per arginare e superare le crisi economiche, in epoca pre-trattati comunitari e pre-Maastricht anche il nostro Paese stampava nuova moneta, andando così ad incrementare il debito pubblico in attesa di uscire dai marosi dell’emergenza e di poterlo, chissà quando, ripianare.</p>
<p style="text-align: justify;">Da più parti veniamo avvertiti che oggi, con la moneta unica, questi sistemi non sono più praticabili. Dal nostro punto di vista non è esattamente vero. E se a dimostrarlo non bastasse l’esempio della Polonia, c’è sempre il caso della Grecia. Uscire dall’euro non è insomma una scelta impossibile: è solo una delle strade percorribili, di cui vanno valutati costi e benefici, come in qualsiasi manovra economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo, però, se la scelta è quella di restare nell’euro, ciò deve anche significare, in primis per l’Italia, avere la capacità di darsi uno slancio propositivo. I tesori del nostro Paese non possiamo più continuare ad esportarli ”gratis”. Occorre una strategia di largo respiro, ma è necessario soprattutto aprire i nostri mercati ben oltre i confini del vecchio continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d’Andria</p>
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		<title>SIRIA E TURCHIA POSSIBILE SCONTRO ARMATO AL CONFINE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 13:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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La situazione tra Siria e Turchia potrebbe sfociare in uno scontro armato al confine. Lo scrive il giornale israeliano Haaretz citando una fonte turca &#8221;di alto livello&#8221;. La fonte ha spiegato che il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha convocato un secondo incontro nel fine settimana dopo quello di giovedi&#8217; con i capi dell&#8217;esercito turco, i servizi segreti e il ministero degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La Turchia ha accolto 12mila profughi in fuga dalla repressione del regime di Bashar al Assad. E [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">La situazione tra Siria e Turchia potrebbe sfociare in uno scontro armato al confine. Lo scrive il giornale israeliano Haaretz citando una fonte turca &#8221;di alto livello&#8221;. La fonte ha spiegato che il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha convocato un secondo incontro nel fine settimana dopo quello di giovedi&#8217; con i capi dell&#8217;esercito turco, i servizi segreti e il ministero degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La Turchia ha accolto 12mila profughi in fuga dalla repressione del regime di Bashar al Assad. E proprio questo impegno, secondo il quotidiano israeliano, potrebbe degenerare in scontri armati tra le truppe dei due Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato scorso carri armati e soldati siriani sono penetrati ad al-Najia, nel nord-est del Paese, al confine turco. Lo hanno riferito diversi attivisti per i diritti umani che vivono fuori dalla Siria. Erdogan ha convocato un incontro con i vertici delle forze armate, i servizi segreti e il ministro degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La preoccupazione del governo è che Damasco possa cercare di colpire i campi profughi in al di là dei propri confini.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a simili scenari, c&#8217;è un discorso di fondo, che nessuno fa.  Sono in corso nel mondo una serie di operazioni finalizzate a destabilizzare dall&#8217;esterno i Paesi del versante mediorientale e nordafricano, giocando sulle difficoltà economiche, sulla mancanza di lavoro e su tutti quei fattori economico-sociali che sono tipici delle democrazie in fase di crescita. Si punta a ribaltare la sovranità dei governi soffiando sul fuoco di conflitti sociali, che trovano invece la propria ragion d&#8217;essere proprio nel cammino di queste popolazioni verso sistemi a maggior tasso di democrazia. Il progredire del livello di scolarizzazione dei giovani, le aperture del sapere globalizato e delle comunicazioni sono indubitabilmente tutti elementi caratterizzanti di una crescita da favorire con ogni mezzo. Ma, al contrario, vengono strumentalizzati da potenze straniere che allungano le loro mire slle ricchezze energetiche di questi strategici lembi dei due continenti affacciati sul Mediterraneo. La guerra &#8220;per la liberazione&#8221; dei popoli libici e siriani, così come ci viene raccontata dai governi occidentali, è solo la copertura mediatica di un ben altro conflitto: lo scontro fra le superpotenze per l&#8217;energia. E&#8217; sull&#8217;energia che si misura la possibilità per l&#8217;occidente di mantenere gli elevati livelli di vita attuali. Nessuno intende rinunciarvi. Ma, perché siano mantenuti, si dà fuoco alle polveri in Paesi come la Siria. In altre parole, la lotta per la democrazia e la libertà dei popoli è in realtà la lotta per l’energia delle superpotenze. L&#8217;Onu e le altre organizazioni internazionali dovrebbero offrire un sostegno concreto alla crescita autonoma delle democrazie in queste parti del mondo, ma ciò non accade. Si preferisce generalmente affiancarsi alle guerre d&#8217;invasione dei &#8220;grandi&#8221;, mascherate da interventi umanitari. E si finge d&#8217;ignorare che il processo di destabilizzazione, una volta avviato, difficilmnte può tornare indietro. Con conseguenze che ricadono su tutti, anche sull&#8217;occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>LA RUSSIA DOPO IL FORUM DI SAN PIETROBURGO</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 23:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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Investitori, economisti e politologi, russi e stranieri, si confrontano sui risultati del quindicesimo Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Fra i temi principali, la una nuova redazione del documento denominato “Strategia-2020”.  La nuova redazione dovrà tenere conto delle sfide globali poste dalla crisi degli anni 2008-2009 e dalle conseguenze dei cambiamenti  geopolitici nel mondo. Va ricordato che nell&#8217;ambito del recente Forum di San Pietroburgo, a metà giugno, sono stati conclusi più di 50 contratti per un importo di 200 miliardi di rubli (pari a 5 miliardi di Euro). Lo ha [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Investitori, economisti e politologi, russi e stranieri, si confrontano sui risultati del quindicesimo Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Fra i temi principali, la una nuova redazione del documento denominato “Strategia-2020”.  La nuova redazione dovrà tenere conto delle sfide globali poste dalla crisi degli anni 2008-2009 e dalle conseguenze dei cambiamenti  geopolitici nel mondo. Va ricordato che nell&#8217;ambito del recente Forum di San Pietroburgo, a metà giugno, sono stati conclusi più di 50 contratti per un importo di 200 miliardi di rubli (pari a 5 miliardi di Euro). Lo ha fatto sapere il capo del Ministero dello sviluppo economico Elvira Nabiulina parlando a “Russia-24”. «Nel corso del Forum &#8211; ha spiegato la Nabiulina &#8211; è stata firmata una serie di contratti interessanti nel campo della produzione ad alto contenuto tecnologico».