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	<title>Fondazione Gaetano Salvemini</title>
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	<description>Per lo sviluppo e il progresso dei popoli nell&#039;area vasta del Mediterraneo</description>
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		<title>Il ruolo dell’Italia fra Europa e Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Si è tenuto lo scorso 9 maggio presso la Fondazione Gaetano Salvemini, a Roma, un incontro fra diversi esponenti del mondo politico, culturale e scientifico per analizzare il drammatico scenario economico del contesto europeo ed indicare le possibili vie d’uscita.
«Quanto sta accadendo &#8211; ha spiegato presidente della Fondazione Salvemini e segretario nazionale PSDI, Renato d’Andria – mostra ormai senza alcun dubbio che le soluzioni proposte dall’Europa sono inaffidabili.  Bisogna quindi esplorare altre realtà geopolitiche ed economiche». Per d’Andria, «il futuro politico è unicamente la Socialdemocrazia, in quanto modello che garantisce [...]]]></description>
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<p>Si è tenuto lo scorso 9 maggio presso la <em>Fondazione Gaetano Salvemini</em>, a Roma, un incontro fra diversi esponenti del mondo politico, culturale e scientifico per analizzare il drammatico scenario economico del contesto europeo ed indicare le possibili vie d’uscita.</p>
<p>«Quanto sta accadendo &#8211; ha spiegato presidente della <em>Fondazione Salvemini</em> e segretario nazionale PSDI, Renato d’Andria – mostra ormai senza alcun dubbio che le soluzioni proposte dall’Europa sono inaffidabili.  Bisogna quindi esplorare altre realtà geopolitiche ed economiche». Per d’Andria, «il futuro politico è unicamente la Socialdemocrazia, in quanto modello che garantisce equilibrio ed armonia tra le forze economiche e sociali nei Paesi come il nostro, da sempre oggetto di guerre per bande fra le lobby, a discapito delle classi sociali più deboli». «Il PSDI, che rappresenta tale ideale e formula politica &#8211; aggiunge il segretario &#8211; si candida a gestire la leadership del cambiamento per guidare il Paese fuori dall’Europa e ad assumere un ruolo preminente di leader nel Mediterraneo, sostenendo anche l’ipotesi politica di una Unione dei Paesi bagnati dal Mare Nostrum».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una nuova entità politica, dunque, «della quale il PSDI si farà promotore in tutte le sedi nazionali ed internazionali». «Nascerà con la grande prospettiva di essere un Polo politico-culturale che si rifà alla storia antica, in una chiave di sviluppo moderno della popolazione, una forza destinata a pacificare anche i contrasti di religioni, economie e civiltà fra gli abitanti di quei Paesi», viene spiegato a margine dell’incontro, cui hanno preso parte anche personalità provenienti dal Nordafrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renato d’Andria annuncia poi che promuoverà entro il mese di luglio una Conferenza Mediterranea tra le forze politiche che si richiamano ai principi della Socialdemocrazia nei Paesi del Mediterraneo, «per varare un documento costituente della nuova alleanza ed indicare la strada del nuovo equilibrio geopolitico, assumendo la leadership di un movimento che avrà un respiro più ampio dell’Italia». A tal proposito è stato ricordato che, nel corso di numerosi incontri tenuti a livello locale, molti rappresentanti delle nazioni mediterranee del Nordafrica hanno manifestato la propria adesione alla costituzione del nuovo movimento ed hanno invitato lo stesso d’Andria ad accelerare il processo di alleanza politica che vedrà anche il PSDI come elemento in grado di coagulare queste istanze.</p>
<p>E’ emersa perciò dai lavori della Fondazione la necessità che d’Andria sia candidato a guidare una forza politica che, unita a quella del PSDI, possa portarlo al governo del Paese e a realizzare il sogno mediterraneo, interrotto da oltre 1500 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(a cura dell&#8217;Ufficio stampa)</p>
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		<title>Italia: consigli per la crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Crescita: sembra diventata la parola magica per restituire le speranze agli italiani. Ma per fare in modo che non si tratti dei soliti rituali illusionistici, tipici di una certa politica, occorre mettere in campo subito poche ma serie e concrete riforme. Qui illustro quelle di maggiore urgenza, con i possibili correttivi da adottare.
-       Riorganizzazione delle aziende a partecipazione statale. Esistono ancora imprese, anche di grosse dimensioni, partecipate dallo Stato italiano. Si tratta in molti casi di autentici colossi, che sono stati in passato oggetto di rapine, anche da parte di [...]]]></description>
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<p>Crescita: sembra diventata la parola magica per restituire le speranze agli italiani. Ma per fare in modo che non si tratti dei soliti rituali illusionistici, tipici di una certa politica, occorre mettere in campo subito poche ma serie e concrete riforme. Qui <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/05/crescita-mediterraneo.png"><img class="alignright  wp-image-2011" style="margin: 10px;" title="crescita mediterraneo" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/05/crescita-mediterraneo.png" alt="" width="699" height="407" /></a>illustro quelle di maggiore urgenza, con i possibili correttivi da adottare.</p>
<p>-       <strong>Riorganizzazione delle aziende a partecipazione statale</strong>. Esistono ancora imprese, anche di grosse dimensioni, partecipate dallo Stato italiano. Si tratta in molti casi di autentici colossi, che sono stati in passato oggetto di rapine, anche da parte di gruppi oggi ai vertici del settore editoria. E’ urgente che il governo proceda ad un riassetto che, attraverso metodi trasparenti e procedure  consultabili da tutti i cittadini, liberi le energie di queste imprese, ponendole nel libero mercato e riducendo così drasticamente gli sperperi  con cui questi carrozzoni oggi pesano sui contribuenti, attraverso parcelle e liquidazioni alle stelle, senza contare i costi del lavoro, quasi sempre spropositati rispetto ai risultati effettivamente conseguiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-      <strong> Banche</strong>. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un sistema bancario che non rappresenta la verità né al mercato né ai propri azionisti.  La verità è drammaticamente sotto gli occhi di tutti: se le banche sono andate in crisi è perché per troppi anni sono state complici di grossi gruppi industriali, cui hanno concesso fidi abnormi senza garanzie. E tutto questo a danno delle piccole imprese e dei risparmiatori. E’ mancata una visione reale di sviluppo economico del Paese, certo, ma è stato soprattutto il metodo clientelare seguito per anni dagli istituti di credito a dissanguare le piccole e medie imprese, quegli stessi imprenditori onesti che oggi i tolgono la vita a decine. Bisogna reprimere la gestione privatistica delle banche, che svolgono un indiscusso e primario ruolo sociale, imponendo regole che vadano ben oltre l’interesse privato dei gruppi di potere che erano e sono alle spalle dei colossi bancari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-       <strong>Più risorse ad una magistratura equa ed imparziale</strong> – La giustizia rappresenta un altro tema delicatissimo per la possibile ripresa, se è vero come è stato affermato da più parti che gli investitori esteri lasciano l’Italia o preferiscono impiantarsi in altri Paesi perché nel nostro la giustizia non ha mai tempi certi.  Si tratta di situazioni in gran parte rispondenti al vero e connesse anche alla esiguità delle risorse disponibili per far funzionare correttamente la macchina della giustizia in Italia che richiederebbe, in primo luogo, un ampliamento dell’organico. Un Paese attento al progresso della socialdemocrazia, come quello che vogliamo e per cui ci battiamo, deve poter contare sull’uguaglianza reale dei cittadini di fronte alla legge. Ed è per questo che chiediamo al Governo un incremento mirato delle risorse economiche all’apparato giudiziario quale condizione imprescindibile anche per favorire la ripresa economica.</p>
<p>Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>Quei disastrosi accordi sull&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da appassionato di economia ho espresso pubblicamente da tempo, sia come imprenditore che in qualità di esponente della vita politica italiana, la mia ferma contrarietà all’ingresso del nostro Paese nel sistema della moneta unica europea. Non occorrevano particolari esperienze scientifiche per prevedere ciò che anche il buon senso già suggeriva una quindicina d’anni fa: in un arco temporale medio quella scelta avrebbe prodotto conseguenze assai negative per il nostro Paese. Si cominciò male con il cosiddetto “con-cambio” del 2002, che di fatto fece precipitare l’Italia in una inflazione reale pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da appassionato di economia ho espresso pubblicamente da tempo, sia come imprenditore che in qualità di esponente della vita politica italiana, la mia ferma contrarietà all’ingresso del nostro Paese nel sistema della moneta unica europea. Non occorrevano particolari esperienze scientifiche per prevedere ciò che anche il buon senso già suggeriva una quindicina d’anni fa: in un arco temporale medio quella scelta avrebbe prodotto conseguenze assai negative per il nostro Paese. S<a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/05/zero-euro.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2005" style="margin: 10px;" title="zero euro" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/05/zero-euro-300x193.png" alt="" width="300" height="193" /></a>i cominciò male con il cosiddetto “con-cambio” del 2002, che di fatto fece precipitare l’Italia in una inflazione reale pari al 50%. A negoziare questa disastrosa operazione fu il Governo guidato da Romano Prodi ed ho sempre nutrito il sospetto, più volte espresso, che l’allora premier fosse consapevole della situazione cruenta di inflazione che si sarebbe abbattuta sul Paese, a discapito in primo luogo delle fasce sociali più deboli. Da allora e fino a tutt’oggi, sono queste le fasce della popolazione che pagano il prezzo più alto.</p>
<p>Questo primo tradimento degli italiani perpetrato dalla compagine che allora si riconosceva nell’Ulivo ha provocato danni incommensurabili, i cui esiti più tremendi sono ora in atto.</p>
<p>Tanto che oggi, col Governo Monti, se l’Italia non cambierà radicalmente la sua attuale impostazione politica, finirà come una nazione che ha perso la terza guerra mondiale, con conseguenze che graveranno sulle spalle dei cittadini per i prossimi cinquant’anni.</p>
<p>Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>Beppe Grillo: un salutare dèja vu</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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&#160;
Sulla moralizzazione della spesa pubblica e della macchina statale non esistono, ovviamente primogeniture. E ben venga chi riesce a sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi.
Ciò detto, ricordo che alcune fra le importanti – e non solo provocatorie – proposte lanciate in piazza da Beppe Grillo in questa calda stagione di comizi per le Amministrative,  sono sostanzialmente analoghea quelle che avevo io stesso messo nero su bianco nei miei editoriali oltre un anno fa (si vedano i siti www.labarbarie.it e www.fondazionesalvemini.it). Un esempio su tutti: l’ipotesi di uscita dall’euro, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Grillo" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/05/Grillo-300x201.jpg" alt="" width="270" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulla moralizzazione della spesa pubblica e della macchina statale non esistono, ovviamente primogeniture. E ben venga chi riesce a sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi.</p>
<p>Ciò detto, ricordo che alcune fra le importanti – e non solo provocatorie – proposte lanciate in piazza da Beppe Grillo in questa calda stagione di comizi per le Amministrative,  sono sostanzialmente analoghea quelle che avevo io stesso messo nero su bianco nei miei editoriali oltre un anno fa (si vedano i siti <a href="http://www.labarbarie.it">www.labarbarie.it</a> e <a href="http://www.fondazionesalvemini.it">www.fondazionesalvemini.it</a>). Un esempio su tutti: l’ipotesi di uscita dall’euro, per la quale a marzo 2011 elaboravo alcune proposte concrete, tuttora presenti sui siti sopra detti, benché fossi all’epoca una vox clamans in deserto.</p>
<p>Oggi numerosi economisti – e non, come nel caso del comico genovese – convergono sulla necessità di impostare percorsi almeno virtuali di ritorno alla lira, tanto che alcune importanti banche si starebbero già attrezzando in tal senso, come riportato dalla stampa britannica.</p>
<p>Non possiamo perciò che apprezzare le iniziative di Beppe Grillo, anche per la forza concui riesce a coinvolgere masse crescenti di cittadini. Suo grande merito è inoltre lo spontaneismo che arriva direttamente al cuore dei tanti non più disposti a subire i soprusi di una certa malapolitica. E’ il grande popolo del non voto, coincidente quella maggioranza di italiani libertari delusi dall’ipocrisia della comunicazione e dalla disinformazione, ma ora pronti ad ascoltare una voce autentica come quella di Grillo.</p>
<p>Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini
Italia &#8211; La pace possibile raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.
Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/01/cop3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1977" style="margin-left: 10px;margin-right: 10px" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2012/01/cop3-150x150.jpg" alt="" width="83" height="83" /></a><em>Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini</em></p>
<p><strong>Italia &#8211; La pace possibile</strong> raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.</p>
<p>Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco Buttiglione (presidente Udc), Renato d’Andria (presidente Fondazione Gaetano Salvemini), Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino), Filippo Facci (giornalista, Libero), Giuseppe Fortunato (Autorità Garante per la Privacy), Roberto Giovannini (giornalista, La Stampa), Elio Lannutti (senatore Italia dei Valori), Elio Veltri (scrittore).</p>
<p>Il libro, curato da Rita Pennarola,  riporta in presa diretta i loro interventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qui un estratto dalla prefazione di Renato d&#8217;Andria.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un intero Sistema va “sfrattato” al più presto dal nostro Paese. Fuori  le oligarchie del potere politico, le élites finanziarie con al seguito il codazzo dei loro sotto-poteri deviati. Sono loro i primi che devono lasciare l’Italia, o almeno uscire definitivamente dalla scena della politica e del potere. Fuori gli oligarchi dai partiti politici, dalle università, dalle banche, dai colossi di Stato, dalla magistratura. Dobbiamo porre fine, e subito, al gigantesco “inciucio” istituzionale che ha segnato gli anni recenti della nostra storia, con lo scopo ultimo, per i suoi artefici, di riprodursi indefinitamente e consolidare assetti di tipo feudale, generazione dopo generazione, accumulando beni e patrimoni personali tali da garantirsi potere ed opulenza per i prossimi cinquant’anni e passa. Le sorti delle imprese italiane, le prospettive di rilancio dell’economia, gli spiragli della ripresa possibile: tutti fattori frenati dalle incrostazioni diffuse del potere marcio, dal blocco cristallizzato di un sistema egemone “bipartisan” che, proprio in quanto tale, mostra di non avere alcuna opposizione vera, né accettabili alternative.</p>
<p>Il nuovo esecutivo di governo guidato da Mario Monti ha mostrato fin da subito al nostro Paese il volto torvo dei potentati finanziari internazionali e le misure economiche varate hanno avuto l’effetto di accentuare il processo, già in atto, di pauroso scollamento fra gli italiani, il ceto politico  di governo e la rappresentanza parlamentare. E mentre qui si discute sul risanamento dei conti pubblici a spese di lavoratori e pensionati, Germania, Francia e Gran Bretagna non solo gettano le basi reali per la ripresa, ma accolgono e valorizzano sempre nuovi talenti italiani. Energie manageriali ed imprenditoriali, anche non più giovanissime, che definiscono ormai l’Italia «un Paese senza speranza» e ricostruiscono altrove il proprio futuro.</p>
<p>Di fronte a tutto questo, rilanciamo con più forza l’idea di una pacificazione nazionale di ampio respiro che, a partire dalla giustizia “ordinaria”, si estenda alla giustizia sociale, tema più volte sottolineato negli interventi di questo libro.</p>
<p>L’emergenza giustizia ci richiama tutti, ciascuno con le proprie responsabilità. Un richiamo alto, che è venuto, in tempi recenti, dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e da Benedetto XVI.</p>
<p>Dopo decenni di barbarie, la Pax Augustea e, in tempi più vicini a noi, la Pax Togliattiana, seppero ricostruire non solo gli assetti produttivi, ma anche la coscienza morale del Paese e la fiducia delle popolazioni. Da più parti oggi raccogliamo la richiesta di confronti per impostare percorsi legislativi in grado di condurre l’Italia ad un analogo approdo. Istanze che provengono da vasti segmenti non rassegnati, circoli culturali ed ambiti imprenditoriali sani, che non hanno smarrito la speranza e sono pronti ad impegnarsi per ricostruire il loro Paese. La Fondazione Gaetano Salvemini ha avviato su questi temi il fertile dibattito che i lettori troveranno in queste pagine. E’ un buon inizio, è la scintilla che apre a noi la strada per future iniziative. Percorreremo questo cammino nel nome di Gaetano Salvemini, maestro di libertà e giustizia, e nel ricordo di Giuseppe Saragat, artefice di quella scissione di Palazzo Barberini che, giusto 65 anni fa, riuscì ad impedire che il nostro Paese cadesse nella morsa del totalitarismo filo-sovietico, garantendo all’Italia un futuro di democrazia vera e pace duratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renato d’Andria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini
Italia &#8211; La pace possibile raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.
Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo libro edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini<br />
Italia &#8211; La pace possibile raccoglie gli atti dell’incontro pubblico tenutosi il 21 settembre 2011 presso la sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, a Roma. Promosso dalla Fondazione Gaetano Salvemini, il convegno ha visto come tema centrale un’analisi a tutto campo delle possibili vie d’uscita dalla diffusa ingiustizia che teneva e tiene anche oggi l’Italia stretta in una morsa.<br />
Moderati dal direttore del Tempo, Mario Sechi, hanno preso parte al convegno: Michele Ainis (costituzionalista, editorialista Corriere della Sera), Oliviero Beha (giornalista e scrittore, Rai), Rocco Buttiglione (presidente Udc), Renato d’Andria (presidente Fondazione Gaetano Salvemini), Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino), Filippo Facci (giornalista, Libero), Giuseppe Fortunato (Autorità Garante per la Privacy), Roberto Giovannini (giornalista, La Stampa), Elio Lannutti (senatore Italia dei Valori), Elio Veltri (scrittore).<br />
Il libro, curato da Rita Pennarola,  riporta in presa diretta i loro interventi.</p>
<p>Qui un estratto dalla prefazione di Renato d&#8217;Andria.</p>
<p>Un intero Sistema va “sfrattato” al più presto dal nostro Paese. Fuori  le oligarchie del potere politico, le élites finanziarie con al seguito il codazzo dei loro sotto-poteri deviati. Sono loro i primi che devono lasciare l’Italia, o almeno uscire definitivamente dalla scena della politica e del potere. Fuori gli oligarchi dai partiti politici, dalle università, dalle banche, dai colossi di Stato, dalla magistratura. Dobbiamo porre fine, e subito, al gigantesco “inciucio” istituzionale che ha segnato gli anni recenti della nostra storia, con lo scopo ultimo, per i suoi artefici, di riprodursi indefinitamente e consolidare assetti di tipo feudale, generazione dopo generazione, accumulando beni e patrimoni personali tali da garantirsi potere ed opulenza per i prossimi cinquant’anni e passa. Le sorti delle imprese italiane, le prospettive di rilancio dell’economia, gli spiragli della ripresa possibile: tutti fattori frenati dalle incrostazioni diffuse del potere marcio, dal blocco cristallizzato di un sistema egemone “bipartisan” che, proprio in quanto tale, mostra di non avere alcuna opposizione vera, né accettabili alternative.<br />
Il nuovo esecutivo di governo guidato da Mario Monti ha mostrato fin da subito al nostro Paese il volto torvo dei potentati finanziari internazionali e le misure economiche varate hanno avuto l’effetto di accentuare il processo, già in atto, di pauroso scollamento fra gli italiani, il ceto politico  di governo e la rappresentanza parlamentare. E mentre qui si discute sul risanamento dei conti pubblici a spese di lavoratori e pensionati, Germania, Francia e Gran Bretagna non solo gettano le basi reali per la ripresa, ma accolgono e valorizzano sempre nuovi talenti italiani. Energie manageriali ed imprenditoriali, anche non più giovanissime, che definiscono ormai l’Italia «un Paese senza speranza» e ricostruiscono altrove il proprio futuro.<br />
Di fronte a tutto questo, rilanciamo con più forza l’idea di una pacificazione nazionale di ampio respiro che, a partire dalla giustizia “ordinaria”, si estenda alla giustizia sociale, tema più volte sottolineato negli interventi di questo libro.<br />
L’emergenza giustizia ci richiama tutti, ciascuno con le proprie responsabilità. Un richiamo alto, che è venuto, in tempi recenti, dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e da Benedetto XVI.<br />
Dopo decenni di barbarie, la Pax Augustea e, in tempi più vicini a noi, la Pax Togliattiana, seppero ricostruire non solo gli assetti produttivi, ma anche la coscienza morale del Paese e la fiducia delle popolazioni. Da più parti oggi raccogliamo la richiesta di confronti per impostare percorsi legislativi in grado di condurre l’Italia ad un analogo approdo. Istanze che provengono da vasti segmenti non rassegnati, circoli culturali ed ambiti imprenditoriali sani, che non hanno smarrito la speranza e sono pronti ad impegnarsi per ricostruire il loro Paese. La Fondazione Gaetano Salvemini ha avviato su questi temi il fertile dibattito che i lettori troveranno in queste pagine. E’ un buon inizio, è la scintilla che apre a noi la strada per future iniziative. Percorreremo questo cammino nel nome di Gaetano Salvemini, maestro di libertà e giustizia, e nel ricordo di Giuseppe Saragat, artefice di quella scissione di Palazzo Barberini che, giusto 65 anni fa, riuscì ad impedire che il nostro Paese cadesse nella morsa del totalitarismo filo-sovietico, garantendo all’Italia un futuro di democrazia vera e pace duratura.</p>
<p>Renato d’Andria</p>
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		<title>ITALIA &#8211; LA PACE POSSIBILE</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>Italia &#8211; La Pace Possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>Italia &#8211; La Pace Possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 10:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pennarola</dc:creator>
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		<title>IN EDICOLA COL CORRIERE DELLA SERA UN VOLUME CHE RICORDA IL MERIDIONALISMO DI SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara_massaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Rita Pennarola
L’8 dicembre il Corriere della Sera ha mandato in edicola l’antologia dal titolo “La sinistra e la questione meridionale”. Il volume, che reca la prefazione di Giovanni Russo, pone in forte evidenza la figura di Gaetano Salvemini ed il suo impegno per il riscatto del Mezzogiorno.
Lo stesso giorno il quotidiano di Via Solferino pubblica un appassionato e lucido ritratto del grande meridionalista di Molfetta a firma dello storico Gaetano Pecora il quale ne ricorda innanzitutto le parole “fosforescenti” scritte nel 1954, verso la fine della sua esperienza umana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Rita Pennarola</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’8 dicembre il <em>Corriere della Sera</em> ha mandato in edicola l’antologia dal titolo “La sinistra e la questione meridionale”. Il volume, che reca la prefazione di Giovanni Russo, pone in forte evidenza la figura di Gaetano Salvemini ed il suo impegno per il riscatto del Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso giorno il quotidiano di Via Solferino pubblica un appassionato e lucido ritratto del grande meridionalista di Molfetta a firma dello storico Gaetano Pecora il quale ne ricorda innanzitutto le parole “fosforescenti” scritte nel 1954, verso la fine della sua esperienza umana e politica: «Sono un socialista democratico all’antica».</p>
<p style="text-align: justify;">Pecora ci offre la sua chiave d’interpretazione, sottolineando che  «il socialismo di Salvemini, ancorché adattato alle condizioni italiane, era lo stesso socialismo affermatosi con la socialdemocrazia della Seconda Internazionale, fondata nel 1889». Da lì nasceva, per Pecora, l’opzione riformista che illuminerà l’insegnamento di Salvemini, con quell’idea di fondo che «il riscatto degli umili dovesse rifluire nell’alveo di una democrazia compiuta e moderna», con l’estensione a tutti del diritto di voto, compresi gli analfabeti. Fu questa la prima scintilla che provocò lo scontro con molti dei suoi stessi compagni di partito, «troppo uncinati – scrive efficacemente Pecora – alle loro piccole comodità per lasciare che pure i “trogloditi” del Mezzogiorno decidessero dei verdetti elettorali».</p>
<p style="text-align: justify;">Una pietra miliare, dunque, quell’inizio degli anni Cinquanta quando, grazie al pensiero fecondo di uomini come Gaetano Salvemini, in Italia rinasceva il socialismo. «Fu allora – osserva Pecora &#8211; che l&#8217;ideale socialista, da molti dato per scomparso, ricomparve, e più caro ancora perché accompagnato dal sentimento di non averlo mai perduto».</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dal 1944 Salvemini, rivolto all’esecutivo del partito che all’epoca si considerava “rivoluzionario”, scriveva: «Voi intendete lavorare a un rinnovamento sociale totale, cioè all&#8217; abolizione del regime capitalista. Nello stesso tempo, voi riconoscete che la lotta per quel rinnovamento deve essere condotta da uomini liberi col metodo della libertà». Ma, obiettava Salvemini, «io non vedo perché la politica diretta a promuovere una trasformazione totale attraverso un processo graduale debba essere chiamata &#8220;rivoluzionaria&#8221;&#8230; Voi non avete nessun bisogno di chiamarvi rivoluzionari. Dovrebbe bastare di chiamarsi &#8220;socialisti&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’idea che ritorna, spiega Pecora, è quel nucleo centrale del pensiero di Salvemini che aveva cominciato a farsi strada fin dalla giovinezza, «l&#8217;idea cioè che nessun obiettivo fosse interdetto ai socialisti purché conseguito gradualmente e col metodo della democrazia».</p>
<p style="text-align: justify;">Memorabile, infine, il brano riportato da Gaetano Pecora nel suo lungo articolo e tratto da una lettera che Salvemini scrisse negli ultimi anni della sua vita ad un’amica torinese.</p>
<p style="text-align: justify;">«Io – scriveva Salvemini &#8211; ho raggiunto gli 82 anni; da sessant&#8217; anni sento parlare di rivoluzione; ma una rivoluzione non l&#8217; ho mai vista. Invece ho visto una evoluzione: lenta, frammentaria, continuamente interrotta, eppure visibile. C&#8217;è oggi in Italia meno miseria che nel 1890, quando io avevo diciassette anni. Queste conquiste sono state l&#8217;opera di persone come Lei e &#8211; se mi consente di aggiungere &#8211; come me, che abbiamo sofferto all&#8217;idea di coloro che stavano peggio di noi. Nel 1947, quando tornai dall&#8217;America dopo 22 anni di assenza, mi misi a conversare con una donna di servizio, intelligentissima e squisitamente buona. Lei mi disse che era stata sempre socialista e aveva sessant&#8217; anni. Le domandai: &#8220;Perché sei stata sempre socialista?&#8221;. Mi rispose: &#8220;Perché penso che ci deve essere un po&#8217; di bene per tutti&#8221;. Questo, cara amica, è il socialismo».</p>
<p style="text-align: justify;">Merita di essere qui riportata, infine, la brillante conclusione di Gaetano Pecora: «Socialista Salvemini? Senz&#8217;altro. E fino all&#8217;ultimo. Ma un socialista un po&#8217; particolare: antico e moderno insieme. Un socialista percorso da sensibilità moderna e un moderno che aveva ancora attivo il ricordo dell&#8217;antico. Questo fu Salvemini. Noi non sappiamo se il moderno fosse più grande dell&#8217;antico. Certo ce lo sentiamo più vicino»</p>
<p><strong><em>Link all’articolo di Gaetano Pecora:</em></strong></p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=17WS05"><em>http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=17WS05</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Testo edito dal Corriere della Sera</em></strong></p>
<p><em>“La sinistra e la questione meridionale”, prefazione di Giovanni Russo. </em><em>Collana “Laicicattolici: i maestri del pensiero democratico”.</em></p>
<p><em>Edizioni Corriere della Sera</em></p>
<p><span style="color: #464646; font-family: Georgia;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://store.corriere.it/GAETANO-SALVEMINI-LA-SINISTRA-E-LA-QUESTIONE-MERIDIONALE/CvSsEWcVzB0AAAEzKdBDRksd/pc?CatalogCategoryID=eIisEWcVHloAAAEz_MxDRksd">http://store.corriere.it/GAETANO-SALVEMINI-LA-SINISTRA-E-LA-QUESTIONE-MERIDIONALE/CvSsEWcVzB0AAAEzKdBDRksd/pc?CatalogCategoryID=eIisEWcVHloAAAEz_MxDRksd</a></p>
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		<title>L’EQUITÀ NEGLI ANNUNCI E IL DIVARIO NEI FATTI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parola d’ordine del Governo Monti per risanare l’Italia è stata, in queste settimane di frenetico lavorio, sempre la stessa: equità. Bene, staremo a vedere se i provvedimenti assunti andranno effettivamente in direzione del riequilibrio necessario dal punto di vista della giustizia sociale e di quella fiscale, oltre che finanziaria.
E staremo a vedere anche se, in concreto, le misure adottate sono il frutto di un’analisi approfondita delle abissali diseguaglianze esistenti oggi, non solo all’interno del nostro Paese, ma anche e soprattutto fra l’Italia e i partner europei. Perché nel serrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La parola d’ordine del Governo Monti per risanare l’Italia è stata, in queste settimane di frenetico lavorio, sempre la stessa: equità. Bene, staremo a vedere se i provvedimenti assunti andranno effettivamente in direzione del riequilibrio necessario dal punto di vista della giustizia sociale e di quella fiscale, oltre che finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">E staremo a vedere anche se, in concreto, le misure adottate sono il frutto di un’analisi approfondita delle abissali diseguaglianze esistenti oggi, non solo all’interno del nostro Paese, ma anche e soprattutto fra l’Italia e i partner europei. Perché nel serrato dibattito che ha preceduto la manovra – fra veti incrociati dei partiti e ricette di economisti dettate a ruota libera – pare essere sfuggito il senso vero della situazione, le radici profonde di un malessere che sta dilaniando l’Unione Europea e gli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché c’erano, sì, c’erano alcuni nobili ed idealisti italiani tra i padri fondatori dell’Europa: un territorio vasto, fra i più antichi del pianeta e fra i più ricchi del globo di tesori paesaggistici e beni artistici d’incommensurabile valore, una distesa sconfinata di terre e di acque, di popoli e tradizioni, tutti insanguinati da secoli e secoli di guerre fratricide per il possesso della terra.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa così come la intendiamo oggi, sul piano politico oltre che geografico, nasceva per gli italiani dal sogno realizzato (con tutti i limiti che conosciamo) di aver unificato la nostra Penisola dopo il Risorgimento. Ma l’Unione è sopra ogni cosa figlia di quel “mai più” che i popoli sgomenti pronunciarono all’indomani degli eccidi di massa della seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Enfasi, cuore, passione per i valori universali di pace e giustizia: furono queste le fondamenta del sogno europeo per i nostri padri.</p>
<p style="text-align: justify;">Tradotto nella prassi, dentro gli atti amministrativi quotidiani di Bruxelles, quel sogno è divenuto nel tempo qualcosa di completamente diverso, che a stento ricorda le illuminate promesse iniziali ed ha tradito nei fatti il modello comune di sviluppo socio-economico su cui era basato.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte dell’idea guida di creare un territorio capace di abbattere barriere, rancori e rivalità, l’Europa si è trasformata in un centro burocratico distributore di aiuti economici secondo criteri opinabili, provvidenze comunitarie che spesso hanno premiato Paesi già economicamente forti, senza generare autentico sviluppo nelle aree a maggiore criticità, benché tutti gli Stati abbiano fatto la loro parte e i dovuti sacrifici per sostenere le sorti dell’Unione.</p>
<p style="text-align: justify;">Colpa anche degli italiani, è stato detto. Ed è vero: complice il nostro sistema formativo nel suo complesso arretrato, un certo disinteresse diffuso e la scarsa conoscenza della lingua inglese da parte nostra, abbiamo addirittura visto sfumare l’inserimento dell’italiano nella stesura dei documenti ufficiali di Eurolandia, con una penalizzazione che ha avuto riflessi non solo sul piano della conoscenza, ma anche e in primo luogo sul morale e sulla dignità del nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Una discriminazione, questa, che era solo un inizio, come avevamo previsto. Ed oggi culmina con i tentativi spinti, messi in atto dai partners europei, di limitare la nostra sovranità attraverso una serie di diktat ispirati al “prendere o lasciare”.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra idea è che sarà meglio lasciare. E sarebbe stato ancor più salutare, per le nostre sorti economiche, farlo prima che morsa della crisi arrivasse al culmine.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciare significa venir fuori da un regime dell’euro che per l’Italia si risolve in una serie di regole capestro, mentre continua ad apportare vantaggi ai partner già più ricchi di noi. Un esempio su tutti, i tassi d’interesse: come si può pensare di mantenere salde le economie dei singoli Paesi se poi lo stesso imprenditore paga il denaro al 5% in Germania e al 10 (e fino al 15%) in Italia? A chi giova tutto questo? Il quadro è evidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò ora, mentre il cancelliere tedesco annuncia la creazione di regole diverse per i trattati, con almeno un decennio di ritardo, noi ribadiamo che il ritorno alla lira potrà rappresentare la salvezza per l’Italia e la premessa per un rinnovato sviluppo, stavolta vero e duraturo. Mai come ora analoghe considerazioni si comincia a sentirle da più parti, mentre fino a qualche mese fa, quando illustravamo simili proposte, ci sentivamo come <em>vox clamantis in deserto</em>. Dovremo tornare ad essere un Paese che gode di piena autonomia finanziaria e gestionale, sul modello della Gran Bretagna, ed essere capaci di guardare ai mercati del Mediterraneo come nostro sbocco naturale e geograficamente assegnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritorno alla lira non è impossibile: al di là del terrorismo mediatico sull’argomento, lanciato da più parti con toni allarmistici e spesso in maniera strumentale, questa resta anzi l’opzione per noi più conveniente e meno dolorosa, rispetto a quelle che altrimenti ci attendono d’ora in poi. Perché se resteremo privi di mezzi economici, stritolati come siamo nella morsa dell’euro, avremo perso definitivamente anche la nostra sovranità. E un Paese subordinato, privato delle risorse, non potrà che piegare la testa, quand’anche dalla Bce dovessero prima o poi arrivare quelle misure vere di equità che potevano sostanzialmente contribuire a sanare il divario e che invece, finora, abbiamo vanamente atteso.</p>
<p><em>Renato d’Andria</em></p>
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		<title>RE GIORGIO A CAPO DELLA REPUBBLICA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Pur nel pieno rispetto dei limiti al suo potere imposti dalla Costituzione, Giorgio Napolitano ha saputo assumere le redini dell’Italia in uno fra i momenti più critici della storia repubblicana. Parte da questo grande ed indiscutibile merito il ritratto del capo dello Stato reso dal New York Times lo scorso 3 dicembre, quando il nostro “re Giorgio”, come lo ha definito il quotidiano,  ha meritato il prestigioso “Profilo del sabato”.
Un lungo ritratto, a tratti appassionato, dell’ «ex comunista» che «ha assicurato il rapido passaggio» dal governo di Berlusconi «a quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pur nel pieno rispetto dei limiti al suo potere imposti dalla Costituzione, Giorgio Napolitano ha saputo assumere le redini dell’Italia in uno fra i momenti più critici della storia repubblicana. Parte da questo grande ed indiscutibile merito il ritratto del capo dello Stato reso dal New York Times lo scorso 3 dicembre, quando il nostro “re Giorgio”, come lo ha definito il quotidiano,  ha meritato il prestigioso “Profilo del sabato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un lungo ritratto, a tratti appassionato, dell’ «ex comunista» che «ha assicurato il rapido passaggio» dal governo di Berlusconi «a quello tecnocratico di Mario Monti», strappando il professore dalla presidenza della Bocconi ed incoronandolo senatore a vita nei giorni caldi della transizione. Una fase che, per il quotidiano, è stata preparata attraverso passaggi politici strategici e di alto profilo, dal momento che il presidente Napolitano «ha trascorso mesi a gettare le basi per la transizione attraverso consultazioni  con i leader politici nazionali e con quelli europei», ma anche «con funzionari americani e con la Banca d’Italia», al fine di far maturare «la creazione di una valida alternativa di governo per il dopo Berlusconi».</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo del New York Times apre dunque scenari inediti anche per la stampa italiana, che nei mesi precedenti l’8 novembre, giorno in cui Berlusconi ha dovuto maturare la scelta delle dimissioni, mai aveva dato notizie sull’intenso lavoro diplomatico, di cui parla il quotidiano statunitense, condotto dal capo dello Stato per preparare la nascita del nuovo esecutivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’articolo si spinge ancora oltre, in particolare con le dichiarazioni del costituzionalista Andrea Simoncini dell’Università di Firenze, secondo il quale «Napolitano non solo ha dettato i tempi per la soluzione, ma anche, cosa insolita, il contenuto» perché «lui in fondo ha scelto Monti ed ha creato le condizioni affinché la gente non potesse non dire sì a Monti».</p>
<p style="text-align: justify;">Scelte, quelle del presidente, dettate in ogni caso dall’esigenza di operare per il bene del Paese e assicurare agli italiani stabilità, soprattutto in relazione alle misure economiche da adottare per uscire dalla crisi strutturale dell’euro e tirar fuori il Paese dalle faide di gruppi di potere contrapposti: De Benedetti e Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto, è evidente che le iniziative per la nascita del nuovo governo tecnico sono in linea con la politica filo-atlantista dell’Italia e gradite al contesto dei partner europei (oltre che, come dimostra l’articolo del Nyt, all’opinione pubblica americana).</p>
<p style="text-align: justify;">Da parte mia osservo che da tempo l’Italia si trova nel mirino di forze esterne che puntano a minarne la stabilità. Gruppi di potere esteri, talvolta telecomandati anche lobby interne. Ma come ho già avuto modo di far notare, dati alla mano, la situazione economica del nostro Paese non è così drammatica come la si descrive, perché poggia su basi ben più solide rispetto a quelle, per esempio, di nazioni nelle quali è implosa la bolla immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’elogio aperto al nostro Capo dello Stato da parte del massimo organo di stampa statunitense suona oggi come un appoggio ancor più esplicito alla politica di rigore che Mario Monti sta avviando in queste ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorrerà seguire con grande attenzione questa fase e, ne siamo certi, lo farà con la massima autorevolezza in primo luogo il presidente Napolitano. Perché la stringente esigenza di riportare in ordine i conti del Paese non debba mai voler dire rinunciare all’autonomia delle nostre scelte, alla forza della democrazia popolare e, in una parola, alla piena sovranità dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Renato d’Andria</em></p>
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		<title>Legge elettorale, la Cassazione ammette il referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Resoconto]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[porcellum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;ufficio elettorale presso la Cassazione ha dato il via libera ai due quesiti referendari sulla legge elettorale. Sono state, infatti, giudicate valide le oltre 500.000 firme a sostegno della richiesta di di abolire il sistema elettorale vigente. I giudici hanno fermato i lavori di certificazione delle firme superata la soglia del mezzo milione. La raccolta firme ha raggiunto, quindi, un numero di sottoscrittori più ampio di quello richiesto dalla legge.
L&#8217;ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha ritenuto valide, per il primo quesito, 534.334 firme e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1787" title="referendum_porcellum" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/12/referendum_porcellum.jpg" alt="referemdum legge elettorale" width="256" height="192" /></p>
<p>L&#8217;ufficio elettorale presso la <strong>Cassazione</strong> ha dato il via libera ai due quesiti referendari sulla legge elettorale. Sono state, infatti, giudicate valide le oltre 500.000 firme a sostegno della richiesta di di abolire il <strong>sistema elettorale vigente</strong>. I giudici hanno fermato i lavori di certificazione delle firme superata la soglia del mezzo milione. La raccolta firme ha raggiunto, quindi, un numero di sottoscrittori più ampio di quello richiesto dalla legge.</p>
<p>L&#8217;ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha ritenuto valide, per il primo quesito, 534.334 firme e per il secondo quesito 531.081 firme. L&#8217;iniziativa referendaria per abolire il cosiddetto &#8220;porcellum&#8221; era stata del comitato <strong>Firmovotoscelgo</strong>. Spetta adesso alla <strong>Corte Costituzionale</strong>, entro il prossimo 20 gennaio, pronunciarsi sulla legittimità dei quesiti.</p>
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		<title>CENSIS, 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 15:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Resoconto]]></category>
		<category><![CDATA[44° Rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Rita]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 2 dicembre 2011; 10:00 am a 12:00 pm. ] Venerdì 2 dicembre, presso il Cnel, si terrà la presentazione del 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese - Censis. L’annuale rapporto è un’analisi dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese e presenta un’analisi dei seguenti settori: formazione, lavoro, welfare e sanità, territorio, soggetti economici, media e comunicazione, governo pubblico, sicurezza e cittadinanza.

Alla presentazione interverranno:

Giuseppe Roma, Direttore Generale Censis

Giuseppe De Rita, Presidente Censis

Roma, Cnel - Viale David Lubin, 2
02/12/2011 – Ore 10:00

&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 2 dicembre, presso il Cnel, si terrà la presentazione del <strong>44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese &#8211; Censis</strong>. L’annuale rapporto è un’analisi dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese e presenta un’analisi dei seguenti settori: formazione, lavoro, welfare e sanità, territorio, soggetti economici, media e comunicazione, governo pubblico, sicurezza e cittadinanza.</p>
<p><strong>Alla presentazione interverranno:</strong></p>
<p><em><strong>Giuseppe Roma</strong></em>, Direttore Generale Censis</p>
<p><em><strong>Giuseppe De Rita</strong></em>, Presidente Censis</p>
<p>Roma, Cnel &#8211; Viale David Lubin, 2<br />
02/12/2011 – Ore 10:00</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FONDAZIONE GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 12:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Gaetano Salvemini nasce nel dicembre del 2010, dalla volontà del presidente Renato d’Andria, per sostenere concretamente lo sviluppo ed il progresso dei popoli che vivono nell’area vasta del Bacino Mediterraneo.
Nel tempo, la Fondazione Salvemini amplia la propria sfera di iniziative promuovendo una visione dinamica dell’identità nazionale, dello sviluppo sostenibile, dei diritti civili, sociali ed ambientali.
La Fondazione Salvemini elabora progetti e idee, anche attraverso attività di ricerca scientifica, volti al miglioramento e al rafforzamento di una visione strategica della società italiana, valorizzando il patrimonio di proposte e di esperienze maturate da chi opera nelle Università, negli Enti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione Gaetano Salvemini nasce nel dicembre del 2010, dalla volontà del presidente Renato d’Andria, per sostenere concretamente lo sviluppo ed il progresso dei popoli che vivono nell’area vasta del Bacino Mediterraneo.</p>
<p>Nel tempo, la Fondazione Salvemini amplia la propria sfera di iniziative promuovendo una visione dinamica dell’identità nazionale, dello sviluppo sostenibile, dei diritti civili, sociali ed ambientali.</p>
<p>La Fondazione Salvemini elabora progetti e idee, anche attraverso attività di ricerca scientifica, volti al miglioramento e al rafforzamento di una visione strategica della società italiana, valorizzando il patrimonio di proposte e di esperienze maturate da chi opera nelle Università, negli Enti di ricerca, in altre fondazioni e istituzioni, o nel mondo delle imprese, della finanza e delle professioni.</p>
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		<title>LE PASSIONI DELLA POLITICA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 14 novembre 2011 5:00 pm a 19 dicembre 2011 7:00 pm. ] La Fondazione Italianieuropei organizza un ciclo di contri dal titolo “Le passioni della politica”. L’idea del ciclo di seminari è quella di tornare a ragionare sul rapporto imprescindibile tra emozioni,  partecipazione, affetti e relazioni (in poche parole “passioni”) e il discorso politico.

Saranno cinque gli incontri, moderati dal professor  Massimo Adinolfi: pietà, ambizione, vergogna, amore, indignazione. A discutere di queste tematiche saranno docenti, scrittori, giornalisti.

Gli incontri si terranno presso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio.
Via del Seminario, 76 - Roma

Il programma completo degli incontri e le modalità di partecipazione.

&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fondazione Italianieuropei</strong> organizza un ciclo di contri dal titolo “<strong>Le passioni della politica</strong>”. L’idea del ciclo di seminari è quella di tornare a ragionare sul rapporto imprescindibile tra emozioni,  partecipazione, affetti e relazioni (in poche parole “passioni”) e il discorso politico.</p>
<p>Saranno cinque gli incontri, moderati dal professor  <strong>Massimo Adinolfi</strong>: pietà, ambizione, vergogna, amore, indignazione. A discutere di queste tematiche saranno docenti, scrittori, giornalisti.</p>
<p>Gli incontri si terranno presso la <strong>Camera dei Deputati, Sala del Refettorio</strong>.<br />
<em>Via del Seminario, 76 &#8211; Roma</em></p>
<p><a title="Programma e modalità di registrazione" href="http://www.italianieuropei.it/it/le-iniziative/convegni/item/2367-le-passioni-della-politica-secondo-ciclo-di-incontri.html" target="_blank">Il programma completo degli incontri e le modalità di partecipazione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CONVEGNO MEMORIA E STORIE DELLE DONNE NELLA RICOSTRUZIONE DELL&#8217;ITALIA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara_massaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 14 novembre 2011; 3:30 pm a 8:00 pm. ] La Facoltà di Filosofia, lettere, scienze umanistiche e studi orientali della Sapienza Università di Roma, l'Osservatorio interuniversitario di studi di genere, parità e pari opportunità (GIO) organizzavano, lunedì 14 novembre dalle ore 15.30 (sala Odeion), il convegno dal titolo Memoria e storia donne nella ricostruzione dell'Italia, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia.
L'incontro è dedicato al contributo dato dalle donne alla costruzione dell'Italia. Aprirà il convegno il rettore Luigi Frati e la delegata del rettore per le Pari opportunità e le politiche di genere Marisa Ferrari Occhionero.
Tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La Facoltà di Filosofia, lettere, scienze umanistiche e studi orientali della Sapienza Università di Roma, l&#8217;Osservatorio interuniversitario di studi di genere, parità e pari opportunità (GIO)</strong> organizzavano, <strong>lunedì 14 novembre dalle ore 15.30</strong> (sala Odeion), il convegno dal titolo <strong>Memoria e storia donne nella ricostruzione dell&#8217;Italia</strong>, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro è dedicato al contributo dato dalle donne alla costruzione dell&#8217;Italia. Aprirà il convegno il <strong>rettore</strong> <strong>Luigi Frati</strong> e la delegata del rettore per le Pari opportunità e le politiche di genere <strong>Marisa Ferrari Occhionero</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli ospiti: Francesca Brezzi &#8211; docente dell’Università di Roma Tre e presidente di GIO, Claudia Galimberti &#8211; Presidenza della Repubblica, Cecilia Dau Novelli &#8211; docente dell&#8217;Università di Cagliari, Elisabetta Strickland &#8211; docente dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata, Teresa Chironi – Enea, Laura Moschini &#8211; curatrice per Rai-educational di un film sul tema. Nel corso del convegno inoltre la pianista Cinzia Gizzi, della fondazione Adkins Chiti per la musica, si esibirà su un repertorio di canti risorgimentali.</p>
<p style="text-align: justify;">A moderare il convegno sarà la senatrice Vittoria Franco, autrice di saggi dedicati alla condizione delle donne in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapienza Università di Roma<br />
lunedì 14 novembre 2011 dalle ore 15.30<br />
sala Odeion &#8211; edificio di Lettere<br />
piazzale Aldo Moro 5, Roma</p>
<p><strong>Per info </strong><br />
Marisa Ferrari Occhionero &#8211; delegata del Rettore per le Pari opportunità<br />
<a href="mailto:marisa.ferrari@uniroma1.it">marisa.ferrari@uniroma1.it</a><br />
Mariella Nocenzi<br />
T <a href="file://localhost/tel/%2528%252B39%2529%2006%2049255304">(+39) 06 49255304</a><br />
<a href="mailto:mariella.nocenzi@uniroma1.it">mariella.nocenzi@uniroma1.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>GIORNATA DI STUDIO ANCORA AGRA. IL LAVORO CULTURALE DAI QUARTARI AL QUINTO STATO</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara_massaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 14 novembre 2011; 3:00 pm a 7:00 pm. ] Il Dipartimento di Comunicazione Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, lunedì 14 novembre 2011, alle ore 15, presso il Centro Congressi d'Ateneo (via Salaria 113, Roma), organizza in collaborazione con Isbn Edizioni e con il patrocinio della Fondazione Bianciardi, una giornata di studio dedicata alla figura di Luciano Bianciardi, in occasione del quarantennale della sua morte (14 novembre 1971), dal titolo "Ancora Agra. Il lavoro culturale dai quartari al Quinto Stato".