</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto una delle più grandi banche Usa, Goldman Sachs Group, consiglia ai suoi clienti di non ritardare le decisioni di investire in Russia, prima delle elezioni presidenziali del marzo 2012. «Attendere non e&#8217; una scelta saggia &#8211; ha detto Christopher Barter, capo degli uffici di Goldman Sachs a Mosca &#8211; il nostro consiglio ai clienti è di non aspettare. Le possibilità sono enormi, le opportunità molto interessanti». A ottobre 2010 Goldman Sachs è stata scelta come consulente della Federazione Russa per la privatizzazione di asset statali. E a giugno la Banca di Russia ha individuato quattro consulenti finanziari, compresa Goldman Sachs, per la privatizzazione del 7,58% di SberBank, la principale banca di Mosca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non tutti, negli Stati Uniti, condividono l&#8217;euforia per questi segnali positivi. A fine giugno si registra un botta e risposta al veleno tra il quotidiano americano The Washington Post e l&#8217;ufficio di Vladimir Putin a seguito di un articolo intitolato &#8216;Loosening Putin&#8217;s grip&#8217; (Allentando la stretta di Putin), firmato dal columnist Robert Kagan, in cui si delineano prospettive davvero «tetre» per Mosca. «Mentre cadono i dittatori in Medio Oriente &#8211; scrive Kagan &#8211; la situazione politica in Russia è stata ignorata», ma ciò, per l&#8217;analista Usa, non vuol dire che nel Paese di Putin «non stia accadendo nulla di pericoloso».</p>
<p style="text-align: justify;">«Si tratta &#8211; commenta il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d&#8217;Andria &#8211; di effetti mediatici, purtroppo tutt&#8217;altro che nuovi, lanciati da agenti esterni per creare disordini e cercare di governare le altrui economie. La Russia è un Paese libero e moderno, che sa reagire a simili provocazioni con la dovuta determinazione ad operare per mantenere salda l&#8217;autonomia e l&#8217;efficienza del Paese».</p>
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		<title>GRECIA VITTIMA DI UN MODELLO SBAGLIATO D&#8217;EUROPA</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 23:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il baratro economico e politico nel quale è precipitata la Grecia trova naturalmente le sue cause in una serie di fattori molteplici. Per ricordarne solo alcuni, si può partire dai fatturati in nero: secondo l’economista tedesco Friedrich Schneider, ad esempio,  il sommerso in Grecia nel 2010 costituiva ben un quarto dell’intera economia. Senza contare un export che è fra i più bassi d&#8217;Europa ed una spesa per l’innovazione e la ricerca che arriva appena a un terzo della media europea.
La causa principale che va analizzata è però un&#8217;altra. E l&#8217;approfondimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il baratro economico e politico nel quale è precipitata la Grecia trova naturalmente le sue cause in una serie di fattori molteplici. Per ricordarne solo alcuni, si può partire dai fatturati in nero: secondo l’economista tedesco Friedrich Schneider, ad esempio,  il sommerso in Grecia nel 2010 costituiva ben un quarto dell’intera economia. Senza contare un export che è fra i più bassi d&#8217;Europa ed una spesa per l’innovazione e la ricerca che arriva appena a un terzo della media europea.</p>
<p style="text-align: justify;">La causa principale che va analizzata è però un&#8217;altra. E l&#8217;approfondimento di questo aspetto è tanto più necessario se si vuole evitare che l&#8217;effetto &#8220;domino&#8221; dilaghi. Perché quello che è accaduto alla Grecia potrà capitare ancora ed investirà prima o dopo anche l&#8217;Italia, se l&#8217;Europa non allenterà sui diversi Paesi la morsa di un regime rigido, che non tiene conto delle accentuate differenze strutturali fra i suoi stati membri. Un modello suggestivo, ma solo in apparenza armonico, quello delle misure come il Trattato di Maastricht: regole che non rappresentano un aiuto per i Paesi ad economia più debole, ma il colpo finale, soprattutto se &#8211; come accaduto alla Grecia con gli incendi che quattro anni fa hanno devastato il Paese &#8211; si determinano catastrofi naturali e si è costretti ad affrontarle, con esborsi economici straordinari e generalmente non ripianabili tout court.</p>
<p style="text-align: justify;">Per intenderci: le crisi economiche rappresentano un fattore ricorrente nell&#8217;economia degli Stati moderni. Prima dei trattati europei, ciascun Paese riusciva a gestire le contingenze sfavorevoli con misure interne, che venivano adeguate di volta in volta in relazione alla natura dei diversi assetti locali. Non era pensabile, insomma, di adottare parametri identici per risanare i conti economici di nazioni diversissime. Prendiamo il caso di Irlanda e Germania: l&#8217;errore di fondo, frutto di un&#8217;ottica miope, sta nell&#8217;aver impostato una legislazione dalle maglie strettissime, che impedisce a Paesi così diversi di operare sui propri bilanci. Questa è anche la prima ragione per la quale oggi le crisi diventano irreversibili e, cosa ancor peggiore, trascinano a fondo anche altre economie (il famigerato &#8220;contagio&#8221; che oggi fa tremare l&#8217;Europa).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico rimedio possibile è attualmente quello di restituire flessibilità al sistema. Per fare questo, però, bisognerebbe prima riconoscere che tutta l&#8217;ottica fondante era basata su presupposti errati, gli stessi che oggi producono i primi frutti avvelenati in Grecia. Oltre ai correttivi negli assetti legislativi della UE, ma soprattutto per fronteggiare le crisi già scatenate, si potrebbe ipotizzare la nascita di un organismo di credito che, a livello Europeo e sotto il ferreo controllo degli Stati membri, potesse concedere affidamenti con programmi di rientro a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>ITALIA-RUSSIA IL CALENDARIO DEI PROSSIMI APPUNTAMENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 16 September 2011 12:00 pm a 20 November 2011 12:00 pm. ] (Italiano) LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE ARTE
Antonello da Messina
16 Settembre – 20 Novembre 2011 Galleria Tetryakov – Mosca
Ottocento Italiano
Novembre 2011 – Gennaio 2012 Museo Ermitage – San Pietroburgo
Caravaggio
Dicembre – Febbraio 2012 Museo Pushkin – Mosca ...]]></description>
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		<title>SVILUPPO DEI SUD: IL MODELLO SVEZIA. O GIAPPONE</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editorials]]></category>

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		<description><![CDATA[Da keynesiano della prima ora, sono convinto che siano le leve dell’economia a poter offrire speranze di sviluppo ai popoli. Esistono nel mondo modelli che si avvicinano a logiche di equilibrio ed armonia sociale. Uno &#8211; com’è universalmente riconosciuto &#8211; è il modello svedese. Non si tratta di ideologie, ma di organizzare gli assetti di una società nella logica condivisa del suo funzionamento.
L’obiezione che generalmente viene avanzata, quando propongo di “esportare” concretamente quel modello nelle aree a più alto tasso di diseguaglianze (penso ad esempio al Nordafrica), è quella sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da keynesiano della prima ora, sono convinto che siano le leve dell’economia a poter offrire speranze di sviluppo ai popoli. Esistono nel mondo modelli che si avvicinano a logiche di equilibrio ed armonia sociale. Uno &#8211; com’è universalmente riconosciuto &#8211; è il modello svedese. Non si tratta di ideologie, ma di organizzare gli assetti di una società nella logica condivisa del suo funzionamento.<br />
L’obiezione che generalmente viene avanzata, quando propongo di “esportare” concretamente quel modello nelle aree a più alto tasso di diseguaglianze (penso ad esempio al Nordafrica), è quella sulla densità della popolazione, bassa nei Paesi del Nord Europa, altissima in quelli maghrebini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema non è questo. Basta del resto guardare al Giappone dove, pur in condizioni di massima densità, una buona qualità della vita è assicurata praticamente a tutti gli abitanti. Coi pensionati giapponesi che, a fronte di un livello economico dignitoso nella loro terra, vanno a fare i pensionati d’oro in Australia o altrove, forti della ricchezza del loro Paese. Questo esempio dimostra come, anche con tassi elevati di popolazione, sia possibile offrire un modello sociale equilibrato e aperto a tutti, lavoro e sviluppo.<br />
Di fronte a ciò dobbiamo ancora constatare che nei Paesi latini si è rimasti in una sorta di nirvana, in cui i cittadini e i governi pensano di poter vivere al di sopra dei propri mezzi e, soprattutto, senza produrre ricchezza. E così bisogna necessariamente ricorrere agli stranieri per mansioni come badanti degli anziani o addetti alle pulizie, mentre eserciti di giovani italiani incrociano le braccia e protestano perché sono “senza lavoro”. Tutti idealisti e intellettuali in cerca di terziario spinto.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>MEZZOGIORNO: UN RISCATTO VERO NEL NOME DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Editorials]]></category>

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Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.
Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma aveva l’unico “torto” di non essere un popolo belligerante.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvemini, leader di una giustizia vera ed alfiere dell’equilibrio economico e sociale nel Paese, ha documentato questa storica ingiustizia e la mancanza di libertà cui sono stati costretti i popoli meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è al grande pensatore che si dovrebbe oggi ispirare un movimento di riscatto del Mezzogiorno nei confronti degli ex dominatori, ai quali si sono ormai avvicendati i Padani. Anzi, i Padano-Piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>VERSO LA CONFEDERAZIONE DEGLI STATI UNITI DEL MEDITERRANEO</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 23:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Editorials]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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Nel 2005, a dieci anni esatti dal trattato di Barcellona, che istituiva la volontà di un solido partenariato commerciale fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, numerose ed autorevoli voci si erano levate per ribadire la necessità di portare almeno ad una prima attuazione le norme contenute in quell’accordo. Prese di posizioni lungimiranti, che io stesso avevo sottolineato proprio quell’anno, nel 2005, in un lungo articolo sulla rivista plurilingue Genesi, fondata in quegli anni allo scopo di favorire tale indispensabile dialogo.