Luciano Bianciardi è stato un attento studioso della storia del nostro paese e un narratore e lucido interprete della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Dipartimento di Comunicazione Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma</strong>, <strong>lunedì 14 novembre 2011, alle ore 15</strong>, presso il Centro Congressi d&#8217;Ateneo (via Salaria 113, Roma), organizza in collaborazione con Isbn Edizioni e con il patrocinio della Fondazione Bianciardi, una giornata di studio dedicata alla figura di <strong>Luciano Bianciardi</strong>, in occasione del quarantennale della sua morte (14 novembre 1971), dal titolo <strong>&#8220;Ancora Agra. Il lavoro culturale dai quartari al Quinto Stato&#8221;</strong>.</p>
<p>Luciano Bianciardi è stato un attento studioso della storia del nostro paese e un narratore e lucido interprete della nostra società contemporanea. L’obiettivo dell’evento è quello di ricordare e far conoscere alle nuove generazioni di studenti la figura di uno scrittore la cui opera rappresenta una delle avventure intellettuali più significative nel panorama delle lettere italiane.</p>
<p>Alla giornata di studio parteciperanno studiosi, scrittori e giornalisti, tra cui: Mario Morcellini, Roberto Ciccarelli, Alberto Piccinini, Fernando Acitelli, Enrico Vaime, Pino Corrias, Arnaldo Bruni, Laura Di Nicola, Roberto Valle, Maria Jatosti, Giuseppe Allegri, Antonello Ricci, Alessandro Guerra, Benedetto Vecchi, Giovanni Prattichizzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dipartimento di Comunicazione Ricerca Sociale &#8211; Sapienza Università di Roma</strong><br />
Roma, 14 novembre 2011<br />
via Salaria, 113 &#8211; Centro Congressi d&#8217;Ateneo<br />
00198 Roma</p>
<p><strong><a href="http://www.coris.uniroma1.it/news/files/111109_bianciardi.jpg">Programma </a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CONVEGNO IL CONTRIBUTO DEI PARTITI POLITICI ALLA FORMAZIONE DELL’IDENTITÀ NAZIONALE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 24 novembre 2011 12:00 am a 26 novembre 2011 12:00 am. ] La Fondazione Antonio Gramsci, in collaborazione con la Fondazione Italianieuropei e l’Istituto Luigi Sturzo in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, organizza a Roma dal 24 al 26 novembre, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (via del Seminario, 76), il Convegno “Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale”.

Tra gli ospiti: Luciano Violante, Raffaele Romanelli, Marco Gervasoni, Francesco Traniello, Giuseppe Vacca, Andrea Ricciardi, Gianpasquale Santomassimo, Marisa Rodano, Agostino Giovagnoli, Silvio Pons, Paolo Capuzzo, Mario Morcellini, Sara Bentivegna, Mimmo Carrieri, Matteo Jessoula, Roberto Gualtieri, Francesco Malgeri, Donatella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fondazione Antonio Gramsci</strong>, in collaborazione con la <strong>Fondazione Italianieuropei</strong> e l’<strong>Istituto Luigi Sturzo</strong> in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, organizza a <strong>Roma dal 24 al 26 novembre</strong>, <strong>presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati </strong>(via del Seminario, 76), il <strong>Convegno “Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale”</strong>.</p>
<p><strong>Tra gli ospiti:</strong> Luciano Violante, Raffaele Romanelli, Marco Gervasoni, Francesco Traniello, Giuseppe Vacca, Andrea Ricciardi, Gianpasquale Santomassimo, Marisa Rodano, Agostino Giovagnoli, Silvio Pons, Paolo Capuzzo, Mario Morcellini, Sara Bentivegna, Mimmo Carrieri, Matteo Jessoula, Roberto Gualtieri, Francesco Malgeri, Donatella Della Porta, Alessandro Campi, Mauro Calise, Giuliano Amato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fondazione Antonio Gramsci</strong><br />
Roma, 24-26 novembre 2011<br />
Camera dei Deputati – Sala del Refettorio<br />
Via del Seminario, 76</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a title="Programma/invito" href="http://www.fondazionegramsci.org/pdf/2011/invito11_11_24.pdf">Programma/Invito</a></strong></p>
<p>La presenza deve essere confermata a: info@fondazionegramsci.org oppure <a href="mailto:segreteria@italianieuropei.it">segreteria@italianieuropei.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CONVEGNO PUÒ L&#8217;ITALIA USCIRE DALL&#8217;EURO?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sistema euro]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 9 novembre 2011; 2:30 pm a 7:00 pm. 2:30 pm a 7:00 pm. ] La Fondazione Roma organizza, venerdì 11 novembre dalle ore 14,30 alle 19, presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Cipolla (Via del Corso, 320 – Roma), il Convegno Può l’Italia uscire dall’Euro?.

L’attuale crisi economica che ha piegato i mercati mondiali spinge a riflettere sui benefici e sulle problematiche derivate dall’introduzione del Sistema dell’Euro. Il Convegno intende analizzare tale situazione e riflettere nello specifico sulla crisi italiana, valutando se la permanenza del nostro Paese nel Sistema Monetario Europeo sia ancora possibile e strategica per il superamento delle difficoltà finanziarie e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fondazione Roma</strong> organizza, <strong>venerdì 11 novembre dalle ore 14,30 alle 19, presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Cipolla </strong>(Via del Corso, 320 – Roma), il Convegno<em> Può l’Italia uscire dall’Euro?</em>.</p>
<p>L’attuale <strong>crisi economica</strong> che ha piegato i mercati mondiali spinge a riflettere sui benefici e sulle problematiche derivate dall’introduzione del <strong>Sistema dell’Euro</strong>. Il Convegno intende analizzare tale situazione e riflettere nello specifico sulla crisi italiana, valutando se la permanenza del nostro Paese nel Sistema Monetario Europeo sia ancora possibile e strategica per il superamento delle difficoltà finanziarie e per uno sviluppo economico futura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fondazione Roma</strong><br />
Roma, 11 novembre 2011<br />
Palazzo Cipolla – Sala delle Conferenze<br />
Via del Corso, 320 – 2° piano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Programma convegno" href="http://www.fondazioneroma.it/documenti/Invito_mail_convegno_11.11.11.pdf"><strong>Scarica il p</strong><strong>rogramma </strong></a></p>
<p><strong><a title="Scheda di partecipazione" href="http://www.fondazioneroma.it/it/convegno_11novembre2011.html">Scheda di partecipazione</a></strong></p>
<p>*Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Ci si può accreditare compilando l&#8217;apposita scheda di partecipazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I COSTI DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/i-costi-della-rappresentanza-politica</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 10:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[confcommerco]]></category>
		<category><![CDATA[costi della rappresentanza politica]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molteplici gli effetti del malcostume della classe politica odierna che influiscono sulla qualità della vita dei cittadini, dai privilegi della casta alla negazione della scelta del proprio rappresentante in Parlamento. Una legge elettorale nuova, ma anche una rinnovata etica politica, sembrano essere temi assenti nel dibattito italiano. Gaetano Salvemini ha sempre affrontato temi di grande avanguardia riformista nel corso della sua esperienza politica e professionale. Strenuo difensore dei diritti delle persone comuni, dell'etica e del buoncostume politico, è stato il primo sostenitore del suffraggio universale. Tema direttamente legato alla questione della rappresentanza politica. Una rappresentanza che, secondo l'ufficio studi della Confommercio, dal titolo "I costi della rappresentanza politica in Italia" costa alle famiglie italiane 350 euro l'anno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono molteplici gli effetti del malcostume della classe politica odierna che influiscono sulla qualità della vita dei cittadini, dai privilegi della casta alla negazione della scelta del proprio rappresentante in Parlamento. Una legge elettorale nuova, ma anche una rinnovata etica politica, sembrano essere temi assenti nel dibattito italiano. Gaetano Salvemini ha sempre affrontato temi di grande avanguardia riformista nel corso della sua esperienza politica e professionale. Strenuo difensore dei diritti delle persone comuni, dell&#8217;etica e del buoncostume politico, è stato il primo sostenitore del <strong style="text-align: justify;">suffraggio universale</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;">. Tema direttamente legato alla questione della </span><strong style="text-align: justify;">rappresentanza politica</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;">. </span><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;">Una rappresentanza che, secondo l&#8217;ufficio studi della</span><strong style="text-align: justify;"> Confommercio,</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;"> dal titolo &#8220;</span><a style="text-align: justify;" href="http://www.confcommercio.it/home/SALA-STAMP/Comunicati/216---29.10.2011-I-costi-della-rappresentanza-politica-in-Italia2.doc_cvt.htm" target="_blank">I costi della rappresentanza politica in Italia</a><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;">&#8220; costa alle famiglie italiane 350 euro l&#8217;anno.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Paese versa in una condizione di debito pubblico non più sostenibile. Da molti anni la spesa pubblica si mantiene stabilmente al di sopra del 50% del Pil. Anche se tale condizione interessa anche le principali economie europee, essa presenta, nel caso dell&#8217;Italia, connotazioni anomale, prime fra tutte la scarsa efficienza dell&#8217;apparato pubblico e la modesta capacità delle politiche redistributive di attenuare/ridurre le disuguaglianze dal lato dei redditi. Secondo la <strong>Confocmmercio</strong>, con un terzo di rappresentanti in meno, possibile ridurre l’Irpef di quasi l’1%.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia ha bisogno di una graduale riqualificazione e progressiva riduzione della spesa pubblica, a partire dai <strong>costi della rappresentanza politica</strong>, funzione determinante per formare la fiducia, il senso civico e le aspettative dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio di Confommercio nel complesso <strong>i costi monetari misurabili della rappresentanza politica</strong>, calcolati per l&#8217;anno 2009, superano i 9,1 miliardi di euro e quindi, considerando i quasi 25 milioni di famiglie e gli oltre 60 milioni di abitanti, i costi della rappresentanza politica valgono circa 367 euro per nucleo familiare, pari a 152 euro a testa. Stando così le cose, e immaginando una vita media di 80 anni sia per le donne che per gli uomini, e un&#8217;indicizzazione dei costi della politica pari al tasso d&#8217;inflazione a sua volta pari al tasso d&#8217;interesse nominale, al momento della nascita ogni cittadina e cittadino italiano dovrebbero considerare un debito vitale per costi della rappresentanza pari a poco più di 12mila euro (152&#215;80).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo peso non ha <strong>nulla a che vedere con i costi della burocrazia</strong> o con i costi non monetari della stessa politica. Quasi il 77% dei costi monetari sono costituiti dalle spese di funzionamento delle strutture di supporto alle assemblee legislative nazionali e locali. All&#8217;interno di queste, le sole spese denominate indirette, corrispondenti alla remunerazione dei dipendenti pubblici che operano in funzione di staff, valgono poco meno del 47% dei costi monetari totali. I costi diretti, invece, che rappresentano il totale delle indennità di funzione e di carica corrisposte ai rappresentanti politici, pesano per oltre il 19% del totale, una proporzione largamente inferiore a quella dell&#8217;insieme dei costi gestionali (il 30,1%, sostanzialmente gli acquisti di beni e servizi utilizzati nella &#8220;funzione di produzione della politica&#8221;). Si deve ribadire, poi, il legame inscindibile tra costo monetario e costo non monetario: per ogni euro di risparmio sugli sprechi della politica, una catena di &#8220;euro&#8221; vengono potenzialmente risparmiati grazie al fatto che le relazioni socio-economiche della collettività diventano più fruttuose e più dirette, grazie alla ridotta intermediazione e alla limitata invadenza della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Bibliografia di Gaetano Salvemini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
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		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

   •  Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio


   •  Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra


   •  Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte


   •  Carte e documenti personali


   •  Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8217;


   •  Prospetto generale della bibliografia


&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all’esilio" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-1">Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio</a></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dall’esilio al secondo dopoguerra" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-2">Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra</a></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-3">Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte</a></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Carte e documenti personali" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-4">Carte e documenti personali</a></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Carte di Gaetano Salvemini conservate presso ‘Harvard University”" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-5">Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8217;</a></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: 13px;">   •  <a title="Bibliografia di Gaetano Salvemini" href="http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini">Prospetto generale della bibliografia<br />
</a></span></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all&#8217;esilio</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano]]></category>
		<category><![CDATA[manoscritti]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvemini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fondazionesalvemini.it/?p=1503</guid>
		<description><![CDATA[Bibliografia di Gaetano Salvemini




	
		"Ricordi [del 1898]"
	
	
		Materiali di studio per Magnati e popolani in Firenze dal 1280 al 1295
	
	
		Scritti su Giuliano l'Apostata
	
	
		Raccolta degli scritti di politica estera pubblicati su "Critica Sociale"
	
	
		"Metodo storico": appunti per corsi di lezioni universitari
	
	
		Il pensiero religioso, politico e sociale di Giuseppe Mazzini
	
	
		Materiali di studio su Giuseppe Mazzini
	
	
		Appunti e materiali di studio per corsi di lezioni e conferenze su Giuseppe Mazzini
	
	
		Materiali di lavoro e redazioni preparatorie per l' introduzione al libro Le più belle pagine di Carlo Cattaneo, scelte da Gaetano Salvemini
	
	
		"Schede diverse sul Risorgimento"
	
	
		Appunti per lezioni su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Bibliografia di Gaetano Salvemini</h3>
<h3></h3>

<table id="wp-table-reloaded-id-2-no-1" class="wp-table-reloaded wp-table-reloaded-id-2">
<tbody class="row-hover">
	<tr class="row-1">
		<td class="column-1">"Ricordi [del 1898]"</td>
	</tr>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">Materiali di studio per Magnati e popolani in Firenze dal 1280 al 1295</td>
	</tr>
	<tr class="row-3">
		<td class="column-1">Scritti su Giuliano l'Apostata</td>
	</tr>
	<tr class="row-4">
		<td class="column-1">Raccolta degli scritti di politica estera pubblicati su "Critica Sociale"</td>
	</tr>
	<tr class="row-5">
		<td class="column-1">"Metodo storico": appunti per corsi di lezioni universitari</td>
	</tr>
	<tr class="row-6">
		<td class="column-1">Il pensiero religioso, politico e sociale di Giuseppe Mazzini</td>
	</tr>
	<tr class="row-7">
		<td class="column-1">Materiali di studio su Giuseppe Mazzini</td>
	</tr>
	<tr class="row-8">
		<td class="column-1">Appunti e materiali di studio per corsi di lezioni e conferenze su Giuseppe Mazzini</td>
	</tr>
	<tr class="row-9">
		<td class="column-1">Materiali di lavoro e redazioni preparatorie per l' introduzione al libro Le più belle pagine di Carlo Cattaneo, scelte da Gaetano Salvemini</td>
	</tr>
	<tr class="row-10">
		<td class="column-1">"Schede diverse sul Risorgimento"</td>
	</tr>
	<tr class="row-11">
		<td class="column-1">Appunti per lezioni su decadenza e crisi dell'Impero romano</td>
	</tr>
	<tr class="row-12">
		<td class="column-1">Società e diritto nell'alto medioevo: appunti per corsi di lezione</td>
	</tr>
	<tr class="row-13">
		<td class="column-1">Firenze nel secolo XII: appunti per corsi di lezioni</td>
	</tr>
	<tr class="row-14">
		<td class="column-1">"Origini della società feudale": appunti per corsi di lezioni e conferenze</td>
	</tr>
	<tr class="row-15">
		<td class="column-1">Documentazione varia relativa a "L' Unità"</td>
	</tr>
	<tr class="row-16">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla Triplice alleanza</td>
	</tr>
	<tr class="row-17">
		<td class="column-1">La Triplice Alleanza</td>
	</tr>
	<tr class="row-18">
		<td class="column-1">Storia della Triplice alleanza: manoscritto incompleto</td>
	</tr>
	<tr class="row-19">
		<td class="column-1">Le origini dell'alleanza italo-inglese</td>
	</tr>
	<tr class="row-20">
		<td class="column-1">La politica estera di Francesco Crispi</td>
	</tr>
	<tr class="row-21">
		<td class="column-1">Documenti sui rapporti italo-slavi nella prima guerra mondiale e nel dopoguerra</td>
	</tr>
	<tr class="row-22">
		<td class="column-1">La politica estera di Leonida Bissolati</td>
	</tr>
	<tr class="row-23">
		<td class="column-1">Materiali di studio per la storia della politica estera italiana<br />
</td>
	</tr>
	<tr class="row-24">
		<td class="column-1">Triplice alleanza e questione romana</td>
	</tr>
	<tr class="row-25">
		<td class="column-1">La politica estera dell'Italia dal 1871 al 1915</td>
	</tr>
	<tr class="row-26">
		<td class="column-1">Il colloquio Crispi-Andrássy del 21 ottobre 1877</td>
	</tr>
	<tr class="row-27">
		<td class="column-1">Gli imperi centrali e l' Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-28">
		<td class="column-1">"La diplomazia italiana nella grande guerra"</td>
	</tr>
	<tr class="row-29">
		<td class="column-1">Conferenze, frammenti e scritti sparsi sulla Triplice alleanza e la politica estera italiana</td>
	</tr>
	<tr class="row-30">
		<td class="column-1">Rielaborazioni de Il Partito Popolare e la questione romana</td>
	</tr>
	<tr class="row-31">
		<td class="column-1">"Memorie e soliloqui": diari dal 18 novembre 1922 al 24 settembre 1923</td>
	</tr>
	<tr class="row-32">
		<td class="column-1">"Processo 1925"</td>
	</tr>
	<tr class="row-33">
		<td class="column-1">Dal processo all'esilio</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<item>
		<title>Manoscritti e materiali di lavoro dall&#8217;esilio al secondo dopoguerra</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-2</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano]]></category>
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		<category><![CDATA[materiali di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salvemini]]></category>

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		<description><![CDATA[Bibliografia di Gaetano Salvemini




	
		Materiali di studio sull'avvento e i primi tempi del fascismo
	
	
		Documenti sul delitto Matteotti
	
	
		Capitoli per il secondo volume di The Fascist Dictatorship
	
	
		Conferenze in lingua inglese sulla politica estera fascista
	
	
		Scritti e testi incompleti sulla politica estera
	
	
		Gli effetti del Concordato sulla scuola italiana e l' educazione della gioventù 
	
	
		Materiali di studio su Stato e Chiesa in Italia nel Risorgimento e dopo l'Unità
	
	
		Materiali di studio sui rapporti fra Stato e Chiesa in Italia nel dopoguerra e nel regime fascista
	
	
		Ritagli di giornale ed altro materiale a stampa su Stato e Chiesa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Bibliografia di Gaetano Salvemini</h3>
<h3></h3>

<table id="wp-table-reloaded-id-3-no-1" class="wp-table-reloaded wp-table-reloaded-id-3">
<tbody class="row-hover">
	<tr class="row-1">
		<td class="column-1">Materiali di studio sull'avvento e i primi tempi del fascismo</td>
	</tr>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">Documenti sul delitto Matteotti</td>
	</tr>
	<tr class="row-3">
		<td class="column-1">Capitoli per il secondo volume di The Fascist Dictatorship</td>
	</tr>
	<tr class="row-4">
		<td class="column-1">Conferenze in lingua inglese sulla politica estera fascista</td>
	</tr>
	<tr class="row-5">
		<td class="column-1">Scritti e testi incompleti sulla politica estera</td>
	</tr>
	<tr class="row-6">
		<td class="column-1">Gli effetti del Concordato sulla scuola italiana e l' educazione della gioventù </td>
	</tr>
	<tr class="row-7">
		<td class="column-1">Materiali di studio su Stato e Chiesa in Italia nel Risorgimento e dopo l'Unità</td>
	</tr>
	<tr class="row-8">
		<td class="column-1">Materiali di studio sui rapporti fra Stato e Chiesa in Italia nel dopoguerra e nel regime fascista</td>
	</tr>
	<tr class="row-9">
		<td class="column-1">Ritagli di giornale ed altro materiale a stampa su Stato e Chiesa in Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-10">
		<td class="column-1">Materiali preparatori per "Da Pio IX a Pio XI": lettere, appunti, trascrizioni, memorie di Francesco Luigi Ferrari</td>
	</tr>
	<tr class="row-11">
		<td class="column-1">Materiali preparatori per "Da Pio IX a Pio XI": lettere, appunti, memorie di Giuseppe Donati</td>
	</tr>
	<tr class="row-12">
		<td class="column-1">"Da Pio IX a Pio XI"</td>
	</tr>
	<tr class="row-13">
		<td class="column-1">"Da Pio IX a Pio XI": traduzione francese</td>
	</tr>
	<tr class="row-14">
		<td class="column-1">"La Questione romana, Pio XI e Mussolini. Parte prima: da Pio IX a Pio X"</td>
	</tr>
	<tr class="row-15">
		<td class="column-1">State and Church in the Fascist Dictatorship</td>
	</tr>
	<tr class="row-16">
		<td class="column-1">Frammenti di testi su Stato e Chiesa in Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-17">
		<td class="column-1">"Processo dei 24"</td>
	</tr>
	<tr class="row-18">
		<td class="column-1">Lettere, dichiarazioni, ed altra documentazione sul rifiuto del giuramento di fedeltà al regime fascista di alcuni professori universitari</td>
	</tr>
	<tr class="row-19">
		<td class="column-1">"The Intellectual Classes": scritti e frammenti sul fascismo e gli intellettuali</td>
	</tr>
	<tr class="row-20">
		<td class="column-1">La bonifica integrale</td>
	</tr>
	<tr class="row-21">
		<td class="column-1">Guerra di Spagna: scritti, appunti, ritagli di stampa</td>
	</tr>
	<tr class="row-22">
		<td class="column-1">Assassinio dei fratelli Rosselli</td>
	</tr>
	<tr class="row-23">
		<td class="column-1">Razzismo e antisemitismo in Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-24">
		<td class="column-1">"Political and Economical Democracy": testi incompleti di conferenze e di saggi per riviste americane</td>
	</tr>
	<tr class="row-25">
		<td class="column-1">Socialismo, democrazia, movimento comunista: testi frammentari</td>
	</tr>
	<tr class="row-26">
		<td class="column-1">Materiali di studio e di lavoro sulla caduta dell'Impero romano</td>
	</tr>
	<tr class="row-27">
		<td class="column-1">Testi incompleti di conferenze o lezioni in lingua inglese sul Risorgimento italiano e l'Unità d'Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-28">
		<td class="column-1">Lezioni sul Risorgimento italiano</td>
	</tr>
	<tr class="row-29">
		<td class="column-1">Lezioni sul Risorgimento italiano</td>
	</tr>
	<tr class="row-30">
		<td class="column-1">Lezioni e conferenze in lingua inglese sulla storia d' Italia dall'Unità alla guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-31">
		<td class="column-1">Testi incompleti e frammentari di conferenze o lezioni in lingua inglese sulla questione romana e il rapporto Stato-Chiesa nell'Italia unita</td>
	</tr>
	<tr class="row-32">
		<td class="column-1">"Italy between the First and the Second World War": corso di lezioni all'Università di Harvard</td>
	</tr>
	<tr class="row-33">
		<td class="column-1">Corso di lezioni sull'avvento del regime fascista: "Lezioni di Harvard"</td>
	</tr>
	<tr class="row-34">
		<td class="column-1">Lezioni sulla storia della politica estera italiana fra l' Unità e la prima guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-35">
		<td class="column-1">Conferenze sulla storia dell'Italia dopo l' Unità: testi incompleti e frammentari</td>
	</tr>
	<tr class="row-36">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: documenti diplomatici italiani e stranieri e trascrizioni da opere di storia diplomatica</td>
	</tr>
	<tr class="row-37">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana durante la prima guerra mondiale: documenti diplomatici dall'archivio di Carlo a Prato</td>
	</tr>
	<tr class="row-38">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana durante la prima guerra mondiale: trascrizioni e appunti da giornali italiani</td>
	</tr>
	<tr class="row-39">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: ritagli di giornale e rivista</td>
	</tr>
	<tr class="row-40">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana nel corso della prima guerra mondiale: traduzioni di saggi ed articoli in lingua tedesca.</td>
	</tr>
	<tr class="row-41">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: bibliografia, note di lettura, appunti</td>
	</tr>
	<tr class="row-42">
		<td class="column-1">Schede con estratti di discorsi, articoli, interviste, risoluzioni concernenti la prima guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-43">
		<td class="column-1">Scritti sulla guerra di Libia</td>
	</tr>
	<tr class="row-44">
		<td class="column-1">Conferenze e lezioni sulla politica estera italiana nel corso della prima guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-45">
		<td class="column-1">La diplomazia italiana nella guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-46">
		<td class="column-1">"Italy at War"</td>
	</tr>
	<tr class="row-47">
		<td class="column-1">"Venticinque anni di diplomazia italiana. 1914-1939"</td>
	</tr>
	<tr class="row-48">
		<td class="column-1">Materiali di lavoro e scritti sull'Italia fascista alla fine degli anni Trenta</td>
	</tr>
	<tr class="row-49">
		<td class="column-1">La situazione internazionale fra la fine degli anni Trenta e lo scoppio della seconda guerra mondiale: scritti, conferenze, materiali di studio</td>
	</tr>
	<tr class="row-50">
		<td class="column-1">Italia e America nella seconda guerra mondiale: saggi, articoli e scritti vari</td>
	</tr>
	<tr class="row-51">
		<td class="column-1">Italia e America nella seconda guerra mondiale: trascrizioni di articoli, ritagli e documenti</td>
	</tr>
	<tr class="row-52">
		<td class="column-1">La situazione dell'Italia e la politica degli alleati: conferenze</td>
	</tr>
	<tr class="row-53">
		<td class="column-1">"Papa": materiali di studio sui rapporti fra Chiesa e fascismo e sulla politica vaticana durante la guerra</td>
	</tr>
	<tr class="row-54">
		<td class="column-1">Scritti su Vaticano e fascismo</td>
	</tr>
	<tr class="row-55">
		<td class="column-1">Italia e America fra guerra e dopoguerra: lettere e documenti</td>
	</tr>
	<tr class="row-56">
		<td class="column-1">Documenti e materiali di lavoro sulle comunità italo-americane e l' attività fascista negli Stati Uniti</td>
	</tr>
	<tr class="row-57">
		<td class="column-1">Materiali di lavoro sull'attività fascista negli Stati Uniti: carte Peters</td>
	</tr>
	<tr class="row-58">
		<td class="column-1">Attività fascista negli Stati Uniti: "Italian Fascism in New York City"</td>
	</tr>
	<tr class="row-59">
		<td class="column-1">Attività fascista negli Stati Uniti: "Italian Fascism in New York City", versione ridotta</td>
	</tr>
	<tr class="row-60">
		<td class="column-1">Scritti e documenti sulla Casa Italiana e su Giuseppe Prezzolini e altri scritti sull' attività fascista negli Stati Uniti</td>
	</tr>
	<tr class="row-61">
		<td class="column-1">"Libertà di stampa"</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<title>Carte e documenti personali</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
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		<category><![CDATA[Carte]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvemini]]></category>

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		<description><![CDATA[Bibliografia di Gaetano Salvemini




	
		Attestati, certificati, documenti di riconoscimento
	
	
		Documenti di riconoscimento, attestati e certificati di viaggio per la circolazione in zone di guerra nel corso della prima guerra mondiale
	
	
		Rapporti con la Società anonima editrice "La Voce"
	
	
		Pratiche finanziarie sbrigate da Piero Calamandrei per conto di Salvemini
	
	
		Domanda alle autorità consolari italiane in America di rilascio del passaporto italiano
	
	
		Agendine degli anni Quaranta
	
	
		Reintegrazione di Salvemini nella cattedra di storia moderna della facoltà di lettere dell'Università di Firenze
	
	
		Richiesta di proroga della validità del passaporto americano
	
	
		Documentazione di natura finanziaria e contabile
	
	
		Certificati medici e ricette
	
	
		Curricula vitae e profili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Bibliografia di Gaetano Salvemini</h3>
<h3></h3>

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<tbody class="row-hover">
	<tr class="row-1">
		<td class="column-1">Attestati, certificati, documenti di riconoscimento</td>
	</tr>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">Documenti di riconoscimento, attestati e certificati di viaggio per la circolazione in zone di guerra nel corso della prima guerra mondiale</td>
	</tr>
	<tr class="row-3">
		<td class="column-1">Rapporti con la Società anonima editrice "La Voce"</td>
	</tr>
	<tr class="row-4">
		<td class="column-1">Pratiche finanziarie sbrigate da Piero Calamandrei per conto di Salvemini</td>
	</tr>
	<tr class="row-5">
		<td class="column-1">Domanda alle autorità consolari italiane in America di rilascio del passaporto italiano</td>
	</tr>
	<tr class="row-6">
		<td class="column-1">Agendine degli anni Quaranta</td>
	</tr>
	<tr class="row-7">
		<td class="column-1">Reintegrazione di Salvemini nella cattedra di storia moderna della facoltà di lettere dell'Università di Firenze</td>
	</tr>
	<tr class="row-8">
		<td class="column-1">Richiesta di proroga della validità del passaporto americano</td>
	</tr>
	<tr class="row-9">
		<td class="column-1">Documentazione di natura finanziaria e contabile</td>
	</tr>
	<tr class="row-10">
		<td class="column-1">Certificati medici e ricette</td>
	</tr>
	<tr class="row-11">
		<td class="column-1">Curricula vitae e profili biografici per annuari</td>
	</tr>
	<tr class="row-12">
		<td class="column-1">Documenti e ricordi</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<item>
		<title>Carte di Gaetano Salvemini conservate presso &#8216;Harvard University&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-5</link>
		<comments>http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-5#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
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		<category><![CDATA[harvard]]></category>
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		<description><![CDATA[Bibliografia di Gaetano Salvemini




	
		"Storia Moderna. Anno 1920-21
	
	
		Le lotte tra Bianchi e Neri in Firenze (1295-1309)", pp. 1-248, mimeografate, rilegate in volume.

[Si tratta di 31 dispense relative al corso tenuto all' Università di Firenze. Esse sono descritte nel "Catalogue of Salvemini books" al numero 6 della prima parte come "Lithographed  course on the Bianchi e Neri in Firenze, given at the University of Florence in 1921"]
	



Estratto da: 
Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Bibliografia di Gaetano Salvemini</h3>
<h3></h3>

<table id="wp-table-reloaded-id-6-no-1" class="wp-table-reloaded wp-table-reloaded-id-6">
<tbody>
	<tr class="row-1">
		<td class="column-1">"Storia Moderna. Anno 1920-21</td>
	</tr>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">Le lotte tra Bianchi e Neri in Firenze (1295-1309)", pp. 1-248, mimeografate, rilegate in volume.<br />
<br />
[Si tratta di 31 dispense relative al corso tenuto all' Università di Firenze. Esse sono descritte nel "Catalogue of Salvemini books" al numero 6 della prima parte come "Lithographed  course on the Bianchi e Neri in Firenze, given at the University of Florence in 1921"]</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<item>
		<title>Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini-3</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 22:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bibliografia di Gaetano Salvemini




	
		Documenti e scritti sull'Italia alla fine della guerra
	
	
		Viaggio in Italia nel 1947
	
	
		Assassinio del fratelli Rosselli: processi, commemorazioni e polemiche del dopoguerra, ritagli di stampa e copie di giornali
	
	
		Materiali di studio e di lavoro sulla politica estera italiana fra le due guerre
	
	
		Documenti relativi all'affare Ricciotti Garibaldi
	
	
		Copie fotografiche e trascrizioni di documenti del Ministero della cultura popolare e della Segreteria particolare del duce
	
	
		Prelude to World War II e Mussolini diplomatico
	
	
		Processo a Gaetano Salvemini per diffamazione del vescovo di Trieste, Antonio Santin
	
	
		Materiali di studio sul Risorgimento italiano
	
	
		Lezioni di storia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Bibliografia di Gaetano Salvemini</h3>
<h3></h3>

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<tbody class="row-hover">
	<tr class="row-1">
		<td class="column-1">Documenti e scritti sull'Italia alla fine della guerra</td>
	</tr>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">Viaggio in Italia nel 1947</td>
	</tr>
	<tr class="row-3">
		<td class="column-1">Assassinio del fratelli Rosselli: processi, commemorazioni e polemiche del dopoguerra, ritagli di stampa e copie di giornali</td>
	</tr>
	<tr class="row-4">
		<td class="column-1">Materiali di studio e di lavoro sulla politica estera italiana fra le due guerre</td>
	</tr>
	<tr class="row-5">
		<td class="column-1">Documenti relativi all'affare Ricciotti Garibaldi</td>
	</tr>
	<tr class="row-6">
		<td class="column-1">Copie fotografiche e trascrizioni di documenti del Ministero della cultura popolare e della Segreteria particolare del duce</td>
	</tr>
	<tr class="row-7">
		<td class="column-1">Prelude to World War II e Mussolini diplomatico</td>
	</tr>
	<tr class="row-8">
		<td class="column-1">Processo a Gaetano Salvemini per diffamazione del vescovo di Trieste, Antonio Santin</td>
	</tr>
	<tr class="row-9">
		<td class="column-1">Materiali di studio sul Risorgimento italiano</td>
	</tr>
	<tr class="row-10">
		<td class="column-1">Lezioni di storia del Risorgimento</td>
	</tr>
	<tr class="row-11">
		<td class="column-1">Gli scritti sul Risorgimento</td>
	</tr>
	<tr class="row-12">
		<td class="column-1">"La rivoluzione del ricco"</td>
	</tr>
	<tr class="row-13">
		<td class="column-1">Mazzini: materiali di lavoro per l' edizione inglese ed altri materiali di studio su Giuseppe Mazzini</td>
	</tr>
	<tr class="row-14">
		<td class="column-1">Testi vari e frammenti sul Risorgimento italiano</td>
	</tr>
	<tr class="row-15">
		<td class="column-1">La caduta dell'Impero romano</td>
	</tr>
	<tr class="row-16">
		<td class="column-1">Appunti e lettere sul calcolo della popolazione nell'Antichità e nel Medioevo</td>
	</tr>
	<tr class="row-17">
		<td class="column-1">Scritti di storia medievale</td>
	</tr>
	<tr class="row-18">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: trascrizioni e fotocopie di documenti diplomatici</td>
	</tr>
	<tr class="row-19">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: i giornali italiani nel periodo della neutralità</td>
	</tr>
	<tr class="row-20">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla politica estera italiana: ritagli di stampa, appunti, documenti</td>
	</tr>
	<tr class="row-21">
		<td class="column-1">Giolitti e il patto di Londra</td>
	</tr>
	<tr class="row-22">
		<td class="column-1">Scritti sulla politica estera dell'Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-23">
		<td class="column-1">"Le elezioni giolittiane nell'Italia meridionale" ed altro materiale sull'età giolittiana</td>
	</tr>
	<tr class="row-24">
		<td class="column-1">Materiali di studio e scritti sull'avvento e la dominazione fascista in Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-25">
		<td class="column-1">"L' Italia vista dall'America"</td>
	</tr>
	<tr class="row-26">
		<td class="column-1">Materiali di lavoro per "L'Italia vista dall'America"</td>
	</tr>
	<tr class="row-27">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla prima Democrazia Cristiana e su Stato e Chiesa in Italia</td>
	</tr>
	<tr class="row-28">
		<td class="column-1">"La prima disfatta della Democrazia cristiana in Italia"</td>
	</tr>
	<tr class="row-29">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla caduta del fascismo, Badoglio, l'otto settembre e l' Italia fra il 1943 e il 1945</td>
	</tr>
	<tr class="row-30">
		<td class="column-1">Badoglio nella seconda guerra mondiale e frammenti sparsi sull'Italia fra il 1943 e il 1945</td>
	</tr>
	<tr class="row-31">
		<td class="column-1">"Dai ricordi di un fuoruscito: 1922-1933"</td>
	</tr>
	<tr class="row-32">
		<td class="column-1">"Il problema della popolazione": scritti e materiali di studio</td>
	</tr>
	<tr class="row-33">
		<td class="column-1">Testi, note, pagine sparse sull' Italia degli anni cinquanta</td>
	</tr>
	<tr class="row-34">
		<td class="column-1">L' Italia degli anni Cinquanta: documentazione su problemi politici e sociali</td>
	</tr>
	<tr class="row-35">
		<td class="column-1">Scritti di A. H. Maslow<br />
</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<item>
		<title>Bibliografia di Gaetano Salvemini &#8211; Generale</title>
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		<comments>http://www.fondazionesalvemini.it/bibliografia-di-gaetano-salvemini#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bibliografia Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>

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		<description><![CDATA[Prospetto generale




	
		Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all'esilioManoscritti e materiali di lavoro dall'esilio al secondo dopoguerraManoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morteCarte e documenti personaliCarte di Gaetano Salvemini conservate presso 'Harvard University''
	


	
		"Ricordi [del 1898]"Materiali di studio sull'avvento e i primi tempi del fascismoDocumenti e scritti sull'Italia alla fine della guerraAttestati, certificati, documenti di riconoscimento"Storia Moderna. Anno 1920-21. 
	
	
		Materiali di studio per Magnati e popolani in Firenze dal 1280 al 1295Documenti sul delitto MatteottiViaggio in Italia nel 1947Documenti di riconoscimento, attestati e certificati di viaggio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Prospetto generale</h3>
<h3></h3>

<table id="wp-table-reloaded-id-1-no-1" class="wp-table-reloaded wp-table-reloaded-id-1">
<thead>
	<tr class="row-1">
		<th class="column-1">Manoscritti e materiali di lavoro dal 1898 all'esilio</th><th class="column-2">Manoscritti e materiali di lavoro dall'esilio al secondo dopoguerra</th><th class="column-3">Manoscritti e materiali di lavoro dal ritorno in Italia alla morte</th><th class="column-4">Carte e documenti personali</th><th class="column-5">Carte di Gaetano Salvemini conservate presso 'Harvard University''</th>
	</tr>
</thead>
<tbody>
	<tr class="row-2">
		<td class="column-1">"Ricordi [del 1898]"</td><td class="column-2">Materiali di studio sull'avvento e i primi tempi del fascismo</td><td class="column-3">Documenti e scritti sull'Italia alla fine della guerra</td><td class="column-4">Attestati, certificati, documenti di riconoscimento</td><td class="column-5">"Storia Moderna. Anno 1920-21. </td>
	</tr>
	<tr class="row-3">
		<td class="column-1">Materiali di studio per Magnati e popolani in Firenze dal 1280 al 1295</td><td class="column-2">Documenti sul delitto Matteotti</td><td class="column-3">Viaggio in Italia nel 1947</td><td class="column-4">Documenti di riconoscimento, attestati e certificati di viaggio per la circolazione in zone di guerra nel corso della prima guerra mondiale</td><td class="column-5">Le lotte tra Bianchi e Neri in Firenze (1295-1309)", pp. 1-248, mimeografate, rilegate in volume.<br />
(Si tratta di 31 dispense relative al corso tenuto all' Università di Firenze. Esse sono descritte nel "Catalogue of Salvemini books" al numero 6 della prima parte come "Lithographed  course on the Bianchi e Neri in Firenze, given at the University of Florence in 1921")</td>
	</tr>
	<tr class="row-4">
		<td class="column-1">Scritti su Giuliano l'Apostata</td><td class="column-2">Capitoli per il secondo volume di The Fascist Dictatorship</td><td class="column-3">Assassinio del fratelli Rosselli: processi, commemorazioni e polemiche del dopoguerra, ritagli di stampa e copie di giornali</td><td class="column-4">Rapporti con la Società anonima editrice "La Voce"</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-5">
		<td class="column-1">Raccolta degli scritti di politica estera pubblicati su "Critica Sociale"</td><td class="column-2">Conferenze in lingua inglese sulla politica estera fascista</td><td class="column-3">Materiali di studio e di lavoro sulla politica estera italiana fra le due guerre</td><td class="column-4">Pratiche finanziarie sbrigate da Piero Calamandrei per conto di Salvemini</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-6">
		<td class="column-1">"Metodo storico": appunti per corsi di lezioni universitari</td><td class="column-2">Scritti e testi incompleti sulla politica estera</td><td class="column-3">Documenti relativi all'affare Ricciotti Garibaldi</td><td class="column-4">Domanda alle autorità consolari italiane in America di rilascio del passaporto italiano </td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-7">
		<td class="column-1">Il pensiero religioso, politico e sociale di Giuseppe Mazzini </td><td class="column-2">Gli effetti del Concordato sulla scuola italiana e l' educazione della gioventù <br />
Materiali di studio su Stato e Chiesa in Italia nel Risorgimento e dopo l' Unità</td><td class="column-3">Copie fotografiche e trascrizioni di documenti del Ministero della cultura popolare e della Segreteria particolare del duce</td><td class="column-4">Agendine degli anni Quaranta</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-8">
		<td class="column-1">Materiali di studio su Giuseppe Mazzini</td><td class="column-2">Materiali di studio sui rapporti fra Stato e Chiesa in Italia nel dopoguerra e nel regime fascista</td><td class="column-3">Prelude to World War II e Mussolini diplomatico</td><td class="column-4">Reintegrazione di Salvemini nella cattedra di storia moderna della facoltà di lettere dell'Università di Firenze</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-9">
		<td class="column-1">Appunti e materiali di studio per corsi di lezioni e conferenze su Giuseppe Mazzini</td><td class="column-2">Ritagli di giornale ed altro materiale a stampa su Stato e Chiesa in Italia</td><td class="column-3">Processo a Gaetano Salvemini per diffamazione del vescovo di Trieste, Antonio Santin</td><td class="column-4">Richiesta di proroga della validità del passaporto americano</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-10">
		<td class="column-1">Materiali di lavoro e redazioni preparatorie per l' introduzione al libro Le più belle pagine di Carlo Cattaneo, scelte da Gaetano Salvemini<br />
"Schede diverse sul Risorgimento"<br />
</td><td class="column-2">Materiali preparatori per "Da Pio IX a Pio XI": lettere, appunti, trascrizioni, memorie di Francesco Luigi Ferrari</td><td class="column-3">Materiali di studio sul Risorgimento italiano</td><td class="column-4">Documentazione di natura finanziaria e contabile</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-11">
		<td class="column-1">Appunti per lezioni su decadenza e crisi dell'Impero romano</td><td class="column-2">Materiali preparatori per "Da Pio IX a Pio XI": lettere, appunti, memorie di Giuseppe Donati</td><td class="column-3">Lezioni di storia del Risorgimento</td><td class="column-4">Certificati medici e ricette</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-12">
		<td class="column-1">Società e diritto nell'alto medioevo: appunti per corsi di lezione</td><td class="column-2">"Da Pio IX a Pio XI"</td><td class="column-3">Gli scritti sul Risorgimento</td><td class="column-4">Curricula vitae e profili biografici per annuari</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-13">
		<td class="column-1">Firenze nel secolo XII: appunti per corsi di lezioni</td><td class="column-2">"Da Pio IX a Pio XI": traduzione francese</td><td class="column-3">"La rivoluzione del ricco"</td><td class="column-4">Documenti e ricordi</td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-14">
		<td class="column-1">"Origini della società feudale": appunti per corsi di lezioni e conferenze</td><td class="column-2">"La Questione romana, Pio XI e Mussolini. Parte prima: da Pio IX a Pio X"</td><td class="column-3">Mazzini: materiali di lavoro per l' edizione inglese ed altri materiali di studio su Giuseppe Mazzini</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-15">
		<td class="column-1">Documentazione varia relativa a "L' Unità"</td><td class="column-2">State and Church in the Fascist Dictatorship</td><td class="column-3">Testi vari e frammenti sul Risorgimento italiano</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-16">
		<td class="column-1">Materiali di studio sulla Triplice alleanza<br />
La Triplice Alleanza</td><td class="column-2">Frammenti di testi su Stato e Chiesa in Italia</td><td class="column-3">La caduta dell'Impero romano</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-17">
		<td class="column-1">Storia della Triplice alleanza: manoscritto incompleto</td><td class="column-2">"Processo dei 24"</td><td class="column-3">Appunti e lettere sul calcolo della popolazione nell'Antichità e nel Medioevo</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-18">
		<td class="column-1">Le origini dell'alleanza italo-inglese</td><td class="column-2">Lettere, dichiarazioni, ed altra documentazione sul rifiuto del giuramento di fedeltà al regime fascista di alcuni professori universitari</td><td class="column-3">Scritti di storia medievale</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-19">
		<td class="column-1">La politica estera di Francesco Crispi</td><td class="column-2">"The Intellectual Classes": scritti e frammenti sul fascismo e gli intellettuali</td><td class="column-3">Materiali di studio sulla politica estera italiana: trascrizioni e fotocopie di documenti diplomatici</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-20">
		<td class="column-1">Documenti sui rapporti italo-slavi nella prima guerra mondiale e nel dopoguerra</td><td class="column-2">La bonifica integrale</td><td class="column-3">Materiali di studio sulla politica estera italiana: i giornali italiani nel periodo della neutralità</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-21">
		<td class="column-1">La politica estera di Leonida Bissolati<br />
Materiali di studio per la storia della politica estera italiana<br />
</td><td class="column-2">Guerra di Spagna: scritti, appunti, ritagli di stampa</td><td class="column-3">Materiali di studio sulla politica estera italiana: ritagli di stampa, appunti, documenti</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-22">
		<td class="column-1">Triplice alleanza e questione romana</td><td class="column-2">Assassinio dei fratelli Rosselli</td><td class="column-3">Giolitti e il patto di Londra</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-23">
		<td class="column-1">La politica estera dell'Italia dal 1871 al 1915</td><td class="column-2">Razzismo e antisemitismo in Italia</td><td class="column-3">Scritti sulla politica estera dell'Italia</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-24">
		<td class="column-1">Il colloquio Crispi-Andrássy del 21 ottobre 1877</td><td class="column-2">"Political and Economical Democracy": testi incompleti di conferenze e di saggi per riviste americane</td><td class="column-3">"Le elezioni giolittiane nell'Italia meridionale" ed altro materiale sull'età giolittiana</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-25">
		<td class="column-1">Gli imperi centrali e l' Italia</td><td class="column-2">Socialismo, democrazia, movimento comunista: testi frammentari</td><td class="column-3">Materiali di studio e scritti sull'avvento e la dominazione fascista in Italia</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-26">
		<td class="column-1">"La diplomazia italiana nella grande guerra"</td><td class="column-2">Materiali di studio e di lavoro sulla caduta dell'Impero romano</td><td class="column-3">"L' Italia vista dall'America"</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-27">
		<td class="column-1">Conferenze, frammenti e scritti sparsi sulla Triplice alleanza e la politica estera italiana</td><td class="column-2">Testi incompleti di conferenze o lezioni in lingua inglese sul Risorgimento italiano e l'Unità d'Italia</td><td class="column-3">Materiali di lavoro per "L'Italia vista dall'America"</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-28">
		<td class="column-1">Rielaborazioni de Il Partito Popolare e la questione romana</td><td class="column-2">Lezioni sul Risorgimento italiano</td><td class="column-3">Materiali di studio sulla prima Democrazia Cristiana e su Stato e Chiesa in Italia</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-29">
		<td class="column-1">"Memorie e soliloqui": diari dal 18 novembre 1922 al 24 settembre 1923</td><td class="column-2">Lezioni sul Risorgimento italiano</td><td class="column-3">"La prima disfatta della Democrazia cristiana in Italia"</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-30">
		<td class="column-1">"Processo 1925"</td><td class="column-2">Lezioni e conferenze in lingua inglese sulla storia d' Italia dall'Unità alla guerra mondiale</td><td class="column-3">Materiali di studio sulla caduta del fascismo, Badoglio, l'otto settembre e l' Italia fra il 1943 e il 1945</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-31">
		<td class="column-1">Dal processo all'esilio</td><td class="column-2">Testi incompleti e frammentari di conferenze o lezioni in lingua inglese sulla questione romana e il rapporto Stato-Chiesa nell'Italia unita</td><td class="column-3">Badoglio nella seconda guerra mondiale e frammenti sparsi sull'Italia fra il 1943 e il 1945</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-32">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">"Italy between the First and the Second World War": corso di lezioni all'Università di Harvard</td><td class="column-3">"Dai ricordi di un fuoruscito: 1922-1933"</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-33">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Corso di lezioni sull'avvento del regime fascista: "Lezioni di Harvard"</td><td class="column-3">"Il problema della popolazione": scritti e materiali di studio</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-34">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Lezioni sulla storia della politica estera italiana fra l' Unità e la prima guerra mondiale</td><td class="column-3">Testi, note, pagine sparse sull' Italia degli anni cinquanta</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-35">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Conferenze sulla storia dell'Italia dopo l' Unità: testi incompleti e frammentari</td><td class="column-3">L' Italia degli anni Cinquanta: documentazione su problemi politici e sociali</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-36">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana: documenti diplomatici italiani e stranieri e trascrizioni da opere di storia diplomatica</td><td class="column-3">Scritti di A. H. Maslow<br />
</td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-37">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana durante la prima guerra mondiale: documenti diplomatici dall'archivio di Carlo a Prato</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-38">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana durante la prima guerra mondiale: trascrizioni e appunti da giornali italiani</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-39">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana: ritagli di giornale e rivista</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-40">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana nel corso della prima guerra mondiale: traduzioni di saggi ed articoli in lingua tedesca.</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-41">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di studio sulla politica estera italiana: bibliografia, note di lettura, appunti</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-42">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Schede con estratti di discorsi, articoli, interviste, risoluzioni concernenti la prima guerra mondiale</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-43">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Scritti sulla guerra di Libia</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-44">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Conferenze e lezioni sulla politica estera italiana nel corso della prima guerra mondiale</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-45">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">La diplomazia italiana nella guerra mondiale</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-46">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">"Italy at War"</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-47">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">"Venticinque anni di diplomazia italiana. 1914-1939"</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-48">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di lavoro e scritti sull'Italia fascista alla fine degli anni Trenta</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-49">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">La situazione internazionale fra la fine degli anni Trenta e lo scoppio della seconda guerra mondiale: scritti, conferenze, materiali di studio</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-50">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Italia e America nella seconda guerra mondiale: saggi, articoli e scritti vari</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-51">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Italia e America nella seconda guerra mondiale: trascrizioni di articoli, ritagli e documenti</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-52">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">La situazione dell'Italia e la politica degli alleati: conferenze</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-53">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">"Papa": materiali di studio sui rapporti fra Chiesa e fascismo e sulla politica vaticana durante la guerra</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-54">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Scritti su Vaticano e fascismo</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-55">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Italia e America fra guerra e dopoguerra: lettere e documenti</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-56">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Documenti e materiali di lavoro sulle comunità italo-americane e l' attività fascista negli Stati Uniti</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-57">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Materiali di lavoro sull'attività fascista negli Stati Uniti: carte Peters</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-58">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Attività fascista negli Stati Uniti: "Italian Fascism in New York City"</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-59">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Attività fascista negli Stati Uniti: "Italian Fascism in New York City", versione ridotta</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-60">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">Scritti e documenti sulla Casa Italiana e su Giuseppe Prezzolini e altri scritti sull' attività fascista negli Stati Uniti</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
	<tr class="row-61">
		<td class="column-1"></td><td class="column-2">"Libertà di stampa"</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"></td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Estratto da: </strong><br />
<em>Istituto storico della resistenza in Toscana, Archivio Gaetano Salvemini, I<br />
Manoscritti e Materiali di lavoro, inventario a cura di Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1998 (&#8220;Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti&#8221;, CXXXII)</em></p>
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		<title>SOCIALISMO</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 10:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>
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		<description><![CDATA[“la conquista della libertà politica è la base di qualunque altra riforma”  (Gaetano Salvemini)
Vivere sociale e valori sociali, strettamente connessa alla questione meridionale è l&#8217;idea di socialismo pensata da Gaetano Salvemini.
Impregnata di  riformismo politico e non solo sociale, volta alla formazione di una coscienza di classe che non sarebbe stata circoscritta soltanto al proletariato organizzato, l&#8217;idea di socialismo, e di fare politica di Salvemini, si sposava con la convinzione che la politica fosse un mezzo nelle mani del socialismo per lavorare intorno a riforme di utilità generale, indiscutibile, immediata, ovvero il fare &#8220;riformismo sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“la conquista della libertà politica è la base di qualunque altra riforma” </em> <em>(Gaetano Salvemini)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Vivere sociale e valori sociali, strettamente connessa alla <strong><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/questione-meridionale/" target="_blank">questione meridionale</a></strong> è l&#8217;idea di <strong>socialismo</strong> pensata da Gaetano Salvemini.<br />
Impregnata di  riformismo politico e non solo sociale, volta alla formazione di una coscienza di classe che non sarebbe stata circoscritta soltanto al proletariato organizzato, l&#8217;idea di socialismo, e di fare politica di Salvemini, si sposava con la convinzione che la politica fosse un mezzo nelle mani del socialismo per lavorare intorno a riforme di utilità generale, indiscutibile, immediata, ovvero il fare &#8220;riformismo sul serio”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il Partito socialista</em> – scrive per l&#8217;appunto Salvemini – <em>che deve essere il partito dell’intera classe lavoratrice, deve correggere le tendenze localiste, egoistiche, corporativistiche, dei gruppi d’avanguardia. Deve avere anche il coraggio qualche volta di dire ai più fortunati: alto là! Niente di nuovo per voi fino a che gli altri che sono in coda, non abbiano ottenuti anch’essi qualche cosa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione del partito socialista, e soprattutto dei riformisti, doveva dunque essere intesa allo sviluppo delle riforme politiche, &#8220;<em>un pensiero, quello salveminiano, rivoluzionario e controcorrente rispetto alle abitudini politiche dei socialisti della sua epoca, ma anche di grande attualità, da far rivivere e da consegnare ai giovani</em>&#8221; osserva il presidente <strong>Renato d&#8217;Andria.</strong></p>
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		<title>QUESTIONE MERIDIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 00:52:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Questione Meridionale]]></category>
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		<category><![CDATA[questione meridionale]]></category>