A maggio 2006, nel corso di un convegno appositamente organizzato da Genesi alla Sala Capranichetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nel 2005, a dieci anni esatti dal trattato di Barcellona, che istituiva la volontà di un solido partenariato commerciale fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, numerose ed autorevoli voci si erano levate per ribadire la necessità di portare almeno ad una prima attuazione le norme contenute in quell’accordo. Prese di posizioni lungimiranti, che io stesso avevo sottolineato proprio quell’anno, nel 2005, in un lungo articolo sulla rivista plurilingue Genesi, fondata in quegli anni allo scopo di favorire tale indispensabile dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">A maggio 2006, nel corso di un convegno appositamente organizzato da Genesi alla Sala Capranichetta di Roma, numerose personalità avevano ribadito ed articolato le ragioni di tale esigenza, che già allora apparivano stringenti, come poi la storia degli ultimi mesi ci sta ora dimostrando. Proprio in quella occasione fu avanzata l’idea di dar vita ad una Fondazione destinata a raccogliere consensi per gettare in concreto le basi della nuova Europa allargata ai Paesi del Mediterraneo, con l’ardita prospettiva di abbracciare anche le rive del Mar Caspio e del Mar Nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Una proiezione geopolitica di ampio respiro, ma anche una sfida con cui oggi tutti sono chiamati a confrontarsi.<br />
Oggi come allora, la nostra ipotesi poggia su un dato storico e geografico. Il Mediterraneo ed i Paesi che si affacciano sulle sue rive rappresentano il fulcro di ogni forma di cultura e civiltà umana. La loro storia &#8211; e soprattutto quella del nostro Paese &#8211; mostrano quanto sia stato possibile nel passato, lungo questi confini, tracciare scenari di dialogo e di solidarietà. Se partiamo dalle ragioni del sanguinoso scontro in atto nell’area mediorientale, ci accorgeremo che esso non é divampato tra Paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma che, ancora una volta, sono state iniziative esterne, ovvero l’iniziativa militare degli Stati Uniti, a generarne la causa. Un processo a catena, partito con la prima guerra del Golfo, che porta tra gli abitanti di questo mare lutti, sciagure, terrorismo.<br />
La proposta che oggi Genesi cerca di favorire nasce nel segno dell’aggregazione, sulla base delle comuni<br />
radici storiche e culturali tra i popoli che vivono intorno al Mediterraneo.<br />
La nostra proposta vede al centro valori antichi, come l’uomo e la famiglia, ma deve innanzitutto tener conto dei fattori economici alla base dello scontro. Noi immaginiamo un grande mercato unico che regoli gli scambi commerciali tra i 600 milioni di abitanti degli Stati mediterranei, impostato e regolato attraverso trattati internazionali.<br />
Un mercato equo tale da restituire dignità e forza economica ai Paesi che sono ora territorio di guerra e<br />
che custodiscono nel loro sottosuolo &#8211; non dimentichiamolo &#8211; i due terzi delle riserve petrolifere mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato D&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>NOTE A MARGINE DEL RAPPORTO AMNESTY 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 23:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Editorials]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel Rapporto 2011 di Amnesty International l&#8217;Italia viene dipinta a tinte fosche. «I diritti dei rom hanno continuato a essere violati &#8211; si legge &#8211; e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite. Commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza.
Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe. I richiedenti asilo non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale. (&#8230;) L’Italia ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nel Rapporto 2011 di <strong>Amnesty International</strong> l&#8217;Italia viene dipinta a tinte fosche. «I diritti dei rom hanno continuato a essere violati &#8211; si legge &#8211; e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite. Commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe. I richiedenti asilo non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale. (&#8230;) L’Italia ha rifiutato di introdurre il reato di tortura nella legislazione nazionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Questi atteggiamenti, che pure esistono, non riguardano l&#8217;intera popolazione ma, in particolare, la generazione dei trentenni e dei quarantenni, sui quali hanno pesantemente influito le gravi carenze del sistema educativo, formativo ed informativo italiano degli ultimi decenni. Abbiamo così oggi un Paese disomogeneo e confuso, con giovani generazioni che nutrono intolleranze o razzismi ed una vasta fascia di popolazione over cinquanta assai più sensibile ai temi delle migrazioni e dell&#8217;accoglienza. La &#8220;vecchia&#8221; classe del Paese, insomma, continua a manifestare la tradizionale consapevolezza della grande storia del nostro Paese, la Storia che parte da Roma a capo del mondo intero e capace di dar vita ad un mondo unito, multietnico oltre che plurilingue, tale da abbracciare in sé le più diverse culture e religioni.<br />
La &#8220;vecchia&#8221; classe ha conosciuto l&#8217;emigrazione: chi ha provato il dolore per il distacco dalla propria terra non potrà mai nutrire tensioni razziste.<br />
La &#8220;nuova&#8221; classe del Paese molto spesso ignora la storia della propria terra. Ed è proprio da questo vuoto rispetto alle loro radici che i giovani si abbandonano ad empiti xenofobi. Vuoti e carenze che, peraltro, riguardano in una certa parte anche i nostri mezzi d&#8217;informazione e le leve giornalistiche comprese in quella fascia d&#8217;età. Con il risultato che, se non si correrà ai ripari, il ricambio generazionale farà crescere un Paese immemore e, per questo, ignorante, razzista e inospitale.</p>
<p>Renato d&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>SECONDA TAPPA DEL SEMINARIO &#8220;GENETICA E KABBALAH&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 22:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 26 June 2011; ] In occasione dell'uscita della seconda edizione del libro DNA ebraico, connessione fra scienza e kabbalah (Edizioni Psiche2), l'autrice, l'artista italo-israeliana Shazarahel, sarà in Italia il 26 Giugno, a Milano, per la seconda delle 4 tappe del seminario sul tema "Genetica e kabbalah".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="secondo seminario dna Kabbalah" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/semdna1to.jpg" alt="secondo seminario dna Kabbalah" width="172" height="254" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;uscita della seconda edizione del libro DNA ebraico, connessione fra scienza e kabbalah (Edizioni Psiche2), l&#8217;autrice, l&#8217;artista italo-israeliana Shazarahel, sarà in Italia il 26 Giugno, a Milano, per la seconda delle 4 tappe del seminario sul tema &#8220;Genetica e kabbalah&#8221;.</p>
<div>
<div style="text-align: justify;">La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Studio parallelo di DNA e Kabbalah, codice genetico e DNA spirituale, mutazioni genetiche e perMutazioni alfabetico-numeriche.</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:associazione@cristallidiluce.it">associazione@cristallidiluce.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">tel. 02 72080619 &#8211; 02 49476289</p>
<p style="text-align: justify;">cell. 345/48.23.579</p>
<p style="text-align: justify;">Centro Studi Olistici &#8220;La Ruota della Vita&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">C.so Vittorio Emanuele II n. 170</p>
<p style="text-align: justify;">TORINO</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni sull&#8217;argomento cliccare qui, sito dell&#8217;autrice e del seminario:</p>
<p><a href="http://kabballart.com/cinuweb/fotocinuweb/wattivita/semDNA.html" target="_blank">kabballart.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SEMINARIO  &#8220;GENETICA E KABBALAH&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/seminario-genetica-e-kabbalah?lang=en</link>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 8 May 2011; 11:00 am; 26 June 2011; 11:00 am; 3 July 2011; 11:00 am; 18 September 2011; 11:00 am; 25 September 2011; 11:00 am; ] La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Lo studio parallelo delle più antiche fonti kaballistiche e delle piu' recenti scoperte scientifiche ci mostra come, per mezzo delle parole, possiamo influire sul nostro patrimonio genetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Lo studio parallelo delle più antiche fonti kaballistiche e delle piu&#8217; recenti scoperte scientifiche ci mostra come, per mezzo delle parole, possiamo influire sul nostro patrimonio genetico. L&#8217;alchimia delle lettere ebraiche e lo studio delle loro corrispondenze numeriche applicata ai nuovi termini coniati dalla scienza, ci svelano i segreti mistici che tali scoperte portano in se&#8217;, e ci forniscono inoltre gli strumenti per una rettificazione efficace del nostro linguaggio capace di trasformare la nostra vita e il mondo che ci circonda. (La conferenza sara&#8217; preceduta da un&#8217;introduzione alla Kabbalah e alla scienza ghematrica).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Date del seminario:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>domenica 8 maggio (Torino): &#8216;Olam Atzilùt (Mondo dell&#8217;Emanazione)introduzione allo studio dello Shemà Israèl e ai segreti esoterici contenuti nei tefillìn. Introduzione al codice della Torah mediante l&#8217;applicazione delle tecniche kaballistiche alfabetico-numeriche applicate al testo sacro e ai termini coniati dalla scienza moderna</li>
<li>domenica 26 giugno (Milano)</li>
<li>domenica 3 luglio (Torino): &#8216;Olam Berià (Mondo della Creazione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici della mezuzà. Studio parallelo DNA e Kabbalah, codice genetico e DNA spirituale</li>
<li>domenica 18 settembre (Milano)</li>
<li>domenica 25 settembre (Torino):&#8217;Olam Yetzirà (Mondo della Formazione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici del tallìt. Studio parallelo Mutazioni genetiche e PerMutazioni alfabetiche</li>
<li>domenica 30 ottobre (Milano)</li>
<li>domenica 11 dicembre (Milano)</li>
<li>domenica 18 dicembre (Torino): &#8216;Olam Assià (Mondo dell&#8217;Azione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici dei tzitzìt. Campo magnetico, le quattro forze e la preghiera. Acquisizione delle tecniche che fanno del nostro linguaggio un agente di trasformazione. Tikkùn-riparazione del nostro monologo interiore e delle parole esterne che ci hanno ferito.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">TORINO: il seminario si svolgerà presso il Centro di Studi Olistici &#8220;La ruota della vita&#8221;<br />
C.so Vittorio Emanuele II, n. 170 -</p>
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:<br />
associazione@cristallidiluce.it<br />
345/48.23.579<br />
MILANO: presso Gruppo Anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:<br />
tel. 02 72080619 &#8211; 02 49476289 segreteria@gruppoanima.it&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>KABBALLART</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 2 May 2011; 11:00 am; ] Tullio Pironti presenta in esclusiva e  per la prima volta in Italia KABBALART, di Shazarahel, una mostra antologica e conferenza multimediale.
Lunedì 2 maggio 2011 ore 18.30
Casa Editrice Tullio Pironti
Palazzo Bagnara
P.zza Dante, 89, Napoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Tullio Pironti presenta in esclusiva e  per la prima volta in Italia <span style="text-decoration: underline;">KABBALART, </span>di Shazarahel, una mostra antologica e conferenza multimediale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/image5.jpg" alt="kaballart mostra" width="294" height="393" border="0" /></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Lunedì 2 maggio 2011 ore 18.30</p>
<p>Casa Editrice Tullio Pironti<br />
Palazzo Bagnara<br />
P.zza Dante, 89, Napoli</p>
<p>Interverranno:<br />
Scialom Bahbout, rabbino capo di Napoli<br />
Renato d’Andria, presidente Fondazione Gaetano Salvemini<br />
Stefano Wölfler, pittore</p>
<p>Coordina Suzana Glavaš</p>