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		<description><![CDATA[“I paesi dell’Italia meridionale si possono dividere in due grandi classi:
paesi di grandi e paesi di piccola proprietà”  (Gaetano Salvemini)
Gaetano Salvemini assunse una posizione del tutto originale riguardo la questione meridionale, considerata anche questione economico-sociale. Secondo Salvemini la disparità tra Nord e Sud non è stato altro che il frutto avvelenato di secoli di sfruttamento. Egli riteneva che «se Se l’Italia meridionale non aveva raggiunto lo stesso grado di sviluppo di quello settentrionale lo si doveva fondamentalmente a due motivi: “1) essa ha dovuto mettersi in moto da un punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“I paesi dell’Italia meridionale si possono dividere in due grandi classi:<br />
paesi di grandi e paesi di piccola proprietà”  (Gaetano Salvemini)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gaetano Salvemini</strong> assunse una posizione del tutto originale riguardo la <strong>questione meridionale</strong>, considerata anche questione economico-sociale. Secondo Salvemini la disparità tra Nord e Sud non è stato altro che il frutto avvelenato di secoli di sfruttamento. Egli riteneva che «<em>se Se l’Italia meridionale non aveva raggiunto lo stesso grado di sviluppo di quello settentrionale lo si doveva fondamentalmente a due motivi: “1) essa ha dovuto mettersi in moto da un punto di partenza molto più arretrato dell’Italia settentrionale, 2) il progresso ha dovuto e deve lottare non solo con tutte le forze conservatrici locali, ma anche con le condizioni disastrose fatte dall’ Italia meridionale dall’ accentramento finanziario e amministrativo dell’Italia monarchica”</em>» (Lucchese. Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini<em>).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tre le malattie indicate da <strong>Salvemini</strong> che hanno concorso e concorrono all&#8217;arretratezza del Sud: uno stato accentratore, divoratore, distruttore; l&#8217; oppressione economica  in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’ Italia settentrionale e la struttura sociale semi-feudale.<strong><br />
</strong><strong>Salvemini</strong> individuò nella grande borghesia agraria, favorita dal dazio sul grano, e nella piccola borghesia urbana, le cause del mancato sviluppo della società meridionale, e prospettò un’<strong>alleanza di classe</strong> fra contadini del Sud e operai del Nord come soluzione a tale disparità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gaetano Salvemini</strong> avanzò anche la proposta di un <strong>federalismo &#8220;centrifugo&#8221;</strong>  in cui l’autonomia degli enti locali non avrebbe dovuto ridursi al decentramento amministrativo ma assumere una prospettiva unitaria e gradualista fondata sul modello della democrazia partecipativa.<br />
In tale analisi il <strong>suffragio universale</strong> e il<strong> decentramento istituzionale</strong> rappresentavano, per Salvemini, strumenti indispensabili per l’educazione civile e democratica delle classi. Le forze socialiste, inoltre, avevano il compito di agire per emancipare la popolazione e garantire il controllo da parte dei cittadini dell’operato dei governanti e delle burocrazie amministrative. Il tutto per assicurare una visione della politica, da parte dei meridionali, non più come fonte di guai o di favori, bensì legata al concetto di democrazia partecipativa e alla comprensione che l’uguaglianza, il socialismo ed il benessere comune sono i valori di riferimento per il riscatto del Sud.</p>
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		<title>SEMINARIO REGIONALISMO E GLOBAL GOVERNANCE</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:14:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[AFR]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi sul Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia di San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Affari Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Regionalismo e Global Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca IAI – AREL]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 14 novembre 2011; 2:30 pm a 7:30 pm. ] 

L’Istituto Affari Internazionali, il Centro Studi sul Federalismo ed il Centro Einaudi, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, organizzano, lunedì 14 novembre 2011 dalle 14.30 alle 17.30, nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Luigi Einaudi, in via Principe Amedeo 34, Torino il seminario Regionalismo e Global Governance.


Nell’ ambito della ricerca IAI – AREL “Regionalismo finanziario e futuro dell’area dell’ euro” a cura di Paolo Guerrieri e Domenico Lombardi, l’incontro presenterà alcuni risultati preliminari del lavoro e affronterà il tema della crescente importanza della cooperazione monetaria regionale e il futuro della governance globale.
Gli interventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>L’Istituto Affari Internazionali, il Centro Studi sul Federalismo ed il Centro Einaudi, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, organizzano, lunedì 14 novembre 2011 dalle 14.30 alle 17.30, nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Luigi Einaudi, in via Principe Amedeo 34, Torino il seminario <strong>Regionalismo e Global Governance.</strong></p>
</div>
<div align="justify">Nell’ ambito della ricerca IAI – AREL “<strong>Regionalismo finanziario e futuro dell’area dell’ euro</strong>” a cura di Paolo Guerrieri e Domenico Lombardi, l’incontro presenterà alcuni risultati preliminari del lavoro e affronterà il tema della crescente importanza della cooperazione monetaria regionale e il futuro della governance globale.</div>
<div align="justify">Gli interventi previsti approfondiranno una serie di aspetti quali: l’integrazione monetaria europea – la crisi dell’euro come crisi bancaria e finanziaria e la sua sostenibilità istituzionale &#8211; gli Accordi Finanziari Regionali (AFR), un’analisi comparata tra America Latina, Asia – un’attenzione particolare sarà rivolta al caso cinese &#8211; il dibattito internazionale su regionalismo versus multilateralismo e i rapporti tra AFR e Fondo Monetario Internazionale.</div>
<div><a href="http://www.iai.it/content.asp?langid=1&amp;contentid=675" target="_blank">Programma e scheda di registrazione.</a></div>
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		<title>150 ANNI D&#8217;ITALIA: TRE COLORI PER UNA PATRIA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 11:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[150]]></category>
		<category><![CDATA[bandiera]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[tricolore]]></category>
		<category><![CDATA[unità]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 28 ottobre 2011 1:00 pm a 17 novembre 2011 1:00 pm. ] Dal 28 ottobre al 17 novembre 2011, presso Palazzo Isimbardi, corso Monforte 35, Milano, avrà luogo una mostra in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia sulla storia della bandiera italiana, organizzata dalla Provincia di Milano.
La mostra, un viaggio alla scoperta della Bandiera Italiana,  si articola all’interno del quadriportico del Cortile d’Onore di Palazzo Isimbardi, con ingresso da Corso Monforte 35, dove dei  pannelli illustreranno i diversi periodi storici che hanno scandito nei secoli la nascita della bandiera Tricolore, a partire dalla sua consegna a Milano avvenuta ad opera di Napoleone nel 1796, sino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 28 ottobre al 17 novembre 2011, presso Palazzo Isimbardi, corso Monforte 35, Milano, avrà luogo una mostra in occasione dei 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia sulla storia della bandiera italiana, organizzata dalla Provincia di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, un viaggio alla scoperta della Bandiera Italiana,  si articola all’interno del quadriportico del Cortile d’Onore di Palazzo Isimbardi, con ingresso da Corso Monforte 35, dove dei  <strong>pannelli illustreranno i diversi periodi storici</strong> che hanno scandito nei secoli la nascita della <strong>bandiera Tricolore</strong>, a partire dalla sua consegna a Milano avvenuta ad opera di Napoleone nel 1796, sino al suo riconoscimento come bandiera di Stato avvenuto a Reggio Emilia nel 1797, passando ovviamente per tutti quegli eventi di portata storica che hanno reso il Tricolore l&#8217;emblema del Risorgimento, per giungere ai nostri giorni seguendo le travolgenti vicende del ‘900.</p>
<p>La <strong>bandiera</strong>, sin dalle sue origini e in ogni parte della Penisola (da Bologna a Milano, da Napoli a  Roma e sino a Palermo), ha sempre rappresentato, nel suo divenire storico, gli ideali di libertà, unità e identità nazionale.<br />
Ideali nei quali uomini coraggiosi, soprattutto giovani, hanno consapevolmente creduto, tanto da accorrere volontariamente attorno ad essa, per difenderla ed onorarla, anche a costo della propria vita. Uno slancio patriottico dal quale non furono esenti le donne, come hanno evidenziato le molte iniziative del 150° in rosa volute dal <strong>Presidente Guido Podestà </strong>e dalla Provincia di Milano.</p>
<p>I <strong>documenti </strong>che scandiscono i vari passaggi della mostra di Palazzo Isimbardi saranno arricchiti da <strong>sagome dei soldati </strong>appartenenti ad Eserciti delle differenti epoche della nostra storia, e comprendono anche delle interessanti e per certi versi inedite illustrazioni di <strong>Edoardo Matania</strong>, che l’editore milanese Treves pubblicò nel 1890 allo scopo di fissare i momenti salienti del Risorgimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni visita il sito della <a href="http://www.provincia.milano.it/cultura/manifestazioni/altresedi/tre_colori/index.html" target="_blank">Provincia.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;CAPITALI DEI MARI&#8221; AL SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 20:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 30 novembre -0001; 12:00 am; ] La Fondazione Gaetano Salvemini organizza, sabato 26 novembre 2011,  alle ore 18.30 la manifestazione "Capitali dei mari", al San Carlo di Napoli.
La manifestazione, voluta fortemente dal presidente Renato D'Andria, celebra i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fondazione Gaetano Salvemini ha in programma di organizzare nel corso del 2012, la manifestazione &#8220;<strong>Capitali dei mari</strong>&#8220;, al <strong>San Carlo</strong> di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione, voluta fortemente dal presidente <strong>Renato D&#8217;Andria</strong>, celebrerà i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tradizioni che hanno spesso subìto il fascino l’una dell’altra sottolineando da un lato i tanti punti in comune di culture millenarie e dall’altro le preziose peculiarità di differenze che, conosciute e apprezzate, costituiscono un incessante scambievole arricchimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Si terrà un concerto nel magnifico scenario del Teatro San Carlo di Napoli (inaugurato nel 1737), che vuole essere un omaggio di artisti italiani e russi a grandi della musica come Rossini, Donizetti e Verdi che proprio a Napoli hanno vissuto pagine importanti della loro storia di artisti e che, da protagonisti del melodramma, sono diventati patrimonio dell’intera umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno ascoltate pagine tratte da grandi capolavori, alcuni dei quali sono stati scritti proprio per Napoli (<em>Elisabetta regina d’Inghilterra</em>da Rossini nel 1815, <em>Lucia di Lammermoor </em>da Donizetti nel 1835 e <em>Luisa Miller</em> da Verdi nel 1849) o per San Pietroburgo (<em>La forza del destino</em> andò in scena al Teatro Imperiale nel 1862).</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto ad esse compariranno melodie tra le più celebri da <em>Anna Bolena (Milano 1830),  Nabucco (Milano 1842),  Macbeth (Firenze 1847, poi Parigi 1865) </em>, <em>Rigoletto (Venezia 1851) </em>e <em>La traviata (Venezia 1853)</em> che ci accompagneranno in questo viaggio nella cultura italiana alla quale il mondo intero continua ancor oggi a dichiarare il suo amore e il suo tributo di gratitudine.</p>
<p><strong>Di seguito il programma (in corso di definizione)</strong></p>
<p style="text-align: center;">ORCHESTRA SAN CARLO<br />
Direttore GIUSEPPE SABBATINI<br />
Soprani DINARA ALIEVA e EVGENIYA SHIRINYANZ<br />
Tenore SERGEY SKOROHODOV<br />
Baritono ARTISTA POPOLARE DELLA FEDERAZIONE RUSSA<br />
VASILIY GERELLO</p>
<p style="text-align: center;">Rossini – Ouverture da Elisabetta regina d’Inghilterra<br />
Rossini &#8211; Il barbiere di Siviglia &#8220;Una voce poco fa&#8221; Evgeniya Shirinyanz<br />
Verdi &#8211; Rigoletto “Cortigiani vil razza dannata” Vasiliy Gerello</p>
<p style="text-align: center;">Verdi &#8211; Ouverture da Luisa Miller<br />
Verdi – La traviata “E’ strano” Dinara Alieva</p>
<p style="text-align: center;">****</p>
<p style="text-align: center;">Verdi – Ouverture da Nabucco<br />
Donizetti &#8211; Lucia di Lammermoor “Tombe degli avi miei” Sergey Skorohodov<br />
Verdi – Il trovatore “Tacea la notte placida” Dinara Alieva<br />
Donizetti &#8211; Lucia di Lammermoor “Verranno a te sull’aure” E.Shirinyanz e S.<br />
Skorohodov<br />
Verdi – Macbeth “Pietà, rispetto, amore” Vasiliy Gerello,<br />
Verdi – Ouverture da La forza del destino</p>
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		<title>DATA JOURNALISM E LIBERAZIONE DEI DATI</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 20:08:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 27 ottobre 2011; 10:30 am; ] Enormi quantità di dati potenzialmente disponibili e pochissima trasparenza. E’ intorno a questa contraddizione che si articolerà un incontro, organizzato da Fnsi e Lsdi, per presentare ‘’Open Data–Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, una Ricerca in via di pubblicazione nella collana “e-book di giornalismo”, curata da LSDI insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici.
Lo studio, realizzato da Andrea Fama, sarà presentato a Roma il 27 ottobre 2011 alle 10,30 alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Enormi quantità di dati potenzialmente disponibili e pochissima trasparenza. E’ intorno a questa contraddizione che si articolerà un incontro, organizzato da Fnsi e Lsdi, per presentare <strong>‘’Open Data–Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’</strong>, una Ricerca in via di pubblicazione nella collana “<em>e-book di giornalismo</em>”, curata da LSDI insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, realizzato da Andrea Fama, sarà presentato a Roma il 27 ottobre 2011 alle 10,30 alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Corso Vittorio Emanuele 349, primo piano).</p>
<p style="text-align: justify;">La Ricerca analizza l’ evoluzione del Data journalism (dalle nuove opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico alla spinta civica della cultura Open Data) e ne illustra le possibili applicazioni, raccogliendo le principali esperienze a livello internazionale e contestualizzandole all’attuale realtà italiana, in cui il movimento per la trasparenza dei dati è apparso finora piuttosto debole.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a fare il punto sulle prospettive del giornalismo basato sui dati, l’incontro punta a individuare i meccanismi necessari per stimolare lo sviluppo di un movimento più maturo e delineare il ruolo delle forze politiche in questo campo. Anche alla luce dei processi di progressiva ‘’blindatura’’ dell’informazione che si sta tentando di imporre al Paese.</p>
<p>All’ incontro interverranno:</p>
<p>- Vittorio Alvino: <em>presidente Associazione Open Polis</em><em><br />
</em>- Ernesto Belisario: <em>presidente Associazione</em><em> </em><em><a href="http://datagov.it/" target="_blank">Datagov.it</a></em><br />
- Rita Bernardini: <em>deputata del Partito Radicale e animatrice di varie campagne per la liberazione dei dati</em><em><br />
</em>- Andrea Fama: <em>autore della ricerca e collaboratore LSDI</em><em><br />
</em>- Raffaele Fiengo: <em>docente di Linguaggio giornalistico all’Università di Padova, cofondatore di Lsdi</em><em><br />
</em>- Roberto Natale, <em>presidente FNSI</em><em><br />
</em>- Pino Rea: <em>coordinatore LSDI</em><em><br />
</em>- Franco Siddi: <em>segretario generale FNSI</em><em><br />
</em>- Elisabetta Tola: <em>giornalista, collaboratrice iData</em><em><br />
</em>- Vincenzo Vita: <em>senatore Pd, esperto di comunicazione, Internet e RAI.</em></p>
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		<title>CONFERENZA GARR 2011 &#8211; DA 20 ANNI NEL FUTURO</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 11:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 7 novembre 2011 1:00 pm a 10 novembre 2011 1:00 pm. ] La rete GARR è nata a Bologna 20 anni fa e da allora è al fianco dei ricercatori italiani nel loro lavoro quotidiano. La Conferenza GARR 2011 mostrerà come le reti della ricerca e i loro utilizzatori abbiano cambiato il modo di fare scienza negli ultimi venti anni dando vita all’e-Science e discuterà l’evoluzione di questo paradigma nei prossimi venti.
Oggi, utenti provenienti da ambiti disciplinari diversi e sempre più permeabili tra loro accedono alle informazioni generando grandi moli di dati e trasformandola in nuova conoscenza attraverso l’uso di reti e infrastrutture digitali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La rete GARR è nata a Bologna 20 anni fa e da allora è al fianco dei ricercatori italiani nel loro lavoro quotidiano. La <strong>Conferenza GARR 2011</strong> mostrerà come le reti della ricerca e i loro utilizzatori abbiano cambiato il modo di fare scienza negli ultimi venti anni dando vita all’e-Science e discuterà l’evoluzione di questo paradigma nei prossimi venti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, utenti provenienti da ambiti disciplinari diversi e sempre più permeabili tra loro accedono alle informazioni generando grandi moli di dati e trasformandola in nuova conoscenza attraverso l’uso di reti e infrastrutture digitali sempre più trasparenti ed integrate. Nei prossimi venti anni, la continua evoluzione delle discipline scientifiche e la collaborazione su scala sempre più globale faranno crescere la produzione dei dati da immagazzinare, gestire e trasformare in nuova conoscenza. La conferenza 2011 si concentrerà pertanto sulle modalità di accesso, organizzazione e conservazione di tali dati distribuiti, che saranno indipendenti dalla loro localizzazione geografica e da quella dell&#8217;utente. Si parlerà inoltre di politiche e tecnologie per garantire la protezione e integrità dei dati, senza rinunciare ad un accesso semplice da parte degli utenti autorizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">La Conferenza sarà organizzata prendendo in considerazione i temi dell&#8217;e-Science e dei servizi Innovativi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Database distribuiti;  Accesso ai dati; Autenticazione e sicurezza; Conservazione;</li>
<li>Grid, Cloud, High Performance Computing;</li>
<li>Metodi innovativi per il trattamento dei dati e la creazione di nuova conoscenza;</li>
<li>Green IT;</li>
<li>Nuovi metodi di trasferimento della conoscenza e fruizione di contenuti in rete;</li>
<li>Integrazione di reti via cavo e wireless; Accesso degli utenti e mobilità;</li>
<li>Nuove infrastrutture di ricerca e comunità di utenti.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.garr.it/a/conf11-programma" target="_blank">Garr 2011 Programma</a></p>
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		<title>MARIA PROTASSOVA</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:23:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentatrice 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Presentatrice 
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		<title>GIUSEPPE SABBATINI</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Direttore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo una iniziale attività come contrabbassista che lo ha visto, tra l’altro, ricoprire il ruolo di Primo Contrabbasso all’Arena di Verona all’età di 24 anni, <strong>Giuseppe Sabbatini</strong> si è dedicato allo studio del canto sotto la guida di Silvana Ferraro che lo ha portato ad esibirsi nei principali teatri e nelle sale da concerto più importanti del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, dalla Suntory Hall di Tokyo alla Carnegie Hall di New York, dall’Opera Bastille di Parigi al Covent Garden di Londra, dal Bolshoi di Mosca al Liceu di Barcellona e molti altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Collaborando con direttori quali Bartoletti, Bonynge, Campanella, Chailly, Chung, Davis, De Burgos, Delman, Gatti, Gavazzeni, Levine, Mehta, Muti, Nagano, Ozawa, Pappano, Plasson e con le più prestigiose orchestre del mondo dalla London Symphony alla New York Philharmonic, dalla Tokyo Symphony  alla Staatskapelle di Dresda, dalla Israel Philharmonic alla Philharmonia di Londra, dai Wiener Philharmoniker alla Chicago Symphony, dalla Boston Symphony ai Berliner Philharmoniker, ha raggiunto un posto di assoluto privilegio nella vocalità mondiale degli ultimi vent’anni specialmente per quel che riguarda il repertorio tenorile italiano e francese ricevendo diversi premi e riconoscimenti tra cui il «Björling» (1987), il «Caruso» e il «Lauri Volpi» (1990), il Premio Abbiati (1991) e lo «Schipa d’Oro» (1996), l’«Opera Award 1999» (Premio della critica italiana come miglior tenore dell’anno), il «Pertile» (2003), the «Critics Award» in Giappone (2005), il «Pentagramma d’oro» (2008), il «FrancescoTamagno» (2010) e l’«ISO d’oro» a Graz lo scorso aprile. Nel 2003 è stato nominato Kammersaenger dalla Wiener Staatsoper.</p>
<p style="text-align: justify;"> Da ricordare tra le tante la sua partecipazione alla produzione della “Europa riconosciuta” di Salieri con la quale, il 7 dicembre del 2004, si è riaperto il TeatroLa Scaladi Milano sotto la direzione di Riccardo Muti.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla carriera di tenore, negli ultimi anni, si è affiancata quella di direttore d’orchestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio del Contrappunto e della Composizione con Luciano Pelosi lo ha portato ad una attività ricca di successi che lo ha già visto protagonista di concerti con l’Orchestra da Camera delle Marche,la Kyoto PhilharmonicChamber Orchestra,la Roma Sinfonietta, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago, l’Orchestra regionale dell’Emilia Romagna “Toscanini” di Parma,la Filarmonicadi Poznan, quella di Zagabria, l’Orchestra di Stato dell’Ermitage, l’Orchestra Kostantinovsky, la prestigiosa Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Bolshoi di Mosca e la Russian National Orchestra, l’Orchestra del Teatro Sao Pedro a Sao Paulo in Brasile e la Tokyo Symphony Orchestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel novembre 2009 hadebuttato come direttore d’opera nella Bohéme di G.Puccini al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha collaborato con importanti nomi della lirica mondiale come Teresa Berganza, Giovanna Casolla, Fiorenza Cedolins, Luciana D’Intino, Maria Guleghina,  Eva Marton,  Elena Obratzova, Bruno Praticò, Katia Ricciarelli e Roberto Scandiuzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Sabbatini svolge anche una intensa attività didattica attraverso masterclass di Canto nelle più importanti Scuole (Aslico Milano, Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna), Accademie (Accademia della Suntory Hall a Tokyo) e Conservatori (A.Casella de L’Aquila, S.Cecilia di Roma, G.Verdi di Milano), Università (Suny Fredonia University of New York).</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo scorso settembre è stato nominato Insegnante Emerito dell’Accademia di Canto della Suntory Hall a Tokyo.</p>
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		<title>VASILIY GERELLO</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Baritono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’artista popolare della Russa Vasiliy Gerello è nato nel villaggio di Vaslovitsy nella regione Chernovitskaya (Ucraina).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1991 si è diplomato presso il conservatorio statale N.A. Rimskiy-Korsakov a San Pietroburgo.<br />
Nel 1990 è stato invitato a far parte della troupe del teatro Mariinskiy.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme alla troupe del Mariinskiy Vasiliy Gerello si è esibito in Spagna, Italia, Scozia, Finlandia, Francia e Portogallo. Riceve inviti dai maggiori teatri d’opera del mondo, fra i quali l’Opera de la Bastille (Parigi), la Zemleroper di Dresda, la Deutsche Oper e la Staatoper di Berlino, il Metropolitan-opera (New York), la Staatsoper di Vienna, il teatro d’opera reale di Covent-Garden (Londra), il teatro La Fenice (Venezia), l’opera nazionale canadese (Toronto), il teatro Colon (Buenos Aires), il teatro San-Paolo (Brasile), l’opera di Santiago de Cile, La Scala (Milano), i teatri dell’opera di Amsterdam e di Bergen.</p>
<p style="text-align: justify;">Si esibisce con direttori d’orchestra di fama mondiale, quali Valeriy Gergiev, Riccardo Muti, Mung-Vun Chung, Claudio Abbado, Bernard Hiting, Fabio Luisi e molti altri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DINARA ALIEVA</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Soprano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Dinara Alieva</strong> – cantante d’opera (<strong>soprano</strong>), solista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Bol%27%C5%A1oj" target="_blank">teatro Bolshoj </a>di Mosca dal 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ nata a Baku (Azrbaijan).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2004 si è diplomata presso l’accademia di musica di Baku.</p>
<p style="text-align: justify;">Il repertorio di Dinara Alieva comprende le parti principali per soprano nelle opere dei compositori sia occidentali-europei che russi; fra queste si contano le opere di Verdi, Puccini, Chaykovskiy, Mozart, Gunot, Bizet, Rimskiy-Korsakov e Leoncavallo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tournée di Dinara Alieva hanno riscosso successo in numerosi paesi europei e americani. Fra le esibizioni estere della cantante ricordiamo la partecipazione al gala-concerto del festival «Crecendo» nella sala parigina «Gavo» (2007), nel concerto del festival «Olimpo musicale» presso la «Carnegy Hall» di New York (2008). Tanto la critica quanto il pubblico hanno riservato giudizi positivissimi all’esibizione di Dinara Alieva insieme al direttore Dmitriy Yurovskiy al festival «Russkie sezony» presso il teatro dell’opera di Monte Carlo (2009). In occasione delle commemorazioni di Maria Callas, il 16 settembre 2009, nella sala da concerto «Megaron» ad Atene la cantante ha eseguito alcune arie dalle opere «Traviata», «Tosca», «Pagliacci».  Nell’ottobre 2009 si sono svolte le tournée di Dinara Alieva in Giappone, nell’ambito delle quali sono rientrati anche concerti a Tokio.</p>
<p style="text-align: justify;">La cantante è risultata vincitrice di diversi concorsi internazionali: Maria Callas (Atene, 2007), Elena Obraztsova (San Pietroburgo, 2007), Francesco Vinjas (Barcellona, 2010), Operalia (Milano, La Scala, 2010).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>EVGENIYA SHIRINYANZ</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Soprano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Evgeniya Shirinyanz è nata il 25 giugno 1992 nella città di Pushkino, in provincia di Mosca.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del 2007 Evgeniya riceve il premio per il primo concorso vocale internazionale Sergey Lejferkus a San Pietroburgo, «Cantiamo l’opera».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007 Evgeniya è premiata anche dall’agenzia federale per la cultura e la cinematografia come vincitrice del concorso nazionale «Giovani talenti russi», nella categoria di arte canora.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel giugno 2008 Evgeniya Shirinyanz è risultata vincitrice al secondo concorso internazionale per giovani cantanti lirici Elena Obraztsova a San Pietroburgo, nonché ha ricevuto il primo premio in uno dei più prestigiosi concorsi canori al mondo nella categoria under 17.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 12 novembre 2008, accompagnata dall’orchestra dell’Ermitazh di Stato, ha partecipato al concerto della Casa della Musica di San Pietroburgo «Giovani talenti russi».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009 Evgeniya ha iniziato a frequentare il conservatorio di stato N.A. Rimskiy-Korsakov a San Pietroburgo con specializzazione in arte canora, e qui continua a studiare al momento attuale.</p>
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		<title>SERGEY SKOROHODOV</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tenore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vincitore del concorso internazionale Elena Obraztsova (San Pietroburgo 2003).</p>
<p style="text-align: justify;">Sergey Skorohodov è nato a San Pietroburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2004 e 2005 ha partecipato ai master class di Renata Scotto presso l’accademia di Santa Cecilia, a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2007 Sergey Skorohodov è membro della troupe dell’opera del teatro Mariinskiy.</p>
<p style="text-align: justify;">Il repertorio di concerto del cantante include arie d’opera di compositori italiani e russi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme alla troupe del teatro Mariinskiy Sergey Skorohodov si è esibito ad Amsterdam, Parigi, Londra, Stoccolma, Washington, Madrid.</p>
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		<title>L&#8217;ORCHESTRA SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 14:24:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia dell&#8217;Orchestra s&#8217;intreccia dall&#8217;inizio e in maniera avvincente a quella del San Carlo, che rappresenta il teatro più antico d&#8217;Europa. Sin dalla esecuzione, il 4 novembre del 1737, dell&#8217; Achille in Sciro di Domenico Sarro, prima opera rappresentata al San Carlo, la storia del teatro è stata sempre accompagnata dalla storia della sua musica.
Da quel giorno la musica in Teatro, più forte di guerre e di incendi, non si è mai fermata, e che un&#8217;Orchestra è sempre stata in pedana o in buca a dare forma ad emozioni e suggestioni dal sapore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La storia dell&#8217;Orchestra s&#8217;intreccia dall&#8217;inizio e in maniera avvincente a quella del San Carlo, che rappresenta il teatro più antico d&#8217;Europa. Sin dalla esecuzione, il 4 novembre del 1737, dell&#8217; <strong>Achille in Sciro </strong>di<strong> Domenico Sarro</strong>, prima opera rappresentata al San Carlo, la storia del teatro è stata sempre accompagnata dalla storia della sua musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel giorno la musica in Teatro, più forte di guerre e di incendi, non si è mai fermata, e che un&#8217;Orchestra è sempre stata in pedana o in buca a dare forma ad emozioni e suggestioni dal sapore forte.<br />
Caratterizzata, per ovvi motivi di appartenenza, da una forte vocazione teatrale, l&#8217;Orchestra del San Carlo ha avuto l&#8217;onore, nell&#8217;Ottocento, di essere destinataria di opere scritte da Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. Quest&#8217;ultimo, in particolare, nel periodo in cui fu a Napoli per montare la partitura di Aida, volle dedicare alle prime parti dell&#8217;Orchestra del San Carlo il suo unico Quartetto d&#8217;archi, il cui manoscritto è tuttora custodito presso il Conservatorio di San Pietro a Majella.</p>
<p>Una vera e propria familiarità con il repertorio sinfonico l&#8217;Orchestra l&#8217;acquisirà soprattutto nel Novecento. Non si contano i nomi di grandi direttori che si sono susseguiti alla guida del complesso napoletano: da Toscanini (nel 1909) a Victor de Sabata (1928), ai compositori Pizzetti e Mascagni. Una data da non dimenticare, poi è quella dell&#8217;8 gennaio 1934, giorno in cui <strong>Richard Strauss</strong> regala al pubblico e all&#8217;ensemble del Teatro un concerto interamente formato da musiche proprie.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare, poi, a testimonianza di un&#8217;assodata vivacità culturale, il coraggio con cui l&#8217;Orchestra darà forma alle prime assolute di Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai (15 gennaio 1921) e di Fedra di Ildebrando Pizzetti (16 aprile 1924).</p>
<p style="text-align: justify;">A cavallo del secondo conflitto mondiale e nel decennio che segue, Napoli ed il San Carlo accolgono in Teatro molte altre bacchette di lusso: Gui, Serafin, Santini, Gavazzeni fra gli italiani e Böhm, Fricsay,Scherchen, Cluytens, Knappertsbusch, Mitropoulos per quanto riguarda gli stranieri. Nell&#8217;ottobre del 1958, poi, è Igor Stravinsky a guidare l&#8217;ensemble napoletano.<br />
Gli anni Sessanta vedono avvicendarsi sul podio, invece, due giovanissimi emergenti: Claudio Abbado, che fa il suo esordio nel 1963, e Riccardo Muti nel 1967.</p>
<p style="text-align: justify;">Il San Carlo è il primo teatro italiano a recarsi all&#8217;estero, dopo la seconda guerra mondiale. Succede in occasione della trasferta al Covent Garden di Londra, nel 1946. Nel 1951, poi, è ospite del Festival di Strasburgo e prende parte, all&#8217;Opéra di Parigi, alle celebrazioni per i cinquant’anni dalla morte di Verdi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il Festival delle Nazioni a Parigi, nel 1956, e quello prestigioso di Edimburgo, nel 1963, il San Carlo si lancia in un lungo tour brasiliano, nel 1969. È a Budapest nel 1973, a Dortmund nel 1981, a Wiesbaden nel 1983, 1985 e 1987; infine, con Flaminio di Pergolesi, negli Stati Uniti, a Charleston e New York. Negli anni Ottanta, in cui si rivedono Muti e Gavazzeni, l&#8217;Orchestra trova in Daniel Oren un punto di riferimento assiduo, specie in ambito teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella decade successiva, inaugurata dalla collaborazione intensa con Salvatore Accardo, si assiste ad un deciso rilancio dell&#8217;attività sinfonica, testimoniato dalle collaborazioni del gruppo con direttori illustri: per tutti citeremo Giuseppe Sinopoli (che dirige una Messa da Requiem verdiana nel 1998) e Lorin Maazel, sul podio nel dicembre 1999 per una Nona di Beethoven molto applaudita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla scia di queste prestigiose gratificazioni, l&#8217;Orchestra del San Carlo &#8211; rinnovata e ringiovanita in molte parti &#8211; ritrova al proprio fianco altre bacchette famose, come quelle di Georges Prêtre, Rafael Frühbeck de Burgos, Mstislav Rostropovic, Gary Bertini, Djansug Khakidze,Jeffrey Tate (che dal maggio 2005 ha assunto la carica di Direttore musicale del Teatro) ed approfondisce il grande ed impegnativo repertorio mahleriano e bruckneriano, fino ad allora meno frequentato, tuffandosi poi con maggiore convinzione nel Novecento musicale, sotto la guida &#8211; tra gli altri &#8211; di Gustav Kuhn, dello stesso Bertini (che per la stagione 2004-2005 ha assunto la Direzione musicale del San Carlo) e, naturalmente, di Gabriele Ferro (dal 1999 fino al luglio 2004 alla guida dell&#8217;Orchestra). Con Ferro, nel settembre 2001, i complessi sancarliani hanno portato il dittico stravinskiano Perséphone-OEdipus Rexnell&#8217;antico teatro di Epidauro, in Grecia, esibendo un cast di lusso, con Gérard Depardieu e Isabella Rossellini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel giugno 2005 è stata protagonista, nelle città giapponesi di Tokyo e Kyoto, di due opere verdiane Luisa Miller e Il Trovatore e nel 2005 è stata a Pisa, con le Cantate per San Gennaro (revisione musicale di Roberto De Simone), ospite del Festival Internazionale di Musica Sacra &#8220;Anima Mundi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ ottobre 2007 una tournée al Teatro alla Scala di Milano ha permesso all’Orchestra di esibirsi con due recite de Il Socrate Immaginario di Giovanni Paisiello (direttore M° Antonello Fogliari – regia Roberto De Simone) e in un concerto sinfonico diretto da George Pehlivanian. L&#8217;Orchestra ha contribuito in modo significativo alla doppia conquista del prestigioso Premio &#8220;Abbiati&#8221;, assegnato dalla critica musicale italiana nel 2002 a Königskinder (« &#8230;Jeffrey Tate &#8211; si legge nella motivazione &#8211; ha conseguito dall&#8217;Orchestra disciplina cameristica e slanci romantici ») e, nel 2004, a Elektra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.teatrosancarlo.it/images/stories/documenti/organico_orchestra.pdf" target="_blank">Organico dell&#8217;Orchestra</a></p>
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		<title>TEATRO SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 14:24:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Real Teatro di San Carlo, più noto come Teatro San Carlo, è il più antico teatro d’opera a livello europeo, ed uno tra i più importanti del Continente. Oltre ad essere l’unico teatro lirico  di Napoli, è anche il più capiente teatro della Penisola. Può ospitare, infatti, quasi tremilatrecento spettatori con un palcoscenico lungo circa trentacinque metri. Attualmente il Teatro San Carlo fa parte dei siti dichiarati dall’UNESCO, “Patrimonio dell’Umanità”.
Fondato per volontà di Carlo di Borbone, fu realizzato secondo il progetto di Giovanno Antonio Medrano. Il teatro  sorge infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>Real Teatro di San Carlo</strong>, più noto come <strong><a href="http://www.teatrosancarlo.it/" target="_blank">Teatro San Carlo</a></strong>, è il più antico teatro d’opera a livello europeo, ed uno tra i più importanti del Continente. Oltre ad essere l’unico teatro lirico  di Napoli, è anche il più capiente teatro della Penisola. Può ospitare, infatti, quasi tremilatrecento spettatori con un palcoscenico lungo circa trentacinque metri. Attualmente il Teatro San Carlo fa parte dei siti dichiarati dall’<strong>UNESCO</strong>, “Patrimonio dell’Umanità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondato per volontà di Carlo di Borbone, fu realizzato secondo il progetto di <strong>Giovanno Antonio Medrano</strong>. Il teatro  sorge infatti alle spalle del Palazzo Reale ed a questo è collegato mediante una porta che da direttamente dietro il Palco Reale, che consentiva al re di raggiungere il teatro in modo diretto senza attraversare la strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Inaugurato con l&#8217;opera Achille in Sciro di Domenico Sarro e libretto di Pietro Metastasio, il San Carlo fu sede esclusivamente dell&#8217;opera seria e, nel 1770, ebbe come ospite il giovane Mozart. L’orchestra del teatro, infatti,  ha da sempre avuto un impostazione teatrale e ha eseguito negli anni opere scritte da <strong>Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. </strong>Il san Carlo, inoltre,<strong> </strong>è stato diretto da grandi maestri come Giuseppe Martucci, Toscanini, Rossini, Victor de Sabata, <strong>Stravinsky, Muti</strong> e compositori come Pizzetti e Mascagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, assunse la denominazione di Teatro Nazionale di San Carlo, per tornare alla precedente denominazione dopo la caduta della repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1816, la sala del teatro fu distrutta da un incendio, e restituita alla città l’anno successivo con <em>Il Sogno di Partenope</em> di Giovanni Simone Mayr.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Secondo Dopoguerra, l’ensemble napoletana del <strong>Real Teatro San Carlo</strong>   si esibisce, per la prima volta nella storia, anche all’estero. Le città toccate sono state <strong>Londra</strong> (1946),<strong>Strasburgo</strong> (1951), <strong>Parigi</strong> (1951 e 1956), <strong>Edimburgo</strong>(1963) raggiungendo, negli anni ‘80 anche gli <strong>Stati Uniti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo la musica, anche la danza ha occupato un posto importante nella storia del Teatro. Sono molte, infatti, le grandi étoile che hanno ballato sul palcoscenico del Teatro, tra le quali si ricordano  <strong>Rudolf Nureyev, Carla Fracci e Vladimir Vassiliev, Roland Petit, Maurice Béjart.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;CAPITALI DEI MARI&#8221; AL SAN CARLO</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 18:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Locandina]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Gaetano Salvemini organizza, sabato 26 novembre 2011,  alle ore 18.30 la manifestazione "Capitali dei mari", al San Carlo di Napoli. La manifestazione, voluta fortemente dal presidente Renato D'Andria, celebra i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fondazione Gaetano Salvemini organizza, sabato <strong>26 novembre 2011</strong>,  alle ore 18.30 la manifestazione &#8220;<strong>Capitali dei mari</strong>&#8220;, al <strong>San Carlo</strong> di Napoli. La manifestazione, voluta fortemente dal presidente <strong>Renato d&#8217;Andria</strong>, celebra i  legami culturali tra Russia e Italia, da secoli contrassegnati dal grande rispetto reciproco di due antiche tradizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tradizioni che hanno spesso subìto il fascino l’una dell’altra sottolineando da un lato i tanti punti in comune di culture millenarie e dall’altro le preziose peculiarità di differenze che, conosciute e apprezzate, costituiscono un incessante scambievole arricchimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto del 26 novembre, nel magnifico scenario del Teatro San Carlo di Napoli (inaugurato nel 1737),  vuol essere un omaggio di artisti italiani e russi a grandi della musica come Rossini, Donizetti e Verdi che proprio a Napoli hanno vissuto pagine importanti della loro storia di artisti e che, da protagonisti del melodramma, sono diventati patrimonio dell’intera umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno ascoltate pagine tratte da grandi capolavori, alcuni dei quali sono stati scritti proprio per Napoli (<em>Elisabetta regina d’Inghilterra</em>da Rossini nel 1815, <em>Lucia di Lammermoor </em>da Donizetti nel 1835 e <em>Luisa Miller</em> da Verdi nel 1849) o per San Pietroburgo (<em>La forza del destino</em> andò in scena al Teatro Imperiale nel 1862).</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto ad esse compariranno melodie tra le più celebri da <em>Anna Bolena (Milano 1830),  Nabucco (Milano 1842),  Macbeth (Firenze 1847, poi Parigi 1865) </em>, <em>Rigoletto (Venezia 1851) </em>e <em>La traviata (Venezia 1853)</em> che ci accompagneranno in questo viaggio nella cultura italiana alla quale il mondo intero continua ancor oggi a dichiarare il suo amore e il suo tributo di gratitudine.</p>
<p><strong>Di seguito il programma</strong></p>
<p style="text-align: center;">ORCHESTRA SAN CARLO<br />
Direttore GIUSEPPE SABBATINI<br />
Soprani DINARA ALIEVA e EVGENIYA SHIRINYANZ<br />
Tenore SERGEY SKOROHODOV<br />
Baritono ARTISTA POPOLARE DELLA FEDERAZIONE RUSSA<br />
VASILIY GERELLO</p>
<p style="text-align: center;">Rossini – Ouverture da Elisabetta regina d’Inghilterra<br />
Rossini &#8211; Il barbiere di Siviglia &#8220;Una voce poco fa&#8221; Evgeniya Shirinyanz<br />
Verdi &#8211; Rigoletto “Cortigiani vil razza dannata” Vasiliy Gerello</p>
<p style="text-align: center;">Verdi &#8211; Ouverture da Luisa Miller<br />
Verdi – La traviata “E’ strano” Dinara Alieva</p>
<p style="text-align: center;">****</p>
<p style="text-align: center;">Verdi – Ouverture da Nabucco<br />
Donizetti &#8211; Lucia di Lammermoor “Tombe degli avi miei” Sergey Skorohodov<br />
Verdi – Il trovatore “Tacea la notte placida” Dinara Alieva<br />
Donizetti &#8211; Lucia di Lammermoor “Verranno a te sull’aure” E.Shirinyanz e S.<br />
Skorohodov<br />
Verdi – Macbeth “Pietà, rispetto, amore” Vasiliy Gerello,<br />
Verdi – Ouverture da La forza del destino</p>
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		<title>LA FONDAZIONE COSTANTINE</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:28:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Concerto]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione  &#8221;Constantine&#8221; è stata fondata nel gennaio 2001. L&#8217; istituto è dedito a far rivivere il Palazzo Konstantinovsky e il Parco Ensemble a Strelna. Il Restauro di questo monumento unico del XVIII secolo ha dimostrato che la tradizione di filantropia e beneficenza sono ancora vive in Russia nelle nuove condizioni storiche.
La Fondazione Constantine, nei suoi dieci anni di lavoro, attraverso il Fondo internazionale di beneficenza &#8220;Costantine&#8221;, ha sviluppato il suo campo di attività in diverse sfere della società russa, cercando di introdurre, attraverso il suo operato, nuove modalità di sostegno alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fondazione  &#8221;<strong>Constantine</strong>&#8221; è stata fondata nel gennaio 2001. L&#8217; istituto è dedito a far rivivere il Palazzo <strong>Konstantinovsky</strong> e il Parco Ensemble a Strelna. Il Restauro di questo monumento unico del XVIII secolo ha dimostrato che la tradizione di filantropia e beneficenza sono ancora vive in Russia nelle nuove condizioni storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione <strong>Constantine, </strong>nei suoi dieci anni di lavoro<strong>, </strong>attraverso il<strong> Fondo internazionale di beneficenza &#8220;Costantine&#8221;, </strong>ha sviluppato il suo campo di attività in diverse sfere della società russa, cercando di introdurre, attraverso il suo operato, nuove modalità di sostegno alla politica sociale e all&#8217;approccio al mercato della Russia. Attualmente, la Fondazione Costantino ha attratto le donazioni per il restauro di monumenti di cultura, la promozione della Chiesa ortodossa russa, il sostegno del teatro e della musica, scienza russa e l&#8217;educazione, i giovani e socialmente svantaggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Al giorno d&#8217;oggi, attraverso le raccolte di beneficenza, la Fondazione ha dato vita a progetti di successo quali:</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma Carità, finalizzato alla creazione del museo palazzo Konstantinovsky e del parco.</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma Carità &#8220;Assistenza ai programmi, ai fini della conservazione del patrimonio storico, intellettuale e culturale della Russia&#8221; .</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma Carità  di assistenza ai programmi nella sfera dell&#8217;educazione, della scienza, l&#8217;illuminazione, lo sport, lo sviluppo intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma &#8220;Supporto carità alla rinascita di Palazzo complesso storico e culturale Konstantinovsky a Strelna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma Carità &#8220;Sostenere la Chiesa ortodossa russa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">-Programma Carità &#8220;Assistenza alle attività di prevenzione sanitaria del cittadino e la diffusione di sani stili di vita, migliorando lo stato morale e psicologico del cittadino&#8221; .</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività del Fondo di Costantino continua ad attrarre tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Russia e contribuire a far rivivere la sua tradizione di filantropia e beneficenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Visita il sito della <a href="http://www.mbfk.ru/" target="_blank">Fondazione</a></p>
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		<title>DIAMO VOCE ALL&#8217;ITALIA IN EUROPA</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 17 ottobre 2011; 9:00 am a 1:00 pm. ] L'Europa è prima di tutto una grande opportunità per i cittadini e le imprese. In occasione del lancio della versione italiana EurActiv promuove, in collaborazione con lo IAI Istituto Affari Internazionali, un convegno a Roma sulle strategie per accrescere il ruolo del nostro paese nel governo dell'Unione. Le strategie per contare di più nell'Unione avra' luogo presso la Sala delle Conferenze in Piazza Monte Citorio 123/a, il 17 ottobre 2011 alle ore 9.00.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa è prima di tutto una grande opportunità per i cittadini e le imprese. In occasione del lancio della versione italiana <strong><a href="http://www.euractiv.it/it/news.html" target="_blank">EurActiv</a></strong> promuove, in collaborazione con lo <strong>IAI Istituto Affari Internazionali</strong>, un convegno a Roma sulle strategie per accrescere il ruolo del nostro paese nel governo dell&#8217;Unione.</p>
<p>Le strategie per contare di più nell&#8217;Unione avra&#8217; luogo presso la Sala delle Conferenze in Piazza Monte Citorio 123/a, il 17 ottobre 2011 alle ore 9.00.</p>
<div>
<h2 style="text-align: center;">Programma<span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"> </span></h2>
<h4 style="text-align: center;">08.30 &#8211; Accreditamento</h4>
<h4 style="text-align: center;">09.00 - Presentazione EurActiv Network</h4>
<p style="text-align: center;">Christophe Leclercq, Fondatore Euractiv<br />
Andrea Gallo, Editore Euractiv Italia</p>
<p style="text-align: center;"> <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">09.15 – Il deficit italiano di informazione europea</span></p>
<p style="text-align: center;">Stefano Silvestri, Presidente Istituto Affari Internazionali<br />
Roberto Adam, Capo Dip.to Politiche Europee &#8211; Presidenza Consiglio dei Ministri<br />
Clara Albani, Direttrice Ufficio Informazione per l&#8217;Italia del Parlamento Europeo<br />
Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza UE in Italia<br />
Anna Maria Darmanin, Vicepresidente Comitato Economico Sociale Europeo</p>
<p style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">09.45 &#8211; L&#8217;UE, l&#8217;Italia e la crescita.</span></p>
<h4 style="text-align: center;">Strategie industriali a servizio dell&#8217;innovazione, delle imprese e del lavoro.</h4>
<p style="text-align: center;">Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Interventi di:</strong></p>
<p style="text-align: center;">Gianni Chianetta, Presidente Assosolare<br />
Gianluca Comin, Direttore Relazioni Esterne Enel<br />
Jan Haizmann, Direttore European Federation Energy Traders (DE)<br />
Pier Luigi Dal Pino, Direttore Relazioni Istituzionali e Industriali Microsoft Italia<br />
Nunzio Mirtillo, Presidente e General Manager Ericsson, Regione Mediterranea<br />
Massimo Schintu, Direttore generale Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori &#8211; AISCAT</p>
<h4 style="text-align: center;">10.45 - Una federazione leggera per l&#8217;Europa</h4>
<p style="text-align: center;">Emma Bonino, Vicepresidente del Senato</p>
<p style="text-align: center;"><strong>11.15 &#8211; Coffe break</strong></p>
<p style="text-align: center;">Video messaggio di Gianni Pittella, Vicepresidente Parlamento Europeo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presentazione EurActiv Italia</strong></p>
<h4 style="text-align: center;">11.30 &#8211; L&#8217;UE, l&#8217;Italia e la crisi dell&#8217;Euro.<br />
Le vie di uscita verso l&#8217;Unione economica e una governance rinforzata</h4>
<p style="text-align: center;">Mario Monti, Presidente Università Bocconi</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interventi di: </strong></p>
<p style="text-align: center;">Rocco Cangelosi, Consigliere di Stato, Vicepresidente Movimento Europeo<br />
Sandro Gozi, Parlamento Italiano, Responsabile politiche UE del PD<br />
Debora Serracchiani, Europarlamentare</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Moderatori: </strong></p>
<p style="text-align: center;">Giampiero Gramaglia, giornalista<br />
Gianni Bonvicini, Vicepresidente IAI<br />
Daniela Vincenti, Managing Editor EurActiv.com</p>
<h4 style="text-align: center;">13.00 – Light Lunch</h4>
<p>Per <a href="http://www.euractiv.it/it/links/convegni.html" target="_blank">registrarsi</a> e avere ulteriori informazioni visitare il sito di <a href="http://www.euractiv.it/it/news/istituzioni/4369-il-futuro-del-nostro-paese-nellunione-europea.html">EuroActive</a></p>
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		<title>LIBRO MINISTRO SACCONI &#8211; AI LIBERI AI FORTI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ai liberi ai forti]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
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		<description><![CDATA[[ 20 ottobre 2011; 6:00 pm; ] Il 20 ottobre, alle 18.00, presso il Tempio di Adriano, avrà luogo la presentazione del libro di Maurizio Sacconi, dal titolo AI LIBERI E FORTI. Interverranno, oltre all'autore anche Angelino Alfano, Giuseppe De Rita, Roberto Maroni, Bruno Vespa.
Oltre 90 anni fa il fondatore del partito popolare Don Sturzo lanciò un celebre appello "ai liberi e forti": un caldo invito ai cattolici, a cui fino ad allora era impedita qualsiasi attività politica, a "cooperare ai fini superiori della Patria senza pregiudizi nè preconcetti"; un manifesto che segnò una tappa fondamentale nella Storia del nostro Paese e nello formazione di una società liberale, democratica e cristiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 20 ottobre, alle 18.00, presso il Tempio di Adriano, avrà luogo la presentazione del libro di Maurizio Sacconi, dal titolo <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">AI LIBERI E FORTI. </span><span class="Apple-style-span">Interverranno, oltre all&#8217;autore anche </span><strong>Angelino Alfano, </strong><strong>Giuseppe De Rita, </strong><strong>Roberto Maroni, </strong><strong>Bruno Vespa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Oltre 90 anni fa il fondatore del partito popolare Don Sturzo lanciò un celebre appello &#8220;ai liberi e forti&#8221;: un caldo invito ai cattolici, a cui fino ad allora era impedita qualsiasi attività politica, a &#8220;cooperare ai fini superiori della Patria senza pregiudizi nè preconcetti&#8221;; un manifesto che segnò una tappa fondamentale nella Storia del nostro Paese e nello formazione di una società liberale, democratica e cristiana. Maurizio Sacconi, non è solo oggi uno dei ministri più autorevoli in Italia ed esperti di politica del lavoro, ma è anche una delle persone più attente all&#8217;evoluzione storica del rapporto tra economia, religione e politica, e al contributo che le varie aree della società apportano allo sviluppo del nostro Paese: in questo vero e proprio manifesto politico e intellettuale offre una profonda riflessione storica e politica sulle forze propulsive della nostra economia e società svelandoci che è stato proprio il popolo dei &#8220;liberi e forti&#8221;, nei momenti chiave della nostra Storia, a trasformare e modernizzare la nostra società. E oggi, più che mai, è il momento di richiamare all&#8217;appello tutti i moderati e i cattolici che vogliono diventare protagonisti nello sviluppo dell&#8217;Italia, affinché si compia pienamente la rivoluzione liberale che ha preso corpo negli ultimi quindici anni nel Paese, spazzando via il &#8220;partitismo&#8221; della prima Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore<strong>  </strong>Maurizio Sacconi è dal 2008 Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. È stato docente a contratto presso la Facoltà di Economia della Università &#8220;Tor Vergata&#8221; di Roma e funzionario dell&#8217;International Labour Office di Ginevra, agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Per Mondadori ha pubblicato, insieme a  Michele Tiraboschi, Un futuro da precari? (2006)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Programma:</strong></p>
<h4>Maurizio Sacconi</h4>
<h4></h4>
<h4>AI LIBERI E FORTI</h4>
<p align="center">Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino</p>
<p style="text-align: center;">  Intervengono</p>
<p align="center"><strong>Angelino Alfano</strong></p>
<p align="center"><strong>Giuseppe De Rita</strong></p>
<p align="center"><strong>Roberto Maroni</strong></p>
<p align="center"><strong>Bruno Vespa</strong></p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p align="center">Tempio di Adriano &#8211; Camera di Commercio di Roma</p>
<p align="center">Piazza di Pietra  – Roma</p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Informazioni 06/47497327</p>
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		<title>INTERNATIONAL COMMUNICATION SUMMIT 2011: RIVOLUZIONI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 20 ottobre 2011; 9:00 am; ] In che modo i new media e i nuovi linguaggi stanno cambiando la società contemporanea? A questa domanda si cercherà di dare una risposta durante la seconda edizione dell'International Communication Summit, che si svolgerà a Roma, presso la sede di Confindustria il prossimo 20 ottobre.]]></description>
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<div style="text-align: justify;">La Comunicazione cambia, e ti cambia! A ottobre torna l&#8217;evento dedicato al mondo e alle dinamiche della comunicazione. Il tema di quest&#8217;anno è &#8220;<strong>Rivoluzione&#8221;</strong> in tutte le sue sfaccettature. Non a caso lo speaker d&#8217;eccezione é Zygmunt Bauman</div>
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<p>In che modo i new media e i nuovi linguaggi stanno cambiando la società contemporanea? A questa domanda si cercherà di dare una risposta durante la seconda edizione dell&#8217;<strong><a href="http://www.internationalcommunicationsummit.com/it/" target="_blank">International Communication Summit</a></strong>, che si svolgerà a Roma, presso la sede di <strong>Confindustria</strong> il prossimo 20 ottobre.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno nulla è stato più evidente di come le &#8220;rivoluzioni&#8221; culturali, politiche, sociali ed economiche siano sempre più possibili anche grazie all&#8217;utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione e dei nuovi linguaggi che essi richiedono. Internet, smart phone, tablet sono solo alcune delle periferiche fisiche e virtuali che sconfiggono le regole sociali precostituite, a sud del Mediterraneo come a oriente d&#8217;Europa e non solo. Reportage imprevedibili, tam tam planetari connettono mondi e culture, nuovi fondamenti religiosi espongono chiese millenarie a innovazioni culturali significative, come testimonia la presenza del Vaticano su Facebook decisa negli ultimi mesi. Tutto è rivoluzione, tutto è in rivoluzione. E passa per nuovi linguaggi e sistemi di comunicazione in fase di accelerata decodifica.</p>
<p>Anche in questa edizione il summit offrirà un&#8217;esperienza unica a contatto con i guru internazionali della comunicazione, per acquisire competenze indispensabili per comunicare efficacemente nella società contemporanea. Un&#8217;esperienza che sarà resa ancora più indimenticabile grazie alla presenza come main speaker di Zygmunt Bauman, teorico della società liquida, considerato oggi uno dei più noti e ascoltati sociologi dell&#8217;era attuale.</p>
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<div id="contbox" style="text-align: justify;">Interverranno esponenti nazionali ed internazionali del mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico: studiosi, come Mario Morcellini, Direttore dipartimento comunicazione e ricerca sociale della Sapienza di Roma; inprenditori come Vincenzo Boccia, Vice Presidente di Confindustria; esperti di comunicazione pubblica, come Pierre Zémor, Presidente della Federazione Europea delle Associazioni di comunicazione pubblica e Alessandro Rovinetti, Segretario Generale dell&#8217;Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale. E ancora: Fabrizio Romano, capo dell&#8217;Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri, Naceur Mestiri, Ambasciatore di Tunisia in Italia, Gianmaria Vian, direttore de l&#8217;Osservatore Romano, Dundar Kessapli Presidente dell&#8217;Associazione dei giornalisti del Mediterraneo e Antonio Nizzoli dell&#8217;Osservatorio di Pavia.</div>
<div id="partners" style="text-align: justify;"></div>
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		<title>FAREITALIA, FAREIMPRESA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:25:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 29 ottobre 2011; 5:00 pm; ] La Fondazione FareItalia organizza ad Udine, sabato 29 ottobre alle ore 17.00, un meeting con le imprese "FareItalia, FareImpresa"  con la partecipazione di Collino, Saia e Urso.

Per maggiori informazioni visita il sito della Fondazione Fare Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione FareItalia organizza ad Udine, sabato 29 ottobre alle ore 17.00, un meeting con le imprese &#8220;FareItalia, FareImpresa&#8221;  con la partecipazione di Collino, Saia e Urso.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il sito della <a href="http://www.fareitalia.com" target="_blank">Fondazione Fare Italia</a>.</p>
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		<title>FARE ITALIA FARE SUD</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:18:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 27 ottobre 2011; 3:00 pm; ] Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 11, a Bari, presso la sala consiliare del Palazzo della provincia Lungomare Nazario Sauro, si tiene il meeting Fareitalia Faresud.
Con Francesco Paolo Bello, Michele Cozzi, Francesco Divella, Raffaele Fitto, Adriana Poli Bortone, Gaetano Quagliariello, Angelo Sanza, Francesco Schittulli, Adolfo Urso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 11, a Bari, presso la sala consiliare del Palazzo della provincia Lungomare Nazario Sauro, si tiene il meeting<strong> Fareitalia Faresud</strong>.<br />
Con Francesco Paolo Bello, Michele Cozzi, Francesco Divella, Raffaele Fitto, Adriana Poli Bortone, Gaetano Quagliariello, Angelo Sanza, Francesco Schittulli, Adolfo Urso.</p>
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		<title>FAREFUTURO CONVEGNO BIOMASSE</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:16:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 27 ottobre 2011; 3:00 pm; ] Giovedì 27 ottobre 2011 alle ore 15, presso la Fondazione Farefuturo si terrà il convegno sulle biomasse. Con gli onorevoli Andrea Ronchi e Adolfo Urso e il sottosegretario Stefano Saglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 27 ottobre 2011 alle ore 15, presso la Fondazione Farefuturo si terrà il convegno sulle biomasse.<br />
Con gli onorevoli Andrea Ronchi e Adolfo Urso e il sottosegretario Stefano Saglia.</p>
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		<title>PRESENTAZIONE FASCICOLO CHARTA MINUTA</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 13 ottobre 2011; 6:00 pm; ] Giovedì 13 ottobre 2011 alle ore 18, presso la fondazione Farefuturo viene presentato l'ultimo numero della rivista bimestrale Charta minuta, dal titolo Avanti popolari.
Parteciperanno Rocco Buttiglione, Giuseppe Fioroni, Antonio Tajani, Adolfo Urso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giovedì 13 ottobre 2011 alle ore 18, presso la fondazione Farefuturo viene presentato l&#8217;ultimo numero della rivista bimestrale Charta minuta, dal titolo <strong>Avanti popolari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Parteciperanno Rocco Buttiglione, Giuseppe Fioroni, Antonio Tajani, Adolfo Urso.</p>
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		<title>RAPPORTO SVIMEZ 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 23:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fotografia dell’economia del Mezzogiorno nel Rapporto SVIMEZ 2011 appare preoccupante. Quello che si vede, nel quadro presentato all&#8217;interno del rapporto reso noto  il 27 settembre a Roma, è un Mezzogiorno in recessione, che continua a crescere meno del Centro-Nord, dove lavora ufficialmente meno di un giovane su tre e dove il tasso di disoccupazione reale sarebbe del 25%. Un’area a rischio tsunami demografico, in cui nel 2050 gli  over 75 cresceranno di dieci punti percentuali. Mentre serve un nuovo progetto Paese per il Sud, per puntare sui settori più innovativi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La fotografia dell’economia del Mezzogiorno nel <a href="http://web.mclink.it/MN8456/rapporto/rapporto_materiali/2011/rapporto_2011_sintesi_stampa.pdf" target="_blank"><strong>Rapporto SVIMEZ 2011</strong> </a>appare preoccupante. Quello che si vede, nel quadro presentato all&#8217;interno del rapporto reso noto  il 27 settembre a Roma, è un Mezzogiorno in recessione, che continua a crescere meno del Centro-Nord, dove lavora ufficialmente meno di un giovane su tre e dove il tasso di disoccupazione reale sarebbe del 25%. Un’area a rischio tsunami demografico, in cui nel 2050 gli  over 75 cresceranno di dieci punti percentuali. Mentre serve un nuovo progetto Paese per il Sud, per puntare sui settori più innovativi, come la geotermia, le altre rinnovabili, e le filiere territoriali logistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In base a valutazioni SVIMEZ nel 2010 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno dello 0,2%, in decisa controtendenza rispetto al -4,5% del 2009, ma distante di un punto e mezzo percentuale dalla performance del Centro-Nord (+1,7%).<br />
Non va meglio nel medio periodo: negli ultimi dieci anni, dal 2001 al 2010 il Mezzogiorno ha segnato una media annua negativa, -0,3%, decisamente distante dal + 3,5% del Centro-Nord, a testimonianza del perdurante divario di sviluppo tra le due aree.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;industria.</strong><br />
Delle 533 mila unità perse in Italia tra il 2008 e il 2010, ben 281 mila sono nel Mezzogiorno. Nel Sud dunque pur essendo presenti meno del 30% degli occupati italiani si concentra il 60% delle perdite di lavoro determinate dalla crisi. Incide in questa area, più che altrove, il calo fortissimo dell’occupazione industriale (meno 120 mila addetti, che vuol dire quasi il 15% di calo, che diviene il 20% in Campania).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la SVIMEZ per uscire dall’impasse occorre promuovere una nuova politica industriale specifica per il Sud, con risorse adeguate. Uno degli elementi fondamentali dovrebbe essere costituito dalla fiscalità di vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Precarietà giovanile.</strong></p>
<p>Nel 2010 gli occupati in Italia sono stati 22 milioni 872mila unità, 153mila in meno rispetto al 2009, di cui 86.600 nel solo Mezzogiorno. Ma la vera e propria emergenza è tra i giovani.<br />
Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione giovanile (15-34 anni) è giunto nel 2010 ad appena il 31,7% (nel 2009 era del 33,3%): praticamente al Sud lavora meno di un giovane su tre. Situazione drammatica per le giovani donne, ferme nel 2010, al 23,3%, 25 punti in meno rispetto al Nord del Paese (56,5%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Disoccupazione crescente</strong><br />
Nel 2010 il tasso di disoccupazione registrato ufficialmente è stato del 13,4% al Sud e del 6,4% al Centro-Nord, a testimonianza del permanente squilibrio strutturale del nostro mercato del lavoro.<br />
Nel Centro-Nord la perdita di posti di lavoro tende a trasformarsi quasi interamente in ricerca di nuovi posti di lavoro; nel Mezzogiorno solo in minima parte diventa effettivamente ricerca di nuova occupazione. Rispetto all’anno precedente, i disoccupati sono aumentati più al CentroNord (+9,4%) che al Sud (+6,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">In testa alla non invidiabile classifica, la Sicilia, con un tasso del 14,7%, seguita dalla Sardegna (14,1%) e dalla Campania (14%). In valori assoluti i disoccupati sono aumentati di 59.300 unità nel Mezzogiorno, di cui 18.500 in Campania e 12.600 in Puglia.<br />
Il tasso di disoccupazione corretto: dal 13,4 al 25,3% &#8211; Il tasso di disoccupazione ufficiale rileva però una realtà in parte alterata. La zona grigia del mercato del lavoro con tinua ad ampliarsi per effetto in particolare dei disoccupati impliciti, di coloro cioè che non hanno effettuato azioni di ricerca nei sei mesi precedenti l’indagine.<br />
Considerando questa componente, il tasso di disoccupazione effettivo nel CentroNord supererebbe la soglia del 10% (ufficiale: 6,4) e al Sud raddoppierebbe, passando nel 2010 dal 13,4% al 25,3% (era stimato nel 23,9% nel 2009).<br />
Crescono gli inattivi – Dopo una riduzione di 110mila unità nel 2008, nel 2009 gli inattivi in età lavorativa sono cresciuti di 329mila unità nel 2009 e di 136mila nel 2010.<br />
Tra il 2003 e il 2010 gli inattivi in età da lavoro sono cresciuti nel Sud di oltre 750 mila unità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agricoltura la chiave dell&#8217;occupazione.</strong><br />
Occupati e settori – Nel Sud cresce la domanda di lavoro in agricoltura (+2%), dopo la forte flessione del 2009 (-5,8%), con un forte boom in Calabria e Abruzzo, superiore al 10%. In calo l’industria, che segna -5,5%. Ancora peggio se consideriamo l’industria in senso stretto: -7,3%, più del doppio del Centro-Nord (-3,3%).<br />
La dinamica dell’occupazione industriale è sensibilmente negativa in tutte le regioni del Sud, particolarmente in Sicilia (-8,1%), Calabria (-6,9%) e Campania (-6,1%). Fa eccezione il Molise (+3,7%), per l’ampio ricorso alla CIG.<br />
Giù anche i servizi, con un calo dello 0,4%, ben più marcato che nell’altra ripartizione (+0,2%). Particolarmente negativo il dato del Molise (-4,9%) e della Basilicata (-3,6%). In controtendenza la Sardegna (+3,1%).<br />
In valori assoluti, il Sud ha perso nel 2010 77.500 unità nel settore industriale (- 126.600 nel Centro-Nord), e 17.300 unità nei servizi (+52.100 nel Centro-Nord). Gli occupati in agricoltura sono cresciuti invece di 16.500 unità, di cui 8.400 al CentroNord e 8.100 al Sud (con una forbice compresa tra +5.800 in Calabria e -4.900 in Sardegna).</p>
<p>Nel 2009 sono partiti del Mezzogiorno in direzione del Centro-Nord circa 109 mila abitanti. Riguardo alla provenienza, in testa per partenze la Campania, con una partenza su tre (33.800); 23.700 provengono dalla Sicilia, 19.600 dalla Puglia, 14,200 dalla Calabria. In direzione opposta, da Nord a Sud, 67mila persone.</p>
<p style="text-align: justify;">La regione più attrattiva per il Mezzogiorno resta la Lombardia, che ha attratto nel 2009 quasi un migrante su quattro, seguita dalla Lombardia. In Abruzzo, Molise e Campania la prima regione di destinazione resta il Lazio.</p>
<p>Per rilanciare il Mezzogiorno e il Paese è più che mai urgente la realizzazione di grandi infrastrutture di trasporti, per colmare i deficit infrastrutturali dello sviluppo logistico, potenziando i nodi di scambio e intermodali, e le iniziative di sviluppo produttivo collegate, per sfruttare le potenzialità del Mezzogiorno nel Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">La SVIMEZ stima un costo di 60,7 miliardi di euro, di cui 18 miliardi già disponibili e 42,3 da reperire, da dedicare al potenziamento dell’Autostrada Salerno-Reggio Calabria e della Statale “Jonica”; la realizzazione di nuove tratte interne alla Sicilia; l’estensione dell’Alta Capacità (se non dell’Alta Velocità) nel tratto ferroviario SalernoReggioCalabria-Palermo-Catania; il nuovo asse ferroviario Napoli- Bari; infine, il Ponte sullo Stretto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Misure per la crescita</strong><br />
Sette filiere territoriali logistiche per il Sud – La SVIMEZ ha individuato nel Mezzogiorno sette aree, che mostrano potenzialità di sviluppo come Filiere Territoriali Logistiche rivolte all’internazionalizzazione delle produzioni e alla maggiore apertura ai mercati esteri: Area vasta dell’Abruzzo meridionale; Area vasta del basso Lazio e dell’alto casertano; Area vasta Torrese-Stabiese; Area vasta pugliese Bari-TarantoBrindisi; Area vasta della piana di Sibari; Area vasta catanese (Sicilia orientale); Area vasta della Sardegna settentrionale.<br />
Con un compiuto sistema dei trasporti nel Mezzogiorno e una strategia di sviluppo basata su piattaforme logistiche “di filiera” a larga scala, nelle quali offrire servizi completi di cui necessitano le attività produttive e distributive per affrontare il mercato globale, sarà possibile innescare la ripresa a partire proprio da Sud.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Geotermia e rinnovabili.</strong><br />
Nel 2009 la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili (idraulica, eolica, solare, geotermica, rifiuti, biomasse e biogas) è stata di oltre 69mila GWh pari al 23,7% del totale di elettricità prodotta nel nostro Paese. Di questa quota, oltre il 77% proviene dal Centro-Nord.<br />
Guardando invece a eolico, solare, biomasse e biogas, il peso della produzione delle regioni del Sud arriva al 64% del totale. Soltanto l’energia eolica, infatti, viene prodotta per il 98% nel Mezzogiorno (26% in Puglia, 22% in Sicilia, 18% in Campania).<br />
A livello di impianti, dei 74.282 presenti in Italia alla fine del 2009, ben 71.288 (il 96%) sono fotovoltaici. Tra le regioni meridionali, mantiene il primato la Puglia che detiene il 28% del totale meridionale, seguita dalla Sardegna (22%) e Sicilia (20%).<br />
Un’altra strada da battere per il rilancio del Sud è lo sviluppo della geotermia, utilizzata attualmente in Italia solo in Toscana, con 32 impianti.<br />
Le aree italiane con la maggiore ricchezza geotermica si trovano proprio nel Mezzogiorno, lungo il Tirreno meridionale, in Campania, Sicilia, in un’enorme area off shore che va dalle coste campane alle Isole Eolie e, in misura minore, in Sardegna e in Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’energia geotermica presenta il più alto potenziale di sviluppo (pari a livello mondiale a circa tre volte più del solare e dieci volte più dell’eolico) e può offrire, diversamente dalle altre fonti rinnovabili, una produzione continua e costante e una elevata versatilità di dimensione di impianto.</p>
<p style="text-align: justify;">Consulta l&#8217;i<a href="http://www.svimez.it/" target="_blank">ntero rapporto</a>.</p>
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		<title>CASINI APRE A MARONI, IL PDL SULLE PREFERENZE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle recenti parole del Ministro Maroni, sulla necessità di andare avanti con il referendum, fa eco il leader dell'UDC, Pierferdinando Casini che incalza: " Con questa maggioranza impossibile fare riforma elettorale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alle recenti parole del <strong>Ministro Maroni,</strong> sulla necessità di <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/maroni-avanti-con-il-referendum/" target="_blank">andare avanti con il referendum</a>, fa eco il leader dell&#8217;UDC,<strong> Pierferdinando Casini</strong> che incalza: &#8221; <em>Con questa maggioranza impossibile fare riforma elettorale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ancora Casini che spinge per &#8220;<em>dare la parola ai cittadini&#8221;</em>, mentre <strong>Pier Luigi Bersani</strong> si mostra fiducioso sullo stadio terminale dell&#8217;esecutivo &#8220;<em>anche perchè, ogni qualvolta Berlusconi e i suoi dicono che rimarranno fino al 2013 lo spread va su&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il leader dell&#8217;Italia dei Valori,  <strong>Antonio Di Pietro, </strong>si aggiunge al coro dei sì &#8220;<em>Una volta tanto  sono d&#8217;accordo sia con Casini sia con Maroni: i tempi sono maturi per andare ad elezioni. D&#8217;altronde, non ci sono alternative se non si riesce a cambiare la legge elettorale in questa legislatura. Quindi le strade sono due: o elezioni subito o referendum. L&#8217;Italia dei Valori è disponibile ad entrambe le soluzioni</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ne pensa, invece, il padre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli#cite_note-0" target="_blank">Porcellum</a> ? Il <strong>Ministro Calederoli</strong> rivela come la Lega fu costretta ad accettare la<a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/firmo-voto-scelgo/" target="_blank"> legge</a> sotto ricatto. Ai microfoni del Tg1, il leghista ha dichiarato che all&#8217;epoca della nascita dell&#8217;attuale legge elettorale &#8220;<em>la Lega ed il sottoscritto erano a favore del Mattarellum</em>&#8220;, ma &#8220;<em>fummo ricattati da Casini e dall&#8217;Udc, per introdurre un sistema proporzionale</em>&#8221; e &#8220;<em>da Fini che voleva le liste bloccate e Berlusconi che voleva il premio di maggioranza</em>&#8220;, a cui si aggiunse un silenzio assordante da sinistra. Sulla ipotesi di elezioni anticipate, l&#8217;esponente del Carroccio frena, preferendo &#8221;<em>trasformare l&#8217;attuale legislatura in una legislatura costituente</em>&#8221; .</p>
<p style="text-align: justify;">Nel PDL la  linea ufficiale è quella attendista: &#8220;<em>Vogliamo portare avanti le riforme costituzionali e votarle almeno in prima lettura. Poi penseremo alla legge elettorale</em>&#8221; dichiarava Fabrizio Cicchitto, mentre oggi alcuni esponenti del partito, primo fra tutti il capogruppo del Pdl al Senato, <strong>Maurizio Gasparri,</strong> secondo cui  &#8221;l<em>a legge elettorale, quale che sia, deve consentire in primo luogo all&#8217;elettore di scegliere il premier, la coalizione, il programma. Il resto è materia di confronto</em>&#8220;,  invocano un confronto sul presidenzialismo, con l&#8217;introduzione delle preferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>NAPOLITANO: PAESE UNITO O NON CRESCERA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:55:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro appello all&#8217;unità da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. All&#8217;indomani delle critiche dure nei confronti degli appelli di Umberto Bossi alla secessione, il Presidente, in visita a Napoli, è chiarissimo &#8220;O questo Paese cresce insieme o non cresce&#8221;,  rispondendo a chi gli chiedeva se lo sviluppo dell&#8217;Italia non sia imprescindibile anche dallo sviluppo del Sud.
L&#8217;Italia è una e una sola e &#8220;il popolo padano non esiste&#8221;. In questa Italia serva, &#8221; di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!&#8220;, come cantava Dante, l&#8217; inquilino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un altro appello all&#8217;unità da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. All&#8217;indomani delle critiche dure nei confronti degli appelli di Umberto Bossi alla secessione, il Presidente, in visita a Napoli, è chiarissimo &#8220;O<em> questo Paese cresce insieme o non cresce&#8221;, </em> rispondendo a chi gli chiedeva se lo sviluppo dell&#8217;Italia non sia imprescindibile anche dallo sviluppo del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia è una e una sola e &#8220;il popolo padano non esiste&#8221;. In questa Italia serva, &#8221; <em>di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!</em>&#8220;, come cantava Dante, l&#8217; inquilino del Colle richiama le forze politiche, sociali ed economiche all&#8217;unità e alla sobrietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Napolitano &#8220;<em>Si impreca molto contro la politica, ma attenzione ma la politica siamo tutti noi&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Il riferimento, nella visita presso la Facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli dove, sabato 1 ottobre, Napolitano ha ricevuto la prima tessera ad honorem dell&#8217;Associazione ex allievi, è anche alle recenti contestazioni di <a href="http://www.corriere.it/politica/11_settembre_30/dellavalle-giornali-politici_90129dbc-eb99-11e0-bc18-715180cde0f0.shtml" target="_blank">Diego Della Valle</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SONDAGGI: CENTROSINISTRA A PIU&#8217; 10</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:40:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicati i risultati delle rilevazioni effettuate dall' Osservatorio ISPO, di Renato Mannheimer che vedono il centrosinistra in vantaggio di 10 punti: Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo.  Tra gli intervistati, inoltre, il 44%  auspica elezioni anticipate, e non sono solo elettori di centrosinistra a volerle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblicati i risultati delle rilevazioni effettuate dall&#8217; Osservatorio<strong> ISPO</strong>, di <strong>Renato Mannheimer</strong>, che vedono il<strong> centrosinistra in vantaggio</strong> di 10 punti: Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo.  Tra gli intervistati, inoltre, il 44%  auspica elezioni anticipate, e non sono solo elettori di centrosinistra a volerle.</p>
<p style="text-align: justify;">Al voto al voto. La società italiana sembra gridare da ogni compagine la sua voglia di cambiamento. A chiederlo è quasi la maggioranza degli italiani, e tra questi è compresa una quota, seppure contenuta, di elettori del centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i partiti, nonostante non brilli, si mantiene saldo sui consensi il PD con un seguito pari al 27-28%, mentre il PDL continua a perdere consensi, attestandosi poco sopra il 26%. Sono 10 punti in meno rispetto al risultato delle Politiche e delle Europee. Mentre la Lega si mantiene stabile tra il 9 e il 10%.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze di centrosinistra, inoltre, sono di gran lunga più forti di quelle dei partiti di governo le quali solo con un&#8217;alleanza con il terzo polo (che superano il 10%), potrebbero competere con il centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi Udc, Fli e Api si coalizzassero, sarebbero ancora più decisivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cantare vittoria o versare lacrime, però, è ancora presto. <strong>Mannheimer</strong>, infatti, avverte che la percentuale di indecisi rimane assai elevata e, al contempo, la sfiducia crescente non è solo verso il governo, maverso la politica in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, per vincere c&#8217;è bisogno di un leader forte. Basta trovarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta, secondo Mannheimer, a rendere il quadro più teorico che realistico incide anche l&#8217;incertezza sul <a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/maroni-avanti-con-il-referendum/" target="_blank">sistema elettorale </a>che sarà in vigore in caso di elezioni.</p>
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		<title>MARONI: AVANTI CON IL REFERENDUM</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:16:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ne servivano 500.000 perché la proposta di cambiamento della attuale legge elettorale potesse essere accolta dalla Corte di Cassazione. Ne volevano 700.000, i promotori, per essere sicuri che, tra schede nulle, invalidate e altri ostacoli, la proposta restasse valida. Sono state 1.210.000 le firme di cittadini che, tra punti di raccolta nelle piazze, comitati territoriali sempre aperti, e code negli uffici comunali, hanno dato la loro benedizione a questa iniziativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ne servivano 500.000 perché la proposta di c<a href="http://www.fondazionesalvemini.it/articoli/firmo-voto-scelgo/" target="_blank">ambiamento della attuale legge elettorale</a> potesse essere accolta dalla <strong>Corte di Cassazione.</strong> Ne volevano 700.000, i promotori, per essere sicuri che, tra schede nulle, invalidate e altri ostacoli, la proposta restasse valida. Sono state <strong>1.210.000 le firme</strong> di cittadini , tra punti di raccolta nelle piazze, comitati territoriali sempre aperti, e code negli uffici comunali, per dire sì, vogliamo riprenderci il diritto di scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante firme per cotanta svolta richiesta; tanto che il <strong>Ministro dell&#8217;Interno</strong>, Roberto Maroni, si è dichiarato meravigliato dal numero di firme, e impressionato per il fatto che esse siano state raccolte in soli due mesi. Un <strong>segnale forte dal popolo italiano</strong>, un modo come tanti per dire basta alla casta. Per far tornare la politica una <em>res publica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La classe politica, adesso, deve ascoltare. Anche Maroni la pensa così &#8220;<em>Sono dell&#8217;opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum. Non so se il Parlamento si metterà a riformare la legge elettorale, ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vada avanti, dunque. Si sbilancia anche il segretario del Pdl, <strong>Angelino Alfano</strong>, ribadendo che è &#8220;<em>giusto consentire di esprimere una preferenza</em>&#8220;, ma solo se ci sarà  la possibilità di indicare il presidente del Consiglio. Una linea con cui concorda il <strong>Cavaliere</strong>, convinto che il PDL vincerà con qualsiasi sistema elettorale, anche se, sul nodo delle preferenze, le posizioni del partito non sembrano essere univoche.</p>
<p style="text-align: justify;">Una voce tra le tante è quella di <strong>Fabrizio Cicchitto</strong>, secondo cui &#8220;<em>Esistono sistemi che consentono di avvicinare i cittadini elettori senza ritornare alle preferenze che fu una delle cause della crisi della prima Repubblica perchè costringono i candidati a ricercare risorse molto rilevanti&#8221;</em> . E secondo il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, la legge elettorale potrebbe essere cambiata nella primavera del 2012,  dopo la prima lettura in Parlamento della riforma costituzionale federalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un risultato che lascia il segno. La scossa del comitato dei referendari, infatti, ha colpito anche l&#8217;opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arturo Parisi,</strong> coordinatore del comitato, si toglie qualche sassolino dalla scarpa chiedendosi  &#8221;<em>Bersani ha messo la sua firma? Prodi lo ha fatto</em>&#8220;, in merito alla richiesta da parte del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, di un cenno di ringraziamento per il contributo dato alla raccolta delle firme.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>Terzo Polo</strong>, invece, <strong>Gianfranco Fini</strong> lancia l&#8217;appello a &#8220;<em>fare una nuova legge elettorale in Parlamento che sia la più condivisa possibile e con una maggioranza ampia</em>&#8220;.</p>
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		<title>CHANGE, OBAMA PREOCCUPATO</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 19:06:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un Obama preoccupato e pessimista, il presidente ed il politico che incontra ad una cena elettorale i propri sostenitori, per chiamarli a raccolta, per chiedere loro impegno e sostegno in vista delle Presidenziali del 2012.
Dalla fiducia nel Cambiamento, che gli ha fatto vincere le elezioni e ha fatto esultare ogni compagine riformista nel mondo, alla disillusione del suo popolo, che non crede quasi più nel metodo Obama, di cambiamenti non ne hga ancora visti, ma non smette di desiderarli.
Non sono pochi i grattacapi che il presidente degli Stati Uniti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; un <strong>Obama</strong> preoccupato e pessimista, il presidente ed il politico che incontra ad una cena elettorale i propri sostenitori, per chiamarli a raccolta, per chiedere loro impegno e sostegno in vista delle Presidenziali del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla fiducia nel <strong>Cambiamento</strong>, che gli ha fatto vincere le elezioni e ha fatto esultare ogni compagine riformista nel mondo, alla disillusione del suo popolo, che non crede quasi più nel metodo Obama, di cambiamenti non ne hga ancora visti, ma non smette di desiderarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono pochi i grattacapi che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha avuto in questi anni di mandato. Oltre alla crisi economica si sono avvicendate emergenze ambientali e di sicurezza, misure di austerità e crisi non solo economiche. Non perde il suo ottimismo, la sua tenacia e, pur nella consapevolezza di una &#8220;<em>rielezione difficile per colpa della crisi economica&#8221;</em>, a causa della quale <em>&#8220;la gente ha perso la fiducia&#8221;, </em>invita i suoi sostenitori a lavorare duro per vincere le elezioni del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L&#8217;unico modo per essere rieletto</em> -sostiene il presidente americano &#8211; <em>è fare in modo che tutti voi vi impegnate a questo scopo. Spero che siate pronti a un anno di duro lavoro&#8221;,</em> a sostegno della sua linea politica e contro i repubblicani che, secondo Obama, vogliono  <em>&#8220;abrogare leggi a difesa dell&#8217;ambiente, ridurre al minimo l&#8217;operato del governo e soprattutto permettere alle forze più potenti del nostro Paese di scriversi da sole le loro regole&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Presidente, che in Parlamento si trova ormai una maggioranza repubblicana che ostacola i suoi emendamenti, il bilancio dei risultati raggiunti non è affatto scuro, perché le riforme sono state tante, da quella sanitaria a quella scolastica, all&#8217;uguaglianza salariale, ma quello che ancora non è riuscito a fare è <em>&#8220;è cambiare Washington, la gente così ha perso, fiducia, confidenza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>FAREFUTURO E MAGNA CARTA, CICLO DI INCONTRI: I CONTI A DESTRA SI FANNO CON LE IDEE</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 16:37:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 12 ottobre 2011; 6:00 pm; 23 novembre 2011; 6:00 pm; 15 dicembre 2011; 6:00 pm; ] Riprende il ciclo di incontri organizzati da Farefuturo e Magna Carta "I conti a destra si fanno con le idee".
Per superare i particolarismi e le divisioni la Fondazione Fare Futuro e la Fondazione Magna Carta hanno deciso di avviare un confronto sui grandi temi del dibattito politico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprende il <a href="http://www.farefuturofondazione.it/documenti/pdf/incontriFFMC.jpg" target="_blank">ciclo di incontri </a>organizzati da Farefuturo e Magna Carta &#8220;I conti a destra si fanno con le idee&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare i particolarismi e le divisioni la Fondazione <strong>Fare Futuro</strong> e la Fondazione<strong> Magna Carta</strong> hanno deciso di avviare un confronto sui grandi temi del dibattito politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le prossime date:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12 OTTOBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bipolarismo, bipartitismo e riforme istituzionali<br />
Fondazione Magna Carta &#8211; via dei Lucchesi, 26<br />
con Luigi Di Gregorio e Giovanni Orsina<br />
modera Raffaele Perna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>23 NOVEMBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>La riforma della Giustizia<br />
Fondazione Farefuturo &#8211; via del Seminario, 113<br />
con Stelio Mangiameli e Giorgio Spangher<br />
modera Gianluca Brancadoro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>15 DICEMBRE ore 18</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Coesione nazionale a 150 anni dall’Unità d’Italia<br />
Fondazione Magna Carta &#8211; via dei Lucchesi, 26<br />
con Alessandro Campi e Piero Craveri<br />
modera Federico Eichberg</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni rivolgersi contattare lo 0640044130 oppure 064880102.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CONVEGNO FARE ITALIA POPOLARE, 5 OTTOBRE CON ALFANO, COLLINO, RONCHI, SCALIA, URSO, FRATTINI</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/convegno-fare-italia-popolare-5-ottobre-con-alfano-collino-ronchi-scalia-urso-frattini</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 16:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 5 ottobre 2011; 5:00 pm; ] La Fondazione FareFuturo organizza, per mercoledì 5 ottobre p.v. un convegno dal titolo "Fareitalia popolare", alle ore 17, presso il Tempio di Adriano di Roma.  
Interverranno gli onorevoli Angelino Alfano, Giovanni Collino, Andrea Ronchi, Pippo Scalia, Adolfo Urso e il ministro Franco Frattini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fondazione <strong>FareFuturo</strong> organizza, per mercoledì 5 ottobre p.v. un <a href="http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&amp;Art=1136&amp;Cat=1&amp;IdTipo=0&amp;TB=InAgenda&amp;CCA=9" target="_blank">convegno</a> dal titolo &#8220;<strong>Fareitalia popolare</strong>&#8220;, alle ore 17, presso il Tempio di Adriano di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Interverranno gli onorevoli<strong> Angelino Alfano, Giovanni Collino, Andrea Ronchi, Pippo Scalia, Adolfo Urso e il ministro Franco Frattini</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immagini dal convegno</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 10:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini evento]]></category>

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		<description><![CDATA[
































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			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/ainis-e-relatori1' title='ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/AINIS-E-RELATORI1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, MICHELE AINIS, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/behadandriasechi' title='RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/behaDANDRIASECHI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI" title="RENATO D&#039;ANDRIA, OLIVIERO BEHA, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/behaveltri' title='OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/BEHAVELTRI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA" title="OLIVIERO BEHA, RENATO D&#039;ANDRIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/butti' title='ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/BUTTI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROCCO BUTTIGLIONE" title="ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/buttiglione1' title='ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/buttiglione1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ROCCO BUTTIGLIONE" title="ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/buttiglione2' title='RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/buttiglione2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE" title="RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/dandria_butt' title='ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DANDRIA_BUTT-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI" title="ELIO VELTRI, RENATO D&#039;ANDRIA, ROCCO BUTTIGLIONE, MARIO SECHI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/dandria_delia' title='RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/DANDRIA_DELIA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA" title="RENATO D&#039;ANDRIA, SERGIO D&#039;ELIA" /></a>
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<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/facci' title='FILIPPO FACCI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/FACCI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="FILIPPO FACCI" title="FILIPPO FACCI" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/fortunato1' title='GIUSEPPE FOTUNATO'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Fortunato1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="GIUSEPPE FOTUNATO" title="GIUSEPPE FOTUNATO" /></a>
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<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/palladino-dandria' title='VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Palladino-dandria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA" title="VINCENZO PALLADINO, RENATO D&#039;ANDRIA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/pannello' title='DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/Pannello-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA" title="DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA" /></a>
<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/pecoraroscanio' title='ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PecoraroScanio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI" title="ALFONSO PECORARO SCANIO, MARIO SECHI" /></a>
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<a href='http://www.fondazionesalvemini.it/immagini-dal-convegno/platea2' title='PUBBLICO IN SALA'><img width="150" height="150" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/10/PLATEA2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="PUBBLICO IN SALA" title="PUBBLICO IN SALA" /></a>
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		<title>ROMANO RESTA MINISTRO</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sfiducia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Camera il no alla sfiducia del Ministro Romano, 315 no, 294 sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Indagato per <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, il titolare delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali,  incassa una prima vittoria. Ieri è stata respinta dalla camera la<strong> mozione di sfiducia</strong> presentata dal Pd, nei confronti di <strong>Saverio Romano</strong>,  con 315 no e 294 sì. 19 gli assenti, di cui 6 del Pdl, 1 dell&#8217;Udc , 2 di Fli, 7 del Pd, 1 Mpa e 2 del gruppo Misto.<br />
Con un premier che si dice &#8220;<em>molto soddisfatto, anche perché ci sono stati 315 voti con le assenze giustificate e questo significa che la maggioranza è a 325 e si possono fare le riforme</em>” per Romano il voto non è solo un respiro di sollievo, ma una garanzia in più per il Governo, che si mostra compatto e puo’ proseguire nelle riforme.<br />
Dai comportamenti in aula, però, la solidarietà non sembra di casa. Durante il discorso , prima delle dichiarazioni di voto, in cui Romano invita, invece di guardare il dito, a “g<em>uardare alla luna: io sono da tempo oggetto di una campagna di aggressione senza precedenti che non auguro a nessuno. Quello che un tempo era l&#8217;ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte</em>” attorno a lui c’è un banco del governo vuoto che , solo alla fine, vede i i ministri Raffaele Fitto e Mara Carfagna a tre sedie di distanza. L’unico, al suo arrivo, a sedersi vicino al Ministro Romano, è Umberto Bossi, seguito da Tremonti.</p>
<p>Il dibattito e il voto sono stati caratterizzati da tensioni e dimostrazioni, dentro l’aula e sul web. Intervento durissimo, quello di <strong>Di Pietro</strong> : “<em>Faccia valere le sue ragioni davanti al giudice ma non coinvolga le istituzioni, io nel 1996 mi sono dimesso 12 minuti dopo aver saputo che si indagava su di me a Brescia, lei è un mammasantissima che ha preteso di diventare ministro&#8221;. &#8220;Lei chiede a questo parlamento un voto di scambio, chiede al parlamento di comportarsi come in un&#8217;associazione criminale”</em>.</p>
<p>Molte le <strong>manifestazioni dei deputati</strong>, dall’<strong>Italia dei Valori</strong> che ha sfoggiato un volantino, che sarà affisso al Nord dall&#8217;Idv, contro “<strong>Lega Poltrona</strong>”, che “<em>assolve i corrotti i piduisti e i mafiosi che siedono in Parlamento</em>”, mentre “c<em>ondanna gli artigiani, le piccole imprese, i lavoratori</em>” a <strong>Futuro e Libertà</strong> che ha esposto sui banchi delle vignette dedicate al &#8220;<em>Pornostato</em>&#8221; e, appena terminato l&#8217;intervento del leghista Sebastiano Fogliato, esposto un cartello, rivolti verso i colleghi leghisti: &#8220;alla faccia della Lega-lita&#8221;.</p>
<p>Assordante l’<strong>assenza da parte dei 6 deputati radicali</strong> che non hanno partecipato al voto, sconfessando la linea della loro coalizione e invocando a gran voce l’amnistia.<br />
Epilogo commovente, conclusosi con un abbraccio tra il premier e il ministro, al «No, il bacio no!», di deputato del Pd, mentre gli altri fanno buuu e i pidiellini applaudono.<br />
Nel frattempo al nord, in radio e su internet imperversa la protesta dei Giovani padani che perdono fiducia nel loro leader, mentre Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, ha lanciato una campagna ‘Obama-style’ per invitare la gente del Nord a scrivere ai parlamentari leghisti per protestare contro la decisione di “salvare il Romano imputato per mafia”.</p>
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		<title>BCE: IL CORSERA PUBBLICA IL DOCUMENTO CONFIDENZIALE</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[banca d'italia]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra 5 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui viene sviscerato il documento segreto della Bce del 5 agosto scorso. Paragonato ad un vero e proprio programma di governo, il documento è tanto peciso quanto esplicito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei giorni in cui il dibattito politico imperversa sulla nomina del<strong> nuovo vertice di Bankitalia</strong>, il Corriere della Sera pubblica un articolo a firma di Mario Sensini dove si esamina, punto per punto, la famosissima<strong> lettera “confidenziale”</strong> che la <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha inviato all’Italia l’agosto scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">I leader dell’opposizione, quella originaria, Bersani e Casini, firmano un comunicato congiunto dove di dicono “<em>Preoccupati per Bankitalia</em>&#8220;, per l’incertezza sulla successione a Mario Draghi, Antonio di Pietro accusa il governo di “mercanteggiamenti per cariche di garanzia”, mentre Bossi spinge per l’accelerazione della nomina. Un quadro di agitazione “sommersa” dalle parole del capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto che nega uno scontro in corso, poiché la questione è &#8221; così delicata che va affrontata con una grande ponderazione” e riflessione. Ma che spinge Berlusconi verso la moderazione invitando a mettere &#8221; d<em>a parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l&#8217;economia e per portare l&#8217;Italia fuori da questa crisi</em>&#8220;. Sono tante le preoccupazioni sul braccio di ferro tra Berlusconi che vuole Saccomanni e Tremonti che punta su Grilli, con l&#8217;importante sponda di Umberto Bossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo il Consiglio superiore di via Nazionale ha ricevuto l&#8217;attesa lettera da Palazzo Chigi con l&#8217;indicazione del futuro governatore, la riunione di ieri delle 11.30 è terminata, però, come una seduta ordinaria. Nel pomeriggio si sono susseguiti diversi incontri a Palazzo Chigi, tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il governatore uscente Mario Draghi, tra Berlusconi e Tremonti mentre Draghi era al Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vociferano nuovi nomi come Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce e Ignazio Visco, vicedirettore di via Nazionale. Mentre da Bankitalia Paolo Blasi fa sapere che &#8220;<em>L&#8217;autonomia della banca è un bene prezioso, non si faccia l&#8217;errore di considerare il parere del Consiglio superiore come una sinecura</em>&#8220;, stamane il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui viene sviscerato il documento segreto della Bce del 5 agosto scorso. Paragonato ad un vero e proprio programma di governo, il documento è tanto peciso quanto esplicito.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La drammatica situazione dei mercati di quei primi giorni d&#8217;agosto, l&#8217;ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, forse, imponevano di andare dritto al dunque</em>” scrive Sensini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i punti: il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013, raggiungere un deficit pubblico pari all&#8217;1% del prodotto interno lordo già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno, ridurre gli stipendi pubblici, rendere più severi i criteri per ottenere le pensioni di anzianità e di allungare l&#8217;età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio già nel 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml" target="_blank">Leggere per credere. </a></p>
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		<title>ITALIA – LA VIA D’USCITA POSSIBILE DALLA MORSA DELLA CRISI</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 23:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parla Renato d’Andria, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini di Roma.