<p>La violinista Myriam Labiausse eseguirà la suite<br />
Baal Shem di Ernest Bloch</p>
<p>Con il sostegno della Fondazione Gaetano Salvemini e della Comunità ebraica di Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="mostra Kaballart" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/image2.jpg" alt="mostra Kaballart" width="230" height="173" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama Kabballart questo nuovo modo di impiegare le arti visive come vie di accesso intuitiva e immediata ai segreti esoterici della mistica ebraica nascosti nel Testo Sacro, attraverso le lettere, l’analogia delle loro forme e l’applicazione delle tecniche esoteriche alfabeto-numeriche alle parole ebraiche che esse compongono e ricompongono. Le sue opere sono realizzate con diverse tecniche classiche e moderne, come la pittura a olio, l’acrilico, l’acquerello e l’impiego di diversi altri materiali. Pur affrontando spesso temi cari all’ebraismo, Shazarahel propone una riflessione universale sulle nuove sfide dell’epoca moderna, incentrate sul dialogo tra la scienza e la sapienza degli antichi Maestri. In questo senso, anche a livello tecnico, si propone come un ponte di congiunzione fra diverse epoche, fra antico e moderno, fra passato e futuro. Shazaharel ha compiuto i suoi studi artistici in Italia e si è poi definitivamente stabilita in Israele, dove dipinge, espone e scrive libri.   Rahel nasce in Italia nel 1973. Dall’età di venti anni si immerge nello studio appassionato della Torah e degli scritti dei Maestri della tradizione ebraica.  Prima di approfondire lo studio della lingua ebraica, affronta il Testo Sacro in modo visivo e artistico: la forma delle lettere e l’analogia delle forme le schiudono i segreti che si nascondono dietro le parole del Testo Sacro e la conducono così alla Kabbalah. La sua ricerca spirituale è al centro della sua ricerca artistica, i due linguaggi si fondono l’uno nell’altro e il talento artistico è presto messo al servizio della Torah. Dal 2004 si trasferisce in Isreale, stabilendosi a Gerusalemme.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Info</span>:<br />
Casa editrice Tullio Pironti<br />
Tel. 081 549.97.48            sito: <a href="http://www.tulliopironti.it/" target="_blank">www.tulliopironti.it</a><br />
Tel. 081 21.80.169 e- mail: <a href="mailto:editore@tulliopironti.it/" target="_blank">editore@tulliopironti.it</a><br />
Fax 081 564.50.26</p>
<p>Shazarahel</p>
<p style="text-align: justify;">sito: <a href="http://kabballart.com/cinuweb/shazarahel.html" target="_blank">kabballart.com/cinuweb/shazarahel.html</a><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>e-mail: <a href="mailto:kabballart@gmail.com/" target="_blank">kabballart@gmail.com</a></p>
<p>Ulteriori info:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI"> </a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>RAV BAHBOUT ALLA MOSTRA &#8220;GENESI E CABBALA&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/rav-bahbout-alla-mostra-genesi-e-cabbala?lang=en</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 22:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 aprile 2011, presso la Libreria Guida PortAlba, alle 17.30 sarà presentata la mostra &#8220;Genesi e CAbbala&#8221;, inaugurata dal Prof. Shalom Bahbout, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli e del Meridione &#8211; Presidente della Touro University Rome.
La mostra vedrà l&#8217;intervento della sig.ra Suzana Glavas, docente di lingua croata all’Università “L’Orientale” di Napoli dell&#8217;arch. Franco Lista, del giornalista Maurizio Vitiello ed un rappresentante della Curia di Napoli.
Esporranno 14 artisti napoletani e non, tra cui spicca la figura dell&#8217;artista isrealiana Shazarael. Il programma prevede anche un commento musicale da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 28 aprile 2011, presso la Libreria Guida PortAlba, alle 17.30 sarà presentata la mostra &#8220;Genesi e CAbbala&#8221;, inaugurata dal Prof. Shalom Bahbout, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli e del Meridione &#8211; Presidente della Touro University Rome.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra vedrà l&#8217;intervento della sig.ra Suzana Glavas, docente di lingua croata all’Università “L’Orientale” di Napoli dell&#8217;arch. Franco Lista, del giornalista Maurizio Vitiello ed un rappresentante della Curia di Napoli.</p>
<p>Esporranno 14 artisti napoletani e non, tra cui spicca la figura dell&#8217;artista isrealiana Shazarael. Il programma prevede anche un commento musicale da parte di Alessandro de Santis che proporrà musica d&#8217;ambiente.</p>
<p>Saranno presenti, oltre ai giornalisti,gli esponenti dell&#8217;associazione ONLUS &#8220;Alfredo Guida-amici del libro&#8221;, il sig.Mario Guida, un pubblico di appassionati ed elementi di spicco della Comunità ebraica di Napoli.</p>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>GESÙ CRISTO: UN EBREO OSSERVANTE?</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/gesu-cristo-un-ebreo-osservante?lang=en</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 22:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 22 May 2011; 6:00 pm; ] Iniziativa presentata RAV SCIALOM BAHBOUT, Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d'Italia.
Rav Scialom Bahbout a partire da questa affermazione di Paolo Flores d'Arcais affronterà i temi:
- Centralità dello Shabat nella vita spirituale ebraico
- Radunare le tribù d'Israele nella Terra d'Israele
- La questione del sacrificio espiatorio nella Torà...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Iniziativa presentata RAV SCIALOM BAHBOUT, Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Rav Scialom Bahbout a partire da questa affermazione di Paolo Flores d&#8217;Arcais affronterà i temi:</p>
<p style="text-align: justify;">- Centralità dello Shabat nella vita spirituale ebraico</p>
<p style="text-align: justify;">- Radunare le tribù d&#8217;Israele nella Terra d&#8217;Israele</p>
<p style="text-align: justify;">- La questione del sacrificio espiatorio nella Torà</p>