D’Andria: «è arrivato il momento che i falsi moralisti si facciano da parte e lascino lavorare il Paese».
Le campagne mediatico-giudiziarie a base di scandali privati che rimbalzano dalla stampa italiana a quella internazionale stanno alimentando le manovre speculative in atto sulla pelle degli italiani, col rischio concreto d’infliggere il colpo di grazia alle residue speranze del Paese di risalire la china e ricominciare a costruire il suo futuro. Ma fino a che punto si tratta di eventi imprevedibili, atti giudiziari ineccepibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Parla Renato d’Andria, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini di Roma.</em></p>
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<p style="text-align: justify;"><em>D’Andria: «è arrivato il momento che i falsi moralisti si facciano da parte e lascino lavorare il Paese».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le campagne mediatico-giudiziarie a base di scandali privati che rimbalzano dalla stampa italiana a quella internazionale stanno alimentando le manovre speculative in atto sulla pelle degli italiani, col rischio concreto d’infliggere il colpo di grazia alle residue speranze del Paese di risalire la china e ricominciare a costruire il suo futuro. Ma fino a che punto si tratta di eventi imprevedibili, atti giudiziari ineccepibili e relativi dati di cronaca doverosamente riportati all’opinione pubblica? Ed esistono strade percorribili per uscire dal pantano e rilanciare le sorti economiche del Paese?</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo ed altro parliamo con Renato d’Andria all’indomani del convegno organizzato dallaFondazione Gaetano Salvemini lo scorso 21 settembre alla Sala Capranichetta di Piazza Montecitorio. Un incontro che ha visto l’attenta partecipazione di un folto pubblico e un parterre de roi comprendente, fra gli altri, personalità del mondo accademico come Michele Ainis, giornalisti di grido come Oliviero Beha, Filippo Facci e Mario Sechi, politici comeRocco Buttiglione ed Elio Lannutti, per citare solo i principali esponenti dello star system italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidente d’Andria, il convegno ha preso le mosse da una sua considerazione ben precisa: nel Paese è in atto una guerra civile, di fronte alla quale è necessario assumere tempestivamente rimedi, prima che sia troppo tardi.  Quali sono, a suo giudizio, le forze contrapposte in campo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Paese è dilaniato da una guerra combattuta non con le armi tradizionali, ma con quelle ben più sofisticate della comunicazione, i cui effetti sull’economia di una nazione possono essere devastanti. Dietro le quinte operano lobby comprendenti anche personaggi stranieri, portando avanti disegni a danno degli italiani. Una situazione che rischia di condurci alla rovina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo tali manovre vengono attuate?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Coloro che sanno leggere dietro le righe comprendono perfettamente che molto spesso ad influenzare i media europei ed internazionali sono gruppi di giornalisti italiani, o residenti comunque in Italia, che sono ben addestrati al gioco di sponda per creare un’immagine aberrante del nostro Paese, qui da noi ed anche sull’estero. Attraverso la cattiva immagine si crea la sensazione di un Paese a guida debole e inaffidabile. Il che fa scendere le “quotazioni” dell’Italia sui mercati e favorisce gli speculatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gruppi di giornalisti, insomma, al servizio delle lobby speculative?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è solo uno dei principali fattori che alimentano la crisi italiana. Si tratta di personaggi che, se fossimo in una guerra combattuta con le armi, dovremmo definire come “asserviti al nemico”. E in tal caso dovrebbero anche assumersi le responsabilità del loro operato, dei danni economici e sociali che stanno producendo alle imprese e alle famiglie italiane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualcuno obietta però che gli “scandali” sono reali, la magistratura li persegue e i giornali ne scrivono. Non è così?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I vizi privati sono una costante del potere, questa è storia. Se andassimo a guardare sotto le lenzuola di tutti coloro che ci hanno governato, e di molti che ancora sono al potere, troveremmo ben altro, rispetto ai presunti “scandali” che riempiono oggi le prime pagine dei giornali. Vere e proprie Sodoma e Gomorra. Perciò, è arrivato il momento che i falsi moralisti si facciano da parte e lascino lavorare il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ a questo che si riferiva quando, in apertura dei lavori del convegno, ha lanciato la proposta di una Pax Berlusconiana? Un’idea sicuramente immaginifica, ma fino a che punto può essere concretamente percorribile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In due diversi momenti della nostra storia una Pax ha posto fine a decenni di laceranti guerre civile e permesso all’Italia di riprendere in mano il suo futuro. Mi riferisco alla Pax Augustea, celebrata nell’Ara Pacis. E, in tempi più recenti, alla Pax Togliattiana.  Nell’ultimo dopoguerra il Paese si ritrovò con circa 140mila persone da processare per crimini atroci, come l’omicidio. Esiti terribili di conflitti che spesso nulla avevano di realmente “politico”, ma derivavano da regolamenti di conti per il potere. In quella situazione l’allora ministro di Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti emanò un provvedimento di pacificazione generalizzata, un’amnistia grazie alla quale fu possibile porre le fondamenta per l’Italia democratica in cui viviamo oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ritiene dunque che si debba accogliere e sostenere la proposta di amnistia avanzata con forza da Marco Pannella, anche nei confronti del premier?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qui va fatto un distinguo. La proposta di amnistia va accolta e sostenuta, ma per quanto riguarda Berlusconi il discorso è diverso. Pannella ha parlato di un “salvacondotto”, da altre parti si è sentito dire che potremmo “far uscire la sua famiglia dall’Italia”. Proposte inaccettabili e, prim’ancora, del tutto improponibili. Simili idee potevano riguardare Saddam Hussein. O possono oggi essere ipotizzate per Gheddafi. Ma L’Italia non è l’Iraq né la Libia. E Silvio Berlusconi non è certo un dittatore. Per questo noi sosteniamo l’idea di una Pax Berlusconiana, che sia lo stesso premier a promuovere. Non per se stesso, ma per il bene del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la Fondazione Salvemini porterà avanti questo discorso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente. Il convegno del Capranichetta è stato solo il primo momento di confronto ed aggregazione che la Fondazione ha promosso su temi di stringente attualità politica, via via sempre più urgenti. Altri ne seguiranno, mentre stiamo mettendo in campo una linea editoriale a sostegno delle nostre proposte, sempre sulla scia degli insegnamenti di un grande meridionalista come Gaetano Salvemini.</p>
<p style="text-align: justify;">Rita Pennarola</p>
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		<title>Intervento Mario Sechi</title>
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		<title>Intervento Renato d&#8217;Andria</title>
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		<title>Intervento Elio Veltri</title>
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		<title>Intervento Mario Sechi</title>
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		<title>Intervento Michele Ainis</title>
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		<title>Intervento Oliviero Beha</title>
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		<title>Intervento Elio Lannutti</title>
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		<title>Intervento Roberto Giovannini</title>
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		<title>Domande e risposte</title>
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		<title>Intervento Giuseppe Fortunato</title>
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		<title>Intervento Alfonso Pecoraro Scanio</title>
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		<title>Chiusura</title>
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		<title>ESPERTI AL CONFRONTO PER PROCESSO DI PACIFICAZIONE NAZIONALE</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:32:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana, convegno nazionale della Fondazione Salvemini, 21 settembre 2011. Nella Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale in Roma, dall’acuta e realistica introduzione del presidente della Fondazione Renato D’Andria e dall’abile ed agile moderazione del direttore de Il Tempo, Mario Sechi, si apre la stagione politica autunnale, attraverso un confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti, sulla condizione non solo politica in cui l’Italia versa da tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h6><span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; font-weight: normal;">Si è svolto lo scorso mercoledì <strong>21 settembre 2011</strong>, il <strong>convegno nazionale,</strong> promosso dalla <strong>Fondazione Gaetano Salvemini,</strong> dal titolo “<strong>Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana</strong>”.</span></h6>
<p style="text-align: justify;">Nella <strong>Sala Capranichetta</strong> dell’<strong>Hotel Nazionale</strong> in <strong>Roma</strong>, dall’acuta e realistica introduzione del presidente della Fondazione <strong>Renato d’Andria</strong> e dall’abile ed agile moderazione del direttore de <strong>Il Tempo</strong>, <strong>Mario Sechi</strong>, si apre la stagione politica autunnale, attraverso un confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti, sulla condizione non solo politica in cui l’Italia versa da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Una manifestazione dal senso particolare, promossa dall’ interesse a far sì che molte menti e molte persone che hanno a cuore le sorti dell’Italia e, in particolare, del Mezzogiorno, negli ultimi anni molto trascurato, possano unirsi per realizzare iniziative volte al bene del Paese</em>” è questo l’incipit del <strong>presidente</strong> Renato d’Andria che riconosce all’<strong>Italia</strong> una condizione di <strong>autentica guerra fra gruppi di potere contrapposti.</strong> Una guerra che ha minato le sorti economiche e sociali del Paese negli ultimi vent’anni “<em>in cui le lobby giocano dietro le quinte a discapito degli italiani, e noi ci teniamo a che questo non avvenga” </em>trovando<em> “una strada per una pacificazione nazionale che già ha avuto in passato delle opportunità che si sono verificate anche in anni lontani, non ultima quella togliattiana. Il popolo non può sopportare situazioni abnormi, le lobby non possono giocare sulla vita degli italiani, bisogna trovare velocemente una soluzione democratica, giusta, eguale e fare in modo che tutto venga a riportarsi nel suo alveo</em>”. Non a “salvacondotti” o “exit strategy”, dunque, ma riferimento a modelli storici epocali, come la <strong>Pax Augustea</strong> e la <strong>Pax Togliattiana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura di<strong> Gaetano Salvemini</strong> resta ben impressa nelle menti dei presenti con le parole di <strong>Elio Veltri</strong> (Democrazia e Legalità) che, nel discorrere sulle qualità dell’economista nonché grande politico italiano, ricorda alla platea la celebre citazione “<em>Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’idea di una <strong>politica proba</strong> e<strong> intellettualmente onesta</strong>, secondo cui <em>“l’ umiltà è la via maestra per la tolleranza e la libertà</em>” lanciata da Veltri, si sono susseguite notevoli<strong> riflessioni sulla condizione del Paese</strong>, da cui è scaturito un fervente dibattito sui <strong>valori</strong> e sulle <strong>dinamiche</strong> della <strong>politica</strong> odierna.</p>
<p style="text-align: justify;">Sostanziale conferma alla diagnosi del presidente D’Andria arriva dalle parole del costituzionalista <strong>Michele Ainis</strong> (Università Roma Tre), che descrive l’Italia come un “<em>paese disunito, frastagliato, in una guerra civile silenziosa”. Per due ragioni, perché “questo Paese è frastagliato in lobby, corporazioni, caste che sono l’una contro l’altra” e perché “si è aperta una frattura tra la società politica e la società civile</em>”, dovute soprattutto al potere delle corporazioni, l’immobilità sociale, principalmente intergenerazionale in cui “i parenti sono più importanti dei talenti”, una scarsa libertà economica e un indice di competitività basso. Una <strong>crisi</strong> che non è solo <strong>etica</strong> e di<strong> legalità</strong> ma anche di <strong>eguaglianza</strong> e di <strong>efficienza</strong>. Quale la cura? Un meccanismo che possa rendere vincolante una qualche rotazione delle cariche, non solo politiche, ma anche dirigenziali e che coniughi all’esercizio del potere la responsabilità del rendere conto del proprio operato.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo<strong> Oliviero Beha</strong> (Rai) ci troviamo nelle condizioni di una “<em>pace incivile</em>”, di “<em>democrazia sfatta che si chiama ancora democrazia”, inoltre, “la rievocazione della pax togliattiana ha una sua dimensione spazio temporale che non può essere riproposta oggi, poiché le ragioni del suo essere sono polverizzate in questa organizzazione sociale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>Filippo Facci</strong> (Libero)  il problema reale è che non succede nulla di concreto per l’abbattimento della attuale condizione politica da parte della società civile. “<em>Il naufragio della politica odierno è avvenuto in totale assenza di tensione, la pace incivile è pericolosa perché si traduce da una parte nella disaffezione e nella narcotizzazione della società civile, dall’altra nella esistenza di una politica che non è politica, da far sparire</em>”. Tale condizione genera effetti a medio lungo termine di cui ora non abbiamo sentore, ma che saranno dannosi per la nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di vista del senatore <strong> Elio Lannutti</strong> (Idv) si esprime in una esigenza di <strong>recupero degli ideali</strong> e delle condizioni che riportino i rappresentanti politici al loro compito originario, il<strong> mettersi a servizio del popolo</strong>. “<em>Il politico non deve avere i paraocchi, deve avere una visione, che non c’è più. Altrimenti saremo sempre sotto ricatto delle oligarchie che dal 7 luglio 2007 hanno distrutto 40 milioni di posti di lavoro, ci vuole un nuovo coraggio al di là di destra, sinistra o centro. Solo così avremo una speranza per i nostri giovan</em>i”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sergio D’Elia</strong> (Nessuno Tocchi Caino), invece, parla di “<em>un regime che dura da 60 anni. Berlusconi non è altro che un prodotto dei due trentenni precedenti</em>” pertanto <em>“va voltata pagina”</em> rispetto ad un passato. Va risolta, poi, necessariamente, la questione della giustizia. Una questione istituzionale e sociale. “<em>Il nostro Paese viene condannato mille volte dalla giustizia europea per come si comporta nei tribunali e nelle carceri. Il Consiglio d’Europa considera il nostro Paese, per la non amministrazione della giustizia, come un Paese non libero. La proposta di amnistia di Pannella è un atto di buon governo per tentare di ripristinare le regole democratiche del nostro paese</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Giovannini</strong> (La Stampa) denuncia la <strong>mancanza di consapevolezza</strong> delle condizioni reali del Paese. &#8220;<em>Non ci si rende conto di qual è la realtà, sul fronte del lavoro, sul fronte dell’economia, non si parla della condizione delle persone. Avete fatto caso che ogni giorno apre un “Pronto Oro”, che si comprano meno pacchetti di sigarette e più di tabacco? Secondo Confcommercio negli ultimi 40 anni la spesa di consumo è raddoppiata fino al 42%, la quota di consumi liberi diminuita dal 77% al 60%. Un giovane su tre non ha lavoro e forse non lo troverà. Milioni di persone non hanno un futuro programmabile. Il Ministro Sacconi ha detto che se non sei sicuro di poter licenziare, non puoi assumere. Viene meno la vaga speranza di trovare qualcosa che vada oltre i tre mesi</em>”. A tale condizione, il giornalista propone una <strong>pacificazione economica</strong> che dia stabilità, reddito, consumi, vita migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Fortunato</strong> (Autorità Garante per la Privacy), nell’operare una sintesi delle varie posizioni degli intervenuti al dibattito, richiama l’attenzione sull’importanza della <strong>politica in quanto cosa bella</strong>. <em>“Stiamo affrontando una grande questione politica. Il nodo di fondo è che è andato crescendo e sviluppandosi un modello di rapporti che potremmo definire capo-partitocrazia. Una polemica vecchissima. Abbiamo costruito un sistema in cui anche i partiti si sono svuotati. Viviamo in un clima in cui ci sono gli assedianti e gli assediati&#8221;. </em>L’elettore non è più soddisfatto e si è rotto il rapporto tra cittadino, classe politica ed istituzioni.<em> “La domanda impegnativa su cui dobbiamo concentrare l’attenzione è la via d’uscita. Con un approccio vincente che non sia sfiduciato, speranzoso o appellante. La soluzione non può essere relegata alla transazione con la classe politica. È necessario che ci sia un interventismo pacifico, la società deve esprimersi. Non è il momento di affrontare soltanto le piccole emergenze, ma il momento che i cittadini tutti uniti dicano le stesse cose che la classe politica dice, mette nei programmi ma ancora ha da realizzare</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Vice Presidente alla Camera<strong> Rocco Buttiglione</strong> (Udc) chiude la giornata di lavoro con degli <strong>interrogativi sulla questione democratica</strong> “<em>Perché i partiti italiani sono senza democrazia? Perché in Italia i canali della comunicazione politica sono intasati? La costituzione italiana prevede che i partiti devono essere democratici e che lo Stato può fare una legge per garantire la democrazia interna dei partiti. Però non l’abbiamo fatta perché in Italia ci sarebbe stata una guerra civile</em>”. Secondo l’ Onorevole è venuta meno la <strong>questione ideale</strong>: “<em>la politica è corrotta ma anche la società non sta molto meglio. Quanta gente vota perché gli è stato fatto un favore. Si è corrotto anche il corpo elettorale. Bisogna ricostruire. La politica è responsabilità, perché si decide della vita degli altri</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si conclude con un lungo dibattito con la platea questo primo passo verso la ricostruzione di un <strong>dialogo costante con la società civile</strong>, dove il<strong> movimento</strong>, il<strong> dialogo</strong> con il popolo potranno alimentare la <strong>partecipazione</strong> e il <strong>cammino</strong> verso una società italiana  ricca, collegata, in una parola, migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/335880/dalla-pax-togliattiana-alla-pax-berlusconiana-liberiamo-litalia-dal-blocco-trasversale-delle-oligarchie-e-" target="_blank">Ascolta gli interventi audio su Radio Radicale</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FEDERALISMO FISCALE SOTTO LA LENTE DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 21:09:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le proposte di Gaetano Salvemini, secondo il pensiero del presidente Renato D’Andria, rappresentavano una risposta di avanguardia alla crisi dello Stato liberale. Quello di Salvemini era un progetto capace di dare una soluzione innovativa volta a garantire il controllo, da parte dei cittadini, dell’operato di politici e amministratori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il processo di <strong>Federalismo</strong> sostenuto da <strong>Gaetano Salvemini</strong> rappresentava una soluzione concreta per unire e per emancipare l’Italia, intesa dallo storico come un’unica comunità democratica e solidale. Non a caso, la nozione di <strong>Federalismo</strong> salveminiana, venne più volte definita di tipo “centrifugo”, tendente ovvero dall’unità alla pluralità. Una proposta fortemente orientata verso la convinzione che l’autonomia degli enti locali non dovesse ridursi al decentramento amministrativo e che la prospettiva funzionale alla nazione dovesse essere quella unitaria e gradualista, basata sul modello della democrazia partecipativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proposte di <strong>Gaetano Salvemini</strong>, secondo il pensiero del presidente <strong>Renato d’Andria</strong>, rappresentavano una risposta di avanguardia alla crisi dello Stato liberale. Quello di Salvemini era un progetto capace di dare una soluzione innovativa volta a garantire il controllo, da parte dei cittadini, dell’operato di politici e amministratori.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;approvazione della legge delega sul federalismo fiscale <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09042l.htm">n. 42/2009</a> ha avviato nel nostro Paese, un processo di riforma politico e istituzionale che inciderà profondamente sulla finanza pubblica e la fornitura dei livelli essenziali di molte prestazioni pubbliche. La legge delega sancisce l&#8217;autonomia finanziaria di entrata e di spesa per i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni, in attuazione dell&#8217;art.119 della Costituzione e, nelle more dell’attività governativa, va a completare il processo di revisione costituzionale contenuto nella <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01003lc.htm">legge costituzionale n.3 del 18 ottobre 2001</a> (la Riforma del Titolo V della Costituzione).</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a tale riforma, che ha dato un nuovo assetto al sistema delle autonomie territoriali, elargendo agli enti territoriali competenze in concorrenza con quelle dello Stato, e elevando Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni quali elementi costitutivi della Repubblica come recita l&#8217;art. 114 della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decentramento fiscale che il <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_fiscale/" target="_blank">Governo</a> sta attuando affronta il problema di una maggiore responsabilità di spesa, ridisegnando il sistema di finanza pubblica e incentivando la Pa a diventare più efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge delega, da cui sono scaturiti 8 decreti attuativi, ovvero <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_demaniale/index.html">Federalismo demaniale</a>, <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/romacapitale/">Roma Capitale</a>, <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/fabbisogni_standard_decreto/index.html">Fabbisogni standard, </a><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_municipale/index.html">Federalismo municipale, </a><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_fiscale_decreto/index.html">Autonomia tributaria di regioni e province</a>, <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_perequazione/index.html">Perequazione e rimozione squilibri</a>, <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_premi_sanzioni/index.html">Sanzioni e premi per regioni, province e comuni</a>, <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/sistemi_contabili_regionali/">Armonizzazione sistemi contabili</a>, incide su tematiche quali la responsabilizzazione della spesa pubblica, il grado di efficienza, la capacità di fornire risposte efficaci in tempi rapidi e certi. Per una Pubblica Amministrazione più responsabile ed efficiente e meno pressante dal punto di vista fiscale, per un cittadino più attento e soddisfatto dell’operato degli amministratori.  Ma sta andando davvero così?</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Fondazione Gaetano Salvemini</strong> porterà avanti degli approfondimenti sul tema del Federalismo fiscale, partendo dai principi del pensiero salveminiano per ricostruire un percorso tanto tormentato quanto fondamentale per l’economica dei territori italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema del <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda17962.htm" target="_blank">Federalismo fiscale</a> è quanto mai attuale in un momento come questo, in una nazione che necessita di ritrovare le risorse, che deve eliminare gli sperperi.</p>
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		<title>CONVEGNO “DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA”</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 21 settembre 2011; ] La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese. Il convegno nazionale  “Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana” avrà luogo il del 21 settembre 2011, dalle ore 10 alle ore 14, presso la Sala Capranichetta, Hotel Nazionale, Piazza Monte Citorio, Roma. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma, Sala Capranichetta,  Piazza Monte Citorio 21 settembre ore 10.00</em></p>
<p><em>La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese.</em></p>
<p>Si riparte dalla Pace. Dalla presa di coscienza che una vera e propria guerra fra gruppi di potere contrapposti ha seriamente minato le basi tradizionali della nostra economia e che è venuto il momento di cominciare a ricostruire. È questo lo spirito con cui la <strong>Fondazione Salvemini</strong> ha proposto il <strong>convegno nazionale del 21 settembre 2011</strong> <strong>“Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana”</strong> che si terrà a <strong>Roma</strong>, presso l’ Hotel Nazionale,<strong> Sala Capranichetta</strong>, Piazza di Monte Citorio, dalle ore <strong>10.00</strong> alle ore <strong>14.00</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FIRMO, VOTO, SCELGO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liberi di scegliere i propri rappresentanti. Come? Attraverso il referendum.
L’attuale legge elettorale, il Porcellum, genera attraverso un sistema di liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier, il perpetuarsi di una casta con ruoli ben definiti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Firmo, voto, scelgo</strong>. Liberi di scegliere i propri rappresentanti. Come? Attraverso il <strong>referendum,</strong> l’arma popolare per dire a chiare lettere al Governo che la distanza è ormai colma. Che i cittadini hanno e rivogliono il diritto di scelta sui candidati. Per la democrazia, per la ripresa del senso civico, per il recupero dei valori, se non morali almeno politici.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i parlamentari italiani sono nominati dai segretari di partito. Non rispondono ai cittadini né hanno l’obbligo di “sudarsi” la campagna elettorale conquistando sul territorio la fiducia delle persone. Pertanto restano fedeli a chi li ha candidati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attuale legge elettorale, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli#cite_note-0" target="_blank">Porcellum</a>, che deve il nome ad un commento del suo autore, genera attraverso un sistema di liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier, il perpetuarsi di una casta con ruoli ben definiti. Dal capo all’usciere. Dal ministro al consigliere. E muta il paradigma sociologico dell’ american dream nella possibilità concreta data ad un novello della politica di diventare deputato, deputato europeo, consigliere regionale, ministro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco il meccanismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Liste bloccate.</strong> Gli elettori oggi votano per liste di candidati decisi dai partiti, mentre nelle elezioni europee, regionali e comunali esiste la possibilità di dare delle preferenze. Un Parlamento, dunque, di “nominati”, obbedienti alla propria coalizione, o a chi li ha messi in lista, e lontani dagli elettori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il premio di maggioranza.</strong> Per entrambi i rami del Parlamento, alla lista che ottiene un voto più delle altre, si applica un sistema maggioritario di coalizione, con successivo riparto proporzionale dei seggi fra le liste che partecipano alla competizione. Mentre in Parlamento la lista che ha vinto si vede attribuire il 55% dei seggi (anche se ha il 35% dei voti), al Senato si procede alla divisione dei seggi spettanti alla regione, applicando il proporzionale dei quozienti interi e dei resti più alti. Se con questa operazione nessuna coalizione o lista raggiunge la quota di maggioranza corrispondente al 55% dei seggi della regione, questa cifra viene automaticamente assegnata alla coalizione o lista singola con il maggior numero di voti. Il rimanente 45% dei seggi è suddiviso tra le altre coalizioni e liste singole. Questa possibilità fa si che anche i partiti maggiori vadano alla ricerca di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie ed eterogenee. Ciò una ancor più vasta frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Soglia di sbarramento.</strong> Per avere seggi alla Camera, ogni coalizione deve raggiungere almeno il 10% dei voti nazionali, mentre per le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. Al Senato le soglie di sbarramento (da superare a livello regionale) sono pari al 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e per le liste che si sono presentate in coalizioni che non abbiano conseguito il 20%. Anche tale distinzione genera una ulteriore frammentazione delle forze presenti in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indicazione del candidato premier.</strong> Grazie alle obiezioni del Quirinale (la designazione del premier è riservata al Capo dello Stato) è stata introdotta una norma che prevede l’indicazione del «capo della forza politica» pur «restando ferme le prerogative del Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La proposta del Comitato.</strong></p>
<p>Il <strong>primo quesito</strong>, individuato dal colore blu, propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per la Camera e per il Senato introdotte dalla legge n. 270 del 2005. In questo modo, il quesito dà forma a una proposta che, nel 2007, era stata avanzata per primo dall’on. Pierluigi Castagnetti, della quale si era discusso in un Seminario organizzato dall’Associazione politico‐culturale “Astrid”, diretta da Franco Bassanini.</p>
<p>Il <strong>secondo quesito</strong>, individuato dal coloro rosso, è di tipo “parziale”, perché abroga non l’intera “legge Calderoli” ma solo le disposizioni che sostituiscono le due leggi approvate il 4 agosto 1993, rispettivamente n. 277 (“Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati”) e n. 276 (Norme per l’elezione del Senato della Repubblica).</p>
<p style="text-align: justify;">Il comitato è consapevole che “<em>Il referendum abrogativo è per sua natura uno strumento imperfetto, ma spesso è necessario per superare la paralisi dei partiti ed aprire la via a decisioni del Parlamento, che resta ovviamente libero di integrare o modificare l’assetto risultante dal referendum (sui collegi uninominali, sul voto di preferenza, etc.)</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, poiché il Parlamento non ha saputo riformare la legge elettorale, né è presumibile che riesca a farlo ora, il Comitato promotore ha deciso di depositare i quesiti in Cassazione dando concreto inizio all’iter referendario. Lo sfaldamento del centrodestra offre l’opportunità. Se si dovessero raccogliere abbastanza firme, si tornerebbe alla legge elettorale precedente: il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Mattarella" target="_blank">Mattarellum</a>, come denominata Giovanni Sartori.</p>
<p style="text-align: justify;">Presso gli <strong>uffici comunali</strong> sono depositati i moduli per la raccolta firme per  quesiti referendari:</p>
<p>Richiesta di 2 referendum di cui all’articolo 75 della Costituzione,</p>
<p>- “Abrogazione totale della legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali”  (Gazzetta Ufficiale n.160 del 12/07/2011)</p>
<p>- “Abrogazione parziale della legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali”  (Gazzetta Ufficiale n.160 del 12/07/2011)</p>
<p>La raccolta firme per i referendum sulla legge elettorale è ora possibile solo presso i banchetti allestiti dal Comitato e c’è tempo fino a fine settembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per ricevere ulteriori informazioni</strong></p>
<p>Indirizzo: Piazza Santi Apostoli 73, Rome, Italy • Ottieni indicazioni</p>
<p>Telefono: +3906695191</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.referendumelettorale.org/">http://www.referendumelettorale.org</a> Mail: <a href="mailto:comitato@referendumleggeelettorale.it">comitato@referendumleggeelettorale.it</a></p>
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		<title>DALLA PAX TOGLIATTIANA ALLA PAX BERLUSCONIANA</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/dalla-pax-togliattiana-alla-pax-berlusconiana-approfondimento</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese.
“Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana” Roma, Sala Capranichetta, 21 settembre ore 10.00]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Roma, Sala Capranichetta,  Piazza Monte Citorio 21 settembre ore 10.00</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Fondazione Gaetano Salvemini organizza un confronto a più voci per aprire una stagione di grande pacificazione nazionale, sul modello togliattiano, avviare l’iter legislativo e far ripartire l’economia del Paese.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si riparte dalla Pace. Dalla presa di coscienza che una vera e propria guerra fra gruppi di potere contrapposti ha seriamente minato le basi tradizionali della nostra economia e che è venuto il momento di cominciare a ricostruire. È questo lo spirito con cui la <strong>Fondazione Salvemini</strong> ha proposto il <strong>convegno nazionale del 21 settembre 2011</strong> <strong>“Dalla Pax togliattiana alla Pax Berlusconiana”</strong> che si terrà a <strong>Roma</strong>, presso l’ Hotel Nazionale,<strong> Sala Capranichetta</strong>, Piazza di Monte Citorio, dalle ore <strong>10.00</strong> alle ore <strong>14.00</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni, indipendentemente dal governo, siamo ostaggi di un<strong> blocco sociale conservatore</strong> il cui obiettivo è la sopravvivenza e l’immobilità, la difesa di piccoli e grandi privilegi acquisiti negli anni. Il <strong>fattore chiave della crisi</strong> strutturale che blocca l’Italia in questi mesi è la<strong> mancanza di fiducia nel cambiamento</strong>. Il Paese ha bisogno di una <strong>nuova stagione di riforme</strong> che lo rimettano in moto. Il 21 settembre saranno presenti molti autorevoli giornalisti, perché è anche sull’informazione che l’Italia sta giocando le mosse decisive della sua partita.</p>
<p style="text-align: justify;">Interverranno <strong>Michele Ainis</strong> &#8211; Costituzionalista,<strong> Oliviero Beha</strong> – Giornalista, <strong>Rocco Buttiglione</strong> &#8211; Presidente UdC, <strong>Renato d’Andria</strong> &#8211; Fondazione Gaetano Salvemini, <strong>Sergio D’Elia</strong> &#8211; Nessuno Tocchi Caino, <strong>Gianni De Michelis</strong> &#8211; Istituto Ipalmo, <strong>Filippo Facci</strong> – Giornalista, <strong>Giuseppe Fortunato</strong> &#8211; Autorità Garante Privacy, <strong>Roberto Giovannini</strong> – Giornalista, <strong>Elio Iannutti -</strong> Senatore IdV, <strong>Nicola Latorre</strong> &#8211; Senatore PD, <strong>Maurizio Paniz</strong> &#8211; Deputato PdL, <strong>Alessandro Sammarco</strong> – Penalista, Mario Sechi – Giornalista, <strong>Elio Veltri</strong> &#8211; Democrazia e Legalità.</p>
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		<title>UN CONFRONTO A PIÙ VOCI</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 13:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[convegno 21 settembre]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina uno fra gli eventi più attesi di questo inizio della stagione politica autunnale. Mercoledì prossimo, 21 settembre, piazza di Monte Citorio a Roma ospita il confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti destinato a porre sul tappeto ed esaminare, dai tre diversi punti di vista, le reali possibilità esistenti e le strade da percorrere per giungere ad un processo di pacificazione nazionale dai contorni epocali.
“Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana”: questo il titolo scelto per il convegno, aperto al pubblico ed organizzato dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che opera per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina uno fra gli eventi più attesi di questo inizio della stagione politica autunnale. Mercoledì prossimo, <strong>21 settembre</strong>, piazza di Monte Citorio a Roma ospita il confronto aperto fra parlamentari, giuristi e giornalisti destinato a porre sul tappeto ed esaminare, dai tre diversi punti di vista, le reali possibilità esistenti e le strade da percorrere per giungere ad un processo di pacificazione nazionale dai contorni epocali.<br />
“<strong>Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana</strong>”: questo il titolo scelto per il convegno, aperto al pubblico ed organizzato dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che opera per promuovere i processi di libertà, pace e sviluppo fra i popoli nell’area vasta del Mediterraneo.<br />
Pensato ai primi del luglio scorso, con una situazione politica nazionale già surriscaldata dalle cronache politiche e giudiziarie di inizio estate, il tema dell’appuntamento del 21 settembre si è andato facendo via via sempre più urgente ed attuale, fino ad essere quasi divenuto un imprescindibile momento di riflessione comune, nel clima arroventato delle ultime ore.<br />
Moderati dal <strong>direttore del Tempo,</strong> Mario Sechi, ed introdotti dal presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d’Andria, si confronteranno su questo tema, in tre tempi successivi:</p>
<p><strong>I GIURISTI</strong> Michele Ainis (Università Roma 3), Giuseppe Fortunato (Autorità Garante per la Privacy), Alessandro Sammarco (penalista)<br />
<strong>I POLITICI</strong> Rocco Buttiglione (Udc), Nicola Latorre (Pd), Elio Lannutti (Idv), Gianni De Michelis (Ipalmo), Maurizio Paniz (Pdl)<br />
<strong>I GIORNALISTI</strong> Oliviero Beha (Rai), Filippo Facci (Libero), Roberto Giovannini (La Stampa).<br />
Il convegno sarà aperto da una relazione di Elio Veltri sulla stringente attualità del messaggio di Gaetano Salvemini.<br />
L’ipotesi di coniugare la possibile “Pax Berlusconiana” con la proposta di amnistia avanzata dai Radicali sarà illustrata da Sergio D’Elia, fondatore di Nessuno Tocchi Caino.</p>
<p>Il convegno Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana intende rappresentare un confronto a più voci fra parlamentari delle diverse aree politiche, studiosi e giornalisti delle principali testate italiane, per discutere sulle possibilità reali di rilanciare l’economia del Paese in uno fra i momenti più critici della sua storia e di quella, più in generale, del mondo occidentale.<br />
Punto di partenza per il rilancio è ricostruire il tessuto produttivo e, con esso, la fiducia degli italiani e dei mercati, attraverso un processo di “pacificazione nazionale” che ponga fine a quella autentica guerra fra gruppi di potere contrapposti che ha minato le sorti economiche e sociali del Paese negli ultimi vent’anni e passa.<br />
Non a “salvacondotti” o “exit strategy” si porrà l’attenzione, ma piuttosto a modelli storici epocali, come la Pax Augustea e la Pax Togliattiana: due scelte politiche coraggiose che, in tempi diversi, seppero restituire all’Italia lunghi periodi di pacificazione sociale ed uno straordinario slancio all’economia del Paese. Sono maturi i tempi per comprendere che una vera e propria guerra civile &#8211; combattuta anche attraverso una certa parte della magistratura e della stampa &#8211; infuria da tempo e, complice la crisi mondiale, rischia ora di compromettere seriamente le sorti degli italiani? E, se questo giudizio risulta ormai largamente condiviso, quali sono le strade da percorrere sul piano politico e normativo, per giungere alla Pax Berlusconiana?<br />
Il convegno del 21 settembre si propone di offrire alcune concrete risposte a questi interrogativi.</p>
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		<title>L&#8217;INTERVENTO DI OLIVIERO BEHA</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dalla Pax togliattiana alla Pax berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Beha]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Intervento di Oliviero Beha, giornalista e scrittore, in preparazione al Convegno del 21 settembre.
&#160;
«Affondando nella crisi più profonda dal secondo dopo-guerra, l&#8217;Italia ha bisogno di cambiare pagina come se si uscisse da una guerra civile. Con tutte le differenze ovvie del caso, oggi è indispensabile, nel passaggio epocale del nostro guado nazionale e internazionale, evadere da questa &#8220;pace incivile&#8221; che ha avvolto l&#8217;ultimo ventennio.
Nella contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani ci siamo giocati il Paese, e lo sfascio è sotto gli occhi fin troppi presbiti di tutti. Come allora, all&#8217;epoca della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Intervento di Oliviero Beha, giornalista e scrittore, in preparazione al Convegno del 21 settembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<em>Affondando nella crisi più profonda dal secondo dopo-guerra, l&#8217;Italia ha bisogno di cambiare pagina come se si uscisse da una guerra civile. Con tutte le differenze ovvie del caso, oggi è indispensabile, nel passaggio epocale del nostro guado nazionale e internazionale, evadere da questa &#8220;pace incivile&#8221; che ha avvolto l&#8217;ultimo ventennio.</em><br />
<em>Nella contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani ci siamo giocati il Paese, e lo sfascio è sotto gli occhi fin troppi presbiti di tutti. Come allora, all&#8217;epoca della Costituente, va ripensato un presente e un futuro in un mondo che cambia assai velocemente insieme a noi.</em><br />
<em>Memoria, identità, senso sono le tre voci diacroniche che dovrebbero rimettere in piedi il corpo di una Nazione che da troppo tempo striscia come un gasteropodo.</em><br />
<em>La realtà quotidiana ricatta una classe dirigente che ha accumulato scheletri senza soluzione di continuità ammonticchiando Prime e Seconde Repubbliche: per rovesciare la clessidra è dunque necessaria una credibilità che il potere ha smarrito da un pezz</em>o».<br />
OLIVIERO BEHA</p>
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		<title>MANOVRA: DALLA EVASIONE FISCALE ALLA “COLLABORAZIONE FISCALE”</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra economica]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto da Renato d'Andria
Nella tribolata manovra finanziaria, da metà agosto al centro di un aspro dibattito, uno fra i punti più spinosi riguarda il contrasto all’evasione fiscale. Le misure a riguardo possono essere così sintetizzate: la palla passa ai Comuni, che incasseranno il 100% delle somme recuperate. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella tribolata manovra finanziaria, da metà agosto al centro di un aspro dibattito, uno fra i punti più spinosi riguarda il contrasto all’evasione fiscale. Le misure a riguardo possono essere così sintetizzate: la palla passa ai Comuni, che incasseranno il 100% delle somme recuperate. Il clou è rappresentato dalla previsione del carcere per gli evasori di grosse somme in rapporto al fatturato. Mano libera poi al fisco nell’accesso ai conti correnti dei contribuenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Già all’annuncio di simili misure, Bruxelles pochi giorni fa aveva suonato il primo campanello d’allarme. Il portavoce del Commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, Amadeu Altafaj Tardio, aveva infatti dichiarato che l&#8217;Unione europea era già «preoccupata» per «l&#8217;eccessivo affidamento» del governo italiano sugli introiti dalla lotta all&#8217;evasione fiscale, il cui impatto sui conti pubblici risulterebbe «difficile da quantificare».<br />
La preoccupazione sottende evidentemente il giudizio poco positivo dell’Unione circa le modalità e probabilmente sulla stessa linea che ha ispirato il nuovo pacchetto di misure anti-evasione.<br />
Timori ampiamente condivisibili. Sarà infatti assai improbabile ottenere benefici per le casse dello Stato impostando una serie di provvedimenti volti a colpire l’ossatura portante del sistema produttivo italiano. Girarci intorno, in momenti drammatici per l’economia del Paese come quello presente, ha decisamente poco senso: è un dato di fatto che il sommerso rappresenta un asse portante della nostra economia. E se risulta indispensabile avviare riforme rigorose per il contrasto alla evasione fiscale, non meno decisivo è individuare il percorso giusto. Che non è certo l’inasprimento delle pene o addirittura lo spettro del carcere, come il Governo ha immaginato in questo momento per accontentare la piazza. Ma, piuttosto, è un cammino faticoso, che necessita di indirizzo e condivisione, pena la scarsa o nulla efficacia delle misure adottate.<br />
In altre parole, è arrivato il momento di comprendere che bisogna passare dalla “evasione fiscale” alla “collaborazione fiscale”. E’ questa la richiesta – quasi sempre inespressa – degli italiani e delle imprese. In assenza di un’ottica simile, ben difficilmente il Governo – come annunciato dal ministro Tremonti – potrà arrivare nel 2012 al recupero di circa 700 milioni di euro. E questo l’Unione Europea lo sa bene.<br />
Non è, insomma, sbandierando le manette, che potremo ottenere un fisco più equo ma, al contrario, rischiamo che il divario fra l’economia sommersa e quella alla luce del sole si trasformi in un abisso.<br />
La premessa di tutto il ragionamento è abbastanza semplice: nessuno, per sua scelta, decide di essere un evasore e ciascuno preferirebbe avere un rapporto con lo Stato improntato al reciproco sostegno. Ma il regime vessatorio, oltre che miope ed indiscriminato, sul quale si basa in Italia il sistema della imposizione fiscale, crea di per sé una serie di meccanismi che costringono una miriade di piccole imprese o professionisti alla ricerca infinita di escamotages, pena la sopravvivenza delle stesse aziende, dei posti di lavoro, di studi professionali e così via.<br />
Scudi e condoni fiscali non vanno nella direzione dei provvedimenti condivisi ma rappresentano, come sappiamo, altrettante “gabelle aggiuntive”.<br />
Iniziative di indirizzo collaborativo fra Stato e cittadinanza rappresentano invece modelli adeguati, peraltro già sperimentati con successo in Paesi come Svizzera o Gran Bretagna, e tuttora portati avanti con buoni risultati.<br />
E’ indispensabile allora – ed oggi più che mai urgente – capovolgere l’ottica ispiratrice delle misure anti-evasione ed aprire ampie “finestre di dialogo” con cittadini e imprese che intendano emergere e mettersi in regola.<br />
Cittadini e imprese hanno il diritto di vivere. Dei reati si occupi la magistratura, ma se qualcuno sbaglia non può pagare tutto il resto del Paese. E l’equità fiscale – che è anche una base importante per la pacificazione sociale – resti nelle mani dei governi: non come un&#8217;arma, ma come una meta cui avvicinarsi attraverso politiche di indirizzo e condivisione.<br />
Il rischio, se si insisterà con la logica dell’inasprimento, sarà di ottenere non solo un incremento dell’evasione, ma anche un effetto fortemente depressivo per l’economia italiana, con aziende che chiudono ed altre che fanno i bagagli e si trasferiscono all’estero, dove trovano generalmente politiche, anche fiscali, decisamente più “accoglienti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>APPELLO MOVIMENTO NONVIOLENTO MARCIA PERUGIA-ASSISI</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>

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Pubblichiamo il Testo dell&#8217;appello lanciato dal Movimento Nonviolento in occasione della  Marcia Perugia-Assisi Per La Pace E La Fratellanza Dei Popoli, che avrà luogo il prossimo 25 Settembre 2011
Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla &#8220;Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli&#8221; che il 25 settembre vedra&#8217; sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.
E&#8217; il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell&#8217;esercito dall&#8217;Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblichiamo il Testo dell&#8217;appello lanciato dal Movimento Nonviolento in occasione della  Marcia Perugia-Assisi Per La Pace E La Fratellanza Dei Popoli, che avrà luogo il prossimo 25 Settembre 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni alla &#8220;Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli&#8221; che il 25 settembre vedra&#8217; sfilare migliaia e migliaia di persone da Perugia ad Assisi.<br />
E&#8217; il popolo della pace che si mette in cammino per smobilitare la guerra di oggi, attraverso il ritiro dell&#8217;esercito dall&#8217;Afghanistan e dalla Libia, e quella di domani, attraverso il disarmo e il taglio drastico delle spese militari. Cio&#8217; potra&#8217; cominciare solo se ciascun marciator e di pace assumera&#8217; questa esigenza come impegno personale.<br />
Il Movimento Nonviolento ha convocato questa Marcia nel cinquantesimo anniversario della prima, voluta ed organizzata da Aldo Capitini nel 1961, come risposta popolare alla folle corsa agli armamenti in un&#8217;Europa divisa fra Est ed Ovest. Nei cinquant&#8217;anni che ci separano da quella Marcia, pur con la conclusione della &#8220;guerra fredda&#8221;, le spese per gli armamenti sono incredibilmente lievitate a livelli astronomici, portando gli investimenti militari a diventare, di gran lunga, il primo spreco pubblico nel bilancio di uno Stato che, invece, sottrae continuamente risorse alle &#8220;spese di pace&#8221; (sanita&#8217;, scuola, cultura, servizi sociali, ricerca, servizio civile, ecc.).<br />
I governanti, da vent&#8217;anni, impegnano costantemente il nostro Paese in &#8220;guerre calde&#8221; in giro per il mondo, che uccidono in nome del popolo italiano. La nostra Costituzione repubblicana che &#8220;ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta&#8217; degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali&#8221; e&#8217; ripetutamente, a sua volta, ripudiata!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono, oggi, ancora piu&#8217; ragioni di cinquant&#8217;anni fa per marciare in maniera consapevole e determinata affinche&#8217;, percorrendo i 24 chilometri che da Perugia portano ad Assisi, il popolo della pace torni ad essere un soggetto autonomo ed indipendente per aiutare il Paese ad uscire dalla grave crisi sociale, politica, economica, morale nella quale e&#8217; precipitato.<br />
La Marcia della pace non e&#8217; un rito, e&#8217; un impegno. Non e&#8217; una passeggiata, e&#8217; un&#8217;azione politica. E&#8217; un&#8217;azione nonviolenta. Questo era chiaro ad Aldo Capitini quando nel 1961 dalla Rocca di Assisi disse: &#8220;la pace e&#8217; troppo importante perche&#8217; possa essere lasciata nelle mani dei soli governanti&#8221;.<br />
Dunque, mettiamoci in marcia per ripudiare le guerre di domani avviando da oggi la politica del disarmo.<br />
L&#8217;appuntamento e&#8217; ai Giardini del Frontone di Perugia, alle ore 9, o lungo il percorso fino alla Rocca di Assisi, dietro al grande striscione &#8220;Nonviolenza&#8221;.<br />
Il Movimento Nonviolento</p>
<p style="text-align: justify;">Verona, 19 settembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;">Il Movimento Nonviolento ha sede a Verona in via Spagna 8. Tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mce_host/an@nonviolenti.org">an@nonviolenti.org</a></span>, sito: www.nonviolenti.org.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello, presente anche sul sito www.perlapace.it, viene rilanciato in questi giorni anche attraverso la newsletter del Centro di Ricerche per la Pace di Viterbo, diretto da Peppe Sini.</p>
</div>
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		<title>GAETANO SALVEMINI. ANCORA UN RIFERIMENTO</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 11:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra i volumi di maggior rilevanza sull’opera e sul pensiero di Salvemini segnaliamo:
“Gaetano Salvemini (1873-1957). Ancora un riferimento”, a cura di Guido Pescosolido, direttore dei programmi culturali della Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia.
Pubblicato nel 2010 da Pietro Lacaita Editore nella Collana “Collezione di studi meridionali”, il volume raccoglie gli atti del convegno di studi tenutosi a Roma l&#8217;11 e il 12 dicembre 2007 in collaborazione con la Fondazione &#8220;Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini&#8221;.
Riportiamo l’indice del volume, che mostra la vastità e la qualità dei contributi scientifici offerti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fra i volumi di maggior rilevanza sull’opera e sul pensiero di Salvemini segnaliamo:</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Gaetano Salvemini (1873-1957). Ancora un riferimento</strong>”, a cura di Guido Pescosolido, direttore dei programmi culturali della Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato nel 2010 da Pietro Lacaita Editore nella Collana “<strong>Collezione di studi meridionali</strong>”, il volume raccoglie gli atti del convegno di studi tenutosi a Roma l&#8217;11 e il 12 dicembre 2007 in collaborazione con la Fondazione &#8220;Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo l’indice del volume, che mostra la vastità e la qualità dei contributi scientifici offerti da questa pubblicazione.<br />
Presentazione dell’Archivio Salvemini (Luigi Pepe); Alcune note sulla corrispondenza contenuta nel Fondo Salvemini (Andrea Becherucci); Salvemini e il federalismo (Carlo G. Lacaita); Salvemini e il Mezzogiorno: la militanza socialista (Santi Fedele); Stato e Chiese in Italia nel pensiero e nell’azione di Gaetano Salvemini (Sergio Laricca); Salvemini e i problemi della scuola e dell’università (Sandro Rogari); Il riformismo politico di Gaetano Salvemini durante l’età giolittiana (Donatella Cherubini); Salvemini e Giolitti (Sergio Bucchi); Salvemini e Mussolini (Mimmo Franzinelli); Gaetano Salvemini e Carlo Rosselli. Terrorismo, cospirazione antifascista e terrore di Stato: opinioni a confronto (Elisa Signori); Salvemini e Sturzo (Giovanni Grasso); Salvemini in America (Spencer Di Scala); Salvemini e la sinistra in Italia (Alberto Benzoni); Salvemini e “Il Mondo” di Mario Pannunzio (Massimo Teodori); La promozione della democrazia dal basso: una testimonianza (Giuseppe De Rita).</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre da Lacaita Editore segnaliamo un altro interessante volume:<br />
Gaetano Salvemini &#8211; Walter Toscanini, Carteggio 1943-1948, a cura di Michele Affinito, Lacaita, Manduria, 2007.<br />
Il sito web della casa editrice è www.lacaita.com</p>
<p style="text-align: justify;">Rosy</p>
<p style="text-align: justify;">Guarda il video: <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-6972327449513295312&amp;hl=it#">Salvemini Prof. Gaetano, Sovversivo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ITALIA ESCA DA UE PER ESSERE FULCRO UNIONE DI STATI MEDITERRANEO</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/litalia-esca-dallunione-europea-per-essere-fulcro-dellunione-di-stati-nel-mediterraeno</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 08:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[renato d'andria]]></category>
		<category><![CDATA[Stati del Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Europa stia in guardia: o viene riconosciuto all’Italia il suo ruolo di centro strategico per gli scambi nel Mediterraneo, o noi possiamo chiamarci fuori dall’Unione senza subirne alcun danno. Al contrario: le opportunità non si farebbero attendere. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima beffa – la più recente – è arrivata col blocco a Ventimiglia dei treni provenienti dall’Italia e che avevano a bordo gli immigrati diretti in Francia. Tanto che il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha dovuto elevare l’ennesima, vibrata protesta all’indirizzo del governo d’Oltralpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta l’Italia si trova a dover imporre quelle regole di sostegno reciproco ed alleanza che dovrebbero essere alla base dei trattati fondanti dell’Europa unita.<br />
Ma non si tratta solo dell’ultima “figuraccia” in ordine di tempo sul proscenio internazionale. Tutt’altro. Ciò che sta emergendo, con la crisi libica e con gli attacchi unilaterali decisi da inglesi e francesi, rende ancor più chiaro lo scenario che da tempo abbiamo sotto gli occhi: il nostro Paese deve uscire dall’Unione Europea e diventare il perno degli Stati Uniti del Mediterraneo.<br />
Con un contemporaneo abbandono anche dell’euro, la moneta che ha messo in ginocchio la nostra economia, ormai da oltre dieci anni, attraverso le sciagurate politiche dei cambi originari, finalizzati a favorire economie già più forti della nostra.<br />
Il momento, per effettuare questa epocale transizione verso nuove alleanze statuali, è oggi dei più favorevoli, con le sollevazioni popolari lungo la costa nordafricana ed intere generazioni proiettate verso il Mare Nostrum alla ricerca di un riscatto da condizioni di vita non più tollerabili. E sarebbe certamente uno smacco senza precedenti per quei Paesi come Francia, Germania ed Inghilterra, abituati a trattare l’Italia come un servo. Né si sono smentiti in occasione dei recenti fatti libici.<br />
Sia chiaro: non è il nostro Paese ad aver bisogno di loro. L’Italia vanta orgogliosamente una lunghissima storia di indipendenza. E’ stata più volte occupata, ma mai dipendente.<br />
La nostra collocazione geografica ci pone, anzi, in una posizione di assoluto vantaggio. E i motivi, mai come stavolta, risultano lampanti: non appena i rapporti fra noi e la Libia stavano diventando maggiormente stretti e proficui, le forze anglo-francesi, con la complicità degli americani, hanno lanciato i loro raid per andare a depredare le terre di Gheddafi, col cui governo noi avevamo stretto partnership foriere di enormi vantaggi economici e produttivi per entrambi i Paesi.<br />
L’Europa stia in guardia: o viene riconosciuto all’Italia il suo ruolo di centro strategico per gli scambi nel Mediterraneo, o noi possiamo chiamarci fuori dall’Unione senza subirne alcun danno. Al contrario: le opportunità non si farebbero attendere. Dando vita ad una Comunità economica del Mediterraneo – alleanza preliminare alla nascita dell’unione non solo economica, ma anche politica degli Stati – l’Italia potrebbe operare da leader dentro un ampio mercato dei consumi in cui esportare tecnologie, progresso, valori sociali, un’area che richiede con forza progresso e sviluppo, e possiede tutti i requisiti potenziali per diventare una nuova eccellenza mondiale, al pari di ciò che sta accadendo ad India e Brasile. Per rendersene conto basta allungare lo sguardo su terre come Tunisia, Libia, Marocco, ricchissime di energia e di risorse naturali tutte da sviluppare, dall’agricoltura alla pesca, che attendono solo la modernizzazione delle tecnologie prodotte da Paesi confinanti come il nostro.<br />
La tradizionale povertà economica e sociale del Maghreb può e deve diventare un’immensa risorsa per tutti i popoli abitanti lungo le sponde del Mediterraneo. Ma per arrivare in breve tempo alla nuova configurazione di Stati, con il ruolo guida che spetta all’Italia, occorre rompere gli indugi e cogliere la congiuntura storica in atto, sottraendo alle potenze nordeuropee la tracotante leadership &#8211; che si sono attribuite in maniera assolutamente unilaterale e tutt’altro che condivisa a livello di UE – nel decidere con la violenza i destini di un Paese che con l’Italia è confinante e tradizionalmente alleato.<br />
Una delle obiezioni che viene mossa a tale impostazione riguarda la sanguinosa e “biblica” conflittualità lungo il confine israelo-palestinese. A questo proposito giova ricordare che – come ho più volte affermato anche nei miei interventi sulla rivista multilingue Genesi – l’Unione di Stati del Mediterraneo potrà rivestire in se stessa un ruolo pacificatore e sanare gli storici contrasti fra i due popoli. Per fare un solo esempio, smorzerebbe un detonatore di cui poco si parla, ma che rappresenta una fra le principali micce accese: lo squilibrio nel tasso di natalità, particolarmente elevato fra i palestinesi, al contrario di ciò che si registra tra i figli d’Israele. Se i due Paesi facessero parte di una confederazione di Stati con fini condivisi, o nel momento in cui operassero in un contesto analogo a quello degli Stati Uniti d’America, anche tali forme di rivalità non avrebbero più senso, o in ogni caso perderebbero il loro potenziale di deflagrazione.<br />
Per l’Italia è insomma arrivato il momento di porre le basi concrete per un’alternativa vera rispetto alla permanenza dentro la gabbia di una Unione Europea che agisce nei nostri confronti con atteggiamenti intollerabili, usurpando il ruolo strategico e geografico che spetta da sempre al nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>LE RAGIONI E I MODI DI UNA PAX PER L’ITALIA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiducia, Cambiamento, Riforme. Per far ripartire il Paese e per ricostruire. Dalle parole del Presidente D’Andria, la proposta di una Pax sul modello togliattiano che dica no ad ipotesi di exit strategy o salvacondotti ed apra una stagione di grande pacificazione nazionale per ricostruire l'economia del Paese sulle macerie del "dopoguerra" fra gruppi di potere contrapposti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>fattore chiave</strong> della <strong>crisi strutturale</strong> che blocca l’Italia in questi mesi è la<strong> mancanza di fiducia nel cambiamento</strong>, nessuno crede sia possibile vivere una <strong>nuova stagione di riforme</strong> che consentano al paese di rimettersi in moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni, indipendentemente da chi ci governa, siamo ostaggi di un blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l’immobilità, la difesa di piccoli e grandi privilegi acquisiti negli anni. Ne fanno parte ceti professionali organizzati nei propri ordini, gli statali sindacalizzati, i grandi burocrati, i commercianti evasori, i baby pensionati, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i nostalgici della contrattazione nazionale, e di privilegio in privilegio l’elenco potrebbe essere ancora più lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo granitico blocco sociale, approfittando della <strong>debolezza politica, sia a destra che a sinistra,</strong> sa di poter contare sui suoi deputati o senatori di riferimento, i quali intervengono a difendere i propri tutelati contro le iniziative politiche della destra o della sinistra, in realtà contro gli interessi generali del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è lo<strong> scenario da guerra civile</strong> a cui facciamo riferimento: privilegiati contro altri privilegiati che difendono strenuamente i propri privilegi, disponendo di un potere d’interdizione che si esprime di volta in volta con una campagna di stampa, con un’iniziativa giudiziaria promossa da magistrati superficiali o da<strong> interventi nelle commissioni parlamentari</strong> per arenare le iniziative considerate ostili.<br />
Una guerra civile che si finanza con il <strong>debito pubblico</strong>, che conta feriti, vittime ed eroi su tutti i fronti, che mina la fiducia in un cambiamento e in una nuova stagione di riforme sociali ed economiche, che immobilizza le forze sane del nostro paese spingendole verso una crisi strutturale irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>stagione di grande pacificazione nazionale</strong> che la <strong>Fondazione Gaetano Salvemini</strong> propone attraverso il <strong>convegno nazionale del 21 settembre</strong> dovrà partire da qui, dalla presa di coscienza che una vera e propria guerra fra gruppi privilegiati contrapposti ha seriamente minato le basi tradizionali della nostra economia e che è venuto il momento di cominciare a ricostruire.<br />
Punto di partenza e riferimento storico è quel <strong>decreto del 22 giugno 1946</strong> scritto di suo pugno dall’allora <strong>ministro della Giustizia Palmiro Togliatti</strong>, nonché la successiva circolare del 2 luglio che invitava ad accelerare i procedimenti giudiziari in corso e ad evitare il sovraffollamento delle carceri. Avvertendo i segnali di una involuzione politica, tanto in Italia quanto nelle relazioni internazionali, Togliatti impedì l’acuirsi dei contrasti interni e pose fine ai danni della lunga guerra civile che tanto aveva devastato il Paese, la sua unità, la fiducia dei cittadini, l’economia.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dell’amnistia, che è un provvedimento di tipo giudiziario ed amministrativo, la<strong> Pax che chiediamo per l’Italia, sul modello togliattiano, assume una portata ben più ampia e di lunga gittata, con un riflesso di positive ricadute anche sulle prossime generazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>definizione degli aspetti giuridici e normativi</strong> per avviarne l<strong>’iter</strong> sarà compito di un’<strong>apposita commissione di studio composta da alte personalità</strong> – molte delle quali saranno presenti all’incontro del 21 settembre – che la Fondazione Gaetano Salvemini intende promuovere e sostenere durante tutto il corso dei suoi lavori. Per grandi linee qui si può immaginare che dal processo di generale pacificazione saranno esclusi i procedimenti pendenti per reati connessi a fatti di sangue e, più in generale, a tutte quelle attività – in primis il crimine organizzato – che attentano alla sicurezza e alla libertà dello Stato democratico.<br />
Occorre, certo, un <strong>atto di coraggio e responsabilità</strong> da parte di tutti. L’auspicio è che il governo guidato da Silvio Berlusconi possa comprendere e recepire questo invito, che giunge non solo dalla nostra Fondazione, ma da vaste compagini produttive e sociali del Paese ed oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, si intende qui ribadire che nulla ha a che vedere la nostra proposta con affrettate formulazioni, apparse in questi giorni sulla stampa, relative a possibili “exit strategy” o “salvacondotti” per il premier. Tali proposizioni, che possono trovare accoglimento quando si tratta del destino di uomini come l’ex presidente libico Muhammar Gheddafi, sono assolutamente improponibili nel caso di Berlusconi, che per lunghi anni ha operato e tuttora opera al servizio del Paese.<br />
Contestiamo perciò qualsiasi ipotesi di “salvacondotto”. Ma proponiamo con altrettanta fermezza che sia lo stesso premier ad aprire quella stagione di Pax che potrà restituire la fiducia nell’Italia. E potrà restituirla, in primo luogo, agli italiani.<br />
Si ponga fine a quel lungo periodo di ricatti che ha avvelenato il Paese, un tiro incrociato nel quale un ruolo non secondario lo hanno svolto una parte della magistratura ed anche della grande stampa.<br />
Il 21 settembre ci saranno in prima fila alcuni fra i più noti ed autorevoli giornalisti italiani. Perché è anche sull’informazione che l’Italia sta giocando le mosse decisive della sua partita: trovare la strada giusta per risalire la china, alimentando la fiducia nel cambiamento, o restare nel guado delle manovre asfittiche di mantenimento dei propri privilegi tese a pregiudicare definitivamente il futuro del paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Renato d’Andria</strong></p>
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		<title>PRESENTAZIONE LIBRO: &#8220;L&#8217;ESISTENZA DELLO STATO D&#8217;ISRAELE, IL MEDIO ORIENTE E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE &#8211; CONSIDERAZIONI SUL CONFLITTO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 21:41:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è il conflitto israelo-palestinese?
Perché, dal mondo intero, gli ebrei sono tornati in Israele?
Il Sionismo prevede l’impossibilità della convivenza con gli arabi palestinesi?
Quali sono le ragioni ultime del conflitto tra lo Stato d’Israele e alcuni Stati arabo-musulmani?
Cosa pensare e come operare per realizzare la pace in Medio-Oriente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cos’è il conflitto israelo-palestinese?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché, dal mondo intero, gli ebrei sono tornati in Israele?</strong><br />
<strong>Il Sionismo prevede l’impossibilità della convivenza con gli arabi palestinesi?</strong><br />
<strong>Quali sono le ragioni ultime del conflitto tra lo Stato d’Israele e alcuni Stati arabo-musulmani?</strong><br />
<strong>Cosa pensare e come operare per realizzare la pace in Medio-Oriente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro il Dr. Jonathan Curci e il dott. Raffaele Petroni risponderanno a queste e tante altre domande che riguardano il più grande conflitto politico-religioso di tutti i tempi.<br />
Questo libro esplora le ragioni su cui il popolo ebraico fonda il proprio diritto di esistere sotto forma di Stato indipendente su un piccolo lembo di terra della costa mediorientale del Mar Mediterraneo.<br />
Il testo esplora le relazioni d&#8217;Israele con le popolazioni non ebraiche residenti sulla stessa terra. Israele si sente lo Stato piu&#8217; minacciato delle Nazioni Unite mentre l&#8217;ONU svolge una politica sempre piu&#8217; ostile nei confronti dello Stato ebraico.<br />
Il libro propone soluzioni affinche&#8217; si conoscano i figli di Abramo e si rispetti il diritto di sovranità nelle terre assegnate ad ogni popolo nel Medio Oriente.</p>
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		<title>Nicola Latorre</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senatore PD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/latorre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-229" title="Nicola Latorre" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/latorre.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Nel 2008 è eletto in Puglia nella lista del PD, nominato componente della</p>
<p>Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi e</p>
<p>Vice-presidente del gruppo dei Senatori del Partito Democratico.</p>
<p>Nel medesimo anno è cofondatore di Riformisti e Democratici (ReD).</p>
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		<title>Maurizio Paniz</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:41:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Deputato PdL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre></pre>
<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/paniz-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-476" title="Maurizio Paniz" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/paniz-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato penalista con studi a Belluno e a Roma. Relatore del disegno</p>
<p>di legge sul processo breve varato dal Parlamento il 14 aprile scorso.</p>
<p>Componente della Commissione Giustizia alla Camera e membro</p>
<p>della Giunta per le autorizzazioni a procedere.</p>
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		<title>Alessandro Sammarco</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:38:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avvocato Penalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sammarco-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-478" title="Alessandro Sammarco" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sammarco-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato penalista fra i più noti della capitale, si è reso celebre</p>
<p>anche per la difesa di Cesare Previti e Marcello Dell’Utri.</p>
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		<title>Mario Sechi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:34:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sechi-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-479" title="Mario Sechi" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/sechi-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Nato ad Oristano nel 1968, è stato direttore dell’Unione Sarda,</p>
<p>vicedirettore de Il Giornale, quindi vicedirettore di Panorama</p>
<p>e, in seguito, di Libero.Da febbraio 2010 è direttore de Il Tempo.</p>
<p>Nel 2010 gli è stato assegnato il “Premio Personalità Europea”.</p>
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		<title>Elio Veltri</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:33:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Democrazia e Legalità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/veltri-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-480" title="Elio Veltri" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/veltri-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Medico, giornalista, a lungo sindaco PSI di Pavia, è stato deputato</p>
<p>col PDS (in Commissione Parlamentare Antimafia), poi ha fondato</p>
<p>con Di Pietro Italia dei Valori, da cui è uscito in polemica col leader.</p>
<p>E’ presidente della battagliera associazione “Democrazia e Legalità”,</p>
<p>con la quale sta elaborando l’iter normativo di tre proposte di legge</p>
<p>per cambiare l’Italia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gianni De Michelis</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Istituto Ipalmo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/gianni_michelis_180x180.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-472" title="Gianni De Michelis" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/gianni_michelis_180x180.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Una vita nel PSI, più volte ministro, poi parlamentare europeo,</p>
<p style="text-align: justify;">dal 2009 è consulente del Ministro per l’innovazione Renato Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fondato e presiede IPALMO, Istituto per le relazioni tra l’Italia e</p>
<p style="text-align: justify;">i Paesi dell’Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente, che</p>
<p style="text-align: justify;">ha sede a Roma in via Ennio Quirino Visconti 8.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippo Facci</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/filippo-facci-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-470" title="Filippo Facci" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/filippo-facci-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Polemista, volto noto del giornalismo televisivo, attualmente è</p>
<p>firma di punta a Libero. Ha collaborato con il Foglio, il Riformista</p>
<p>e Grazia. È autore del libro “Di Pietro, La storia vera”.</p>
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		<title>Giuseppe Fortunato</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Autorità Garante Privacy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/fortunato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-278" title="Giuseppe Fortunato" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/fortunato.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Avvocato civilista, in passato difensore civico della Regione Campania,</p>
<p>da cinque anni è uno fra i membri dell’Autorità Garante per la Privacy.</p>
<p>Ha fondato l’associazione Civicrazia, che ha il consenso a sua volta</p>
<p>di circa 3.000 altre sigle associative fra cui, ad esempio, il WWF.</p>
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		<title>Roberto Giovannini</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/giovannini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-377" title="Roberto Giovannini" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/giovannini.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Giornalista  esperto di economia e di lavoro.</p>
<p>Dopo una lunga esperienza a &#8220;l&#8217;Unità&#8221;, dal 2000 è</p>
<p>redattore del quotidiano &#8220;la Stampa&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elio Lannutti</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 19:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Senatore IdV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/iannutti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-272" title="Elio Iannutti" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/iannutti.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Storico e battagliero presidente dell’Adusbef, Associazione di utenti</p>
<p>delle banche e dei servizi finanziari, è da sempre la spina nel fianco</p>
<p>dei poteri deviati. Nel 2008 è stato eletto con l’IDV al Senato, dove</p>
<p>detiene il record di interrogazioni ed atti ispettivi di sindacato, oltre</p>
<p>che delle proposte di legge. E’ giornalista professionista ed è stato il</p>
<p>fondatore del settimanale “Avvenimenti”.</p>
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		<title>Michele Ainis</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Costituzionalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/ainis-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-466" title="Michele Ainis" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/ainis-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a></span></span></p>
<p>Docente di Diritto Costituzionale all’Università Roma 3,</p>
<p>è anche uno fra i più apprezzati opinionisti televisivi sulle delicate</p>
<p>questioni degli assetti istituzionali. Insegna anche alla Scuola di</p>
<p>Formazione Forense Giorgio Ambrosoli. Il suo libro più recente</p>
<p>s’intitola “la Cura” (Chiarelettere), «un decalogo per ricominciare</p>
<p>da zero e rovesciare uno Stato ingessato, in cui l’obbedienza è</p>
<p>diventata un vizio e alla cultura del conflitto, che è il sale dei sistemi</p>
<p>liberali, si è sostituito il culto del potere, delle gerarchie, dell’ordine».</p>
<p>Dieci regole, quelle proposte dall’autore, «contro il potere degli inetti</p>
<p>per una Repubblica degli eguali».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oliviero Beha</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/beha.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-240" title="Oliviero Beha" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/beha.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Volto notissimo della Rai, opinionista de Il Fatto Quotidiano,</p>
<p>è autore di best seller d’inchiesta fra cui il famoso “Italiopoli”,</p>
<p>scritto nel 2007.  Fra i più recenti, “I nuovi mostri”</p>
<p>(Chiarelettere) e “Calciopoli”, appena uscito in libreria.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rocco Buttiglione</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Presidente UdC]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/buttiglione-180x1801.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-468" title="Rocco Buttiglione" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/buttiglione-180x1801.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Vicepresidente Camera dei Deputati e Presidente UDC. Il 12 settembre</p>
<p>ha rilanciato l&#8217;idea di un salvacondotto giudiziario per il premier, in</p>
<p>cambio di sue dimissioni: «E&#8217; lecito il dubbio che in questo momento il</p>
<p>Capo del Governo si ostini nella sua posizione anche per la paura riguardo</p>
<p>al futuro. Noi dobbiamo togliergli la paura: non ci saranno vendette, non</p>
<p>andrà al governo una maggioranza che vuole la morte di Berlusconi.</p>
<p>Lui è un ostacolo che ci impedisce di affrontare la difficoltà».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Renato d&#8217;Andria</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione Salvemini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/renato.gif"><img class="alignright size-full wp-image-380" title="Renato d'Andria" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/renato.gif" alt="" width="180" height="180" /></a>Editore, giornalista pubblicista, imprenditore.</p>
<p>Ha fondato e presiede la Fondazione Gaetano Salvemini, luogo</p>
<p>di confronto costruttivo per favorire e sostenere concretamente</p>
<p>i processi di pace e di sviluppo fra i popoli nel bacino del Mediterraneo.</p>
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		<title>Sergio D&#8217;Elia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Pax Togliattiana alla Pax Berlusconiana]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipanti]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuno Tocchi Caino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/delia-180x1801.png"><img class="alignright size-full wp-image-469" title="Sergio D'Elia" src="http://www.fondazionesalvemini.it/wp-content/uploads/2011/09/delia-180x1801.png" alt="" width="180" height="180" /></a>Ex esponente di Prima Linea, militante di punta del Partito Radicale,</p>
<p>ha fondato l&#8217;associazione Nessuno tocchi Caino per l&#8217;abolizione della</p>
<p>pena di morte nel mondo, di cui è l&#8217;attuale segretario. Per tale attività</p>
<p>ha ricevuto nel 1998 il Premio Nazionale Cultura della Pace.</p>
<p>Negli ultimi mesi è sempre al fianco di Marco Pannella per promuovere</p>
<p>nelle diverse regioni italiane la richiesta di un’amnistia generalizzata.</p>
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		<title>SIRIA: L&#8217;OCCIDENTE DEPONGA LE ARMI</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/siria-loccidente-deponga-le-armi</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 08:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[“Vogliamo il cambiamento, ma non al prezzo del sangue e di una guerra civile”. È quanto dichiara ad AsiaNews una fonte cristiana a Damasco, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Il popolo invoca “riforme e lotta contro la corruzione”, ma vi è anche il timore che la situazione possa degenerare. Per la fonte, a Damasco emerge “la sensazione che i mezzi di comunicazione gonfino le notizie, la realtà, perché vogliono cambiare il regime”.
Dal fronte interno si intravede “la volontà di ricomporre un nuovo Medio oriente” che viene rimodellato “su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Vogliamo il cambiamento, ma non al prezzo del sangue e di una guerra civile”. È quanto dichiara ad AsiaNews una fonte cristiana a Damasco, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Il popolo invoca “riforme e lotta contro la corruzione”, ma vi è anche il timore che la situazione possa degenerare. Per la fonte, a Damasco emerge “la sensazione che i mezzi di comunicazione gonfino le notizie, la realtà, perché vogliono cambiare il regime”.<br />
Dal fronte interno si intravede “la volo<img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="presidente siriano" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/siria.jpg" alt="presidente siriano" width="269" height="200" border="0" />ntà di ricomporre un nuovo Medio oriente” che viene rimodellato “su una base di natura religiosa”, come è avvenuto in Iraq dove “i cristiani sono fuggiti per la paura” e sono fra gli obiettivi di attacchi. La fonte di AsiaNews lancia infine un appello ai mezzi di comunicazione e all’Occidente perché “riflettano di più prima di intervenire”.<br />
“Tutti vogliamo riforme e lotta contro la corruzione – chiarisce – vogliamo il cambiamento, ma non attraverso il sangue e la guerra civile”. Perché se è vero che vi sono scontri, manifestazioni e morti, conclude, è altrettanto vero che questi episodi sembrano “fomentati” dall’esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo il vescovo caldeo di Aleppo, monsignor Antoine Audo, la comunità internazionale esagera la crisi in atto in Siria. Il gesuita, alla guida della diocesi dal 1992, nei giorni scorsi ha espresso a Terrasanta.net le sue preoccupazioni in merito alle proteste, ma ha voluto sottolineare che la Siria non è l’Iraq e che il presidente Bashar al-Assad resta popolare, anche tra i cristiani.Stando alle stime dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle prime sei settimane di dimostrazioni sono stati uccisi oltre 450 civili.</p>
<p><strong>Eccellenza, qual è la situazione ad Aleppo, e quali sono le sue riflessioni su quanto sta accadendo in Siria?</strong><br />
Al momento la situazione ad Aleppo è calma e del tutto normale. In città la popolazione ha dimostrato grande saggezza. Non vuole la distruzione del Paese. Crediamo che le riforme siano possibili e che il presidente e il governo stiano lavorando in tal senso. Ci sorprende scoprire come i media internazionali esagerino la situazione. Questa non è informazione obiettiva, bensì manipolazione dell’informazione. In generale il popolo siriano è molto calmo. Comprende ciò che sta accadendo ed è in grado analizzare la situazione. Non vuole lo sconquasso del Paese, come è accaduto in Iraq o altrove.</p>
<p><strong>Dunque secondo lei non possiamo paragonare quella siriana alla rivolta in Egitto?</strong><br />
No. La Siria è un Paese molto diverso. Le differenze sono parecchie. Qui c’è cultura, la gente è ben informata, anche se, certo, non mancano i problemi. Tutto finirà nel giro di pochi giorni, o almeno così speriamo.</p>
<p><strong>Pensa che il presidente Assad resterà in sella?</strong><br />
Credo di sì. È un uomo molto amato, giovane e istruito, che lavora nell’interesse della Siria. Il nostro non è un Paese perfetto e come tutti gli altri siamo stati messi in difficoltà dalla situazione economica internazionale. Ma penso che lui stia facendo molto bene e difenda il nostro Paese con grande dignità.</p>
<p><strong>Alcuni paragonano la Siria alla Libia e ritengono che potrebbe essere il prossimo teatro di un intervento militare internazionale. Le sembra plausibile?</strong><br />
Non penso proprio. Il paragone è difficile in termini di istruzione e apertura (mentale). Non conoscono bene la Siria. Come ho già detto, qui c’è una grande diversità etnica e religiosa. E poi è spiccato il senso di patriottismo. I siriani amano il proprio Paese. Noi non siamo una società basata sui clan tribali, come la Libia. Là, per esempio, non c’è praticamente una presenza cristiana (numericamente significativa). Qui i cristiani sono il 10 per cento della popolazione e stanno tutti dalla parte del presidente Assad. Quelli che manifestano vengono da fuori. Sono prezzolati e asserviti a interessi stranieri.</p>
<p><strong>Le istanze islamiste rappresentano un rischio per il Paese?</strong><br />
Forse sì. È molto facile che altri gruppi manipolino i movimenti estremisti. Ma, come dicevo, il 90 per cento della popolazione ama il nostro presidente e sta con il governo, come ha sempre fatto negli ultimi 20-40 anni. In definitiva il giudizio sulla Siria può essere positivo: abbiamo università e un buon sistema di istruzione. Certo, il gran numero di giovani laureati in cerca di un’occupazione è un problema reale, ma di ordine economico. Credo che nei prossimi mesi ci lasceremo questo momento di crisi alle spalle.</p>
<p><strong>Come la mettiamo con le notizie sulla repressione dei manifestanti da parte degli apparati di sicurezza?</strong><br />
Credo che sia una questione di autodifesa. Fino ad oggi non avevano attaccato nessuno, ma dopo aver sopportato per un mese l’assassinio di poliziotti e soldati e l’aggressione a istituzioni ufficiali, credo che la polizia avesse il diritto di entrare in azione e unicamente come autodifesa, non mossa dall’intento di attaccare o uccidere persone. Possiamo affermarlo con obiettività.</p>
<p><strong>In ogni caso non sarebbe meglio rendere la Siria un Paese compiutamente democratico invece di reprimere con violenza le proteste?</strong><br />
Certo, ma questo richiede tempo. Ogni Paese ha la propria strada verso la democrazia. Dagli Stati Uniti abbiamo ascoltato molte parole su democrazia e libertà in Iraq, ma poi abbiamo visto bene gli esiti della democrazia e delle libertà americane in un Paese distrutto. E i primi a perderci sono stati i cristiani iracheni. Diciamolo chiaramente: non vogliamo che si ripeta anche in Siria quello che gli americani hanno combinato in Iraq.</p>
<p>Notizie e commento di Claudio Prandini</p>
<p>http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/indice.htm</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Istituto italiano di cultura a San Pietroburgo</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/listituto-italiano-di-cultura-a-san-pietroburgo</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, diretto da Giorgio Mattioli, è stato istituito il 1 gennaio 1999 come sezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. La sede è stata successivamente attivata nel corso del 2003 in occasione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario della creazione di San Pietroburgo.
E&#8217; un organismo ufficiale dello Stato italiano ed ha l&#8217;obiettivo obiettivo di promuovere e di diffondere la lingua e la cultura italiana attraverso l&#8217;organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze.
L’Istituto Italiano di Cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217; Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, diretto da Giorgio Mattioli, è stato istituito il 1 gennaio 1999 come sezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. La sede è stata successivamente attivata nel corso del 2003 in occasione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario della creazione di San Pietroburgo.</strong></p>
<p>E&#8217; un organismo ufficiale dello Stato italian<strong><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="San Pietroburgo (Renato d'Andria)" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/istituto%20san%20pietroburgo.jpg" alt="San Pietroburgo (Renato d'Andria)" width="115" height="95" border="0" /></strong>o ed ha l&#8217;obiettivo obiettivo di promuovere e di diffondere la lingua e la cultura italiana attraverso l&#8217;organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze.</p>
<p>L’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo si trova nella Piazza del Teatro (Teatralnaja ploschad&#8217;, 10), nei pressi del Teatro Mariinskij (rinominato in epoca sovietica Teatro Kirov) e di fronte al Conservatorio della città.  L’intera storia dell’edificazione e dello sviluppo di Teatralnaja ploschad è legata alla costruzione e alla ristrutturazione del teatro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1776 sulla piazza venne eretto un anfiteatro di legno destinato al circo equestre. A partire dal 1783, anno in cui venne inaugurato il teatro, la piazza assunse il nome di Teatralnaja. I primi documenti dell’Archivio Storico Statale riguardanti l’edificio situato al numero 10 della piazza risalgono al 1844. Il palazzo apparteneva, all’epoca, alla moglie di un sottotenente, Vera Batjuchkova. Si trattava di un edificio di tre piani a cui vennero aggiunte delle sezioni attigue di pari altezza ad incorniciare il cortile. La facciata del palazzo venne decorata con modanature rettangolari e triangolari, mentre per il primo piano, l’architetto Andreev utilizzò un rivestimento a stucco bugnato. L’aspetto della facciata si allontanava dai canoni del classicismo e ne rifiutava le rigide simmetrie. Nel 1863 il palazzo passò al Generale Maggiore A.D. Stolypin, poi nel 1874 il colonnello della guardia A.A. Zajtsev ne divenne il nuovo proprietario. Su ordine di quest’ultimo, l’architetto N.F. Bekker riprogettò interamente l’edificio. Un ulteriore piano venne aggiunto ai tre precedenti e venne modificato anche l’aspetto della facciata che fu ripensata in stile eclettico con abbondanza di decori. L’ultimo proprietario del palazzo è stato il giurista R.R. King.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente l’edificio di Teatralnaja ploschad&#8217;, 10 ospita il Consolato Generale d’Italia, la Residenza del Console Generale, la Sezione dell’Istituto di Cultura, l’Ufficio di San Pietroburgo dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE).   L’Istituto di Cultura dispone di una <a href="http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/Istituto/La_sede/Dotazioni_tecniche/">Sala Cinema</a> che può essere riadattata a Sala mostre, di una <a href="http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/La_Biblioteca/">Biblioteca</a> e di varie aule.</p>
<p>http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/Menu/Istituto/La_sede/</p>
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		<title>LA LIBIA E I SILENZI IPOCRITI SULLA GUERRA DIMENTICATA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di <a href="http://www.ilgiornale.it/autore/giancarlo_perna/id=2843">Giancarlo Perna</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <a href="http://www.ilgiornale.it/autore/giancarlo_perna/id=2843">Giancarlo Perna</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il secolo esatto che separa le due guerre che l’Italia ha fatto alla Libia, scandisce simbolicamente la sciaguratezza di quella che con­duciamo attualmente. Nel 1911, se­guendo lo spirito del tempo che im­poneva alle cosiddette Potenze di mettere in carniere almeno una co­lonia, ci siamo tolti il capriccio a vi­so aperto. Abbiamo portato morte e devastazione ma, a nostra volta, siamo stati uccisi e mutilati. Ci fu ­pur nella disparità delle armi &#8211; un equilibrio del dolore. Oggi, nel 2011, stiamo invece conducendo una guerra impari: noi distruggiamo mentre i li­bici subiscono, impossibili­tati a reagire. Non rischia­mo né un soldato, né un mis­sile sulle nostre città.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è in questa asimmetria qualco­sa di così moralmente inac­cettabile da temere che un dio indignato alla fine ci pre­senti il conto. Le anime belle la buttano sull’ideologia per condan­n­are la prima guerra ed esal­tare quella in corso. Sentite­li. Nel 1911 eravamo biechi colonialisti, solitari ed egoi­sti. E oggi, invece? Siamo l’esercito liberatore dal san­guinario Gheddafi. Né sia­mo in Libia di nostra iniziati­va. Agiamo su mandato in­ternazionale, assolvendo una sublime missione di pa­ce: salvare vite. È il trionfo dell’altruismo e del disinte­resse. Una favola che mette le co­scienze a posto, al punto che la guerra sembra dimen­ticata. Gli arcobaleni sono scomparsi. Il Papa tace. I va­ri padri Zanotelli dormono sulla Libia e le sue scomode verità e si svegliano solo per raccontarci bugie sulla pri­vatizzazione dell’acqua. De­stra e sinistra marciano a braccetto contro Gheddafi e in favore dei rivoltosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Cav sostiene che bombardare non gli piace, tanto più un vecchio amico, ma lo co­stringono &#8211; dice &#8211; le allean­ze. Aggiunge &#8211; per persona­lizzare la sua angoscia &#8211; che non ci dorme la notte. Napo­litano, invece, non ha remo­re. Ha calzato il kepì e si mo­stra entusiasta. L’Italia &#8211; ri­pete &#8211; non può sottrarsi ai suoi doveri umanitari e in­ternazionali. Come se ci fos­se un obbligo superiore a fa­re la guerra (che la Costitu­zione ripudia). Ma dall’alto dell’età, Napolitano parla come se avesse consultato gli antichi testi che regolano i destini del mondo. In real­tà, è lo stesso opportunista di sempre. Oltre mezzo seco­lo fa, nel 1956, approvò con calore l’invasione sovietica in Ungheria, umanitaria an­che quella. Allora il suo ido­lo era l’Urss.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, con la stessa cecità, affianca l&#8217;Occi­dente guidato dagli Usa. Abi­tuato a obbedire, si regola sul capo di turno, senza ra­gionare. Come la giri, l’avventura li­bica è ingiustificata. Ghed­dafi non è il peggiore tiran­no della regione. Da tempo, aveva scelto la legalità inter­nazionale. Se all’Occidente è saltato l’uzzolo di fare fuo­ri i prepotenti, beh, aveva ben altro da scegliere. A due passi da Gheddafi, in Su­dan, tanto per dire, c’è Al Bashir, boia del Darfur: tre­centomila morti, 2,5 milioni di profughi, accusato di ge­nocidio all’Aia. Per tacere del despota siriano, del­­l’Iran, dei tiranni arabici. Ma allora, se il pessimo non è il raìs perché è con lui che ce la prendiamo? Perché rea­gisce a un colpo di Stato? E che altro dovrebbe fare? Ri­cordiamoci che a Tripoli non ci sono state folle iner­mi come al Cairo o Tunisi. Ma un movimento secessio­nista armato con aerei da combattimento, carri arma­ti e missili. Una guerra civile in piena regola. L’Italia e l’Occidente vogliono evita­re una carneficina? Si inter­pongano.</p>
<p style="text-align: justify;">La sola cosa da non fare, è quella che invece è stata fatta: schierarsi con una parte contro l’altra. Af­fiancando, paradossalmen­te, i ribelli che hanno scate­nato le ostilità. Per di più, senza sapere se le loro inten­zioni siano più «democrati­che », «pacifiche», «filocci­dentali » e se il futuro che pro­mettono sia migliore del pas­sato che Gheddafi ha assicu­rato. Nell&#8217;ansia interventi­sta, non si è neanche voluto stabilire con chi stia la mag­gioranza del popolo libico. Per cui, mentre bombardia­mo Gheddafi, rischiamo di prendercela col ben accetto per consegnare il Paese a un avventuriero detestato dai più. L’Italia è nella posizione più incresciosa. Il Cav aveva per primo stretto rapporti con Gheddafi, imitato poi da molti (Sarkozy si fece finan­ziare dal raìs la campagna elettorale). La coalizione &#8211; in barba al compito di proteg­gere i civili &#8211; gli ha invece uc­ciso un figlio, tre nipoti, una nuora e innumerevoli digni­tari rimasti sotto le macerie del palazzo di governo. L’Italia in Libia era il figlio dell’oca bianca. Aveva il pe­trolio, stipulava affari. Quan­do il galletto francese scelse la guerra, seguito da Came­ron che lo aveva aiutato a prepararla armando i ribelli dietro le quinte, e dal vago Obama,l’Italia anziché unir­si, avrebbe dovuto imporre l’altolà.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il discorso che avremmo amato udire dal Cav: «Signori, la guerra che fate a Gheddafi per il pe­trolio è in realtà un’aggres­sione all’Italia che in Libia ha una posizione privilegia­ta. Annientando il raìs che ci favorisce per sostituirlo con un regime che favorisca voi, è noi che volete scalzare. Non fatelo. Ne va della no­stra amicizia». Altro che unirsi alla combriccola Na­to con la speranza, abbattu­to il tiranno, di spartire il bot­tino. Il quale, per quel che ri­guarda noi, sarà sempre una parte infinitesima di quello che già avevamo. Non è andata così e da quattro mesi siamo invi­schiati in una situazione odiosa. Il Cav ha perso l’oc­casione di differenziarsi da D’Alema che, dodici anni fa, ci infilò in Kosovo in una guerra altrettanto discutibi­le. A sua difesa, va detto che è stato lasciato solo. Non lo ha aiutato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha fatto lo yankee; non l’op­posizione cattolica, da tem­po senza bussola; non quel­la degli ex comunisti, ricicla­ti in zeloti dell’occidentali­smo; non la stampa, specie tv, che non ci ha fatto capire niente, tifando per i ribelli, detti «i ragazzi», contro i le­gittimisti, detti «i miliziani». Due gli insegnamenti del pastrocchio libico. Il primo è generale: il diritto interna­zionale non esiste, conta la forza. L’altro è diretto ai de­spoti che dalla vicenda di Gheddafi saranno indotti a incarognirsi. Se le disgrazie sono piombate sul raìs per essersi addolcito, consen­tendo alla dissidenza inter­na di alzare la testa, si guar­deranno dal commettere lo stesso sbaglio, moltiplican­do il terrore. Insomma, sia­mo all&#8217;opera per peggiorare il mondo.</p>
<p><em>(da Il Giornale, lunedì 13 giugno 2011)</em></p>
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		<title>ITALIA: CONSIGLI PER LA CRESCITA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 12:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripubblichiamo l&#8217;articolo col quale, qualche settimana fa, Renato d&#8217;Andria ha avviato un proficuo confronto sulle iniziative coraggiose e lungimiranti da assumere per evitare che l&#8217;economia del Paese continui a crollare a picco, invertire la tendenza ed avviare la ripresa reale. Qui d&#8217;Andria, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, indica alcune strade percorribili a costo zero.
Bisogna dar ragione a Mario Monti quando scrive sul Corriere che «nella politica economica del governo sono sempre più evidenti i danni arrecati dal fatto che la grande, risoluta e indispensabile determinazione contabile non è stata e non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ripubblichiamo l&#8217;articolo col quale, qualche settimana fa, Renato d&#8217;Andria ha avviato un proficuo confronto sulle iniziative coraggiose e lungimiranti da assumere per evitare che l&#8217;economia del Paese continui a crollare a picco, invertire la tendenza ed avviare la ripresa reale. Qui d&#8217;Andria, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, indica alcune strade percorribili a costo zero.</em></p>
<p>Bisogna dar ragione a Mario Monti quando scrive sul <em>Corriere</em> che «nella politica economica del governo sono sempre più evidenti i danni arrecati dal fatto che la grande, risoluta e indispensabile determinazione contabile non è stata e non è oggi ancorata ad alcuna strategia concreta e credibile di politica economica. Se questa manca, non basta rivendicare di avere previsto &#8211; prima, molto prima di tutti gli altri &#8211; l&#8217;evoluzione del cosmo economico-sociale o di avere lanciato nuovi standard etico-legali per governare la globalizzazione. Più modesto, ma più pressante è il compito di avere una visione su come l&#8217;Italia possa conquistare più competitività, più crescita, più equità; di coinvolgere in un tale progetto le forze economiche, sociali, culturali e politiche; di attenersi ad esso nell&#8217;azione di governo».</p>
<p>Più competitività. Più crescita, più equità. Occorre insomma uno sforzo anche progettuale e di ampio respiro che fin qui non si è stati in grado di fare. Eppure esistono iniziative che, a costo zero o quasi, potrebbero imprimere slancio all’economia italiana fin da subito.</p>
<p>Qui indichiamo quella che a nostro avviso potrebbe essere la prima: la più immediata e decisiva sotto il profilo dei risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/frattini.jpg" alt="" width="218" height="159" border="0" /><strong>UNA FORNITURA DI COMPETENZE A LIVELLO INTERNAZIONALE</strong></p>
<p>La proposta è quella di avviare in tempi brevi un’intesa istituzionale col nostro Ministero degli Esteri per impostare una fornitura di livello internazionale di “formatori” italiani nei Paesi esteri ad economie emergenti. Il riferimento è in particolare agli Stati nordafricani, dove la fase di riassetto complessivo degli equilibri sociali e produttivi non sembra richiedere altro se non l’apporto di competenze e creatività da parte di esperti dei Paesi a più antico e riconosciuto tasso d’industrializzazione e ricerca.</p>
<p>In buona sostanza, invece di frenare la “fuga dei cervelli” italiani all’estero, facciamoli partire noi, ma all’interno di un programma strategico, largamente condiviso, e nell’ottica di una missione che possa offrire consistenti ritorni economici al nostro Paese.</p>
<p>Ma non di soli “cervelli”, si tratta. O, meglio, non nella comune accezione del termine. I Paesi in via di sviluppo per portare avanti la loro fragile economia hanno bisogno in primo luogo dei livelli professionali medio-bassi: elettricisti, idraulici, falegnami, sarti. E’ stata questa la forza dell’Italia nel dopoguerra e potrà ess<strong> </strong>ere questa la nostra forza nel sostenere le economie emergenti del pianeta. In luoghi del mondo come Ruanda, Ghana o Burkina Faso, artigiani come quelli italiani rappresentano oro. Per fare un esempio concreto, in quei Paesi, se pur i governi riescono, grazie agli aiuti internazionali, ad acquistare macchinari moderni in campo agricolo, non esistono poi le professionalità specifiche per poterli riparare quando si guastano. Un problema altrove risolvibile in poco tempo, genera crisi e priva interi villaggi delle possibilità di sostentamento, oltre a determinare un freno sull’economia dello Stato.</p>
<p>L’Italia è ricchissima, oggi più che mai, di professionalità inutilizzate. E’ elevatissimo il numero dei pensionati (ex capi officine, operai, artigiani) in età relativamente giovane, che potrebbero trasferire le proprie competenze sull’estero, allevando intere generazioni e dando vita a quella manodopera specializzata che in tante parti del mondo oggi manca completamente. Tutto questo potrebbe avere un ulteriore, positivo riflesso per il nostro Paese, con il conseguente sgravio del carico pensionistico derivante da tante energie disperse. L’immenso patrimonio del nostro know how potrà dunque essere messo con profitto a servizio dello sviluppo, nei tanti Paesi che lo richiederanno.</p>
<p>Il finanziamento di tali forniture di know how sull’estero sarà in parte a carico delle strutture per la cooperazione internazionale – che già tanto investono nei Paesi in via di sviluppo, spesso senza concrete prospettive – e, per l’altra quota parte, a carico dei Paesi destinatari della formazione.</p>
<p>Un altro indiscutibile pregio di una simile iniziativa sarebbe poi quello di creare nel tempo una fidelizzazione, nei Paesi ad economia emergente, rispetto al made in Italy. Se i nostri professionisti formano tornitori in Marocco, per fare un esempio, è evidente che poi il tornio italiano sarà una scelta privilegiata per l’industria metalmeccanica di quel Paese.</p>
<p>Si potrebbe obiettare che si tratta in genere di Stati che non possiedono risorse economiche sufficienti a sostenere tali costi. Anche qui esiste una risposta. Si tratta quasi sempre di Paesi nei quali esistono risorse naturali di tale rilevanza da poter essere un argomento validissimo per ripagare il costo delle “forniture formative”, sempre – beninteso &#8211; sulla base di accordi rigorosi impostati sulla base delle reciproche convenienze e stipulati dai rispettivi governi con la mediazione di partner sovranazionali.  Si potrebbero in questo modo fruttuosamente impiegare sul fronte delle missioni estere alcune migliaia di artigiani, operai, ma anche professionisti e ricercatori, che alle nostre latitudini languono per la mancanza di fondi necessari a sostenere le loro brillanti competenze, o perché messi anzitempo in naftalina. Sarebbe fra l’altro un modo per rinvigorire le loro intelligenze e “svecchiare” il nostro Paese.<strong></strong></p>
<p>Ma il ritorno, per l’Italia, sarebbe soprattutto quello di veder riaperti i confini di un’economia che, come la nostra, ha molte energie da mettere sul piatto della crescita, nazionale ed internazionale, se solo si sposti l’ottica miope dello sguardo circoscritto al proprio interno.</p>
<p>In buona sostanza, tra export di formatori ed avvio di nuove attività sull’estero, all’interno dei Paesi più bisognosi di guida per reggere sui mercati globalizzati, si potrebbe dar lavoro a qualcosa come un milione di italiani. E non è poco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TORNA A CASA, IMPRESA</strong></p>
<p><strong></strong>Mentre gli esperti fanno le valigie per esportare il nostro sapere, sostenuti dalle comunità internazionali, molte imprese italiane dovrebbero invece ricevere incentivi tali da essere indotte a compiere il percorso inverso. L’Europa dell’Est, la Romania e non solo, ma anche Cina o India, sono da tempo le mete in cui il meglio della produttività italiana &#8211; dal tessile al metalmeccanico fino alla chimica, etc &#8211; ha piantato le tende. Questo naturalmente arricchisce i Paesi destinatari, ma non arreca alcun vantaggio all’Italia, che si trova invece depauperata tanto sotto il profilo della crescita, quanto sotto quello del gettito fiscale.</p>
<p>Per far tornare queste eccellenze italiane a dar lavoro e redditività n<strong> </strong>el loro territorio di origine occorre evidentemente offrire loro un forte appeal. Ma pare che nessuno intenda – finora – mettere mano a concrete iniziative in tal senso. Una<em>redemption strategy</em> va invece pensata e messa in campo, a cominciare da provvedimenti sul costo della manodopera – che, come sappiamo, è la principale ragione delle fughe imprenditoriali all’estero – fino ai tagli sul gravoso costo delle tasse, le più alte del mondo occidentale. Niente defiscalizzazione è uguale a niente rientro delle imprese in Italia, niente nuova occupazione, niente crescita.</p>
<p>Peraltro una riduzione del carico fiscale, pena la decrescita, dovrebbe essere applicata anche alle imprese che restano in Italia. L’allarme di Confindustria è più che giustificato. Noi però aggiungiamo che le riduzioni non dovrebbero essere generalizzate, ma proporzionate ai livelli di produttività ed occupazione raggiunti.</p>
<p><strong>FUORI DALL&#8217;EURO? E&#8217; POSSIBILE<br />
</strong></p>
<p>Il caso della Polonia, che si accinge a guidare il semestre europeo, ma si tiene ben stretta la sua vecchia moneta, in fondo ci dice qualcosa di importante. Per arginare e superare le crisi economiche, in epoca pre-trattati comunitari e pre-Maastricht anche il nostro Paese stampava nuova moneta, andando così ad incrementare il debito pubblico in attesa di uscire dai marosi dell’emergenza e di poterlo, chissà quando, ripianare.</p>
<p>Da più parti veniamo avvertiti che oggi, con la moneta unica, questi sistemi non sono più praticabili. Dal nostro punto di vista non è esattamente vero. E se a dimostrarlo non bastasse l’esempio della Polonia, c’è sempre il caso della Grecia. Uscire dall’euro non è insomma una scelta impossibile: è solo una delle strade percorribili, di cui vanno valutati costi e benefici, come in qualsiasi manovra economica.</p>
<p>Di certo, però, se la scelta è quella di restare nell’euro, ciò deve anche significare, in primis per l’Italia, avere la capacità di darsi uno slancio propositivo. I tesori del nostro Paese non possiamo più continuare ad esportarli ”gratis”. Occorre una strategia di largo respiro, ma è necessario soprattutto aprire i nostri mercati ben oltre i confini del vecchio continente.</p>
<p><strong>Renato d’Andria</strong></p>
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		<title>IL PESO DEL DISSESTO DELLA GIUSTIZIA SULLA CRISI ECONOMICA</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l’Italia non c’è altra scelta possibile che l’immediato risanamento dei conti pubblici. I settori su cui si deve intervenire, con misure strutturali dolorose ma necessarie che consentano insieme di azzerare il deficit e di evitare la stagnazione, sono noti alla classe politica e ripetutamente indicati dagli organismi internazional
i e dalla Banca d’Italia. Se si vuole liberare le energie imprenditoriali e rianimare la voglia degli italiani di scommettere sul proprio futuro bisogna avere solo il coraggio per una volta di decidere e farlo presto.
Ciò che invece ci si ostina ad ignorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per l’Italia non c’è altra scelta possibile che l’immediato risanamento dei conti pubblici. I settori su cui si deve intervenire, con misure strutturali dolorose ma necessarie che consentano insieme di azzerare il deficit e di evitare la stagnazione, sono noti alla classe politica e ripetutamente indicati dagli organismi internazional<br />
i e dalla Banca d’Italia. Se si vuole liberare le energie imprenditoriali e rianimare la voglia degli italiani di scommettere sul proprio futuro bisogna avere solo il coraggio per una volta di decidere e farlo presto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci</strong><strong>ò che invece</strong><strong> ci si ostina ad ignorare è il peso del dissesto della giustizia sulla crisi economica e finanziaria italiana.</strong> Se si escludono i richiami di Draghi, la questione viene liquidata come una mania di Pannella e dei radicali. Invece la sfiducia nel rispetto delle regole scoraggia gli investimenti, aumenta i costi di transazione, riduce l’efficienza dei mercati che, per funzionare, finiscono per fare affidamento soprattutto su legami sociali preesistenti, invece che sulla fiducia nel reciproco rispetto delle regole. Questo spiega la diffidenza nei confronti dei canali alternativi a quello bancario, che si fondano su relazioni indirette, mediate e impersonali. I tribunali vengono utilizzati per resistere alla giustizia piuttosto che per ottenerla, rimanendo soffocati da un numero anomalo di controversie e che coinvolgono 1/3 dei cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Confindustria ha misurato i costi che questa situazione riversa sul sistema economico: se nella provincia di Bari la giustizia civile avesse la medesima efficienza che si riscontra nella provincia di Torino (-60% di durata dei procedimenti), la sua crescita economica nel periodo 2000-2007 sarebbe stata più elevata del 2,4%. Per l’Italia una riduzione del 10% della lunghezza dei processi aggiungerebbe lo 0,8% al PIL. Anche secondo stime della Banca d’Italia, citate dal Governatore Draghi, la perdita annua di PIL attribuibile ai difetti della nostra giustizia civile potrebbe giungere a un punto percentuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’unica misura strutturale che abbiamo sul tavolo al momento, con conseguenze immediate per affrontare la crisi, è la proposta di Amnistia. L’ultima fu nel 1990. Pannella sostiene che è la premessa necessaria non solo del riordino della macchina giudiziaria ma anche di ogni ipotesi di riforma della giustizia. Non c’è oggi altro plausibile provvedimento capace di portare immediatamente a 1 milione i processi penali dai 4 milioni e mezzo pendenti. Non inciderebbe in modo diretto sulla giustizia civile ma potrebbe avere un effetto indiretto: si potrebbe liberare infatti una quota significativa delle spese e dei magistrati oggi impegnati nell’arretrato penale per occuparsi del settore civile. </strong>E’ un problema di volontà politica oltre che di organizzazione degli uffici. Dipende dal governo ma anche dalla volontà e dalle scelte del Consiglio Superiore della Magistratura. E naturalmente non ci si dovrebbe accontentare di questo. Come per il penale anche per il processo civile, bisognerebbe innestare, a partire dall’amnistia e da questi provvedimenti amministrativi, le riforme necessarie per accelerare e sfoltire i procedimenti, visto che la riforma fatta da Alfano si è dimostrata largamente insoddisfacente.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente all’amnistia dovrebbe essere affrontata dalle commissioni Giustizia una seire ormai conclamata (dallo stesso ministro Nitto Palma) di depenalizzazioni. E anche su questo si possono trovare numerose motivazioni economiche anticrisi. Secondo gli ultimi calcoli in Italia i fumatori di marijuana, alimentano ogni anno un mercato nero da 22 miliardi, euro più euro meno. In Francia l&#8217;economista e docente della Sorbona Pierre Kopp sostiene in un rapporto pubblicato questi giorni, che la legalizzazione porterebbe nelle casse nazionali, un miliardo di euro di sole imposte. «Si potrebbero risparmiare 300 milioni di euro di spese per le incriminazioni», ha spiegato, «e anche di più se si aggiungono le spese dovute ai fermi di polizia, al funzionamento dei tribunali e all&#8217;esecuzione delle pene». Lo studio francese segue un altro del Cato Institute curato da Jeffrey A. Miron, professore alla Harvard University , sui costi del proibizionismo e il risparmio di cui si avvantaggerebbe la spesa pubblica americana grazie alla legalizzazione delle droghe: 41,3 miliardi di dollari su polizia, giustizia e carceri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un altro genere di depenalizzazioni di cui si parla ormai con una particolare trasversalità tra le forze politiche sono quelle attuabili con provvedimenti sull’immigrazione più attenti ai fattori di crescita economica e sociale. Basta fare due conti. Complessivamente sono attribuibili ai cittadini stranieri (per lo più giovani) circa 7,5 miliardi l’anno di spesa sociale. Nel contempo, le entrate dello stato riconducibili alla presenza dei cittadini stranieri sono approssimabili per difetto a circa 10 miliardi l’anno senza considerare quelle derivanti dal rilascio e dal rinnovo del permesso di soggiorno, dalle pratiche sulla cittadinanza e dalle regolarizzazioni. Solo per dare un’idea, la regolazione avviata nel settembre 2009 nel settore della collaborazione domestica e dell’assistenza familiare, grazie alle 294.274 domande presentate, ha fatto entrare nelle casse dello stato circa 353 milioni di euro. Con la crisi sono diventate ancora più ingiustificabili le resistenze opposte dal Governo italiano alle direttive europee sul lavoro nero, che anziché favorire la regolarizzazione del lavoro straniero, colpendo chi lucra sullo sfruttamento, favoriscono non solo la permanenza ma anche il ritorno all’irregolarità del soggiorno e del lavoro. Oltre a ledere i diritti dei lavoratori, tale strategia priva infatti lo Stato dell’apporto contributivo che verrebbe assicurato dall’estensione dei rapporti di lavoro regolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Simone Sapienza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>articolo tratto da &#8220;Notizie Radicali&#8221;, periodico diretto da Walter Vecellio</em></p>
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		<title>LA CIVILTÀ DEL PETROLIO</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/la-civilta-del-petrolio-2</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 23:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;ultima generazione tutta l&#8217;umanità è stata catapultata in una serie di crisi pericolose, che potrebbero sfociare in una catastrofe globale: il riscaldamento fuori controllo, i prezzi del petrolio che fluttuano selvaggiamente secondo le volontà politiche di pochi paesi produttori, le rivolte per il cibo che scoppiano nel Sud del mondo, lo spettro degli attentati terroristici nelle grandi città e l’incubo di una guerra infinita per combattere violenze ed estremismi, in casa e fuori.  Il tempo sta per scadere. Senza misure urgenti e risolutive, nel prossimo decennio queste crisi globali subiranno una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultima generazione tutta l&#8217;umanità è stata catapultata in una serie di crisi pericolose, che potrebbero sfociare in una catastrofe globale: il riscaldamento fuori controllo, i prezzi del petrolio che fluttuano selvaggiamente secondo le volontà politiche di pochi paesi produttori, le rivolte per il cibo che scoppiano nel Sud del mondo, lo spettro degli attentati terroristici nelle grandi città e l’incubo di una guerra infinita per combattere violenze ed estremismi, in casa e fuori.  Il tempo sta per scadere. Senza misure urgenti e risolutive, nel prossimo decennio queste crisi globali subiranno una forte accelerazione. Entro il 2018 le carenze di cibo, acqua ed energia potrebbero accrescere le possibilità di conflitto fra le maggiori potenze, ma anche le guerre civili e di confine. Dopo il 2020 tutto ciò potrebbe portare a catastrofi economiche e politiche che minerebbero il potere dello stato e le infrastrutture nazionali, fino al collasso sociale.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La nostra super-dipendenza dai combustibili fossili</h2>
<p style="text-align: justify;">Intanto il picco della produzione di petrolio è stato superato. Ciò avviene quando la produzione mondiale arriva al suo massimo livello e metà delle riserve totali di petrolio grezzo sono andate esaurite, dopo di che diviene dal punto di vista geologico più difficile estrarlo. Questo significa che, oltrepassato tale limite, la produzione mondiale non potrà più raggiungere il massimo livello e quindi diminuirà, fino all&#8217;esaurimento delle riserve. D’altra parte, la forte dipendenza dell&#8217;agricoltura industriale da fonti energetiche come gli idrocarburi sta a significare che il picco del prezzo del petrolio contrarrà notevolmente la futura produzione agricola mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;espansione esponenziale della moderna società industriale nel corso degli ultimi due secoli, con l&#8217;ideologia liberale della crescita illimitata che l&#8217;ha accompagnata, è legata a due fattori:  1) La disponibilità solo apparentemente illimitata di energia fornita dalla natura attraverso le riserve di combustibile fossile; 2) La volontà dell&#8217;uomo di sfruttare l&#8217;ambiente senza la consapevolezza dei limiti e dei confini esistenti.<br />
Il ventunesimo secolo rappresenta l&#8217;era dell&#8217;esaurimento irreversibile delle riserve di idrocarburi. E tutto ciò implica che la società industriale, nella sua attuale forma, non potrà durare oltre questo secolo. Il tempo presente, dunque, non rappresenta solo la fine dell&#8217;epoca degli idrocarburi, ma l&#8217;inizio di una nuova era del post carbone. Le crisi ricorrenti sono sintomi di un’economia, di una politica, di un&#8217;ideologia e di un sistema di valori non più sostenibili, che stanno crollando sotto il loro stesso peso e che nel prossimo decennio saranno riconosciuti come obsoleti.<br />
E’ inutile quindi porre in essere politiche energetiche che, spostandosi da un combustibile fossile all&#8217;altro, possono solo farci rimanere a galla quanto più possibile. Le fonti rinnovabili rappresentano l&#8217;unica strada percorribile. A lungo termine occorre perciò investire nella seguente direzione :</p>
<p style="text-align: justify;">1)ENERGIA SOLARE (TERMICO, TERMODINAMICO, FOTOVOLTAICO)</p>
<p style="text-align: justify;">2)ENERGIA EOLICA</p>
<p style="text-align: justify;">3)ENERGIA GEOTERMICA</p>
<p style="text-align: justify;">4)ENERGIA DA BIOMASSA</p>
<p style="text-align: justify;">5)ENERGIA MARINA (CORRENTI MARINE, MAREOMOTRICE,MOTO ONDOSO)</p>
<p style="text-align: justify;">6)ENERGIA IDROELETTRICA</p>
<p style="text-align: justify;">7)PRODURRE IDROGENO DA FONTI RINNOVABILI</p>
<p style="text-align: justify;">8)FUSIONE FREDDA</p>
<p style="text-align: justify;">9)BIODISEL DALLE ALGHE</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro futuro è nelle energie rinnovabili. Investire su tale tipo di ricerca consentirà di raggiungere risultati sempre più importanti. Già oggi l&#8217;impetuoso sviluppo delle rinnovabili nel mondo ci dice che stiamo entrando in una nuova era ed è bene che i governi propensi al nucleare abbandonano la via sbagliata e puntino invece con convinzione sull&#8217;efficienza energetica e sulle rinnovabili.<br />
Le energie rinnovabili stanno già sostituendo sia il petrolio che l&#8217;uranio. E questo non avviene in esperimenti di pochi ecologisti che vivono in campagna mungendo le capre, ma nell&#8217;economia produttiva della prima nazione europea. O si pensa che in Germania abbiano deciso di tornare al tempo antico: niente cellulari, riscaldamento col camino, e Mercedes tirate dai cavalli? La Germania aveva programmato già prima della crisi di Fukushima di uscire dal nucleare, utilizzando questa tecnologia solo nella fase di transito alle energie rinnovabili. La Germania ha preso l&#8217;impegno di coprire con le rinnovabili l&#8217;80% del fabbisogno complessivo della nazione (complessivo vuol dire case, industrie, trasporti). La Germania non è la Repubblica di San Marino, non è il Granducato di Ponteverde. Nel frattempo altri paesi della UE hanno programmi analoghi, anche se non hanno ancora assunto impegni e scadenze.<br />
Avrete letto che sta tornando l&#8217;energia elettrica nelle zone del Giappone che erano al buio, ma in genere manca nei media questo particolare divertente: l’energia che lo ha reso possibile è quella dei parchi di turbine eoliche che hanno resistito al sisma e allo tsunami, ed ora girano instancabilmente, permettendo di illuminare il  lavoro intorno ai ruderi delle centrali nucleari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nucleare? Risposta sbagliata L’umanità sta comprendendo che il nucleare è la risposta sbagliata alla sete di energia. Siamo entrati in un’era geologica chiamata Antropocene, in cui l&#8217;impatto dell&#8217;uomo sugli ecosistemi determina effetti sempre più drammatici. Il numero delle specie che si estinguono oggi è pari a quello del Cretaceo, che portò alla scomparsa dei dinosauri. Non abbiamo un altro pianeta e non illudiamoci di essere al sicuro. L&#8217;ambiente deve diventare un motore di sviluppo economico e i governi devono raggiungere accordi internazionali in questa direzione.  Ogni giorno che passa è un giorno perso.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>BERLUSCONI RIPRENDA IN MANO CON CORAGGIO LE SORTI DELL’ECONOMIA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 23:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[La bufera abbattutasi su Giulio Tremonti non arriva certo a sorpresa. Da tempo circolavano voci circa le sue amicizie a rischio, in particolare lo stretto collegamento con Marco Milanese. Si nota piuttosto il “tempismo” con cui il caso Tremonti esplode oggi, quando scatta il regolamento di conti interno disposto dal sistema d’intelligence italiano. Una bomba a orologeria in piena regola: erano ampiamente noti e documentati i fatti che ora vengono alla luce. Eppure, la gran parte dei media grida allo scandalo, inseguendo le Procure con falsi scoop su fatti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La bufera abbattutasi su Giulio Tremonti non arriva certo a sorpresa. Da tempo circolavano voci circa le sue amicizie a rischio, in particolare lo stretto collegamento con Marco Milanese. Si nota piuttosto il “tempismo” con cui il caso Tremonti esplode oggi, quando scatta il regolamento di conti interno disposto dal sistema d’intelligence italiano. Una bomba a orologeria in piena regola: erano ampiamente noti e documentati i fatti che ora vengono alla luce. Eppure, la gran parte dei media grida allo scandalo, inseguendo le Procure con falsi scoop su fatti e personaggi tutt’altro che inediti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LO SCENARIO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma intanto sale di ora in ora l’allarme per le sorti economiche del nostro Paese.  «Fra noi e la speculazione &#8211; ha dichiarato qualche ora fa alle agenzie Giacomo Vaciago, docente di politica economica e monetaria alla Cattolica di Milano &#8211;  non rimane più nessuno. Fino a poco tempo fa c&#8217;erano anche la Spagna e il Portogallo. Ma la mossa di Zapatero rimuove l&#8217;incertezza, sfilando Madrid dalla fila. Nessuno spara più su uno che sta uscendo. Il Portogallo poi è in corsia di soccorso, quindi ci si concentra sull&#8217;Italia: c&#8217;è il pericolo che nel mese di agosto sparino su di noi perché siamo diventati i primi della fila».   Il problema, per il professor Vaciago, è che « noi parliamo soltanto ma non abbiamo risolto niente, anzi abbiamo rinviato gran parte della manovra al 2013-2014 e i mercati non ci credono. Per giunta,  abbiamo anche indebolito il ministro dell&#8217;Economia».</p>
<p style="text-align: justify;">Diventa insomma sempre più urgente individuare e rimuovere il fattore primario della crisi italiana: fra le tante concause esogene ed endogene, esso va ricercato nella profonda divergenza tra il premier Berlusconi ed il suo ministro dell’Economia Tremonti sulle misure da avviare ed attuare per salvare e rilanciare l’apparato produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Berlusconi, da imprenditore di lungo corso, ha sempre dettato la linea dello sviluppo, impostando azioni che a breve e medio termine potessero favorire la ripresa produttiva. Lo dimostra, prima ancora della sua storia politica, la sua vicenda d’imprenditore: ben diversamente dalla maggior parte dei suoi colleghi che si sono succeduti ai vertici di Confindustria, l’uomo di Arcore ha saputo guidare il suo impero industriale con coraggio, rischiando capitali in proprio, senza fidare in maniera parassitaria esclusivamente sugli aiuti di Stato o comunque sulla finanza pubblica. Questo merito gli va riconosciuto, al di là delle sue debolezze di uomo e di politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non così la linea di Giulio Tremonti, che ha immaginato di poter calare le sue linee d’azione paralizzanti, alla Quintino Sella, dentro l’architettura politica di un governo di chiara ed esplicita ispirazione neo-liberista. Per giunta, non è riuscito nemmeno a portare a compimento questo suo disegno di errata prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE RIGIDITA’ CHE AMMAZZANO L’ECONOMIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alle critiche il ministro risponde ricordando i ferrei vincoli imposti dal sistema monetario unico, ma questo suo atteggiamento accentua la netta impressione che egli intenda trincerarsi dietro lo scudo dell’euro per nascondere la sua assoluta mancanza di coraggio nell’assumere posizioni concrete in difesa dell’economia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che durante la crisi del 1992, il fenomeno speculativo che nell’estate di quell’anno coinvolse la lira italiana e la sterlina britannica, l’allora primo ministro Giuliano Amato scelse la strada della svalutazione, ma il 16 settembre il governo britannico assunse una posizione ancor più decisa, stabilendo l’uscita della sterlina dallo Sme. Come è noto, il Sistema Monetario Europeo ebbe le sue origini dopo il crollo del sistema di Bretton Woods e prevedeva limiti predeterminati alla fluttuazione delle diverse monete. La mossa audace decisa dal governo permise alla Gran Bretagna di sganciarsi da un sistema che stava pregiudicando le sue sorti attuali e il suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regole non possono ammazzare un Paese: è il Paese che può e deve ammazzare le regole, se queste diventano artefici della sua rovina.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il sistema dell’euro, l’Italia è stretta dentro la morsa di regole fra le più rigide, dove a fare la parte del leone sono le economie forti, di stampo continentale, e a soccombere uno dopo l’altro, dopo la Grecia, potrebbero essere i Paesi mediterranei, diversi per storia, tradizioni, economia dai lander blindati della Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Tremonti lo sa bene. E avrebbe dovuto avere il coraggio di sospendere il nostro Paese dal regime dell’euro, prima che fosse troppo tardi e che il naufragio fosse già interamente compiuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BERLUSCONI: INTERIM ALL’ECONOMIA ED AMNISTIA GENERALIZZATA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una via d’uscita esiste ancora. E il mio auspicio è che Silvio Berlusconi sappia scuotersi dalla attuale fase personale di depressione causatagli da anni di pesanti attacchi mediatico-giudiziari e riprendere nelle sue mani le leve della politica economica in Italia. Quello che il Paese chiede in questo momento a Berlusconi è un atto di coraggio: sostituisca il ministro Tremonti, senza lasciarsi condizionare dal sistema politico da basso impero che lo circonda e che in parte compone la sua maggioranza di governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il mio primo invito. Al quale aggiungo – visto che cominciano a circolare i nomi dei possibili successori di Tremonti a Via XX Settembre – che dovrebbe essere lo stesso premier ad assumere l’interim dell’Economia, perché attualmente è l’unico che possiede lungimiranza, forza e capacità per avviare una politica seria di sviluppo: la sola che potrà traghettarci fuori dalla palude attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si assuma, Berlusconi, tutta la responsabilità di imprimere alla nostra economia la “scossa” positiva e rivitalizzante che da anni attendiamo. Ha tutte le capacità per farlo. Gli economisti di “carta”, i teorici come Tremonti, hanno quasi sempre causato danni al Paese. Aumentare il tasso e deprimere l’economia: ecco la ricetta adottata in questi anni. Questo sanno farlo tutti, anche senza essere professori. Quello che un imprenditore come Silvio Berlusconi ha, in questo momento, la marcia in più che potrà arrestare il crollo del Paese e riportarlo verso la crescita, è il colaggio dell’intrapresa, è la genialità e l’intuito di un capitano d’imprese che di mari perigliosi ne ha affrontati e superati tanti. Questa è la vera economia politica, non quella teorica del tempo in cui il mondo passava dall’economia feudale a quella industriale. Non è più tempo di ricette dei “professori” come Visco, Prodi o Tremonti, che si ammantano di socialismo fittizio per emanare regole forti con i deboli e deboli con i forti. Anche nella manovra economica attuale, restrizioni  come quelle sulla tracciabilità delle operazioni non fanno altro che legare le mani alla piccola impresa e al cittadino comune, lasciando campo libero agli oligarchi e ai detentori dei grossi capitali illegali, i cui movimenti non solo non vengono minimamente “tracciati”, ma nemmeno sfiorati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo invito che rivolgo a Berlusconi è quello di un provvedimento drastico per frenare l’autentica guerra dichiarata al Paese, agli italiani ed alle imprese dalla parte più consistente della magistratura italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Accogliendo anche gli inviti alla pacificazione rivolti dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, Berlusconi ci mostri un atto di ulteriore coraggio. Non più polemiche sulle leggi ad personam, ma piuttosto l’iniziativa risoluta di promuovere una amnistia generalizzata, capace di difendere le libertà democratiche dell’Italia, oggi in balia di una guerra civile fra le più torbide ed intestine di quelle che il nostro Paese ha subito nella sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" align="center">Renato d’Andria</p>
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		<title>D’ANDRIA: “L’ITALIA INVERTA LA ROTTA DELL’INTERVENTISMO IN LIBIA E SI FACCIA PROMOTRICE DI ACCORDI TESI ALLA PACIFICAZIONE”</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 23:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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Sulle recenti evoluzioni della crisi libica e le gravi conseguenze per l&#8217;Italia interviene in questa intervista il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini Renato d&#8217;Andria. Che qui indica la strada maestra per l&#8217;uscita del nostro Paese da una politica di aggressione &#8220;suicida&#8221;.
«Con l’Eni è finita per davvero. Abbiamo chiuso ogni cooperazione». Ha gelato l’Italia l’annuncio dato nei giorni scorsi alla stampa dal primo ministro libico Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi. La decisione è stata presa dal rais Muammar Gheddafi, che accusa apertamente il governo italiano di aver violato l’accordo di non aggressione siglato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><em>Sulle recenti evoluzioni della crisi libica e le gravi conseguenze per l&#8217;Italia interviene in questa intervista il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini Renato d&#8217;Andria. Che qui indica la strada maestra per l&#8217;uscita del nostro Paese da una politica di aggressione &#8220;suicida&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">«Con l’Eni è finita per davvero. Abbiamo chiuso ogni cooperazione». Ha gelato l’Italia l’annuncio dato nei giorni scorsi alla stampa dal primo ministro libico Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi. La decisione è stata presa dal rais Muammar Gheddafi, che accusa apertamente il governo italiano di aver violato l’accordo di non aggressione siglato tre anni fa con la Libia, partecipando ai raid della Nato contro il regime del colonnello. «Noi non avremo più un partenariato con l’Eni e l’Italia non otterrà, per il futuro, nessuna partecipazione nei contratti petroliferi in Libia», ha aggiunto il premier libico, che ha inteso porre l’accento sui 30 miliardi di dollari – a tanto ammontano investimenti dell’Eni nel settore petrolifero in territorio libico – che sarebbero da qui in poi irrimediabilmente compromessi. Uno scenario che già ai tempi delle prime incursioni aeree della Nato su Bengasi era stato prefigurato dal presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d’Andria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidente d’Andria, lei ha sostenuto fin dall’inizio che l’Italia doveva assumere una posizione non interventista. Ma sarebbe stato realisticamente possibile, con le sollevazioni popolari che infiammavano tutta la Libia e le richieste di libertà in arrivo dai “ribelli”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ormai chiaro che le rivolte popolari molto spesso vengono suscitate da reparti mercenari infiltrati su iniziativa di gruppi – o, come in questo caso, potenze straniere – che hanno tutto l’interesse a destabilizzare gli assetti governativi locali. Questo è esattamente ciò che è avvenuto in Libia, ma non solo, anche in Siria e in altri Stati “caldi” del bacino del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro governo ha motivato l’intervento in Libia anche con la posizione geografica del nostro Paese, al centro del Mediterraneo, ma alleato della Nato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La posizione geografica dell’Italia non è quella di una piattaforma missilistica o aerea al servizio della Nato, ma deve piuttosto suggerire un ruolo centrale, di cardine dei processi di pace e degli scambi socio-economici non solo con la Libia, ma all’interno di tutta l&#8217;area.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Però con la partecipazione all’intervento armato in Libia è accaduto esattamente il contrario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì e questo lo si deve a scelte di politica decisamente poco lungimiranti e in ogni caso del tutto subalterne. In sostanza, la nostra partecipazione ha avuto, come da mesi ho scritto e dichiarato, un effetto doppiamente negativo per il nostro Paese: da un lato, abbiamo infranto trattati di amicizia e cooperazione che avevamo costruito attraverso alleanze tradizionali con la Libia; dall’altro abbiamo addirittura favorito un processo di “ricambio”, nel senso che alle imprese italiane potrebbero subentrare nei contratti e nelle partnership quelle francesi o britanniche, vale a dire afferenti a quei Paesi che avevano tutto l’interesse a scalzare le alleanze fra Roma e Tripoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti, lo stesso premier Al Baghdadi Ali Al Mahmoudi ha annunciato nei loro confronti una politica meno drastica di quella che si prefigura ora con l’Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo scenario era ampiamente prevedibile. Una politica suicida, per giunta in un periodo che è già di pesante recessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è qualcosa che, a suo giudizio, il nostro Paese potrebbe fare ora, alla luce di quanto sta accadendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, l’Italia deve farsi promotrice di un tavolo internazionale di concertazione che spinga per il ritiro della Nato dalla Libia. Al tempo stesso, però, bisogna trattare con il leader libico per ottenere che, in cambio dei nuovi trattati, apra ad una vera riforma del Paese in senso costituzionale, secondo regole attentamente monitorate da organismi indipendenti di vigilanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gheddafi, insomma, dovrebbe promulgare una nuova Costituzione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, ed aprire a libere elezioni con una autentica partecipazione dei cittadini, per costituire un Parlamento realmente democratico. Sarebbe l’unica salvezza: anche per il regime del rais, ma soprattutto per le sorti delle popolazioni e per il loro futuro. Non ultimo, questa soluzione consentirebbe all’Italia di riassumere e svolgere il suo ruolo centrale, e non al servizio delle potenze straniere e dei loro interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Furio Lo Bello</p>
</div>
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		<title>MANOVRA FINANZIARIA: ALLARGARE GLI ORIZZONTI PER USCIRE DALLA DECRESCITA</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/manovra-finanziaria-allargare-gli-orizzonti-per-uscire-dalla-decrescita</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 23:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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Pur in un estenuante stop and go (Tremonti che annuncia la manovra, il Colle che dichiara di non aver ricevuto ancora il testo), il documento economico-finanziario che promette al Paese un lungo periodo di nuove ristrettezze si avvia in dirittura d’arrivo. Sappiamo che alcuni correttivi sono ancora possibili, ma occorre acquisire la consapevolez za che non si tratta di opzioni: o si adottano certi strumenti per la crescita, oppure l’Italia non potrà mai uscire dalla fase di recessione globale, come stanno già da tempo facendo altri partner dell’Unione Europea. Mantenere i [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Pur in un estenuante stop and go (Tremonti che annuncia la manovra, il Colle che dichiara di non aver ricevuto ancora il testo), il documento economico-finanziario che promette al Paese un lungo periodo di nuove ristrettezze si avvia in dirittura d’arrivo. Sappiamo che alcuni correttivi sono ancora possibili, ma occorre acquisire la consapevolez za che non si tratta di opzioni: o si adottano certi strumenti per la crescita, oppure l’Italia non potrà mai uscire dalla fase di recessione globale, come stanno già da tempo facendo altri partner dell’Unione Europea. Mantenere i conti in ordine, o in equilibrio, come ama dire il ministro Tremonti, non basta. E il primo ad esserne convinto è proprio il titolare del dicastero di Via XX Settembre. Restare fermi “fino al prossimo giro” (vale a dire la successiva legislatura) equivale di fatto ad accettare di restare indietro e sancire la crescita zero come destino prossimo futuro delle sorti produttive del Paese .</p>
<p style="text-align: justify;">Il leit motiv del Governo è sempre lo stesso: i conti pubblici che non tornano, c’è un enorme disavanzo pregresso, un debito alle stelle da ripianare. E bisogna dar ragione a Mario Monti quando scrive, sul Corriere di oggi, che «nella politica economica del governo sono sempre più evidenti i danni arrecati dal fatto che la grande, risoluta e indispensabile determinazione contabile non è stata e non è oggi ancorata ad alcuna strategia concreta e credibile di politica economica. Se questa manca, non basta rivendicare di avere previsto &#8211; prima, molto prima di tutti gli altri &#8211; l&#8217;evoluzione del cosmo economico-sociale o di avere lanciato nuovi standard etico-legali per governare la globalizzazione. Più modesto, ma più pressante è il compito di avere una visione su come l&#8217;Italia possa conquistare più competitività, più crescita, più equità; di coinvolgere in un tale progetto le forze economiche, sociali, culturali e politiche; di attenersi ad esso nell&#8217;azione di governo».</p>
<p style="text-align: justify;">Più competitività. Più crescita, più equità. Occorre insomma uno sforzo anche progettuale e di ampio respiro che fin qui non si è stati in grado di fare. Eppure esistono iniziative che, a costo zero o quasi, potrebbero imprimere slancio all’economia italiana fin da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui indichiamo quella che a nostro avviso potrebbe essere la prima: la più immediata e decisiva sotto il profilo dei risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UNA FORNITURA DI COMPETENZE A LIVELLO INTERNAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La proposta è quella di avviare in tempi brevi un’intesa istituzionale col nostro Ministero degli Esteri per impostare una fornitura di livello internazionale di “formatori” italiani nei Paesi esteri ad economie emergenti. Il riferimento è in particolare agli Stati nordafricani, dove la fase di riassetto complessivo degli equilibri sociali e produttivi non sembra richiedere altro se non l’apporto di competenze e creatività da parte di esperti dei Paesi a più antico e riconosciuto tasso d’industrializzazione e ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, invece di frenare la “fuga dei cervelli” italiani all’estero, facciamoli partire noi, ma all’interno di un programma strategico, largamente condiviso, e nell’ottica di una missione che possa offrire consistenti ritorni economici al nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non di soli “cervelli”, si tratta. O, meglio, non nella comune accezione del termine. I Paesi in via di sviluppo per portare avanti la loro fragile economia hanno bisogno in primo luogo dei livelli professionali medio-bassi: elettricisti, idraulici, falegnami, sarti. E’ stata questa la forza dell’Italia nel dopoguerra e potrà ess ere questa la nostra forza nel sostenere le economie emergenti del pianeta. In luoghi del mondo come Ruanda, Ghana o Burkina Faso, artigiani come quelli italiani rappresentano oro. Per fare un esempio concreto, in quei Paesi, se pur i governi riescono, grazie agli aiuti internazionali, ad acquistare macchinari moderni in campo agricolo, non esistono poi le professionalità specifiche per poterli riparare quando si guastano. Un problema altrove risolvibile in poco tempo, genera crisi e priva interi villaggi delle possibilità di sostentamento, oltre a determinare un freno sull’economia dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è ricchissima, oggi più che mai, di professionalità inutilizzate. E’ elevatissimo il numero dei pensionati (ex capi officine, operai, artigiani) in età relativamente giovane, che potrebbero trasferire le proprie competenze sull’estero, allevando intere generazioni e dando vita a quella manodopera specializzata che in tante parti del mondo oggi manca completamente. Tutto questo potrebbe avere un ulteriore, positivo riflesso per il nostro Paese, con il conseguente sgravio del carico pensionistico derivante da tante energie disperse. L’immenso patrimonio del nostro know how potrà dunque essere messo con profitto a servizio dello sviluppo, nei tanti Paesi che lo richiederanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finanziamento di tali forniture di know how sull’estero sarà in parte a carico delle strutture per la cooperazione internazionale – che già tanto investono nei Paesi in via di sviluppo, spesso senza concrete prospettive – e, per l’altra quota parte, a carico dei Paesi destinatari della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro indiscutibile pregio di una simile iniziativa sarebbe poi quello di creare nel tempo una fidelizzazione, nei Paesi ad economia emergente, rispetto al made in Italy. Se i nostri professionisti formano tornitori in Marocco, per fare un esempio, è evidente che poi il tornio italiano sarà una scelta privilegiata per l’industria metalmeccanica di quel Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe obiettare che si tratta in genere di Stati che non possiedono risorse economiche sufficienti a sostenere tali costi. Anche qui esiste una risposta. Si tratta quasi sempre di Paesi nei quali esistono risorse naturali di tale rilevanza da poter essere un argomento validissimo per ripagare il costo delle “forniture formative”, sempre – beninteso &#8211; sulla base di accordi rigorosi impostati sulla base delle reciproche convenienze e stipulati dai rispettivi governi con la mediazione di partner sovranazionali.  Si potrebbero in questo modo fruttuosamente impiegare sul fronte delle missioni estere alcune migliaia di artigiani, operai, ma anche professionisti e ricercatori, che alle nostre latitudini languono per la mancanza di fondi necessari a sostenere le loro brillanti competenze, o perché messi anzitempo in naftalina. Sarebbe fra l’altro un modo per rinvigorire le loro intelligenze e “svecchiare” il nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il ritorno, per l’Italia, sarebbe soprattutto quello di veder riaperti i confini di un’economia che, come la nostra, ha molte energie da mettere sul piatto della crescita, nazionale ed internazionale, se solo si sposti l’ottica miope dello sguardo circoscritto al proprio interno.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, tra export di formatori ed avvio di nuove attività sull’estero, all’interno dei Paesi più bisognosi di guida per reggere sui mercati globalizzati, si potrebbe dar lavoro a qualcosa come un milione di italiani. E non è poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TORNA A CASA, IMPRESA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre gli esperti fanno le valigie per esportare il nostro sapere, sostenuti dalle comunità internazionali, molte imprese italiane dovrebbero invece ricevere incentivi tali da essere indotte a compiere il percorso inverso. L’Europa dell’Est, la Romania e non solo, ma anche Cina o India, sono da tempo le mete in cui il meglio della produttività italiana &#8211; dal tessile al metalmeccanico fino alla chimica, etc &#8211; ha piantato le tende. Questo naturalmente arricchisce i Paesi destinatari, ma non arreca alcun vantaggio all’Italia, che si trova invece depauperata tanto sotto il profilo della crescita, quanto sotto quello del gettito fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far tornare queste eccellenze italiane a dar lavoro e redditività n el loro territorio di origine occorre evidentemente offrire loro un forte appeal. Ma pare che nessuno intenda – finora – mettere mano a concrete iniziative in tal senso. Una redemption strategy va invece pensata e messa in campo, a cominciare da provvedimenti sul costo della manodopera – che, come sappiamo, è la principale ragione delle fughe imprenditoriali all’estero – fino ai tagli sul gravoso costo delle tasse, le più alte del mondo occidentale. Niente defiscalizzazione è uguale a niente rientro delle imprese in Italia, niente nuova occupazione, niente crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro una riduzione del carico fiscale, pena la decrescita, dovrebbe essere applicata anche alle imprese che restano in Italia. L’allarme di Confindustria è più che giustificato. Noi però aggiungiamo che le riduzioni non dovrebbero essere generalizzate, ma proporzionate ai livelli di produttività ed occupazione raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FUORI DALL&#8217;EURO? E&#8217; POSSIBILE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il caso della Polonia, che si accinge a guidare il semestre europeo, ma si tiene ben stretta la sua vecchia moneta, in fondo ci dice qualcosa di importante. Per arginare e superare le crisi economiche, in epoca pre-trattati comunitari e pre-Maastricht anche il nostro Paese stampava nuova moneta, andando così ad incrementare il debito pubblico in attesa di uscire dai marosi dell’emergenza e di poterlo, chissà quando, ripianare.</p>
<p style="text-align: justify;">Da più parti veniamo avvertiti che oggi, con la moneta unica, questi sistemi non sono più praticabili. Dal nostro punto di vista non è esattamente vero. E se a dimostrarlo non bastasse l’esempio della Polonia, c’è sempre il caso della Grecia. Uscire dall’euro non è insomma una scelta impossibile: è solo una delle strade percorribili, di cui vanno valutati costi e benefici, come in qualsiasi manovra economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo, però, se la scelta è quella di restare nell’euro, ciò deve anche significare, in primis per l’Italia, avere la capacità di darsi uno slancio propositivo. I tesori del nostro Paese non possiamo più continuare ad esportarli ”gratis”. Occorre una strategia di largo respiro, ma è necessario soprattutto aprire i nostri mercati ben oltre i confini del vecchio continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d’Andria</p>
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		<title>SIRIA E TURCHIA POSSIBILE SCONTRO ARMATO AL CONFINE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 13:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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La situazione tra Siria e Turchia potrebbe sfociare in uno scontro armato al confine. Lo scrive il giornale israeliano Haaretz citando una fonte turca &#8221;di alto livello&#8221;. La fonte ha spiegato che il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha convocato un secondo incontro nel fine settimana dopo quello di giovedi&#8217; con i capi dell&#8217;esercito turco, i servizi segreti e il ministero degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La Turchia ha accolto 12mila profughi in fuga dalla repressione del regime di Bashar al Assad. E [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">La situazione tra Siria e Turchia potrebbe sfociare in uno scontro armato al confine. Lo scrive il giornale israeliano Haaretz citando una fonte turca &#8221;di alto livello&#8221;. La fonte ha spiegato che il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha convocato un secondo incontro nel fine settimana dopo quello di giovedi&#8217; con i capi dell&#8217;esercito turco, i servizi segreti e il ministero degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La Turchia ha accolto 12mila profughi in fuga dalla repressione del regime di Bashar al Assad. E proprio questo impegno, secondo il quotidiano israeliano, potrebbe degenerare in scontri armati tra le truppe dei due Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato scorso carri armati e soldati siriani sono penetrati ad al-Najia, nel nord-est del Paese, al confine turco. Lo hanno riferito diversi attivisti per i diritti umani che vivono fuori dalla Siria. Erdogan ha convocato un incontro con i vertici delle forze armate, i servizi segreti e il ministro degli Esteri per esaminare lo scenario di possibili operazioni militari siriane in territorio turco. La preoccupazione del governo è che Damasco possa cercare di colpire i campi profughi in al di là dei propri confini.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a simili scenari, c&#8217;è un discorso di fondo, che nessuno fa.  Sono in corso nel mondo una serie di operazioni finalizzate a destabilizzare dall&#8217;esterno i Paesi del versante mediorientale e nordafricano, giocando sulle difficoltà economiche, sulla mancanza di lavoro e su tutti quei fattori economico-sociali che sono tipici delle democrazie in fase di crescita. Si punta a ribaltare la sovranità dei governi soffiando sul fuoco di conflitti sociali, che trovano invece la propria ragion d&#8217;essere proprio nel cammino di queste popolazioni verso sistemi a maggior tasso di democrazia. Il progredire del livello di scolarizzazione dei giovani, le aperture del sapere globalizato e delle comunicazioni sono indubitabilmente tutti elementi caratterizzanti di una crescita da favorire con ogni mezzo. Ma, al contrario, vengono strumentalizzati da potenze straniere che allungano le loro mire slle ricchezze energetiche di questi strategici lembi dei due continenti affacciati sul Mediterraneo. La guerra &#8220;per la liberazione&#8221; dei popoli libici e siriani, così come ci viene raccontata dai governi occidentali, è solo la copertura mediatica di un ben altro conflitto: lo scontro fra le superpotenze per l&#8217;energia. E&#8217; sull&#8217;energia che si misura la possibilità per l&#8217;occidente di mantenere gli elevati livelli di vita attuali. Nessuno intende rinunciarvi. Ma, perché siano mantenuti, si dà fuoco alle polveri in Paesi come la Siria. In altre parole, la lotta per la democrazia e la libertà dei popoli è in realtà la lotta per l’energia delle superpotenze. L&#8217;Onu e le altre organizazioni internazionali dovrebbero offrire un sostegno concreto alla crescita autonoma delle democrazie in queste parti del mondo, ma ciò non accade. Si preferisce generalmente affiancarsi alle guerre d&#8217;invasione dei &#8220;grandi&#8221;, mascherate da interventi umanitari. E si finge d&#8217;ignorare che il processo di destabilizzazione, una volta avviato, difficilmnte può tornare indietro. Con conseguenze che ricadono su tutti, anche sull&#8217;occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>LA RUSSIA DOPO IL FORUM DI SAN PIETROBURGO</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 23:41:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rassegna]]></category>