<p style="text-align: justify;">- L&#8217;origine ebraica dei termini cristiani: Messia, profeti, fede e pentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">- Origine ebraiche delle popolazioni del Meridione d&#8217;Italia e ricerca genealogia, il significato della missione profetica del profeta Eliahu.</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Gesù osserva Gerusalemme" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/renato-dandria-locandina_shalom.jpg" alt="Gesù ebreo Renato d'Andria" width="544" height="385" border="0" /></p>
<div style="text-align: justify;"><img src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/renato-dandria-rav_bahbout.jpg" alt="" width="175" height="211" border="0" /></div>
<div>
<p>- Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d&#8217;Italia.</p>
<p>- Presidente dell&#8217;Università di Touro International a Roma.</p>
<p>- Professore a riposo dell&#8217;Università la Sapienza di Roma.</p>
<p>- Presidente del comitato scientifico della fondazione Gaetano Salvemini</p>
<p>per il dialogo tra i paesi del Mediterraneo e del Mar Caspio.</p>
<p>- Fondatore dell&#8217;Accademia Itzhak Abravanel di studio ebraici comprati.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Relatore</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Rav Scialom Bahbout&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">Testo introduttivo della conferenza:</p>
<p style="text-align: justify;">(di Fernando Curci e Jonathan Curci)</p>
<p style="text-align: justify;">La Conferenza del prof. Rav Scialom Bahbout si auspica di lanciare una serie di dialoghi tra mormoni ed ebrei nel contesto piu’ largo del dialogo ebraico-cristiano in Italia.<br />
Renato d&#8217;Andria &#8211; il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini per il dialogo tra i paesi del Mediterraneo e del Mar Caspio (<a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/" target="_blank">www.fondazionesalvemini.</a>it) &#8211; sponsorizza questa conferenza nel quadro della sua rivista quadrilingue (ebraico, arabo, inglese e italiano) Genesi (<a href="http://www.genesijournal.org/" target="_blank">www.genesijournal.org</a>).Per introdurre al pubblico dei santi degli ultimi giorni (SUG) questo argomento, ci proponiamo di&#8230; <a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=66&amp;Itemid=65">Continua</a></p>
<p style="text-align: justify;">Link utili per la conferenza:</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=3" target="_blank">Israel tours curci e Renato D&#8217;Andria</a><br />
Viaggi studio sulle tre fedi monoteiste in Terra Santa</div>
<div style="text-align: justify;"><a title="Corso ebraico di Roberto Asioli" href="http://www.corsodiebraicobiblico.it/">Corso di Ebraico</a><br />
Corso di ebraico di Roberto Asioli</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=16" target="_blank">Israel revealed </a><br />
Viaggi culturali organizzati in terra santa</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=17" target="_blank">Mormons and jews</a><br />
B&#8217;nai Shalom è un&#8217;organizzazione di Mormoni ed ebrei.</p>
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		<title>MEZZOGIORNO: UN RISCATTO VERO NEL NOME DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 23:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.  Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.  Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma aveva l’unico “torto” di non essere un popolo belligerante.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvemini, leader di una giustizia vera ed alfiere dell’equilibrio economico e sociale nel Paese, ha documentato questa storica ingiustizia e la mancanza di libertà cui sono stati costretti i popoli meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è al grande pensatore che si dovrebbe oggi ispirare un movimento di riscatto del Mezzogiorno nei confronti degli ex dominatori, ai quali si sono ormai avvicendati i Padani. Anzi, i Padano-Piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>GIORNO DELLA MEMORIA E DELLE VITTIME DEL NAZIFASCISMO 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 22:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 31 January 2011; 12:00 pm; ] Esecuzione de La Favola di Natale di Giovannino Guareschi e Arturo Coppola per narratore, coro maschile e orchestra (Oflag XB Sandbostel, dicembre 1944) che si terrà lunedi 31 gennaio p.v. alle ore 21,00 presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana, via Flaminia 118, Roma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: center;">La <strong>Fondazione Gaetano Salvemini</strong></p>
<p style="text-align: center;">in collaborazione con:</p>
<p style="text-align: center;">Ipazia Preveggenza Tecnologica s.c.a r.l., Roma<br />
Federculture, Roma<br />
Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria, Barletta<br />
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Roma<br />
Associazione Musicale I Suoni del Sud, Foggia<br />
Associazione Musicale Diapente</p>
<p style="text-align: center;">organizza:</p>
<p style="text-align: justify;">Esecuzione de La Favola di Natale di Giovannino Guareschi e Arturo Coppola per narratore, coro maschile e orchestra (Oflag XB Sandbostel, dicembre 1944) che si terrà lunedi 31 gennaio p.v. alle ore 21,00 presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana, via Flaminia 118.</p>
<p>dott. Renato D&#8217;Andria<br />
Presidente della Fondazione Gaetano Salvemini<br />
info cell. 3391971652<br />
centrostudisalvemini@gmail.com</p>
</div>
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		<title>FAVOLA DI NATALE DI GUARESCHI</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 22:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Events]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 31 January 2011; 12:00 pm; ] Dicembre 1944, Gennaio 2011.
Una serata importante. Guareschi per la seconda volta, dai non lontani tempi dei lager nazisti, riusciva a mettere in scena la sua Favola di Natale. Questa volta pero’ non una baracca per palcoscenico e strumenti di fortuna, ma venticinque preparatissimi musicisti ognuno accompagnato dal suo strumento perfettamente accordato in una sala dell’opulente centro di Roma.