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Investitori, economisti e politologi, russi e stranieri, si confrontano sui risultati del quindicesimo Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Fra i temi principali, la una nuova redazione del documento denominato “Strategia-2020”.  La nuova redazione dovrà tenere conto delle sfide globali poste dalla crisi degli anni 2008-2009 e dalle conseguenze dei cambiamenti  geopolitici nel mondo. Va ricordato che nell&#8217;ambito del recente Forum di San Pietroburgo, a metà giugno, sono stati conclusi più di 50 contratti per un importo di 200 miliardi di rubli (pari a 5 miliardi di Euro). Lo ha [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Investitori, economisti e politologi, russi e stranieri, si confrontano sui risultati del quindicesimo Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Fra i temi principali, la una nuova redazione del documento denominato “Strategia-2020”.  La nuova redazione dovrà tenere conto delle sfide globali poste dalla crisi degli anni 2008-2009 e dalle conseguenze dei cambiamenti  geopolitici nel mondo. Va ricordato che nell&#8217;ambito del recente Forum di San Pietroburgo, a metà giugno, sono stati conclusi più di 50 contratti per un importo di 200 miliardi di rubli (pari a 5 miliardi di Euro). Lo ha fatto sapere il capo del Ministero dello sviluppo economico Elvira Nabiulina parlando a “Russia-24”. «Nel corso del Forum &#8211; ha spiegato la Nabiulina &#8211; è stata firmata una serie di contratti interessanti nel campo della produzione ad alto contenuto tecnologico».</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto una delle più grandi banche Usa, Goldman Sachs Group, consiglia ai suoi clienti di non ritardare le decisioni di investire in Russia, prima delle elezioni presidenziali del marzo 2012. «Attendere non e&#8217; una scelta saggia &#8211; ha detto Christopher Barter, capo degli uffici di Goldman Sachs a Mosca &#8211; il nostro consiglio ai clienti è di non aspettare. Le possibilità sono enormi, le opportunità molto interessanti». A ottobre 2010 Goldman Sachs è stata scelta come consulente della Federazione Russa per la privatizzazione di asset statali. E a giugno la Banca di Russia ha individuato quattro consulenti finanziari, compresa Goldman Sachs, per la privatizzazione del 7,58% di SberBank, la principale banca di Mosca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non tutti, negli Stati Uniti, condividono l&#8217;euforia per questi segnali positivi. A fine giugno si registra un botta e risposta al veleno tra il quotidiano americano The Washington Post e l&#8217;ufficio di Vladimir Putin a seguito di un articolo intitolato &#8216;Loosening Putin&#8217;s grip&#8217; (Allentando la stretta di Putin), firmato dal columnist Robert Kagan, in cui si delineano prospettive davvero «tetre» per Mosca. «Mentre cadono i dittatori in Medio Oriente &#8211; scrive Kagan &#8211; la situazione politica in Russia è stata ignorata», ma ciò, per l&#8217;analista Usa, non vuol dire che nel Paese di Putin «non stia accadendo nulla di pericoloso».</p>
<p style="text-align: justify;">«Si tratta &#8211; commenta il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini, Renato d&#8217;Andria &#8211; di effetti mediatici, purtroppo tutt&#8217;altro che nuovi, lanciati da agenti esterni per creare disordini e cercare di governare le altrui economie. La Russia è un Paese libero e moderno, che sa reagire a simili provocazioni con la dovuta determinazione ad operare per mantenere salda l&#8217;autonomia e l&#8217;efficienza del Paese».</p>
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		<title>GRECIA VITTIMA DI UN MODELLO SBAGLIATO D&#8217;EUROPA</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 23:37:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il baratro economico e politico nel quale è precipitata la Grecia trova naturalmente le sue cause in una serie di fattori molteplici. Per ricordarne solo alcuni, si può partire dai fatturati in nero: secondo l’economista tedesco Friedrich Schneider, ad esempio,  il sommerso in Grecia nel 2010 costituiva ben un quarto dell’intera economia. Senza contare un export che è fra i più bassi d&#8217;Europa ed una spesa per l’innovazione e la ricerca che arriva appena a un terzo della media europea.
La causa principale che va analizzata è però un&#8217;altra. E l&#8217;approfondimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il baratro economico e politico nel quale è precipitata la Grecia trova naturalmente le sue cause in una serie di fattori molteplici. Per ricordarne solo alcuni, si può partire dai fatturati in nero: secondo l’economista tedesco Friedrich Schneider, ad esempio,  il sommerso in Grecia nel 2010 costituiva ben un quarto dell’intera economia. Senza contare un export che è fra i più bassi d&#8217;Europa ed una spesa per l’innovazione e la ricerca che arriva appena a un terzo della media europea.</p>
<p style="text-align: justify;">La causa principale che va analizzata è però un&#8217;altra. E l&#8217;approfondimento di questo aspetto è tanto più necessario se si vuole evitare che l&#8217;effetto &#8220;domino&#8221; dilaghi. Perché quello che è accaduto alla Grecia potrà capitare ancora ed investirà prima o dopo anche l&#8217;Italia, se l&#8217;Europa non allenterà sui diversi Paesi la morsa di un regime rigido, che non tiene conto delle accentuate differenze strutturali fra i suoi stati membri. Un modello suggestivo, ma solo in apparenza armonico, quello delle misure come il Trattato di Maastricht: regole che non rappresentano un aiuto per i Paesi ad economia più debole, ma il colpo finale, soprattutto se &#8211; come accaduto alla Grecia con gli incendi che quattro anni fa hanno devastato il Paese &#8211; si determinano catastrofi naturali e si è costretti ad affrontarle, con esborsi economici straordinari e generalmente non ripianabili tout court.</p>
<p style="text-align: justify;">Per intenderci: le crisi economiche rappresentano un fattore ricorrente nell&#8217;economia degli Stati moderni. Prima dei trattati europei, ciascun Paese riusciva a gestire le contingenze sfavorevoli con misure interne, che venivano adeguate di volta in volta in relazione alla natura dei diversi assetti locali. Non era pensabile, insomma, di adottare parametri identici per risanare i conti economici di nazioni diversissime. Prendiamo il caso di Irlanda e Germania: l&#8217;errore di fondo, frutto di un&#8217;ottica miope, sta nell&#8217;aver impostato una legislazione dalle maglie strettissime, che impedisce a Paesi così diversi di operare sui propri bilanci. Questa è anche la prima ragione per la quale oggi le crisi diventano irreversibili e, cosa ancor peggiore, trascinano a fondo anche altre economie (il famigerato &#8220;contagio&#8221; che oggi fa tremare l&#8217;Europa).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico rimedio possibile è attualmente quello di restituire flessibilità al sistema. Per fare questo, però, bisognerebbe prima riconoscere che tutta l&#8217;ottica fondante era basata su presupposti errati, gli stessi che oggi producono i primi frutti avvelenati in Grecia. Oltre ai correttivi negli assetti legislativi della UE, ma soprattutto per fronteggiare le crisi già scatenate, si potrebbe ipotizzare la nascita di un organismo di credito che, a livello Europeo e sotto il ferreo controllo degli Stati membri, potesse concedere affidamenti con programmi di rientro a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>ITALIA-RUSSIA IL CALENDARIO DEI PROSSIMI APPUNTAMENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 16 settembre 2011 12:00 pm a 20 novembre 2011 12:00 pm. ] LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE ARTE
Antonello da Messina
16 Settembre – 20 Novembre 2011 Galleria Tetryakov – Mosca
Ottocento Italiano
Novembre 2011 – Gennaio 2012 Museo Ermitage – San Pietroburgo
Caravaggio
Dicembre – Febbraio 2012 Museo Pushkin – Mosca ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE ARTE</strong></p>
<p>Antonello da Messina</p>
<p style="text-align: center;">16 Settembre – 20 Novembre 2011 Galleria Tetryakov – Mosca</p>
<p>Ottocento Italiano</p>
<p>Novembre 2011 – Gennaio 2012 Museo Ermitage – San Pietroburgo</p>
<p>Caravaggio</p>
<p>Dicembre – Febbraio 2012 Museo Pushkin – Mosca</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE MUSICA E DANZA</strong></p>
<p>“L’Olimpiade di Pergolesi” diretto dal Maestro Roberto De Simone Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli</p>
<p>ottobre 2011 Teatro Mariinsky – San Pietroburgo</p>
<p>“Requiem di Verdi “ diretto dal Maestro Daniel Baremboim Orchestra e Coro del Teatro La Scala 8-14 novembre 2011</p>
<p>Teatro Bol’šoj – Mosca</p>
<p>“Giselle” Balletto del Teatro della Scala 12 – 23 dicembre 2011 Teatro Bol’šoj – Mosca</p>
<p><strong>LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE TEATRO</strong></p>
<p>Festival Cechov “La trilogia degli occhiali” di Emma Dante “Il Velo Nero del pastore” di Romeo Castellucci Maggio &#8211; Luglio 2011 Mosca</p>
<p>“Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni</p>
<p>27 settembre – 20 ottobre 2011 Nizhny, Novogorod, Kazan, Samara, Ufa, Chelyabinsk, Yekaterinburg</p>
<p>Maschere del Teatro della Commedia dell’Arte</p>
<p>27 settembre – 20 ottobre 2011 Nizhny, Novogorod, Kazan, Samara, Ufa, Chelyabinsk, Yekaterinburg</p>
<p>Teatro di marionette</p>
<p>Ottobre 2011 Mosca, San Pietroburgo, Yekaterinburg</p>
<p><strong>LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE LINGUA E LETTERATURA</strong></p>
<p>“Poesia in metro”</p>
<p>Giugno – Novembre 2011 Metropolitana di Mosca</p>
<p>XXIV Fiera del Libro</p>
<p>Settembre 2011 Fiera del libro di Mosca</p>
<p>Dialoghi con l’Italia Incontri e soggiorni letterari Settembre 2011 Via ferroviaria della Transiberiana</p>
<p>L’Eredità di Francesco De Sanctis</p>
<p>Settembre 2011 Ambasciata d’Italia a Mosca</p>
<p>Italia – Russia Foro di dialogo</p>
<p>da Febbraio a Dicembre 2011 Varie sedi in Russia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE PROSSIME INIZIATIVE DELLA SEZIONE SPIRITUALITA’</strong></p>
<p>Presepi dell’Ottocento da Napoli</p>
<p>Dicembre 2011 Musei della Cattedrale di Cristo Salvatore &#8211; Mosca</p>
<p>Convegno “Politica, cultura e religione nel mondo postsecolare”</p>
<p>Ottobre 2011 Mosca</p>
</div>
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		<title>SVILUPPO DEI SUD: IL MODELLO SVEZIA. O GIAPPONE</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Da keynesiano della prima ora, sono convinto che siano le leve dell’economia a poter offrire speranze di sviluppo ai popoli. Esistono nel mondo modelli che si avvicinano a logiche di equilibrio ed armonia sociale. Uno &#8211; com’è universalmente riconosciuto &#8211; è il modello svedese. Non si tratta di ideologie, ma di organizzare gli assetti di una società nella logica condivisa del suo funzionamento.
L’obiezione che generalmente viene avanzata, quando propongo di “esportare” concretamente quel modello nelle aree a più alto tasso di diseguaglianze (penso ad esempio al Nordafrica), è quella sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da keynesiano della prima ora, sono convinto che siano le leve dell’economia a poter offrire speranze di sviluppo ai popoli. Esistono nel mondo modelli che si avvicinano a logiche di equilibrio ed armonia sociale. Uno &#8211; com’è universalmente riconosciuto &#8211; è il modello svedese. Non si tratta di ideologie, ma di organizzare gli assetti di una società nella logica condivisa del suo funzionamento.<br />
L’obiezione che generalmente viene avanzata, quando propongo di “esportare” concretamente quel modello nelle aree a più alto tasso di diseguaglianze (penso ad esempio al Nordafrica), è quella sulla densità della popolazione, bassa nei Paesi del Nord Europa, altissima in quelli maghrebini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema non è questo. Basta del resto guardare al Giappone dove, pur in condizioni di massima densità, una buona qualità della vita è assicurata praticamente a tutti gli abitanti. Coi pensionati giapponesi che, a fronte di un livello economico dignitoso nella loro terra, vanno a fare i pensionati d’oro in Australia o altrove, forti della ricchezza del loro Paese. Questo esempio dimostra come, anche con tassi elevati di popolazione, sia possibile offrire un modello sociale equilibrato e aperto a tutti, lavoro e sviluppo.<br />
Di fronte a ciò dobbiamo ancora constatare che nei Paesi latini si è rimasti in una sorta di nirvana, in cui i cittadini e i governi pensano di poter vivere al di sopra dei propri mezzi e, soprattutto, senza produrre ricchezza. E così bisogna necessariamente ricorrere agli stranieri per mansioni come badanti degli anziani o addetti alle pulizie, mentre eserciti di giovani italiani incrociano le braccia e protestano perché sono “senza lavoro”. Tutti idealisti e intellettuali in cerca di terziario spinto.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MEZZOGIORNO: UN RISCATTO VERO NEL NOME DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.
Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma aveva l’unico “torto” di non essere un popolo belligerante.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvemini, leader di una giustizia vera ed alfiere dell’equilibrio economico e sociale nel Paese, ha documentato questa storica ingiustizia e la mancanza di libertà cui sono stati costretti i popoli meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è al grande pensatore che si dovrebbe oggi ispirare un movimento di riscatto del Mezzogiorno nei confronti degli ex dominatori, ai quali si sono ormai avvicendati i Padani. Anzi, i Padano-Piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>VERSO LA CONFEDERAZIONE DEGLI STATI UNITI DEL MEDITERRANEO</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 23:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel 2005, a dieci anni esatti dal trattato di Barcellona, che istituiva la volontà di un solido partenariato commerciale fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, numerose ed autorevoli voci si erano levate per ribadire la necessità di portare almeno ad una prima attuazione le norme contenute in quell’accordo. Prese di posizioni lungimiranti, che io stesso avevo sottolineato proprio quell’anno, nel 2005, in un lungo articolo sulla rivista plurilingue Genesi, fondata in quegli anni allo scopo di favorire tale indispensabile dialogo.
A maggio 2006, nel corso di un convegno appositamente organizzato da Genesi alla Sala Capranichetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nel 2005, a dieci anni esatti dal trattato di Barcellona, che istituiva la volontà di un solido partenariato commerciale fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, numerose ed autorevoli voci si erano levate per ribadire la necessità di portare almeno ad una prima attuazione le norme contenute in quell’accordo. Prese di posizioni lungimiranti, che io stesso avevo sottolineato proprio quell’anno, nel 2005, in un lungo articolo sulla rivista plurilingue Genesi, fondata in quegli anni allo scopo di favorire tale indispensabile dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">A maggio 2006, nel corso di un convegno appositamente organizzato da Genesi alla Sala Capranichetta di Roma, numerose personalità avevano ribadito ed articolato le ragioni di tale esigenza, che già allora apparivano stringenti, come poi la storia degli ultimi mesi ci sta ora dimostrando. Proprio in quella occasione fu avanzata l’idea di dar vita ad una Fondazione destinata a raccogliere consensi per gettare in concreto le basi della nuova Europa allargata ai Paesi del Mediterraneo, con l’ardita prospettiva di abbracciare anche le rive del Mar Caspio e del Mar Nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Una proiezione geopolitica di ampio respiro, ma anche una sfida con cui oggi tutti sono chiamati a confrontarsi.<br />
Oggi come allora, la nostra ipotesi poggia su un dato storico e geografico. Il Mediterraneo ed i Paesi che si affacciano sulle sue rive rappresentano il fulcro di ogni forma di cultura e civiltà umana. La loro storia &#8211; e soprattutto quella del nostro Paese &#8211; mostrano quanto sia stato possibile nel passato, lungo questi confini, tracciare scenari di dialogo e di solidarietà. Se partiamo dalle ragioni del sanguinoso scontro in atto nell’area mediorientale, ci accorgeremo che esso non é divampato tra Paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma che, ancora una volta, sono state iniziative esterne, ovvero l’iniziativa militare degli Stati Uniti, a generarne la causa. Un processo a catena, partito con la prima guerra del Golfo, che porta tra gli abitanti di questo mare lutti, sciagure, terrorismo.<br />
La proposta che oggi Genesi cerca di favorire nasce nel segno dell’aggregazione, sulla base delle comuni<br />
radici storiche e culturali tra i popoli che vivono intorno al Mediterraneo.<br />
La nostra proposta vede al centro valori antichi, come l’uomo e la famiglia, ma deve innanzitutto tener conto dei fattori economici alla base dello scontro. Noi immaginiamo un grande mercato unico che regoli gli scambi commerciali tra i 600 milioni di abitanti degli Stati mediterranei, impostato e regolato attraverso trattati internazionali.<br />
Un mercato equo tale da restituire dignità e forza economica ai Paesi che sono ora territorio di guerra e<br />
che custodiscono nel loro sottosuolo &#8211; non dimentichiamolo &#8211; i due terzi delle riserve petrolifere mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato D&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>NOTE A MARGINE DEL RAPPORTO AMNESTY 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 23:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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Nel Rapporto 2011 di Amnesty International l&#8217;Italia viene dipinta a tinte fosche. «I diritti dei rom hanno continuato a essere violati &#8211; si legge &#8211; e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite. Commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza.
Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe. I richiedenti asilo non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale. (&#8230;) L’Italia ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nel Rapporto 2011 di <strong>Amnesty International</strong> l&#8217;Italia viene dipinta a tinte fosche. «I diritti dei rom hanno continuato a essere violati &#8211; si legge &#8211; e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite. Commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe. I richiedenti asilo non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale. (&#8230;) L’Italia ha rifiutato di introdurre il reato di tortura nella legislazione nazionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Questi atteggiamenti, che pure esistono, non riguardano l&#8217;intera popolazione ma, in particolare, la generazione dei trentenni e dei quarantenni, sui quali hanno pesantemente influito le gravi carenze del sistema educativo, formativo ed informativo italiano degli ultimi decenni. Abbiamo così oggi un Paese disomogeneo e confuso, con giovani generazioni che nutrono intolleranze o razzismi ed una vasta fascia di popolazione over cinquanta assai più sensibile ai temi delle migrazioni e dell&#8217;accoglienza. La &#8220;vecchia&#8221; classe del Paese, insomma, continua a manifestare la tradizionale consapevolezza della grande storia del nostro Paese, la Storia che parte da Roma a capo del mondo intero e capace di dar vita ad un mondo unito, multietnico oltre che plurilingue, tale da abbracciare in sé le più diverse culture e religioni.<br />
La &#8220;vecchia&#8221; classe ha conosciuto l&#8217;emigrazione: chi ha provato il dolore per il distacco dalla propria terra non potrà mai nutrire tensioni razziste.<br />
La &#8220;nuova&#8221; classe del Paese molto spesso ignora la storia della propria terra. Ed è proprio da questo vuoto rispetto alle loro radici che i giovani si abbandonano ad empiti xenofobi. Vuoti e carenze che, peraltro, riguardano in una certa parte anche i nostri mezzi d&#8217;informazione e le leve giornalistiche comprese in quella fascia d&#8217;età. Con il risultato che, se non si correrà ai ripari, il ricambio generazionale farà crescere un Paese immemore e, per questo, ignorante, razzista e inospitale.</p>
<p>Renato d&#8217;Andria</p>
</div>
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		<title>SECONDA TAPPA DEL SEMINARIO &#8220;GENETICA E KABBALAH&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/seconda-tappa-del-seminario-genetica-e-kabbalah</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 22:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 26 giugno 2011; ] In occasione dell'uscita della seconda edizione del libro DNA ebraico, connessione fra scienza e kabbalah (Edizioni Psiche2), l'autrice, l'artista italo-israeliana Shazarahel, sarà in Italia il 26 Giugno, a Milano, per la seconda delle 4 tappe del seminario sul tema "Genetica e kabbalah".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="secondo seminario dna Kabbalah" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/semdna1to.jpg" alt="secondo seminario dna Kabbalah" width="172" height="254" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;uscita della seconda edizione del libro DNA ebraico, connessione fra scienza e kabbalah (Edizioni Psiche2), l&#8217;autrice, l&#8217;artista italo-israeliana Shazarahel, sarà in Italia il 26 Giugno, a Milano, per la seconda delle 4 tappe del seminario sul tema &#8220;Genetica e kabbalah&#8221;.</p>
<div>
<div style="text-align: justify;">La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Studio parallelo di DNA e Kabbalah, codice genetico e DNA spirituale, mutazioni genetiche e perMutazioni alfabetico-numeriche.</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:associazione@cristallidiluce.it">associazione@cristallidiluce.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">tel. 02 72080619 &#8211; 02 49476289</p>
<p style="text-align: justify;">cell. 345/48.23.579</p>
<p style="text-align: justify;">Centro Studi Olistici &#8220;La Ruota della Vita&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">C.so Vittorio Emanuele II n. 170</p>
<p style="text-align: justify;">TORINO</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni sull&#8217;argomento cliccare qui, sito dell&#8217;autrice e del seminario:</p>
<p><a href="http://kabballart.com/cinuweb/fotocinuweb/wattivita/semDNA.html" target="_blank">kabballart.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SEMINARIO  &#8220;GENETICA E KABBALAH&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/seminario-genetica-e-kabbalah</link>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 8 maggio 2011; 11:00 am; 26 giugno 2011; 11:00 am; 3 luglio 2011; 11:00 am; 18 settembre 2011; 11:00 am; 25 settembre 2011; 11:00 am; ] La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Lo studio parallelo delle più antiche fonti kaballistiche e delle piu' recenti scoperte scientifiche ci mostra come, per mezzo delle parole, possiamo influire sul nostro patrimonio genetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La struttura fisica del Testo Sacro ricalca la struttura del genoma umano, e la codificazione del genoma umano, a sua volta, rivela una sorprendente conformità con i codici esoterici tramandatici dai Maestri della tradizione ebraica. Lo studio parallelo delle più antiche fonti kaballistiche e delle piu&#8217; recenti scoperte scientifiche ci mostra come, per mezzo delle parole, possiamo influire sul nostro patrimonio genetico. L&#8217;alchimia delle lettere ebraiche e lo studio delle loro corrispondenze numeriche applicata ai nuovi termini coniati dalla scienza, ci svelano i segreti mistici che tali scoperte portano in se&#8217;, e ci forniscono inoltre gli strumenti per una rettificazione efficace del nostro linguaggio capace di trasformare la nostra vita e il mondo che ci circonda. (La conferenza sara&#8217; preceduta da un&#8217;introduzione alla Kabbalah e alla scienza ghematrica).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Date del seminario:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>domenica 8 maggio (Torino): &#8216;Olam Atzilùt (Mondo dell&#8217;Emanazione)introduzione allo studio dello Shemà Israèl e ai segreti esoterici contenuti nei tefillìn. Introduzione al codice della Torah mediante l&#8217;applicazione delle tecniche kaballistiche alfabetico-numeriche applicate al testo sacro e ai termini coniati dalla scienza moderna</li>
<li>domenica 26 giugno (Milano)</li>
<li>domenica 3 luglio (Torino): &#8216;Olam Berià (Mondo della Creazione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici della mezuzà. Studio parallelo DNA e Kabbalah, codice genetico e DNA spirituale</li>
<li>domenica 18 settembre (Milano)</li>
<li>domenica 25 settembre (Torino):&#8217;Olam Yetzirà (Mondo della Formazione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici del tallìt. Studio parallelo Mutazioni genetiche e PerMutazioni alfabetiche</li>
<li>domenica 30 ottobre (Milano)</li>
<li>domenica 11 dicembre (Milano)</li>
<li>domenica 18 dicembre (Torino): &#8216;Olam Assià (Mondo dell&#8217;Azione) &#8211; introduzione ai segreti esoterici dei tzitzìt. Campo magnetico, le quattro forze e la preghiera. Acquisizione delle tecniche che fanno del nostro linguaggio un agente di trasformazione. Tikkùn-riparazione del nostro monologo interiore e delle parole esterne che ci hanno ferito.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">TORINO: il seminario si svolgerà presso il Centro di Studi Olistici &#8220;La ruota della vita&#8221;<br />
C.so Vittorio Emanuele II, n. 170 -</p>
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:<br />
associazione@cristallidiluce.it<br />
345/48.23.579<br />
MILANO: presso Gruppo Anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni:<br />
tel. 02 72080619 &#8211; 02 49476289 segreteria@gruppoanima.it&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>KABBALLART</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/kabballart</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 2 maggio 2011; 11:00 am; ] Tullio Pironti presenta in esclusiva e  per la prima volta in Italia KABBALART, di Shazarahel, una mostra antologica e conferenza multimediale.
Lunedì 2 maggio 2011 ore 18.30
Casa Editrice Tullio Pironti
Palazzo Bagnara
P.zza Dante, 89, Napoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Tullio Pironti presenta in esclusiva e  per la prima volta in Italia <span style="text-decoration: underline;">KABBALART, </span>di Shazarahel, una mostra antologica e conferenza multimediale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/image5.jpg" alt="kaballart mostra" width="294" height="393" border="0" /></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Lunedì 2 maggio 2011 ore 18.30</p>
<p>Casa Editrice Tullio Pironti<br />
Palazzo Bagnara<br />
P.zza Dante, 89, Napoli</p>
<p>Interverranno:<br />
Scialom Bahbout, rabbino capo di Napoli<br />
Renato d’Andria, presidente Fondazione Gaetano Salvemini<br />
Stefano Wölfler, pittore</p>
<p>Coordina Suzana Glavaš</p>
<p>La violinista Myriam Labiausse eseguirà la suite<br />
Baal Shem di Ernest Bloch</p>
<p>Con il sostegno della Fondazione Gaetano Salvemini e della Comunità ebraica di Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="mostra Kaballart" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/image2.jpg" alt="mostra Kaballart" width="230" height="173" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama Kabballart questo nuovo modo di impiegare le arti visive come vie di accesso intuitiva e immediata ai segreti esoterici della mistica ebraica nascosti nel Testo Sacro, attraverso le lettere, l’analogia delle loro forme e l’applicazione delle tecniche esoteriche alfabeto-numeriche alle parole ebraiche che esse compongono e ricompongono. Le sue opere sono realizzate con diverse tecniche classiche e moderne, come la pittura a olio, l’acrilico, l’acquerello e l’impiego di diversi altri materiali. Pur affrontando spesso temi cari all’ebraismo, Shazarahel propone una riflessione universale sulle nuove sfide dell’epoca moderna, incentrate sul dialogo tra la scienza e la sapienza degli antichi Maestri. In questo senso, anche a livello tecnico, si propone come un ponte di congiunzione fra diverse epoche, fra antico e moderno, fra passato e futuro. Shazaharel ha compiuto i suoi studi artistici in Italia e si è poi definitivamente stabilita in Israele, dove dipinge, espone e scrive libri.   Rahel nasce in Italia nel 1973. Dall’età di venti anni si immerge nello studio appassionato della Torah e degli scritti dei Maestri della tradizione ebraica.  Prima di approfondire lo studio della lingua ebraica, affronta il Testo Sacro in modo visivo e artistico: la forma delle lettere e l’analogia delle forme le schiudono i segreti che si nascondono dietro le parole del Testo Sacro e la conducono così alla Kabbalah. La sua ricerca spirituale è al centro della sua ricerca artistica, i due linguaggi si fondono l’uno nell’altro e il talento artistico è presto messo al servizio della Torah. Dal 2004 si trasferisce in Isreale, stabilendosi a Gerusalemme.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Info</span>:<br />
Casa editrice Tullio Pironti<br />
Tel. 081 549.97.48            sito: <a href="http://www.tulliopironti.it/" target="_blank">www.tulliopironti.it</a><br />
Tel. 081 21.80.169 e- mail: <a href="mailto:editore@tulliopironti.it/" target="_blank">editore@tulliopironti.it</a><br />
Fax 081 564.50.26</p>
<p>Shazarahel</p>
<p style="text-align: justify;">sito: <a href="http://kabballart.com/cinuweb/shazarahel.html" target="_blank">kabballart.com/cinuweb/shazarahel.html</a><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>e-mail: <a href="mailto:kabballart@gmail.com/" target="_blank">kabballart@gmail.com</a></p>
<p>Ulteriori info:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI"> </a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=gWYgFnpv-BI</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>RAV BAHBOUT ALLA MOSTRA &#8220;GENESI E CABBALA&#8221;</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/rav-bahbout-alla-mostra-genesi-e-cabbala</link>
		<comments>http://www.fondazionesalvemini.it/rav-bahbout-alla-mostra-genesi-e-cabbala#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 22:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fondazionesalvemini.it/?p=884</guid>
		<description><![CDATA[Il 28 aprile 2011, presso la Libreria Guida PortAlba, alle 17.30 sarà presentata la mostra &#8220;Genesi e CAbbala&#8221;, inaugurata dal Prof. Shalom Bahbout, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli e del Meridione &#8211; Presidente della Touro University Rome.
La mostra vedrà l&#8217;intervento della sig.ra Suzana Glavas, docente di lingua croata all’Università “L’Orientale” di Napoli dell&#8217;arch. Franco Lista, del giornalista Maurizio Vitiello ed un rappresentante della Curia di Napoli.
Esporranno 14 artisti napoletani e non, tra cui spicca la figura dell&#8217;artista isrealiana Shazarael. Il programma prevede anche un commento musicale da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 28 aprile 2011, presso la Libreria Guida PortAlba, alle 17.30 sarà presentata la mostra &#8220;Genesi e CAbbala&#8221;, inaugurata dal Prof. Shalom Bahbout, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli e del Meridione &#8211; Presidente della Touro University Rome.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra vedrà l&#8217;intervento della sig.ra Suzana Glavas, docente di lingua croata all’Università “L’Orientale” di Napoli dell&#8217;arch. Franco Lista, del giornalista Maurizio Vitiello ed un rappresentante della Curia di Napoli.</p>
<p>Esporranno 14 artisti napoletani e non, tra cui spicca la figura dell&#8217;artista isrealiana Shazarael. Il programma prevede anche un commento musicale da parte di Alessandro de Santis che proporrà musica d&#8217;ambiente.</p>
<p>Saranno presenti, oltre ai giornalisti,gli esponenti dell&#8217;associazione ONLUS &#8220;Alfredo Guida-amici del libro&#8221;, il sig.Mario Guida, un pubblico di appassionati ed elementi di spicco della Comunità ebraica di Napoli.</p>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GESÙ CRISTO: UN EBREO OSSERVANTE?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 22:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 22 maggio 2011; 6:00 pm; ] Iniziativa presentata RAV SCIALOM BAHBOUT, Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d'Italia.
Rav Scialom Bahbout a partire da questa affermazione di Paolo Flores d'Arcais affronterà i temi:
- Centralità dello Shabat nella vita spirituale ebraico
- Radunare le tribù d'Israele nella Terra d'Israele
- La questione del sacrificio espiatorio nella Torà...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Iniziativa presentata RAV SCIALOM BAHBOUT, Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Rav Scialom Bahbout a partire da questa affermazione di Paolo Flores d&#8217;Arcais affronterà i temi:</p>
<p style="text-align: justify;">- Centralità dello Shabat nella vita spirituale ebraico</p>
<p style="text-align: justify;">- Radunare le tribù d&#8217;Israele nella Terra d&#8217;Israele</p>
<p style="text-align: justify;">- La questione del sacrificio espiatorio nella Torà</p>
<p style="text-align: justify;">- L&#8217;origine ebraica dei termini cristiani: Messia, profeti, fede e pentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">- Origine ebraiche delle popolazioni del Meridione d&#8217;Italia e ricerca genealogia, il significato della missione profetica del profeta Eliahu.</p>
<p style="text-align: justify;"><img title="Gesù osserva Gerusalemme" src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/renato-dandria-locandina_shalom.jpg" alt="Gesù ebreo Renato d'Andria" width="544" height="385" border="0" /></p>
<div style="text-align: justify;"><img src="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/images/stories/renato-dandria-rav_bahbout.jpg" alt="" width="175" height="211" border="0" /></div>
<div>
<p>- Rabbino capo delle comunità ebraiche di Napoli del Mezzogiorno d&#8217;Italia.</p>
<p>- Presidente dell&#8217;Università di Touro International a Roma.</p>
<p>- Professore a riposo dell&#8217;Università la Sapienza di Roma.</p>
<p>- Presidente del comitato scientifico della fondazione Gaetano Salvemini</p>
<p>per il dialogo tra i paesi del Mediterraneo e del Mar Caspio.</p>
<p>- Fondatore dell&#8217;Accademia Itzhak Abravanel di studio ebraici comprati.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Relatore</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Rav Scialom Bahbout&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">Testo introduttivo della conferenza:</p>
<p style="text-align: justify;">(di Fernando Curci e Jonathan Curci)</p>
<p style="text-align: justify;">La Conferenza del prof. Rav Scialom Bahbout si auspica di lanciare una serie di dialoghi tra mormoni ed ebrei nel contesto piu’ largo del dialogo ebraico-cristiano in Italia.<br />
Renato d&#8217;Andria &#8211; il presidente della Fondazione Gaetano Salvemini per il dialogo tra i paesi del Mediterraneo e del Mar Caspio (<a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/" target="_blank">www.fondazionesalvemini.</a>it) &#8211; sponsorizza questa conferenza nel quadro della sua rivista quadrilingue (ebraico, arabo, inglese e italiano) Genesi (<a href="http://www.genesijournal.org/" target="_blank">www.genesijournal.org</a>).Per introdurre al pubblico dei santi degli ultimi giorni (SUG) questo argomento, ci proponiamo di&#8230; <a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=66&amp;Itemid=65">Continua</a></p>
<p style="text-align: justify;">Link utili per la conferenza:</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=3" target="_blank">Israel tours curci e Renato D&#8217;Andria</a><br />
Viaggi studio sulle tre fedi monoteiste in Terra Santa</div>
<div style="text-align: justify;"><a title="Corso ebraico di Roberto Asioli" href="http://www.corsodiebraicobiblico.it/">Corso di Ebraico</a><br />
Corso di ebraico di Roberto Asioli</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=16" target="_blank">Israel revealed </a><br />
Viaggi culturali organizzati in terra santa</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazionegaetanosalvemini.org/index.php?option=com_banners&amp;task=click&amp;bid=17" target="_blank">Mormons and jews</a><br />
B&#8217;nai Shalom è un&#8217;organizzazione di Mormoni ed ebrei.</p>
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		<title>MEZZOGIORNO: UN RISCATTO VERO NEL NOME DI GAETANO SALVEMINI</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 23:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.  Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gaetano Salvemini, figura complessa di pensatore e statista, è autore di numerosi scritti nei quali ha contestato l’unità d’Italia così come è stata attuata dai piemontesi. Un processo che ha comportato la dura repressione del Sud, di un mondo assai migliore rispetto a quello portato dai piemontesi.  Forze d’occupazione che agivano non nell’intento di dar vita ad obiettivi comuni e condivisi, ma solo per attuare il completo asservimento di un popolo all’altro. Il popolo che così soggiaceva era stato ricco di cultura e produttività ben prima degli stati del Nord. Ma aveva l’unico “torto” di non essere un popolo belligerante.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvemini, leader di una giustizia vera ed alfiere dell’equilibrio economico e sociale nel Paese, ha documentato questa storica ingiustizia e la mancanza di libertà cui sono stati costretti i popoli meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è al grande pensatore che si dovrebbe oggi ispirare un movimento di riscatto del Mezzogiorno nei confronti degli ex dominatori, ai quali si sono ormai avvicendati i Padani. Anzi, i Padano-Piemontesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Renato d&#8217;Andria</p>
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		<title>GIORNO DELLA MEMORIA E DELLE VITTIME DEL NAZIFASCISMO 2011</title>
		<link>http://www.fondazionesalvemini.it/giorno-della-memoria-e-delle-vittime-del-nazifascismo-2011</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 22:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 31 gennaio 2011; 12:00 pm; ] Esecuzione de La Favola di Natale di Giovannino Guareschi e Arturo Coppola per narratore, coro maschile e orchestra (Oflag XB Sandbostel, dicembre 1944) che si terrà lunedi 31 gennaio p.v. alle ore 21,00 presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana, via Flaminia 118, Roma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: center;">La <strong>Fondazione Gaetano Salvemini</strong></p>
<p style="text-align: center;">in collaborazione con:</p>
<p style="text-align: center;">Ipazia Preveggenza Tecnologica s.c.a r.l., Roma<br />
Federculture, Roma<br />
Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria, Barletta<br />
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Roma<br />
Associazione Musicale I Suoni del Sud, Foggia<br />
Associazione Musicale Diapente</p>
<p style="text-align: center;">organizza:</p>
<p style="text-align: justify;">Esecuzione de La Favola di Natale di Giovannino Guareschi e Arturo Coppola per narratore, coro maschile e orchestra (Oflag XB Sandbostel, dicembre 1944) che si terrà lunedi 31 gennaio p.v. alle ore 21,00 presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana, via Flaminia 118.</p>
<p>dott. Renato D&#8217;Andria<br />
Presidente della Fondazione Gaetano Salvemini<br />
info cell. 3391971652<br />
centrostudisalvemini@gmail.com</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>FAVOLA DI NATALE DI GUARESCHI</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 22:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 31 gennaio 2011; 12:00 pm; ] Dicembre 1944, Gennaio 2011.
Una serata importante. Guareschi per la seconda volta, dai non lontani tempi dei lager nazisti, riusciva a mettere in scena la sua Favola di Natale. Questa volta pero’ non una baracca per palcoscenico e strumenti di fortuna, ma venticinque preparatissimi musicisti ognuno accompagnato dal suo strumento perfettamente accordato in una sala dell’opulente centro di Roma.
E cosi’ il 31 di Gennaio 2011, la magia della Favola di natale si ripete. E..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dicembre 1944, Gennaio 2011.</p>
<p>Una serata importante. Guareschi per la seconda volta, dai non lontani tempi dei lager nazisti, riusciva a mettere in scena la sua Favola di Natale. Questa volta pero’ non una baracca per palcoscenico e strumenti di fortuna, ma venticinque preparatissimi musicisti ognuno accompagnato dal suo strumento perfettamente accordato in una sala dell’opulente centro di Roma.</p>
<p>E cosi’ il 31 di Gennaio 2011, la magia della Favola di natale si ripete. E..</p>
<p>La sala Casella della Filarmonica Romana di via Flaminia, dove si e’svolto il concerto, e’ gremita gia’ ben prima dell’ora prevista per il sipario.</p>
<p>La gente occupa i posti ordinatamente, ognuno di loro ha nel cuore aspettative, pensieri, motivazioni diverse per essere presente quella sera… Per essere li ad ascoltare una favola di natale ma il 31 di gennaio, scritta da un grande artista ma sicuramente non nel periodo che lui stesso ricorderebbe come il migliore della sua vita, il periodo tra i piu’ bui della nostra storia, in cui fu prigioniero come milioni di altre persone nei campi di concentramento e di sterminio nazisti.</p>
<p>Eppure la sala e’ gremita&#8230;.</p>
<p>Alle 21:00, perfettamente in orario, il sipario si apre.</p>
<p>Scialom Bahbout, Rabbino Capo delle Comunità ebraiche di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia nonché presidente del comitato scientifico della Fondazione Salvemini, presenta la serata: “quale meravigliosa occasione “ dice per promuovere il dialogo interreligioso, il “ricordo della memoria” (vedi la ricorrenza del Giorno della memoria delle vittime del nazifascimo) e ripetere al mondo, o perlomeno a chi era presente quella sera, che non solo gli ebrei hanno sofferto nei campi nazisti, ma anche milioni di altri che come Guareschi non erano ebrei ma chissa’ per quali “crimini” costretti a vivere quell’incubo.</p>
<p>Dopo il Rav Bahbout il presidente della Fondazione “Gaetano Salvemini per il dialogo tra i paesi del bacino del Mediterraneo e del Mar Caspio”, Renato D’andria, che ha sponsorizzato l’evento, da il benvenuto ai presenti con un discorso fondato sul tema del dialogo come soluzione dei conflitti inter-etnici. D’andria introduce poi il famoso pianista Francesco Lotoro con il seguito di artisti che con lui collaborano e ringrazia le istituzioni, personaggi del mondo politico e dell’informazione, in primis cita il telegramma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dei Ministri Brunetta e Frattini, come dell’onorevole Casini ecc., che non potendo essere presenti hanno comunque dimostrato di gradire l’iniziativa rispondendo all’invito con scritti di apprezzamento, incoraggiamento e rammarico per la mancata partecipazione.</p>
<p>Questo successo di risposte istituzionali si è realizzato grazie allo sforzo organizzativo di alcuni membri della Chiesa che lavorano nella rivista quadrilingue della Fondazione nella sua rivista Dr. Jonathan Curci (direttore editoriale di www.genesijounal.org) e come consulenti pubblicitari Emanuele Guidara e la sua collaboratrice Annalisa DeRobertis.</p>
<p>Quindi e’ la volta di Francesco Lotoro, che dopo una breve presentazione dell’autore, della sua favola e di chi con lui collaboro’ (Coppola scrisse le musiche), lascia la parola ai musicisti ed ai loro strumenti.</p>
<p>Ecco il sipario.</p>
<p>Dalla prima all’ultima nota, la fantasia di Guareschi, il talento di Coppola, la bravura dell’orchestra e la capacita’ espressiva del narratore, accompagnano lo spettatore attraverso questo viaggio nel “Paese della pace” e il “Paese della Guerra” come scrive l’autore.</p>
<p>Un viaggio da vivere e percorrere attraverso gli occhi di un bambino, che nella favola di Guareschi si chiama Albertino, che insieme alla sua nonnina, un cane ed una lucciola, partono dal Paese della pace alla ricerca del papa’ internato nei campi di lavoro nel Paese dalla Guerra. In questo viaggio incontreranno animali parlanti, funghi magici e altri personaggi fantastici.</p>
<p>Il sipario si chiude e gli occhi e gli animi di chi ha partecipato non sono piu’ gli stessi.</p>
<p>Grandi applausi per tutti. Per i musicisti, gli interpreti, per Guareschi che piu’ di sessanta anni fa volle strappare un sorriso e rifocillare se non il ventre almeno gli animi dei suoi sfortunati compagni di baracca, scrivendo e organizzando l’interpretazione di questa favola.</p>
<p>Grandi applausi per il presidente della Fondazione G. Salvemini, il dott. Renato D’andria, che sponsorizzando e sostenendo iniziative come questa ha dimostrato sincero interesse e sensibilita’ per temi delicati e sempre attuali quali il dialogo tra le religioni e i popoli quando divisi in Stati possono destabilizzare la pace e la sicurezza nel nostro contesto geopolitico del Mediterraneo.</p>
<p>Sostenere la “memoria” è nella religione israelitica un precetto imprescindibile della Tora’ (lizkor in ebraico è il nome di una delle due candele che la donna accende prima dell’inizio di shabbat in ogni casa ebraica); la memoria nel cristianesimo in Italia è un dovere per non ripetere questi gravi errori nel nostro presente e futuro mentre “rimembrare”, come nella preghiera sacramentale nella nostra Chiesa, ritengo, significhi, un rinnovo di alleanze per il perfezionamento del popolo di Sion.</p>
<p>Come ogni serata di rilievo che si rispetti, musicisti, collaboratori, sponsor e amici di tutte le religioni presenti si festeggiano e si salutano davanti ad un buon piatto caldo nel ristorante Kasher Yotvata del ghetto ebraico di una Roma, data l’ora, ormai addormentata.</p>
<p><strong>Annalisa Derobertis</strong></p>
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		<title>Gaetano Salvemini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 14:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconto]]></category>

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		<description><![CDATA[«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere».
Gaetano Salvemini (Molfetta, 8 settembre 1873 &#8211; Sorrento, 6 settembre 1957) è stato uno storico, politico e antifascista italiano.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere».</em></p>
<p>Gaetano Salvemini (Molfetta, 8 settembre 1873 &#8211; Sorrento, 6 settembre 1957) è stato uno storico, politico e antifascista italiano.</p>
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		<title>Chi siamo</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 14:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Fondazione Gaetano Salvemini nasce per sostenere concretamente lo sviluppo ed il progresso dei popoli che vivono nell’area vasta del Bacino Mediterraneo. Un territorio esteso, fra i più antichi del pianeta e fra i più ricchi di cultura, storia, tradizioni, risorse naturali, ma nel quale occorre sostenere il riequilibrio delle condizioni di vita, dei diritti umani e dei processi di libertà sociale e civile delle popolazioni.&#8221; Renato d&#8217;Andria
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La Fondazione Gaetano Salvemini nasce per sostenere concretamente lo sviluppo ed il progresso dei popoli che vivono nell’area vasta del Bacino Mediterraneo. Un territorio esteso, fra i più antichi del pianeta e fra i più ricchi di cultura, storia, tradizioni, risorse naturali, ma nel quale occorre sostenere il riequilibrio delle condizioni di vita, dei diritti umani e dei processi di libertà sociale e civile delle popolazioni.&#8221;</em> <strong>Renato d&#8217;Andria</strong></p>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 11:41:07 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 11:41:34 +0000</pubDate>
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		<title>Organi direttivi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:13:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presidente
Renato D&#8217;Andria
&#160;
Segretario generale
Vincenzo Palladino
&#160;
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presidente</strong></p>
<p>Renato D&#8217;Andria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Segretario generale</strong></p>
<p>Vincenzo Palladino</p>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 11:41:48 +0000</pubDate>
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		<title>Comitato scientifico</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 08:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Fai parte della Community</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 11:42:10 +0000</pubDate>
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		<title>Aderisci</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Struttura organizzativa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 10:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a_creta</dc:creator>
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       Rosa Rita Pennarola

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Secretary
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&#160;
&#160;
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		<title>Sezione in allestimento</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 14:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>evelyn</dc:creator>
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