E cosi’ il 31 di Gennaio 2011, la magia della Favola di natale si ripete. E..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dicembre 1944, Gennaio 2011.</p>
<p>Una serata importante. Guareschi per la seconda volta, dai non lontani tempi dei lager nazisti, riusciva a mettere in scena la sua Favola di Natale. Questa volta pero’ non una baracca per palcoscenico e strumenti di fortuna, ma venticinque preparatissimi musicisti ognuno accompagnato dal suo strumento perfettamente accordato in una sala dell’opulente centro di Roma.</p>
<p>E cosi’ il 31 di Gennaio 2011, la magia della Favola di natale si ripete. E..</p>
<p>La sala Casella della Filarmonica Romana di via Flaminia, dove si e’svolto il concerto, e’ gremita gia’ ben prima dell’ora prevista per il sipario.</p>
<p>La gente occupa i posti ordinatamente, ognuno di loro ha nel cuore aspettative, pensieri, motivazioni diverse per essere presente quella sera… Per essere li ad ascoltare una favola di natale ma il 31 di gennaio, scritta da un grande artista ma sicuramente non nel periodo che lui stesso ricorderebbe come il migliore della sua vita, il periodo tra i piu’ bui della nostra storia, in cui fu prigioniero come milioni di altre persone nei campi di concentramento e di sterminio nazisti.</p>
<p>Eppure la sala e’ gremita&#8230;.</p>
<p>Alle 21:00, perfettamente in orario, il sipario si apre.</p>
<p>Scialom Bahbout, Rabbino Capo delle Comunità ebraiche di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia nonché presidente del comitato scientifico della Fondazione Salvemini, presenta la serata: “quale meravigliosa occasione “ dice per promuovere il dialogo interreligioso, il “ricordo della memoria” (vedi la ricorrenza del Giorno della memoria delle vittime del nazifascimo) e ripetere al mondo, o perlomeno a chi era presente quella sera, che non solo gli ebrei hanno sofferto nei campi nazisti, ma anche milioni di altri che come Guareschi non erano ebrei ma chissa’ per quali “crimini” costretti a vivere quell’incubo.</p>
<p>Dopo il Rav Bahbout il presidente della Fondazione “Gaetano Salvemini per il dialogo tra i paesi del bacino del Mediterraneo e del Mar Caspio”, Renato D’andria, che ha sponsorizzato l’evento, da il benvenuto ai presenti con un discorso fondato sul tema del dialogo come soluzione dei conflitti inter-etnici. D’andria introduce poi il famoso pianista Francesco Lotoro con il seguito di artisti che con lui collaborano e ringrazia le istituzioni, personaggi del mondo politico e dell’informazione, in primis cita il telegramma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dei Ministri Brunetta e Frattini, come dell’onorevole Casini ecc., che non potendo essere presenti hanno comunque dimostrato di gradire l’iniziativa rispondendo all’invito con scritti di apprezzamento, incoraggiamento e rammarico per la mancata partecipazione.</p>
<p>Questo successo di risposte istituzionali si è realizzato grazie allo sforzo organizzativo di alcuni membri della Chiesa che lavorano nella rivista quadrilingue della Fondazione nella sua rivista Dr. Jonathan Curci (direttore editoriale di www.genesijounal.org) e come consulenti pubblicitari Emanuele Guidara e la sua collaboratrice Annalisa DeRobertis.</p>
<p>Quindi e’ la volta di Francesco Lotoro, che dopo una breve presentazione dell’autore, della sua favola e di chi con lui collaboro’ (Coppola scrisse le musiche), lascia la parola ai musicisti ed ai loro strumenti.</p>
<p>Ecco il sipario.</p>
<p>Dalla prima all’ultima nota, la fantasia di Guareschi, il talento di Coppola, la bravura dell’orchestra e la capacita’ espressiva del narratore, accompagnano lo spettatore attraverso questo viaggio nel “Paese della pace” e il “Paese della Guerra” come scrive l’autore.</p>
<p>Un viaggio da vivere e percorrere attraverso gli occhi di un bambino, che nella favola di Guareschi si chiama Albertino, che insieme alla sua nonnina, un cane ed una lucciola, partono dal Paese della pace alla ricerca del papa’ internato nei campi di lavoro nel Paese dalla Guerra. In questo viaggio incontreranno animali parlanti, funghi magici e altri personaggi fantastici.</p>
<p>Il sipario si chiude e gli occhi e gli animi di chi ha partecipato non sono piu’ gli stessi.</p>
<p>Grandi applausi per tutti. Per i musicisti, gli interpreti, per Guareschi che piu’ di sessanta anni fa volle strappare un sorriso e rifocillare se non il ventre almeno gli animi dei suoi sfortunati compagni di baracca, scrivendo e organizzando l’interpretazione di questa favola.</p>
<p>Grandi applausi per il presidente della Fondazione G. Salvemini, il dott. Renato D’andria, che sponsorizzando e sostenendo iniziative come questa ha dimostrato sincero interesse e sensibilita’ per temi delicati e sempre attuali quali il dialogo tra le religioni e i popoli quando divisi in Stati possono destabilizzare la pace e la sicurezza nel nostro contesto geopolitico del Mediterraneo.</p>
<p>Sostenere la “memoria” è nella religione israelitica un precetto imprescindibile della Tora’ (lizkor in ebraico è il nome di una delle due candele che la donna accende prima dell’inizio di shabbat in ogni casa ebraica); la memoria nel cristianesimo in Italia è un dovere per non ripetere questi gravi errori nel nostro presente e futuro mentre “rimembrare”, come nella preghiera sacramentale nella nostra Chiesa, ritengo, significhi, un rinnovo di alleanze per il perfezionamento del popolo di Sion.</p>
<p>Come ogni serata di rilievo che si rispetti, musicisti, collaboratori, sponsor e amici di tutte le religioni presenti si festeggiano e si salutano davanti ad un buon piatto caldo nel ristorante Kasher Yotvata del ghetto ebraico di una Roma, data l’ora, ormai addormentata.</p>
<p><strong>Annalisa Derobertis</strong></p>
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		<title>Gaetano Salvemini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 14:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconto]]></category>

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		<description><![CDATA[«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere».
Gaetano Salvemini (Molfetta, 8 settembre 1873 &#8211; Sorrento, 6 settembre 1957) è stato uno storico, politico e antifascista italiano.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere».</em></p>
<p>Gaetano Salvemini (Molfetta, 8 settembre 1873 &#8211; Sorrento, 6 settembre 1957) è stato uno storico, politico e antifascista italiano.</p>
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		<title>Chi siamo</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 14:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 11:41:07 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 11:41:34 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:13:54 +0000</pubDate>
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Renato D&#8217;Andria
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<p>Renato D&#8217;Andria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secretary general<br />
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<p>Vincenzo Palladino</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 11:41:48 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 08:19:48 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:42:24 +0000</pubDate>
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		<title>Organisation</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 10:13:26 +0000</pubDate>
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       Rosa Rita Pennarola

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&#160;
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<p><strong>EVENTS<br />
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</strong></p>
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<li><strong><em>       Rosa Rita Pennarola</em></strong></li>
</ul>
<p><strong>ADMIN</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sezione in allestimento</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 14:43:53 +0000</pubDate>
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